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In Primo Grado da 15 (QUINDICI) anni

25 November 2008 1,258 views 2 Comments
UNDICI con la dott. PATRIZIA POMPEI

Mentre il Tribunale di Firenze, con il concorso della dott. Patrizia Pompei, mantiene la causa bloccata da 15 anni in primo grado, quella dei truffatori Boni Sandro e Boni Maurizio è andata avanti fino a poter sfrattare Gino e Zionela dalla loro casa.

PATRIZIA POMPEI una che a caro prezzo ci impiega
OTTO ANNI (OTTO) PER INTERROGARE UN TESTIMONE!

Ma come fa il Ministero di Giustizia a tenersi il danno di un magistrato cosi inefficiente che impiega tanto tempo per risolvere una causa fondata su titoli esecutivi insoluti? Date il lavoro a uno dei tanti giovani preparati ma disoccupati che sappiano onorare l’incarico.

LA DOTT. POMPEI PATRIZA RIGETTA LA QUERELA PER FALSO DI DUE DOCUMENTI CHE ATTESTANO PAGAMENTI MAI AVVENUTI.

Benché ci siano le prove di falsità, la dott. Patrizia Pompei, giudice della causa 9301/93, ha respinto la querela di falso presentata da Zionela verso due documenti che attestano pagamenti mai avvenuti. Seguirà un ricorso alla Corte di Appello di Firenze, dove tutte le domande di Gino e Zionela vengono sistematicamente rigettate, perchè lì ci lavorano magistrati ai quali interessa, anche per parenti, che la vicenda rimanga insabbiata. A cominciare dal giudice Valentino Pezzuti, complice del Puliga nella frode commessa a danno della famiglia Sannino. (Per chi volesse approfondire, rimandiamo alla relazione della Squadra Mobile sulla vicenda).

L’anno scorso Gino e Zionela si erano rivolti al Presidente del Tribunale di Firenze dott. Ognibene, chiedendo un suo intervento, ma la risposta fu negativa e non solo, a questa risposta seguì il rigetto di un’opportuna richiesta di astensione della dott. Pompei. Se il Presidente del Tribunale avesse considerato a dovere la questione, si sarebbe evitato che la mordace dottoressa, apertamente schierata coi Boni, scrivesse l’annunciata sentenza.

Ricordiamo che la vicenda dura da quasi un ventennio (è iniziata nel 1989 con il Puliga e il Pezzuti) ed è ben conosciuta dalla magistratura fiorentina, sia per la mole di atti (elenco procedimenti) e di magistrati che sono intervenuti (elenco magistrati), sia perchè trattasi di una vicenda pubblicata più volte dai mezzi di comunicazione. (video rai, video grillo, Giornali).

I magistrati fiorentini non hanno avuto alcun pregiudizio nel mostrare che sorreggono la frode dei Boni, neanche come, con apposita inerzia e provvedimenti, torturano i Sannino che sono la parte defraudata. Se la prendono con due persone che, chiedendo il riconoscimento dei loro diritti a magistrati competenti ma strafottenti, continuano a ricevere soltanto duri colpi, ma i Sannino si ripigliano, e richiedono alla magistratura che sia loro restituito il patrimonio commerciale e immobiliare tolto con frode per opera del giudice Sebastiano Puliga e complici.

Il rigetto della querela di falso, come minimo aggiunge altro tempo, indefinito, per la risoluzione del caso. I Sannino, devono ricorrere in appello per evitare che la sentenza si convalidi passando in giudicato. Sono trappole che vengono collocate dagli esperti (in questo caso il giudice della causa dott. Patrizia Pompei) per portare allo estremo i Sannino che, loro malgrado, vivono condizionati da sussulti e dall’incertezza.

Giuridicamente rappresenta, oltre che estorsione dell’arresa mediante tortura, la violazione della legge sul diritto fondamentale dell’uomo di vedere la sua causa valutata da un tribunale neutrale in tempi ragionevoli, la violazione del diritto d’accesso ad un tribunale, ecc.

Umanamente questo provvedimento toglie le speranze ai due coniugi, di 63 e 57 anni, di vedere la conclusione dell’ingiusta vicenda. In modo particolare e ancor più riprovevole, risultano danneggiati i figli ai quali è stata usurpata, dai magistrati fiorentini, quella vita migliore alla quale avevano diritto, ricordando che erano bambini quando la vicenda è cominciata.

La supervia di alcuni magistrati, nel caso Sannino, è andata fuori da ogni normalità, e ripercuote nella società in modo grave, rientrando nel concetto anche l’idea che siamo davanti a giudici socialmente pericolosi, persone che, senza tentennamenti, travisano il loro potere e facoltà, per cui qualsiasi cittadino ne è a repentaglio. Si ha purtroppo a che fare con lobby assai potenti dentro la magistratura fiorentina, che pilotano i magistrati, che mettono in conto la durata media della vita di una persona, raggiungendo spesso il traguardo di accorciarla dai dispiaceri e la sofferenza.

I coniugi sono facilmente annientabili visto il potere dei loro persecutori, ovvero corrotti mafiosi collusi con magistrati fiorentini e bolognesi.

Sulle prove del falso:

-Dopo avere rifiutato, la dott. Patrizia Pompei, l’interrogatorio del Lozzi e del Boni, l’unico testimone, sentito dopo 8 anni, ha confermato la falsità dei documenti.

Quali siano state le motivazioni non lo sappiamo, ma guardate gli estratti di questi documenti, tutti nel fascicolo della dottoressa Patrizia Pompei:

-estratto perizie CTU Parrini

-estratto perizia CTP Capisani

-accertamenti sul falso Guardia di Finanza

-accertamenti sul falso dei Carabinieri (.pdf)

-lo stesso contratto con cifre diverse (.pdf)

-5 (cinque) saldi con date e cifre diverse per un totale di 750 milioni in luogo dei 300 che dovevano pagare: Vedi qui (.pdf)

  • il 12.06.1993 avrebbe dato un acconto di 90.000.000
  • prima del 30.06.1993 avrebbe già dato in più 233.000.000
  • il 22.07.1993 avrebbe saldato tutto con 100.000.000 di lire
  • il 26.07.1993 un ulteriore saldo con 230.000.000 o 244.000.000
  • il 27.07.1993 ancora avrebbe saldato di nuovo tutto con 100.000.00 di lire

Tutto in contanti, ed era così “inesperto” e “fidato” il Marcucci che avrebbe lasciato le cambiali!. Leggi il suo certificato penale GUARDA QUI (.pdf): estorsione, truffa aggravata, ricettazione continuata, assegni a vuoto.

Rivolgiamo di nuovo un appello al Presidente della Repubblica, al Parlamento ed al Consiglio Superiore della Magistratura perchè si smetta con questo crimine verso i coniugi Sannino i quali hanno dimostrato di essere stati gravemente defraudati ma, nonostante tutto, i magistrati fiorentini continuano a devastare la loro esistenza.

Al Presidente del Tribunale di Firenze dott. Ognibene diciamo di prendersi la sua responsabilità.

“Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico d’impedire, equivale a cagionarlo”

ART. 40, COMMA 2 DEL CODICE PENALE ITALIANO

2 Comments »

  • Zionela said:

    Ora non c’è più il giudice Pompei, è stata sostituita con altro giudice che ha riunito le cause che erano state separate dalla dott. Pompei

  • zionela said:

    Ora è in primo grado da diciasette anni..

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