Udienze del 16 e 23 marzo 2009
Udienze del 16 e 23 marzo 2009
Procedure: Ruspoli.
Testimoni: Maria Grazia Gori, Nidiaci, Maria Cristina Paoli, Ottobri, Franco Pacini, Costagli
Al teste Ottobri furono rivolte domande sull’Hotel Demidoff. Il teste confermava che gli affari dell’Hotel Demidoff, di proprietà della soc. Europa 92 dei Frosali, andavano bene, anzi molto bene.
La vicenda del Palazzo Ruspoli
Il Palazzo Ruspoli è uno storico e prestigioso immobile che si trova vicino al Duomo di Firenze in Via Martelli. È uno dei numerosi immobili, come il Demidoff, oggetto d’affare per Puliga e il suo comitato presso il Tribunale di Firenze.
Nel 1995 il Palazzo Ruspoli era stato pignorato e il procedimento fu per tanto affidato al giudice delle esecuzione dott. Emanuele Riviello. Non si trattava quindi di un fallimento ma di una procedura esecutiva. Presto Sebastiano Puliga si agguantò il procedimento per gestire la vendita al posto del giudice Emanuele Riviello.
I proprietari del Palazzo Ruspoli erano, per un 70%, il sig. Sostene Gori e per il 30% sua figlia sig.ra Maria Grazia Gori.
Fra le persone coinvolte oltre all’imputato Sebastiano Puliga, ci sono l’industriale Mario Becagli, Lucia Figini, Mariella Giannone, Sergio Rossi, l’Avv. Umberto Nidiaci.
La procedura
Per prima cosa Puliga precluse la possibilità ai proprietari Gori di partecipare alla gara per recuperare il loro immobile. Infatti la fissazione dell’udienza per la vendita fu loro notificata dopo che l’udienza si era già tenuta e poi respinse una istanza dell’avvocato dei Gori di sospendere l’udienza dell’asta.
Vennero mese in atto una serie di manovre per neutralizzare anche le altre offerte e fare in modo che l’immobile venisse aggiudicato alla soc. Firenze Investimenti Developer dell’industriale pratese Mario Becagli e di Sergio Rossi.
Quando il giudice delle esecuzioni dott. Riviello andò in ferie nel 2000, Puliga prese il suo posto, procedendo a tutto gas e fissando udienza per il 29 agosto dove subito nominò la sua amante Mariella Giannone custode del palazzo.
Il palazzo Ruspoli doveva essere venduto a lotti ed erano già state presentate numerose offerte di acquisto di lotti, modo di vendita che sarebbe stato molto più conveniente per la procedura ma il giudice Sebastiano Puliga decise di venderlo in un solo lotto accogliendo il ricorso presentato dall’ avvocato Umberto Nidiaci, legale della banca creditrice BNL nonché consigliere in una delle società che parteciparono alla gara, la Firenze Investimenti Developer. Puliga dispose che la vendita fosse senza incanto e anche una pubblicazione piuttosto scarsa e soltanto di dieci giorni in luogo di 60.
L’asta
All’asta parteciparono la società Firenze Investimenti Developer dell’industriale pratese Mario Becagli e Sergio Rossi.
Era interessata all’acquisto anche la società Deltaplano, anche questa facente capo a Sergio Rossi. L’offerta della Deltaplano era superiore fino a due miliardi e mezzo, ma Puliga la escluse dalla gara motivando che l’offerta era stata presentata in ritardo di una quarantina di minuti.
Un altro partecipante era un commerciante di Prato, il sig. Egiziano Maestrelli.
L’immobile fu assegnato alla Firenze Investimenti Developer il cui consiglio di amministrazione era composto fra altri da Beccagli, Rossi e, come detto, dall’Avv. Umberto Nidiaci che era anche il legale della BNL creditore principale nella procedura.
L’affare per Puliga, Figini e Giannone
Giannone come sopra detto prese lo stipendio come custode del Palazzo Ruspoli. La Figini invece, da appunti manoscritti riportanti “spese varie”, riconosciuti da un teste in udienza, per l’aggiudicazione del Palazzo Ruspoli avrebbe ricevuto 200 milioni (uguale importo era destinato ad altra commercialista bolognese, Santagata, consulente del Rossi).
Nell’udienza emerse inoltre l’industriale Becagli era uno di quei clienti che la Figini col Baldassarri avevano tolto allo Studio Bandettini.
Se ti ritiri dalla gara ti do 400 milioni
Nel biglietto vi era trascritto anche una “spesa” dei 400 milioni promessi a Egiziano Maestrelli, al quale Beccagli gli offrì 400 milioni per non presentare offerte rinunciando quindi ad una eventuale aggiudicazione. Emerse che nei presi dello studio dell’Avv. Nidiaci ci fu una accesa lite fra il Maestrelli e il Becagli perché questo non voleva poi riconoscere al Maestrelli i 400 milioni promessi.
La prossima udienza è fissata per il 26 marzo per sentire il giudice Valentino Pezzuti.



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[...] del Palazzo Ruspoli. Il teste ha confermato quanto emerso nell’udienza del 16 e 23.03.09 (http://www.casosannino.com/16-23-032009/) in relazione alla sua sostituzione da parte del Puliga nella [...]