Home » Fallimentopoli

Udienza del 17.11.2008

17 November 2008 1,108 views No Comment

Udienza del 17.11.2008

Sono stati sentiti i dottori Scarfi, Fazzini e Verruchi, consulenti tecnici incaricati dalla Procura di Genova nelle indagini, e la dott. Maura Cenci, curatrice della procedura Bianconi Marco.

Soprattutto si è chiesto ai testi di riferire sulle modalità di liquidazione dei compensi ai coadiutori nelle procedure Bijoux Cascio, Bianconi Marco, Bruni spa e Longinotti.

La prasi, il comportamento prudenziale ed i criteri di economicità, che devono essere tenuti da parte del curatore, non erano stati assolutamente rispettati. Vi erano remunerazioni ad ore che arrivavano anche a 180.000 lire l’ora. Si applicava la tariffa professionale invece che quella giudiziaria, che è molto più conveniente per i creditori, perché quando il valore della procedura supera il miliardo, il compenso non può andare oltre una certa soglia. Non è compito del curatore fare anche la perizia, ma il concetto di nomina di un perito è una questione di “discrezionalità, competenza e serietà del curatore nel valutare se è necessaria la collaborazione di un professionista esterno oppure no”.

Si è fatto riferimento al comportamento del dott. Valentino Pezzuti quale giudice delegato ai fallimenti. Il giudice Valentino Pezzuti appare coinvolto in eventi di natura poco trasparente ed anche corruttiva, è marito dell’Avv. Emma Schettini, nominata coadiutore in procedure condotte dal principale imputato del processo a Genova, Sebastiano Puliga, per anni collega d’ufficio e noto amico del Pezzuti. In ambito alle procedure concorsuali trattate in questa udienza, il Puliga è accusato di corruzione continuata ed aggravata, per avere percepito dai professionisti da lui incaricati circa il 25% dei compensi che lui liquidava loro.

Il patrimonio della Bijoux Cascio fu così svenduto: l’azienda di produzione di un valore di 220 a 420 a 58 milioni di lire; il marchio di 2.400.000.000 a 450.000.000 e il magazzino prodotti da 260 a 250 milioni.

Sulla Bijoux Cascio veniva contestato il modo in cui Lucia Figini divenne perito della procedura: il dott. Fregoso aveva chiesto al giudice delegato, Valentino Pezzuti, la nomina di un coadiutore senza indicare nessun nominativo e Pezzuti autorizzava, anche lui, senza indicare nessun nominativo. Quindi la Figini entra nella procedura senza essere indicata ne dal curatore ne nominata dal giudice. Dopo la nomina, il curatore si rivolge nuovamente a Pezzuti dicendo bisogna accelerare i tempi nella valutazione della Bijoux (magazzino, due negozi e il marchio), perché sta avendo richieste urgenti di valutazione e quindi chiedeva espressamente la nomina di altri due periti. Questa volta il Pezzuti autorizzava nominando il dott. Taverna e la dott. Di Tullio. Con successiva istanza il dott. Fregoso chiese al giudice di rivalutare la scelta di questi ultimi due professionisti nominati, ritenendo che sarebbe stato più conveniente, per economia nella procedura e per questioni di rapidità, assegnare anche questi incarichi alla Figini. Il Pezzuti accoglie la richiesta revocando l’incarico al dott. Taverna e alla dott. Di Tullio e nominando la Figini al loro posto.
Le giustificazioni di rapidità ed economia vennero in seguito completamente smentite dai fatti perché non c’erano trattative e non era stata riscontrata l’economicità da parte dei consulenti durante le indagini nelle emergeva anche che le stesse modalità di nominare un perito si erano ripetute anche in un’altra procedura assegnata al Pezzuti, la Volta Industries.

Tre mesi dopo circa la Figini emise una notula per oltre 50 milioni, calcolata in base ai valori massimi della tariffa professionale dei dottori commercialisti, quando doveva essere applicata la meno onerosa tariffa giudiziaria trattandosi di un coadiutore della procedura.
Veniva inoltre evidenziato che la Figini non poteva assumere incarichi in quanto convivente di Puliga giudice della sezione fallimentare, sussistendo, pure per questo motivo, una rinuncia della Figini agl’incarichi comunicata precedentemente al Tribunale e all’Ordine dei dottori commercialisti.
Per la liquidazione del compenso alla Figini il dott. Fregoso aveva presentato al giudice una notula evidenziando in neretto l’ammontare comprensivo di cap e iva, ma per una “svista” il Puliga liquidava alla sua compagna il totale più cap e iva.

Emergeva inoltre che il dott. Fregoso, diversamente a quanto ottenuto dalla Figini, non aveva riscosso niente durante la procedura.

Sul fallimento Bianconi, è stata sentita la Curatrice dott. Maura Cenci, la quale riferiva su due perizie di stima del valore di quote e partecipazioni nelle soc. Gli Olivi spa e Vento srl di proprietà di Bianconi e per le quali era stato nominato il Prof. Bandettini. Ma più che il Bandettini se ne occupava la Figini che si era anche recata a Fucecchio presso lo studio Bonamici che seguiva Gli Olivi spa.

Per la liquidazione del compenso al perito, la prasi è che questo inoltra la notula al curatore, che da un suo parere, e poi la rimette al giudice perché provveda al decreto di liquidazione. Il Bandettini però, ignorando il curatore, presentò direttamente la notula al giudice che era il Puliga, il quale senza batter ciglio accolse la richiesta. La curatrice si presentò all’ufficio del Puliga per porre un suo disappunto ma non fu presa in considerazione e se ne andò offesa ed arrabbiata. Riferì il fatto al giudice Riccucci, il quale le disse di lasciar perdere.

La dott. Cenci, dopo avere riscontrato il mancato deposito di una delle perizie in cancelleria, ne aveva chiesto al Bandettini una copia, ma invece che documenti, riceveva richieste di pagamento. Senza neanche avere visto la perizia, la curatrice si vedeva costretta a pagare. Lo stesso giorno del pagamento trovò in cancelleria la perizia, con data di deposito successiva al decreto di liquidazione.

Leggendo il decreto di liquidazione, la Curatrice notava la presa di posizione del Puliga in favore del perito, dove il Puliga si scusava evidentemente ritenendo che avrebbe dovuto liquidare un importo superiore. Ma non andava bene la notula, fra i rilievi da fare c’èra un rimborso spese che non ci doveva essere.

La prossima udienza ci sarà il 1.12.2008.

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.