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Da 18 anni attendiamo giustizia, ma intanto chi ha usurpato i nostri beni ha ottenuto provvedimenti per sfrattarci.

Submitted by on March 7, 2011 – 3:46 pm6 Comments | 1,240 views
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Occhi Gino Sannino

Gino Sannino

Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico.

Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo.

Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura.

Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave.

Gino e Zionela Sannino

Gino Sannino e Zionela Belgrave

La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova).

Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura.

Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni.

Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare.

Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito.

È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni.

Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita’ della proprieta’ in vendita:

http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html

Pubblicita' della proprieta' di Gino e Zionela in vendita nello sito de la Edil Pitti S.R.L.

La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause.

Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata.

Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto.

Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa. Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.

Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:

http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip
http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/
http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip

Con la presente ci rivolgiamo a chi di competenza, ai capi degli uffici, ai magistrati stessi che hanno incarico attualmente le vicende, affinché valutino l’opportunità e la necessità di provvedere per evitare un’ulteriore ingiustizia nei nostri confronti. La Legge vuole che questa proprietà sia posta sotto sequestro per evitare il riciclaggio e la continuazione di questo crimine.

I coniugi Gino Sannino e Zionela Belgrave.
Via Boccagnello n.13 – 50039 Vicchio (FI)
Tlf. 055 8493570
334 97 86 937

 

Vedi qui il mappa della proprieta’ in Google maps

Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico.

Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo.

Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura.

Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave.

La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova).

Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura.

Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni.

Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare.

Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito.

È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni.

Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita’ della proprieta’ in vendita:

http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html

La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause.

Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata.

Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto.

Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine  peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa. Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.

Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:

http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip

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6 Comments »

  • Bruno Aprile says:

    La politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente perché non vuole e non ha interesse a fare ciò. Come farebbe ad usarla come strumento di potere se la politica facesse tutto ciò? I magistrati sono soggetti alla Legge (art. 101 Cost.) quindi basta fare leggi chiare che non diano troppe vie di interpretazione o lascino troppa discrezionalità ai magistrati ed il gioco sarebbe fatto. Fino a che un giudice potrà avvalersi del piccolo comma che gli consentirà di decidere diversamente allo spirito/sostanza emergente dalla legge… la legge,  anziché essere uguale per tutti (art. 3 Cost.), per qualcuno sarà più uguale.
    Democrazia Diretta, sovranità piena del popolo, è l’unica alternativa e soluzione.

  • bruno falzea says:

    Guai a chi tocca gli amici Gino e Zionela Sannino! Loro sono Persone che meritano rispetto e lottano per la Legalità e la Giustizia contro una banda di malfattori!!!
    Se qualcuno dovesse fare del male a Gino e Zionella riceverà altrettanto male!!!
    Bruno Falzea

  • Zionela says:

    non avevo letto questi commenti! grazie a tutti e due!

  • turendo says:

    Come nel caso Valco dove tutto è stato ottenuto con una catena di falsi: parte il curatore con i falsi..l’atto di primo sequestro è nullo ma l’avv.Pecorini Pietro di Firenze non si oppone contestandolo..poi seguono le autorizzazioni del giudice Giuntoli Giulio di Lucca che ha i documenti VERI e autorizza i FALSI del proprio pubblico ufficiale.. e così di causa in causa con tutti i “difensori” che non depositano i documenti veri…le archiviazioni di Quattrocchi con 2 falsi…e di falso in falso le cosche che controllano il tribunale di Lucca mettono le mani sui beni altrui..poi arriva Simonetti FREZZA Ilaria e attacca sulla base dei FALSI la Turendo set…poi le cause alle persone etc etc..Poi l’appello a Firenze “DIFESI” dall’AVV. BORSELLINO DOMENICO..che non accenna e non deposita gli atti che provano i FALSI..il sostituto MORICI che da l’OK avendo tutti gli atti che provano i FALSI…TUTTO E’ COPERTO DALLE “ISTITUZIONI”…nessuno riesce a fa RISPETTARE LA LEGGE !  ..nel caso di Gino idem…da tenere presente che il giudice Pezzuti citato adesso è a Lucca !!!
    SONO I SUDDITI CITTADINI CHE DEVONO RIBELLARSI A QUESTE CONGREGHE DI CIALTRONI…senza farsi imbambolare dai partiti .. destra-sinistra non hanno significato..in queste truffe ci sono tutti i colori con l’unico fine: I SOLDI !  I SUDDITI devono smettere di chiedere favori DEVONO PRETENDERE IL RISPETTO DELLE REGOLE !!!!!

  • Gino says:

    E’ vero Bruno, ma mentre si ha quel auspicabile cambio non è detto che i magistrati non abbiano leggi per fare giustizia;
    soprattutto quella dell’indipendenza, fortemente difesa perché ritenuta da loro indispensabile per garantire giustizia, per potere cioè emanare giuste sentenze o provvedimenti. Ma tale indipendenza viene spesso strumentalizzata dai magistrati che hanno l’obbligo di interpretare la legge secondo giustizia e non lo fanno favorendo il delinquente.
    Alla libertà di scelta della norma da applicare si sovrappone l’obbligo di interpretare secondo giustizia. Nel nostro caso le prove ci sono ma i magistrati non le vogliono prendere in considerazione, favorendo una situazione illecita.

  • Zionela says:

    A Turendo, avete visto anora su Pezzuti:
    http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/
    http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/
    C’è la mafia in Toscana e ce la fa perché non viene combattuta nè punita grazie a personaggi come questi

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