Bancarotta Sama sette a giudizio
Repubblica – 11 aprile 2008 pagina 9 sezione: FIRENZE
Sama Costruzioni è stata per una decina di anni un’ azienda leader in provincia di Firenze. Poi la crisi, la separazione fra i due soci fondatori, Emilio Santoni e Mario Margheri, l’ amministrazione controllata nel ‘ 97, il concordato preventivo nel ‘ 98. Il giudice delegato era Sebastiano Puliga. Quando, nel 2002, scoppiò lo scandalo dei fallimenti pilotati, tutte le procedure di cui si era direttamente occupato il giudice Puliga furono passate al setaccio. E’ nata così l’ inchiesta sulla Sama, che ieri è costata il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta a sette persone: Mario Margheri, i figli di Emilio Santoni, Carlo e Luca, e i quattro sindaci revisori. La posizione di Emilio Santoni è stata stralciata perché nessuno è riuscito a trovarlo. Da anni vive all’ estero, sembra in Romania, dove si è rifatto una vita. Secondo i pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco, il patrimonio della Sama venne irreversibilmente depauperato attraverso una serie di finanziamenti alla società Maxfinanziaria, per un ammontare complessivo di oltre 7 miliardi di lire. All’ epoca (fra il ‘ 90 e il ‘ 94) Emilio Santoni era presidente sia della Sama che della Maxfinanziaria. Secondo le accuse, un altro depauperamento del patrimonio Sama si ebbe nel ‘ 94 quando il consiglio di amministrazione, contro il parere dei sindaci revisori, decise di restituire ai soci versamenti in conto capitale (in realtà mai eseguiti) per 10 miliardi, portando il patrimonio netto contabile della società da 13 a 3 miliardi, e così «diminuendo sensibilmente le garanzie patrimoniali verso i creditori e i terzi». Seguì la costituzione della Costruzioni Margheri a cui la Sama conferì beni immobili e altri beni facenti parte del suo attivo, tenendosi l’ intero indebitamento. In ogni caso la Sama non è mai fallita ed è tuttora in concordato. Gli avvocati difensori Sandro Traversi, Giovanni Flora, Mario Taddeucci Sassolini, Filippo Bellagamba, Federico Bagattini e Gaetano Viciconte hanno contestato la ricostruzione dell’ accusa. E’ stato chiesto un incidente probatorio. Il gip Silvio De Luca ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo comincia il 3 ottobre. (f.s.)











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