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	<title>casosannino.com &#187; Buone notizie</title>
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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Il giudice Puliga, i Sannino e Internet</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

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		<description><![CDATA[IL GALLETTO EDITORIALE DEL 26.11.2011- Il giudice Puliga, i Sannino e Internet
per oltre vent&#8217;anni le attività del giudice Puliga si sono incrociate con le vicisitudini di una&#8217;impresa di Vicchio, che assieme ad molte altre aziende ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL GALLETTO EDITORIALE DEL 26.11.2011- Il giudice Puliga, i Sannino e Internet<br />
per oltre vent&#8217;anni le attività del giudice Puliga si sono incrociate con le vicisitudini di una&#8217;impresa di Vicchio, che assieme ad molte altre aziende dovete subire i raggiri dell&#8217;ormai ex magistrato e di altri professionisti a lui legati in vario modo.. per anni Gino Sannino e la moglie hanno denunciato alle autorità ciò che stava loro accadendo, ma indagini e procedimenti sembravano sempre arenarsi contro muri di gomma .. per almeno un decennio, quell&#8217;autoreferenzialità che lega ambienti professionali e categorie che amministrano importanti settori dello Stato abbia frapposto ostacoli al mettere in luce vicende che erano scomode per molti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/01/Il-Galletto-Editoriale-26-11-2011.jpg" rel="lightbox[1450]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1452" title="Il Galletto, Editoriale 26-11-2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/01/Il-Galletto-Editoriale-26-11-2011-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a></p>
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		<title>PULIGA CONDANNATO!</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 21:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuno se lo aspettava 
PULIGA CONDANNATO! 
Non era mai successo, è una cosa straordinaria
 Soprattutto per i cittadini che sperano nella giustizia perché come sappiamo in Italia i magistrati
-         non pagano,
-         non vanno in galera,
-         sono sempre assolti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Nessuno se lo aspettava </strong></p>
<p align="center"><strong>PULIGA CONDANNATO! </strong></p>
<p align="center"><strong>Non era mai successo, è una cosa straordinaria</strong></p>
<p> Soprattutto per i cittadini che sperano nella giustizia perché come sappiamo in Italia i magistrati</p>
<p>-         non pagano,<br />
-         non vanno in galera,<br />
-         sono sempre assolti anche se sono colpevoli</p>
<p style="text-align: center;"> <strong style="text-align: -webkit-center;">ma in questa occasione è andata diversamente!</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"> La giustizia italiana con questa decisione ha acquisito un senso di logica che era andato perduto, rappresenta l’inizio del cambio necessario per il Paese e per gli italiani rimasti meravigliati e compiaciuti, il senso di sfiducia nella gente è cominciato a diradarsi e tutti hanno sorriso all’apprendere la notizia</p>
<p align="center"><strong>È vero che ci sono tre gradi di giudizio, </strong></p>
<p align="center"><strong>ma le prove sono incontrovertibili</strong></p>
<p>Cosa assolutamente incredibile ma vera è che Puliga non potrà mai più fare il magistrato, né potrà mai più avere un incarico nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Quindici gli anni di reclusione, di fatto dodici. Fra altri condannati professionisti, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, <strong><em>“interdetti in perpetuo dai pubblici uffici</em></strong><em>”</em> c’è anche <strong>Alessandro Lozzi</strong>, che aggiunge così un&#8217;altra condanna alla lista di quelle già avute sempre in ambito all’inchiesta Fallimentopoli fiorentina. Altri condannati sono stati interdetti per cinque anni, fra questi l’avvocato <strong>Natale Giallongo</strong>.</p>
<p align="center"><strong>GRAZIE..!</strong></p>
<p>Grazie in nome di tutti i fiorentini in modo particolare alla Squadra Mobile di Firenze che ha compiuto un enorme e impegnativo lavoro iniziato con la visione di 8000 fascicoli (ottomila mica uno!): un fare immane senza il quale questo risultato non sarebbe stato possibile. Bravi mille volte!</p>
<p>Grazie anche alla Guardia di Finanza che si è occupata e a tutti gl’investigatori e consulenti che hanno o abbiano contribuito a svelare questo malaffare sul quale non si era mai voluto approfondire diventando per questo un famoso muro di gomma. Grazie ai pubblici ministeri dottori Giancarlo Pellegrino e Massimo Terrile, e ai giudici dott. Devoto, dott. Guerello e Pellegrini, che hanno deciso la condanna di Sebastiano Puliga e la sua cricca di colletti bianchi che avevano raso al suolo l’economia e le famiglie fiorentine.</p>
<p>Questo è solo l’inizio. Un bellissimo inizio.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/sentenza-contro-puliga-sebastiano/" target="_blank">Leggi qui il dispositivo della sentenza</a> (separate post)</p>
<div id="attachment_1294" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1294" title="puliga1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/puliga1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Sebastiano Puliga</p></div>
<p>La condanna contiene una decisione che dovrebbe insegnare bene ad apprezzare quanto può costare fare il ladro: i water e accessori sottratti al fallimento Area Sas sono in sostanza costati un po’ cari:  90 mila euro! Ma è stupendo … da mettere all’asta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Alessandro Lozzi</span> è stato uno dei principali autori della frode commessa a danno dei coniugi Sannino Belgrave. Egli era il liquidatore giudiziale della I Due Torrenti Srl società intestataria dei beni che furono loro usurpati con i provvedimenti dolosi di Puliga, beni che con espedienti e contro ogni legalità sono passati al controllo della famiglia Boni di Vicchio oggi rappresentati da Maurizio Boni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Natale Giallongo</span> è il marito di un altro magistrato amico di Puliga, la dott. Grazia Aloisio, che ha archiviato un procedimento dei coniugi Sannino molto importante e ha rigettato una richiesta di sequestro dei beni patrimoniali della famiglia Sannino, coprendo in questo modo le malefatte del Puliga e suoi complici il giudice Valentino Pezzuti, il notaio Ernesto Cudia e i commercialisti Roberto Scialdone e Alessandro Lozzi i “pezzi da 90” nell’affare I Due Torrenti Srl la società dei coniugi Sannino Belgrave.</p>
<p><em>“abbiamo voluto ascoltare con le nostre orecchie quello che accadeva nel tribunale di Firenze –dice Gino Sannino, uno dei “pionieri” della battaglia contro il tribunale fallimentare di Firenze in epoca non sospetta con decine e decine di denunce puntualmente archiviate” … “una sentenza davvero coraggiosa –dice Sannino- ma se fossimo stati ascoltati dieci anni prima si sarebbero salvate tante famiglie che invece si sono trovate a vivere un calvario senza fine”, </em>si legge sul Corriere Fiorentino:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1447" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/Puliga-fallimento-di-un-giudice.jpg" rel="lightbox[1381]"><img class="size-thumbnail wp-image-1447" title="Puliga, fallimento di un giudice" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/Puliga-fallimento-di-un-giudice-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Corriere Fiorentino - Puliga, Fallimento di un giudice</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un appello ai magistrati perché continuino a combattere la corruzione all’interno della magistratura. Perché un magistrato non può essere corrotto né delinquente perché il suo compito è perseguire i reati. Oggi più che mai bisogna dare l’esempio combattendo come in questa occasione i crimini da colletto bianco che sono i maggiori responsabili della rovina di tantissime famiglie italiane e della crisi economica nel paese.</strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Grazie in nome di tutti i fiorentini alla Squadra Mobile di Firenze che ha compiuto un grande lavoro, ha visionato 8000 fascicoli (ottomila mica uno!): un fare immane senza il quale questo risultato non sarebbe stato possibile. Bravi mille volte!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong> Grazie anche alla Guardia di Finanza che si è occupata e a tutti quelli investigatori e consulenti che non sappiamo ma che abbiano contribuito a svelare questo malaffare che pareva non potersi mai portare alla luce.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1385 " title="La Nazione c'era un comitato d'affari- 1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">La Nazione – Fallimentopoli 15 anni di carcere 01</p></div>
<div id="attachment_1386" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-2.jpg" rel="lightbox[1381]"><img class="size-thumbnail wp-image-1386" title="La Nazione c'era un comitato d'affari-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Nazione – Fallimentopoli 15 anni di carcere 02</p></div>
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]]></content:encoded>
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		<title>Chiesti 12 anni di carcere per Puliga</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 00:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 scorso il pubblico ministero dott. Terrile ha chiesto 12 anni di carcere per Puliga,  l’ex giudice che a danneggiato e rovinato tante imprese e persone parti nelle  cause che seguiva come magistrato e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1297" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Sebastiano-Puliga-2011.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1297" title="Sebastiano Puliga - 2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Sebastiano-Puliga-2011-300x267.jpg" alt="Sebastiano Puliga - 2011" width="300" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Gennaio 2030, Puliga sconta la pena…</p></div>
<p>Il 15 scorso il pubblico ministero dott. Terrile ha chiesto 12 anni di carcere per Puliga,  l’ex giudice che a danneggiato e rovinato tante imprese e persone parti nelle  cause che seguiva come magistrato e che negoziava coi corruttori mediante la commissione di gravi reati, realizzando dunque ingenti profitti insieme alla sua banda di colletti bianchi  (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Stangata-per-la-cricca-Nazione16.06.2011.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">Stangata per la cricca</a>) (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/12-anni-per-puliga.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">12 anni per puliga</a>)</p>
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<div id="attachment_1292" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pm-parla-in-udienza-processo-Puliga.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1292" title="pm parla in udienza processo Puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pm-parla-in-udienza-processo-Puliga-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Intervento del pubblico ministero in udienza</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Reati contestati a Puliga..</strong></p>
<p>Codice Penale Art. 319 corruzione ..<br />
479 falsità ideologica  ..<br />
490 soppressione distruzione e occultamento di atti veri  ..<br />
477 falsità materiale  ..<br />
416 associazione per delinquere (tolta in seguito)<br />
314 peculato (peculato è quando un pubblico ufficiale si prende beni che ha in custodia, come i due wc che hanno preso Puliga e Figini da un povero fallito) ..<br />
373 falsa perizia  ..<br />
323 Abuso d’ufficio ..<br />
317 concussione (concussione è il reato di estorsione ma commesso da pubblico ufficiale) ..<br />
640 truffa ..<br />
319 corruzione in atti giudiziari ..<br />
223 216 lf bancarotta fraudolenta ..<br />
371 falso giuramento della parte .. Etc.. Etc..(<a href="file:///C:/Users/Bruno/Documents/CASO-SANNINO/2011-07-02/Nuova%20cartella/Nuova%20cartella/elenco%20reati%20puliga.jpg" rel="lightbox[1289]">elenco reati puliga</a>)</p>
<p>Dodici anni di carcere sembrano pochi se si pensa al danno che ha procurato a tante persone e ditte (<a href="http://www.casosannino.com/vittime/">http://www.casosannino.com/vittime/</a> ).</p>
<div id="attachment_1291" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-full wp-image-1291" title="pasquin" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" alt="" width="200" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Patrizia Pasquin</p></div>
<p>Oggi su internet si legge in un articolo che nel nostro Paese la corruzione è in constante crescita, che ostacola la ripresa e che è la <strong>terza fonte di danno per l&#8217;erario</strong> (leggi <a href="http://www.casosannino.com/crisi-corte-conti/" target="_blank">corruzione aumenta</a>). Diciamolo ancora che se la corruzione da noi è a questi livelli è perché i corrotti restano, si può ben dire, sempre impuniti.  È dunque necessario che ci sia la certezza della pena perché, come denuncia il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, i danni della corruzione ledono la credibilità, la competitività, e la crescita economica … “<strong>fino a minacciare lo Stato di diritto e la democrazia</strong>”; però la gente è talmente abituata a sentire fatti di corruzione che anche se è deleteria per le istituzioni e causa di troppi mali per tutti, pare venga percepita come cosa da poco.</p>
<div id="attachment_1290" class="wp-caption alignright" style="width: 163px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1290" title="marabotto" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto-153x300.jpg" alt="" width="153" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marabotto</p></div>
<p>La città di Firenze è stata gravemente danneggiata dall’operato truffaldino che per venti anni il Puliga esercitò con la sua banda di colletti bianchi.</p>
<p>Sarebbe un bene per tutti dare più ascolto e seguito alle denunce dei cittadini sui vari Puliga (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/puliga8.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">puliga8</a>), Marabotto  (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">marabotto</a>), Pasquin (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">pasquin</a>) disseminati nelle sedi giudiziarie, e che questi fossero tempestivamente allontanati dalle funzioni pubbliche, evitando in questo modo che continuino a rovinare la gente e il Paese.</p>
<p>Ci auguriamo che in questa occasione si sappia dare l’esempio dando a Puliga ed alla sua banda la giusta punizione e si riesca a recuperare nei cittadini fiducia nell’operato della Magistratura, anche perché se così non sarà tutto l’enorme lavoro fatto, i soldi e il tempo saranno sprecati, altro pesantissimo costo della corruzione che ingiustamente verrebbero a pagare i cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi è Andrea Mazzanti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice Valentino Pezzuti in Firenze Via D’Annunzio.
Mazzanti era il legale rappresentante del cancelliere Giovanni Antonio Rinaldi nella causa fra Gino Sannino e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="chi è mazzanti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/imagen-x-chi-è-mazzanti-300x260.jpg" alt="" width="180" height="156" /></p>
<p>Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> in Firenze Via D’Annunzio.</p>
<p><strong>Mazzanti</strong> era il legale rappresentante del cancelliere <strong>Giovanni Antonio Rinaldi</strong> nella causa fra Gino Sannino e suo socio Bartoli e l’Ing. Tognozzi allora pendente al Tribunale di Firenze. Si era presentato nella causa in quanto il <strong>Rinaldi</strong> aveva comprato i diritti del Sannino e il Bartoli. <strong>Mazzanti</strong> era consapevole della illiceità (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/codice_civile_1942.gif" rel="lightbox[1028]">Art. 1261 C.C.)</a> dell’acquisto dei diritti da parte del cancelliere <strong>Rinaldi</strong>.</p>
<p>In breve era accaduto che il <strong>Rinaldi</strong> acquistò i diritti di Gino nella causa col Tognozzi avente oggetto una fattoria in Vaglia Loc. Poggio agli Uccellini. Il giudice era <strong>Sebastiano Puliga</strong> e il collegio era composto dai giudici <strong>Puliga</strong>, <strong>Pezzuti</strong> e <strong>Sechi</strong>. <strong>Rinaldi</strong> comprò i diritti con soldi avuti dal giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong>. Ed è qui che interviene l’Avv. <strong>Mazzanti</strong> divenendo il legale del cancelliere nella causa che proseguì con appelli, citazioni, denunce, estorsioni e infine trattative in merito alla sentenza che il <strong>Puliga</strong> aveva emesso in favore del cancelliere <strong>Rinaldi</strong> che non si era neanche costituito in giudizio (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2</a>).</p>
<p><strong>Mazzanti, </strong>di concerto col gruppo malavitoso, trascrisse una ordinanza di sequestro dei beni del Tognozzi emessa da <strong>Puliga</strong> nella causa, ma non la trascrisse sulla proprietà oggetto di causa bensì su una villa in Fiesole del Tognozzi, che servì per ricattare poi gli eredi che dovettero sborsare 750 milioni di lire altrimenti <strong>Puliga</strong> vendeva loro la villa (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2</a>). Infatti <strong>Puliga</strong> emise una sentenza miliardaria con abbastanza margine economico per poter estorcere agli eredi l’ingente somma che poi si spartirono fra <strong>Pezzuti</strong> e i due cancellieri <strong>Rinaldi</strong> e <strong>Angela Catanese. </strong>Naturalmente <strong>Puliga</strong> queste cose non le faceva gratis<strong>.</strong></p>
<p>Quando <strong>Puliga</strong> si assicurò il fascicolo della causa fra Gino e il Tognozzi, gestiva già il procedimento della I Due Torrenti Srl, e aveva già deciso di disporre illegalmente dei diritti e dei beni di Gino e Zionela trasferendo alla <strong>Edil Pitti s.r.l.</strong> di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> gl’immobili, terreni edificabili e attività commerciali posti in Vicchio e riconoscendo al cancelliere <strong>Rinaldi</strong> diritti che per legge non aveva, con l’indispensabile contributo di un legale senza scrupoli, l’Avv. <strong>Andrea Mazzanti</strong>.</p>
<p>Argomenti correlati</p>
<p><a href="../../../../../saluti_allamico_del_riccio/">http://www.casosannino.com/saluti_allamico_del_riccio/</a></p>
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		<title>Condannato per bancarotta l’Avv. Andrea Mazzanti</title>
		<link>http://www.casosannino.com/condannato-andrea-mazzanti/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 giugno 2009 il Tribunale di Firenze ha condannato l’Avv. Andrea Mazzanti a due anni di reclusione. È stato inoltre inabilitato all’esercizio di una impresa commerciale e gli è stato vietato  di esercitare uffici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="chi è mazzanti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/imagen-x-chi-è-mazzanti-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" />Il 25 giugno 2009 il Tribunale di Firenze ha condannato l’Avv. <strong>Andrea Mazzanti</strong> a due anni di reclusione. <span id="more-1019"></span>È stato inoltre inabilitato all’esercizio di una impresa commerciale e gli è stato vietato  di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni. (qui <a href="/wp-content/uploads/2010/07/Repubblica-27.06.2009.gif" rel="lightbox[1019]">Repubblica 27.06.2009</a>).</p>
<p>Il dibattimento ha riguardato la vicenda di “Il Coccio Umidificatori” (v. <a href="../udienza_26-01-2009/">http://www.casosannino.com/udienza_26-01-2009/</a>), una delle tantissime imprese oggetto di lucro per il comitato d’affari creato nel Tribunale di Firenze dall’ex giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong> e per il quale è in corso a Genova il dibattimento nei confronti di <strong>Puliga</strong> e decine di professionisti da lui incaricati nelle procedure concorsuali ed esecutive.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="/chi-e-andrea-mazzanti/" target="_blank"> Chi è Andrea Mazzanti</a></p>
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		<title>Bancarotta alla Sim, condannati i controllori</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[867]"><img class="size-full wp-image-868 aligncenter" title="repubblica-20-05-2009" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009-done-sml.jpg" alt="" width="587" height="403" /></a></p>
<p>CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno <strong>Lucia Figini</strong>, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare <strong>Sebastiano Puliga</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><strong>sono state condannate per bancarotta fraudolenta</strong></span> patrimoniale e documentale rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 4 mesi (condonati). Per concorso in bancarotta sono stati condannati a 2 anni, con sospensione condizionale e non menzione, i tre sindaci revisori: Antonio Bandettini (professore ordinario a Economia), Vieri Fiori (che fa parte fra l&#8217; altro del collegio dei sindaci della Cassa di Risparmio di Firenze) e Mario Accardi. Tutti e cinque dovranno risarcire undici clienti della Sim che si erano costituiti parte civile, versando subito un anticipo di 10 mila euro per ciascuno. Inoltre il tribunale li ha dichiarati tutti e cinque «inabilitati all&#8217; esercizio di imprese commerciali e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni». La questione cruciale posta dai pm Alessandro Crini e Gabriele Mazzotta,e variamente discussa dai difensori, fra cui gli avvocati Lapo Gramigni, Valerio Valignani, Sandro Traversi, Sara Gennai, Gianluca Gambogi, Sandro Guerra, è stata la carenza all&#8217; interno della Sim di una contabilità rigorosa, di una rigorosa separazione fra il patrimonio della società e patrimoni dei clienti, di rigorosi controlli sui promotori finanziari, cui si consentiva (secondo le accuse) di operare con i pericolosi derivati. In questo contesto, secondo la procura, sarebbe stato cruciale il ruolo degli organi di controllo, che invece non funzionarono a dovere. L&#8217; accusa era estesa anche a Leonardo Ciampi della società di revisione Deloitte &amp; Touche e a Lamberto Tommasi della Price Waterhouse Coopers, che certificarono rispettivamente i bilanci 2001 e 2002 della Sim, dichiarando che erano in ordine, mentre era impossibile &#8211; sostiene la procura &#8211; non rendersi conto delle «sistematiche irregolarità» dell&#8217; assetto gestionale, organizzativo e dei controlli interni. Ciampie Tommasi hanno evitato una condanna grazie alla prescrizione. Altri tre imputati sono stati assolti. Nel 2007 Andrea Pecchi, il promotore finanziario all&#8217; origine del crac con i suoi spericolati investimenti, aveva patteggiato 2 anni e 9 mesi, mentre l&#8217; altro amministratore della Sim, Adalberto Tronfi, era stato condannato in abbreviatoa 3 anni e 6 mesi. &#8211; <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
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		<title>Magistrati contro la corruzione &#8211; Il caso Elbopoli</title>
		<link>http://www.casosannino.com/magistrati-contro-la-corruzione-01/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tribunale di Genova ha pronunciato condanne per i responsabili e colpevoli degli scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba e per la tragedia della Mobil Prince. Fra loro un giudice (Germano Lamberti di Livorno) e altri pubblici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2009/05/super_magistrati_heroes.jpg" rel="lightbox[800]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-809" title="super_magistrati_heroes" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/super_magistrati_heroes-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Tribunale di Genova ha pronunciato condanne per i responsabili e colpevoli degli scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba e per la tragedia della <strong>Mobil Prince</strong>. Fra loro un giudice (<strong>Germano Lamberti di Livorno</strong>) e altri pubblici ufficiali.</p>
<p>Non c&#8217;èntra con la fallimentopoli di Firenze, ma siccome è venuto soltanto <span style="text-decoration: underline;">un articolino che appena si vede sul giornale</span>, la pubblichiamo anche noi su internet.</p>
<p>Nel processo erano parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell&#8217;Interno ed ora i responsabili dovranno risarcire i danni allo Stato, un segnale molto positivo di speranza per la martoriata giustizia in Italia, perche stavolta, almeno in parte, non saranno i cittadini a pagare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Così sarebbe giusto che accadesse con il processo contro il Puliga e il suo comitato d&#8217;affari, che hanno provocato enormi danni allo Stato oltre che avere leso gravemente l&#8217;economia fiorentina e procurato centinaia di vittime.</strong></span></p>
<h3>Ecco due degli articoli trovati su internet:</h3>
<h2>Scandali immobiliari/ Sei condannati,tra loro ex capo Gip Livorno</h2>
<h2>La sentenza emessa dal tribunale di Genova</h2>
<p>Genova, 21 apr. (Apcom) &#8211; Il presidente della prima sezione penale del tribunale di Genova, Giuseppe d&#8217;Agnino, dopo oltre sei ore di camera di consiglio ha letto la sentenza che condanna sei degli otto imputati nel procedimento riguardante vari scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba. La vicenda era iniziata sei anni fa e tra i coinvolti vi era anche l&#8217;ex capo dei Gip di Livorno Germano Lamberti, il prefetto della stessa città, Vincenzo Gallitto, e il suo vice Giuseppe Pesce. Il tribunale ha condannato a tre anni di reclusione per corruzione Lamberti, il viceprefetto Pesce a due anni e due mesi per lo stesso reato e il prefetto Gallitto a due anni per favoreggiamento e peculato. Tra gli altri imputati Gabriele Mazzarri, ex responsabile dell&#8217;Ufficio tecnico del Comune, ad un anno e otto mesi, mentre i costruttori Franco Giusti e Fiorello Filippi hanno ricevuto una pena di tre anni e quattro mesi per corruzione. Sono stati invece assolti il sindaco di Marciana Marina e un immobiliarista. Tutti gli imputati condannati sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici per cinque anni oltre che al risarcimento, da liquidarsi in sede civile, alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell&#8217;Interno che si erano costituiti parte civile. Tra il pubblico, al processo, erano presenti alcuni familiari delle vittime del Moby Prince, il traghetto dove nel 1991 morirono bruciate 140 persone. La sentenza di assoluzione dei presunti responsabili venne proprio pronunciata dal giudice Lamberti.</p>
<h2>IL SARDEGNA &#8211; Cronache : Moby Prince, condannato il Gip i parenti delle vittime: fa pensare</h2>
<p>23.04.2009</p>
<p>Un buco nero che si spalanca davanti a una delle vicende giudiziarie più controverse della storia italiana. Non si sono fatte attendere le reazioni dei familiari delle vittime della tragedia del Moby Prince, il traghetto che andò a fuoco dopo uno scontro con la petroliera dell&#8217;Agip Abruzzo, dramma nel quale la sera del 10 aprile 1991 persero la vita 140 persone di cui molti sardi, dopo la condanna dell&#8217;ex capo dei Gip del tribunale di Livorno durante il processo per la tragedia. Martedì il presidente della prima sezione penale del tribun a l e d i Genova , Giuseppe d&#8217;Agnino, dopo oltre sei ore di camera di consiglio, aveva letto la sentenza di condanna per sei degli otto imputati nel procedimento riguardante vari scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba: tra questi c&#8217;è anche l&#8217;ex capo dei Gip di Livorno, Germano Lamberti, presidente del Collegio giudicante nel processo sul disastro della Moby Prince, in cui furono assolti tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste». La sentenza verrà però parzialmente riformata in appello: la terza sezione penale di Firenze dichiarò il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. Secondo le accuse, Lamberti, in concorso con altri due imputati, avrebbe ottenuto appartamenti in un residence di lusso in cambio di agevolazioni per la realizzazione di un centro servizi nel comune di Marciana. Secondo il pm, inoltre, il giudice Lamberti non sequestrò volutamente un cantiere irregolare. Tra il pubblico, al processo nei confronti di Lamberti, erano presenti alcuni familiari delle vittime della Moby Prince. «La sentenza del tribunale di Genova che ha condannato per corruzione il Presidente del Collegio giudicante del processo Moby Prince amareggia ed inquieta». Sono le prime parole di Angelo Chessa, presidente dell&#8217;associazione &#8220;10 aprile&#8221;, che raccoglie alcuni familiari delle vittime morte nel 1991 nel traghetto che entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno, nel commento dell&#8217;esito del processo genovese nel quale l&#8217;ex giudice Germano Lamberti era imputato per una vicenda diversa. «Abbiamo &#8211; ha aggiunto Chessa &#8211; aspramente contestato il modo in cui il processo fu condotto e la sentenza successivamente emessa dal tribunale di Livorno. Ciò ci porta a tornare indietro con la mente e non siamo sereni». Sono stati svolti due processi sulla tragedia della Moby Prince, dai quali non è emersa nessuna responsabilità precisa: la tragedia è quindi ufficialmente ascritta alla distrazione che sarebbe regnata a bordo del traghetto (si parlò a lungo anche del fatto che sia il personale di bordo sia i soccorritori sarebbero stato distolti dalle loro mansioni da un&#8217;importante partita di calcio che si stava svolgendo quella sera).</p>
<p><strong>&#8221;</strong><strong>Amareggiato per la sentenza&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/magistrati_italiani.jpg" rel="lightbox[800]"><img class="alignleft size-full wp-image-802" title="Il collegio genovese (Panicucci, D’Agnino, Lepri) mentre legge la sentenza di condanna agli imputati del processo Elbopoli" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/magistrati_italiani.jpg" alt="" width="425" height="338" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><!--[if gte vml 1]> <![endif]--></strong></p>
<p><!--[if gte vml 1]><![endif]--><br />
Il collegio genovese (Panicucci, D&#8217;Agnino, Lepri) mentre legge la sentenza di condanna agli imputati del processo Elbopoli</p>
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		<title>Lozzi condannato a pagare danni</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.
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<h2>La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.</h2>
<p>Il Tribunale di Firenze nel 2007 aveva assolto Alessandro Lozzi dall&#8217;accusa di interesse privato nel fallimento Sheraton &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; (articolo 2007 (?)). Con quel provvedimento il Tribunale aveva anche disatteso la richiesta dei pubblici ministeri Luca Turco e Gabriele Mazzotta di trasmettere gli ai magistrati genovesi per avere agito in concorso con il giudice della procedura <strong>Sebastiano Puliga</strong>.</p>
<p>Adesso la Corte di Appello di Firenze ha negato quelle decisioni del Tribunale (<a href="wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[815]">articolo 2009</a>) riconoscendo l&#8217;interesse privato di <strong>Lozzi </strong>e <strong>Linguiti</strong>, reato disgraziatamente prescritto, ritenendogli responsabili nei confronti della curatela del fallimento Sheraton e condannandogli a pagare per tanto i danni. Inoltre la Corte di Appello di Firenze ha trasmesso a Genova dove <strong>Sebastiano Puliga</strong> e lo stesso <strong>Lozzi</strong> sono imputati insieme a molti altri professionisti per reati gravissimi quali bancarotta fraudolenta, corruzione, concussione.</p>
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		<title>Quattro anni di reclusione al Lozzi per corruzione!!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 07:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
BUONE NOTIZIE!
QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORRUZIONE!!
Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del Lozzi a 4 anni in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco: CORRUZIONE in atti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4 </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[656]"><img class="alignleft size-medium wp-image-657" title="la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi-270x300.gif" alt="" width="162" height="180" /></a><strong>BUONE NOTIZIE!</strong></p>
<p><strong>QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORRUZIONE!!</strong></p>
<p>Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del <strong>Lozzi </strong>a <strong>4 anni</strong> in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri <strong>Gabriele Mazzotta</strong> e <strong>Luca Turco</strong>: CORRUZIONE in atti giudiziari per la tangente di 70 milioni nella procedura Res.Co (<a rel="lightbox[450]" href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif">l&#8217;articolo qui</a>)</p>
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		<title>Non è più la Giudice Patrizia Pompei a condurre la causa Lumaca 9301/93 + 2 ed è già stato revocato un suo provvedimento</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 07:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patrizia Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Tribunale dott. Ognibene ha designato un altro giudice per la causa 9301/93 + 2.
Il nuovo giudice ha revocato il provvedimento emesso dalla Pompei che, per favorire i Boni, aveva separato dalla causa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Tribunale dott. Ognibene ha designato un altro giudice per la causa 9301/93 + 2.</p>
<p>Il nuovo giudice ha revocato il provvedimento emesso dalla <strong>Pompei </strong>che, per favorire i <strong>Boni</strong>, aveva separato dalla causa principale altre due cause riunite e con il quale la società dei Boni <strong>Edil Pitti Srl</strong>, che è il soggetto principale che deve rispondere insieme a <strong>Sandro Boni</strong>, sarebbero usciti dal procedimento.</p>
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