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	<title>casosannino.com &#187; Cose Insolite</title>
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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 00:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino

Maurizio Boni vuole comunque iniziare i lavori sulla proprietà che lui e suo zio Sandro Boni hanno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1478"></span>Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino</p>
<p><img class="alignnone" title="Vista Panoramica del Lago" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago_i_due_torrenti_panorama_360.gif" alt="" width="922" height="65" /></p>
<p>Maurizio Boni vuole comunque iniziare i lavori sulla proprietà che lui e suo zio Sandro Boni hanno defraudato ai Sannino con il concorso Roberto Scialdone, il notaio Ernesto Cudia, l’ex-giudice Sebastiano Puliga e Alessandro Lozzi, questi ultimi due oggi &#8211; era ora! &#8211; levati dalla pubblica amministrazione con pesanti condanne.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1479" title="Ladri di Proprieta" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/foto8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Gino ha comunicato all’Osservatorio contro le mafie le sue perplessità sul tale progetto insistendo che trattasi di una proprietà illegalmente acquisita da parte dei Boni, mai pagata, come accertato inconfutabilmente nelle varie indagini svolte.</p>
<p>“alcuni anni fa vennero i carabinieri a sfrattarci; io opposi resistenza e fui processato e condannato a sei mesi. Pochi giorni fa la sentenza d’appello ha riconosciuto che agivo in difesa dei miei diritti e ha ridimensionato tutto a una multa di mille euro. Anche questo vuol dire che i torti che ho subito stanno venendo a galla” dichiara Gino al settimanale Il Galletto del 24.12.2011 che parla del progetto presentato da Maurizio Boni e dell’Osservatorio per la Legalità nel Mugello istituito da poco presso il Comune di Vicchio e che si occupa di contrastare il fenomeno mafioso nel territorio mugellano.</p>
<p>Leggi qui Il Galletto 24.11.2011</p>
<div id="attachment_1480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-Galletto24-12-2011.jpg" rel="lightbox[1478]"><img class="size-medium wp-image-1480 " title="Il Galletto24-12-2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-Galletto24-12-2011-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Il Galletto 24-12-2011</p></div>
<p>Argomenti correlati:<a title="Edificare sulla proprietà rubata?" href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/"> edificare sulla proprietà rubata</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da 18 anni attendiamo giustizia, ma intanto chi ha usurpato i nostri beni ha ottenuto provvedimenti per sfrattarci.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.facebook.com/?sk=messages&amp;tid=1720887016784#!/note.php?note_id=185920621443807&amp;id=100000479374264" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1266 " title="Gino Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-Sannino1.jpg" alt="Occhi Gino Sannino" width="526" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino</p></div>
<p style="text-align: center;">Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico.</p>
<p>Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo.</p>
<p>Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura.</p>
<p>Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave.</p>
<div id="attachment_1273" class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" rel="lightbox[1262]"><img class="size-full wp-image-1273 " title="Gino e Zionela Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" alt="Gino e Zionela Sannino" width="307" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino e Zionela Belgrave</p></div>
<p style="text-align: center;">La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova).</p>
<p>Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura.</p>
<p>Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni.</p>
<p>Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare.</p>
<p>Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito.</p>
<p>È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni.</p>
<p>Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita:</p>
<p><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></p>
<div id="attachment_1285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html"><img class="size-full wp-image-1285  " title="Edil Pitti Screen Shot SML" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Edil-Pitti-Screen-Shot-SML1.jpg" alt="" width="526" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblicita&#39; della proprieta&#39; di Gino e Zionela in vendita nello sito de la Edil Pitti S.R.L.</p></div>
<p>La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause.</p>
<p>Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata.</p>
<p>Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto.</p>
<p>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché <strong>GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA</strong>, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa. Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</p>
<p>Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip</a></p>
<p>Con la presente ci rivolgiamo a chi di competenza, ai capi degli uffici, ai magistrati stessi che hanno incarico attualmente le vicende, affinché valutino l’opportunità e la necessità di provvedere per evitare un’ulteriore ingiustizia nei nostri confronti. La Legge vuole che questa proprietà sia posta sotto sequestro per evitare il riciclaggio e la continuazione di questo crimine.</p>
<p>I coniugi Gino Sannino e Zionela Belgrave.<br />
Via Boccagnello n.13 &#8211; 50039 Vicchio (FI)<br />
Tlf. 055 8493570<br />
334 97 86 937</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Vicchio,+Italy&amp;sll=43.991086,11.3657&amp;sspn=0.123995,0.308647&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Vicchio+Firenze,+Toscana&amp;ll=43.932517,11.466293&amp;spn=0.173073,0.405121&amp;z=11&amp;iwloc=A" target="_blank">Vedi qui il mappa della proprieta&#8217; in Google maps</a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p><strong>Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico. </strong></p>
<p><strong> Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo. </strong></p>
<p><strong> Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura. </strong></p>
<p><strong> Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave. </strong></p>
<p><strong> La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova). </strong></p>
<p><strong> Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura. </strong></p>
<p><strong> Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni. </strong></p>
<p><strong> Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare. </strong></p>
<p><strong> Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito. </strong></p>
<p><strong> È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni. </strong></p>
<p><strong> Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita: </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" rel="nofollow" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></strong></p>
<p><strong> La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause. </strong></p>
<p><strong> Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata. </strong></p>
<p><strong> Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto. </strong></p>
<p><strong>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine  peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, <strong>inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa.</strong> Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</strong></p>
<p><strong> Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</strong></p>
<p><strong><a href="../largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a></strong></p>
<p><strong><a href="../relazione-squadra-mobile-documenti-2/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a></strong></p>
<p><strong><a href="../largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip</a></strong></p>
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		<title>COME VA LA CAUSA LUMACA  n. 9301/93 + 2 per risoluzione di contratti 17 anni in primo grado!</title>
		<link>http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 05:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicevamo (post 15 anni) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicevamo (<a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">post 15 anni</a>) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino al passato in giudicato della pronuncia definitiva sulla querela di falso. Eravamo nel 2008.</p>
<p>Oggi, i giudici della Corte di Appello di Firenze, a due anni di distanza della presentazione del ricorso avverso la sentenza della Pompei, quando già la causa era andata a sentenza, si sono resi conto di non poter decidere in quanto che il Tribunale di Firenze non aveva trasmesso né la querela di falso presentata né i documenti contestati di falso, e da qui una ordinanza di ricostruzione del fascicolo e prossima udienza a dicembre dove, se tutto andrà bene, verrà deciso nuovamente di andare a sentenza.</p>
<p>Dunque alla causa 9301/93 si sono aggiunti altri due anni in primo grado, per un totale di 17. <strong><span style="text-decoration: underline;">Diciassette anni in primo grado</span></strong>. Molto brava la signora Pompei. Non come magistrato chiaramente, ma come favoreggiatrice dei Boni e con essi il loro complici, principalmente il suo amante (o ex amante) Alessandro Lozzi, ausiliare del giudice conosciuto come il più corrotto e ladro della Toscana, Sebastiano Puliga.</p>
<p>Che dici amanti? Si, spiego subito. Spiego cioè i reali meccanismi che regolano questa vicenda giudiziaria. Alessandro Lozzi (liquidatore giudiziario nominato da Puliga nella causa dei coniugi Sannino) era noto anche per essere amante della giudice Patrizia Pompei. I coniugi Sannino avevano dovuto denunciare queste indecorose situazioni essendo risultate vane le loro richieste di intervento al Tribunale. Infatti il Presidente dott. Ognibene, nonostante la gravità dei fatti (nel senso tutti sapevano dei rapporti fra Pompei e Lozzi), respingeva per cronico impulso o tic tutte le richieste di astensione formulate dalla signora Pompei e le richieste di ricusazione avanzate dai coniugi Sannino.</p>
<p>Alla denuncia dei Sannino, la signora Patrizia Pompei reagì querelandoli e per metterli a conoscenza di ciò mise una copia dell’atto di querela nel fascicolo della causa civile. Gino e Zionela ne presero copia conforme e la depositarono agli atti del procedimento penale pendente contro la giudice.</p>
<p>In somma, magagne d’animo, capricci, vizi, angherie di magistrati che a tutto pensano all’infuori che fare bene il proprio lavoro. Un male diffuso che pesa sulla cittadinanza che subisce di tutto e di più, mentre chi deve intervenire non lo fa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1225, aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Ministero-di-Giustizia" src="../wp-content/uploads/2010/10/Ministero-di-Giustizia.gif" alt="Ministero di Giustizia, Procura Generale di Cassazione, Csm, quando è che sentirete il dovere o la voglia di onorare la vostra esistenza? " width="377" height="155" /></p>
<p><strong><em>Documentazione: </em></strong></p>
<p>Sentenza Pompei sulla querela di falso: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip">Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip</a></p>
<p>Querela del giudice Pompei contro i coniugi Sannino: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei11.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei1.jpg</a> &#8211; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei2.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei2.jpg</a></p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">15 anni in primo grado</a></p>
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		<title>CAUSA LUMACA DUE Per annullamento dei contratti &#8211; tredici anni compreso l’appello</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino circa un anno fa era pendente presso la Corte di Appello di Firenze una causa, iniziata nel 1997, promossa da Zionela per la richiesta di annullamento per dolo (ex art.1430 c.c.) dei contratti relativi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca.jpg" rel="lightbox[1207]"><img class="alignright size-medium wp-image-1216" title="Causa Lumaca" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Fino circa un anno fa era pendente presso la Corte di Appello di Firenze una causa, iniziata nel 1997, promossa da Zionela per la richiesta di annullamento per dolo (ex art.1430 c.c.) dei contratti relativi alla cessione di quote e beni della società I Due Torrenti Srl.</p>
<p>La causa in primo grado era stata assegnata al giudice dott. Elisabetta Materi. Questa donna respingeva tutte le domande istruttorie avanzate da Zionela e infine con sentenza rigettava tutto.</p>
<p>Solo in seguito Gino e Zionela capirono il perché del comportamento così astioso della giudice nei loro confronti. Parenti di Elisabetta Materi, il padre e il fratello, erano alle prese con procedure concorsuali gestite da un giudice denunciato da Gino e Zionela, Sebastiano Puliga (Iciet Sime, Ceramiche Brunelleschi, Il Ferrone) e si erano impegnati al risanamento delle ditte con patrimoni di famiglia.</p>
<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1217" title="Causa Lumaca - I jiuduci parlano" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca-I-jiuduci-parlano.jpg" alt="" width="200" height="161" /><p class="wp-caption-text">&quot;Materi...colloquiando della causa in udienza con i colleghi.&quot;</p></div>
<p>In appello (1254/2002) le cose non sono andate bene per i coniugi: c&#8217;erano troppi giudici che per incompatibilità non potevano giudicare. In una occasione c&#8217;era anche la stessa Materi (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/udienza7.7.05.jpg" rel="lightbox[1207]">udienza7.7.05</a>), in altre la stessa era presente seduta proprio di fronte alle parti, colloquiando della causa in udienza con i colleghi.</p>
<p>Il presidente del collegio (e di sezione) era il giudice Giovanni Bellagamba, padre dell&#8217;avvocato Filippo Bellagamba, legale di una delle parti in causa, la Residenze Toscane srl, ossia la società che oggi ha intestato il patrimonio defraudato dai Boni ai Sannino. Infatti l&#8217;avvocato Bellagamba difendeva la Residenze Toscane in un procedimento contro Gino, per occupazione dell&#8217;immobile e nel quale Gino ha dovuto presentare appello dopo essere stato condannato. (<a href="avvbellagamba1.jpg" rel="lightbox[1207]"></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/avvbellagamba1.jpg" rel="lightbox[1207]">avvbellagamba1</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/avvbellagamba2.jpg" rel="lightbox[1207]">avvbellagamba2</a>). Filippo Bellgamba e&#8217; iscritto all&#8217;ordine degli avvocati di Roma ma preferisce esercitare a Firenze certamente… è senz&#8217;atro rasserenante fare l&#8217;avvocato in un distretto dove papà è presidente di sezione della Corte di Appello… di 10 ne vincerà per lo meno 9 e mezzo… ci possiamo sicuramente scommettere.</p>
<p>Il giudice Giovanni Bellagamba aveva anche rigettato una domanda per querela di falso presentata da Gino, cioè quel falso che avrebbe senza dubbio dimostrato il dolo oggetto di causa (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/ordinanza-bellagamba.jpg" rel="lightbox[1207]">ordinanza bellagamba</a>)</p>
<p>Successivamente Zionela presentò istanza di ricusazione del giudice dott. Bellagamba. Il giudice poi si astenne e nel farlo, lui, presidente del collegio nella causa, dichiarava:</p>
<p><em>&#8220;<strong>Quando capii che una parte voleva ricusarmi mi feci sostituire da Romoli…</strong>&#8221; </em>(Bella questa!)</p>
<p><em>&#8220;Nel merito dei fatti e&#8217; ovvio che <strong>IO NON SO NULLA DI NULLA….. , NON SO CHI SIANO LE PARTI NE DI COSA SI DISCUTA&#8230;</strong>&#8220;</em> (porca paletta…!)</p>
<p>.. ma come e&#8217; possibile: il ricusato si sceglie chi lo deve sostituire..? E il giudice che non sa niente di niente, neanche chi sono le parti ne di cosa si discuta, come può prendere provvedimenti?</p>
<p>leggi tutto qui (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/g.bellagamba-astensione.jpg" rel="lightbox[1207]">g.bellagamba astensione</a>)</p>
<p><strong>Puliga pilota ancora le cause… </strong></p>
<p>In causa si erano costituiti gli eredi del Marcucci (che era morto nel 2001 o 2002). Bisogna dire -purtroppo- che gli eredi erano falliti alcuni anni fa e, nonostante le loro scarse possibilità economiche, sono assistiti dal vicepresidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Firenze, Avv. Gianluca Gamboggi. Diciamo che tutto può essere, ma molto meno  quando risulta che l’avv. Gambogi e&#8217; stato difensore del Puliga nel procedimento per la Fallimentopoli Fiorentina, e che oggi difende la compagna del Puliga, Lucia Figini, sempre nello stesso processo a Genova.</p>
<p>Team CasoSannino.com</p>
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		<title>Rinviato a giudizio per il furto di 3 calzini, 18 MESI D&#8217;INCHIESTA</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 06:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
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Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1.gif" rel="lightbox[631]"><img class="alignleft size-medium wp-image-636" title="calze1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1-300x68.gif" alt="" width="300" height="78" /></a><strong>Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha </strong><strong>chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. </strong><span id="more-631"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dice il PM</strong><strong>ott. Turco:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;È ASSURDO, LO SO IO PER PRIMO<br />
MA CHE ALTRO POSSO FARE? ABBIAMO L&#8217;OBBLIGATORIETA&#8217; DELL&#8217;AZIONE PENALE E IL CODICE CI OBBLIGA A SEGUIRE LA STESSA PROCEDURA SIA PER UN OMICIDIO SIA PER UNA STUPIDAGINE COME QUESTA&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E noi chiediamo alla procura di firenze:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ  DOPO  LA  INDAGINE  DEI  CARABINIERI  SUI  BONI  CONFERMATIVA  DEI  REATI  DI  RICICLAGGIO  E  RICETTAZIONE   DEL  COMPLESSO  IMMOBILIARE  DEI  SANNINO,  NON SI È  PROMOSSA  L&#8217;AZIONE  PENALE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ PER LA INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI CONFERMATIVE DI GRAVISSIMI REATI COMMESSI DA SCIALDONE, LOZZI, CUDIA, BONI E COMPLICI È STATA SEMPRE CHIESTA L&#8217;ARCHIVIAZIONE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" rel="lightbox[631]"><img class="size-full wp-image-688 alignnone" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="2007-10-18-la-nazione-3-calzini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" alt="" width="500" height="431" /></a></p>
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