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	<title>casosannino.com &#187; Gli esecutori della frode</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>Chi è Roberto Scialdone (nato Capua il 03.09.62)</title>
		<link>http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.
 
Dottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.
Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti Srl. Senza il contributo illecito del magistrato e di questi due pubblici ufficiali i Boni non avrebbero potuto assicurarsi il patrimonio immobiliare e commerciale trafugato ai coniugi Sannino.
L’incarico di Roberto Scialdone era di quattro mesi ma Sebastiano Puliga lo prolungò fino ad un anno e mezzo. Gli onorari di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1179" title="Chi è Roberto Schialdone" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Chi-è-Roberto-Schialdone.jpg" alt="" width="590" height="332" />Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.<span id="more-1040"></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>D</strong><strong>ottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.</strong></p>
<p>Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti Srl. Senza il contributo illecito del magistrato e di questi due pubblici ufficiali i Boni non avrebbero potuto assicurarsi il patrimonio immobiliare e commerciale trafugato ai coniugi Sannino.</p>
<p>L’incarico di Roberto Scialdone era di quattro mesi ma Sebastiano Puliga lo prolungò fino ad un anno e mezzo. Gli onorari di Scialdone (oltre cento milioni l’anno) fecero di lui il maggior creditore sociale. Per questo motivo in luogo di tutelare la società, Scialdone la volle disastrare per giustificare la richiesta di vendita dei beni e poter così riscuotere i compensi a strozzo puntualmente avvallati dal Puliga. Questi lauti compensi non erano certamente gratis: come rilevato nelle indagini, Puliga prendeva una  percentuale sulle notule liquidate ai suoi ausiliari (vedi qui <a href="http://www.casosannino.com/131008/" target="_blank">http://www.casosannino.com/131008/</a>)</p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1176" title="Roberto Scialdone - Retrato sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Scialdone-Retrato-sml.jpg" alt="" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Dottore Roberto Scialdone</p></div>
<p>La prima mossa di Scialdone dunque fu chiudere le attività per impedire alla società di lavorare. La Due Torrenti allora aveva 90 milioni di perdite, ma presto Scialdone le portò a 400 milioni. Logicamente con falsi. Una delle falsità in bilancio più gravose fu di 80 milioni di lire per INVIM iscritte a carico della società anche se questa non la doveva pagare. Come lo attesta l’Ufficio del Registro respingendo la domanda di condono presentata da Scialdone per conto della I Due Torrenti Srl:  “<strong><em>La società in premessa è parte acquirente nell’atto (….) e come tale non è soggetto passivo d’imposta I.N.V.I.M” </em></strong>(qui <a href="/wp-content/uploads/2010/07/uff.registro-23.11.93.jpg" rel="lightbox[1040]">uff.registro 23.11.93</a>).</p>
<p>Per descrivere l’elemento si riportano le prime parole dette da Scialdone a Gino e Zionela: “<strong><em>se mi lasciate lavorare vi lascerò 150 milioni, se vi opponete vi faccio fallire</em></strong>”. E poi -guardando la proprietà-  “<strong><em>che bel posto.. voi siete bravi a fare belle cose che poi ce le prendiamo noi perché voi non le sapete amministrare…</em></strong>”. Gli piaceva molto minacciare con chiamare i Carabinieri, cosa che faceva in continuazione, certo di ottenere un solerte intervento in quanto che suo padre era il tenente colonnello della Toscana Mario Scialdone (poi espulso dall’Arma per la sua appartenenza alla P2, tessera 147). Un giorno per impedire a Zionela di avere assistenza mandò via dall’assemblea un professionista gridando come un pazzo, chiamando poi i carabinieri. Sulla sua strafottenza e aggressività  l’architetto Massimo Bonechi, incaricato per redigere una perizia sul valore dei beni, disse che Scialdone “<strong><em>mi si scagliò contro come una belva</em></strong>” quando l’architetto gli aveva detto che non poteva scendere a 500 milioni <strong> </strong></p>
<p><strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_931.mp3" target="_blank">ascolta qui</a>).</strong><a href="../wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_93.mp3"></a></p>
<div id="attachment_1177" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici.jpg" rel="lightbox[1040]"><img class="size-medium wp-image-1177" title="Roberto Schialdone e i suoi complici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Scialdone e i suoi complici</p></div>
<p>Dopo il rifiuto di Gino e Zionela di acconsentire la liquidazione dei loro beni, si mise d’accordo con l’altro socio Antonio Tangocci, sua madre Miranda Cenci Tangocci e l’avvocato di questi Liana Pulina di Firenze. Durante la procedura Scialdone divenne il professionista dei Tangocci, anche per mezzo della moglie (all’epoca fidanzata) Annalisa Naldi, dottore commercialista, formalmente nominata consulente dei Tangocci.</p>
<p>Alla fine Roberto Scialdone e Analisa Naldi incassarono complessivamente circa 240 milioni di lire avuti anche attraverso false fatture come questa del 1995 (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/fatt.9-95.jpg" rel="lightbox[1040]">fatt.9-95</a>), il tutto pagato dalla società Toscana Invest (la stessa I Due Torrenti di Gino e Zionela) che presto fu svuotata dai Boni e rimessa nuovamente in liquidazione.</p>
<p>L’operato di questo delinquente è stato sempre coperto dalla magistratura fiorentina e bolognese. Nonostante la gravità dei reati denunciati, poi accertati dalla polizia giudiziaria, ogni procedimento a suo carico è finito sistematicamente con l’archiviazione.</p>
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		<item>
		<title>Chi è Andrea Mazzanti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice Valentino Pezzuti in Firenze Via D’Annunzio.
Mazzanti era il legale rappresentante del cancelliere Giovanni Antonio Rinaldi nella causa fra Gino Sannino e suo socio Bartoli e l’Ing. Tognozzi allora pendente al Tribunale di Firenze. Si era presentato nella causa in quanto il Rinaldi aveva comprato i diritti del Sannino e il Bartoli. Mazzanti era consapevole della illiceità (Art. 1261 C.C.) dell’acquisto dei diritti da parte del cancelliere Rinaldi.
In breve era accaduto che il Rinaldi acquistò i diritti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="chi è mazzanti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/imagen-x-chi-è-mazzanti-300x260.jpg" alt="" width="180" height="156" /></p>
<p>Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> in Firenze Via D’Annunzio.</p>
<p><strong>Mazzanti</strong> era il legale rappresentante del cancelliere <strong>Giovanni Antonio Rinaldi</strong> nella causa fra Gino Sannino e suo socio Bartoli e l’Ing. Tognozzi allora pendente al Tribunale di Firenze. Si era presentato nella causa in quanto il <strong>Rinaldi</strong> aveva comprato i diritti del Sannino e il Bartoli. <strong>Mazzanti</strong> era consapevole della illiceità (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/codice_civile_1942.gif" rel="lightbox[1028]">Art. 1261 C.C.)</a> dell’acquisto dei diritti da parte del cancelliere <strong>Rinaldi</strong>.</p>
<p>In breve era accaduto che il <strong>Rinaldi</strong> acquistò i diritti di Gino nella causa col Tognozzi avente oggetto una fattoria in Vaglia Loc. Poggio agli Uccellini. Il giudice era <strong>Sebastiano Puliga</strong> e il collegio era composto dai giudici <strong>Puliga</strong>, <strong>Pezzuti</strong> e <strong>Sechi</strong>. <strong>Rinaldi</strong> comprò i diritti con soldi avuti dal giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong>. Ed è qui che interviene l’Avv. <strong>Mazzanti</strong> divenendo il legale del cancelliere nella causa che proseguì con appelli, citazioni, denunce, estorsioni e infine trattative in merito alla sentenza che il <strong>Puliga</strong> aveva emesso in favore del cancelliere <strong>Rinaldi</strong> che non si era neanche costituito in giudizio (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2</a>).</p>
<p><strong>Mazzanti, </strong>di concerto col gruppo malavitoso, trascrisse una ordinanza di sequestro dei beni del Tognozzi emessa da <strong>Puliga</strong> nella causa, ma non la trascrisse sulla proprietà oggetto di causa bensì su una villa in Fiesole del Tognozzi, che servì per ricattare poi gli eredi che dovettero sborsare 750 milioni di lire altrimenti <strong>Puliga</strong> vendeva loro la villa (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2</a>). Infatti <strong>Puliga</strong> emise una sentenza miliardaria con abbastanza margine economico per poter estorcere agli eredi l’ingente somma che poi si spartirono fra <strong>Pezzuti</strong> e i due cancellieri <strong>Rinaldi</strong> e <strong>Angela Catanese. </strong>Naturalmente <strong>Puliga</strong> queste cose non le faceva gratis<strong>.</strong></p>
<p>Quando <strong>Puliga</strong> si assicurò il fascicolo della causa fra Gino e il Tognozzi, gestiva già il procedimento della I Due Torrenti Srl, e aveva già deciso di disporre illegalmente dei diritti e dei beni di Gino e Zionela trasferendo alla <strong>Edil Pitti s.r.l.</strong> di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> gl’immobili, terreni edificabili e attività commerciali posti in Vicchio e riconoscendo al cancelliere <strong>Rinaldi</strong> diritti che per legge non aveva, con l’indispensabile contributo di un legale senza scrupoli, l’Avv. <strong>Andrea Mazzanti</strong>.</p>
<p>Argomenti correlati</p>
<p><a href="../../../../../saluti_allamico_del_riccio/">http://www.casosannino.com/saluti_allamico_del_riccio/</a></p>
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		<title>Elenco degli autori, complici e fautori della truffa</title>
		<link>http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 20:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Elenchi]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>

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		<description><![CDATA[ELENCO alfabetico degli autori, dei complici e fautori della truffa. L&#8217;elenco comprende soci e amministratori di società con rapporti o in affari relativi al patrimonio usurpato e/o con gli autori della frode.
ANSALDI FELICE di Lugano
Amministratore della Cofinsa Holding S.A.
ASSICENTRO SPA Assicurazioni e riassicurazioni
Società costituita da Franco Marcucci che aveva la sede in Firenze Viale dei Mille 137 ovvero la sede della società Fidereveuropa Spa che controllava il capitale della Edil Pitti s.r.l. nel periodo della truffa.
BANQUE INTERNATIONALE A LUXEMBOURG S.A. (B.I.L.)
Sede a Lussemburgo, sede anche a Roma via 20 settembre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/frode.jpg" rel="lightbox[901]"><img class="alignleft size-medium wp-image-902" title="frode" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/frode.jpg" alt="" width="180" height="165" /></a>ELENCO alfabetico degli autori, dei complici e fautori della truffa. L&#8217;elenco comprende soci e amministratori di società con rapporti o in affari relativi al patrimonio usurpato e/o con gli autori della frode.<span id="more-901"></span></p>
<p><strong>ANSALDI FELICE di Lugano</strong></p>
<p>Amministratore della Cofinsa Holding S.A.</p>
<p><strong>ASSICENTRO SPA Assicurazioni e riassicurazioni</strong></p>
<p>Società costituita da Franco Marcucci che aveva la sede in Firenze Viale dei Mille 137 ovvero la sede della società Fidereveuropa Spa che controllava il capitale della Edil Pitti s.r.l. nel periodo della truffa.</p>
<p><strong>BANQUE INTERNATIONALE A LUXEMBOURG S.A. (B.I.L.)</strong></p>
<p><a href="http://www.dexia-bil.lu" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-905" style="border: 0pt none;" title="banque-internationale-a-luxembourg-dexia-logo-sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/banque-internationale-a-luxembourg-dexia-logo-sml.jpg" alt="" width="200" height="91" /></a>Sede a Lussemburgo, sede anche a Roma via 20 settembre 30 e in altri paesi europei. Dopo il suo ingresso nel gruppo Dexia oggi si trova col nome <strong>Dexia BIL</strong>. Rappresentanti delegati al momento della costituzione delle società coinvolte nel caso Sannino: <strong>Luisella Moreschi</strong> e <strong>Fred Carotti</strong>.</p>
<p>Controlla il capitale della <strong>Cofinsa Holding S.A</strong>. che a sua volta controlla il capitale della <strong>Residenze Toscane</strong> <strong>Srl</strong> alla quale i <strong>Boni </strong>hanno trasferito i beni che hanno defraudato alla famiglia Sannino.</p>
<p>Argomenti correlati: <a title="Word Document (.doc)" href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/Repubblica-15.01.94.doc">Repubblica 15.01.94</a></p>
<p><strong>BONECHI MASSIMO nato a Empoli il 13.07.1955 </strong></p>
<p>Architetto di Poggio a Caiano</p>
<p>Incaricato dall&#8217;amministratore giudiziario <strong>Roberto Scialdone</strong> per eseguire una perizia sui beni della I Due Torrenti Srl senza superare il valore di 1 miliardo in modo di evitare la rivalutazione obbligatoria dei beni ex L.413/91, incremento che avrebbe assorbito le perdite. Per fare il lavoro l&#8217;architetto in buona parte ha copiato una perizia già esistente (che riporta un valore di 1 miliardo e 900 milioni) come accertato dalla Guardia di Finanza (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/gf004-p.3.jpg" rel="lightbox[901]">gf004-p3</a>). Ha omesso di indicare una costruzione in cemento armato di circa mq 300, carente dei permessi per la costruzione, il cui inserimento avrebbe ostacolato a <strong>Scialdone</strong> la possibilità di vendere i beni. Per fare la falsa perizia ha riscosso 17,5 milioni di lire, tolti alle casse della società mentre dovevano essere pagati da <strong>Scialdone</strong> dal momento che era stato nominato da lui e non dal Tribunale.</p>
<p>Massone della loggia &#8220;Trieste Redenta&#8221; Piazza del Gesù.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_931.mp3" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">ascolta o scarica qui le dichiarazioni del perito Arch. Massimo Bonechi</span></a></p>
<p><strong>BONI DILETTA di Borgo San Lorenzo</strong></p>
<p>Figlia di <strong>Sandro Boni</strong>. Ha avuto in regalo insieme ad altri parenti le attività commerciali usurpate ai coniugi Sannino. Consigliere e socia della Toscana Invest srl (già I Due Torrenti Srl) e amministratrice di <strong>Lago Viola Sas Di Boni Diletta e C.</strong> due delle società con le quali hanno gestito le attività.</p>
<p>Nel 1997, pur consapevole della provenienza illecita del bene, <strong>Diletta Boni</strong> aveva acquisito l&#8217;attività dal fratello Filippo, allora amministratore, in 58 milioni ovvero a un quarto del valore. Infatti quando <strong>Sandro Boni</strong> si era accaparrato tutto, aveva dovuto concludere un contratto di vendita dell&#8217;attività che il <strong>Marcucci</strong> aveva fatto con terzi (durante il periodo di liquidazione giudiziaria), incassando 200 milioni di lire (leggi qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/gf004-p.7.jpg" rel="lightbox[901]">gf004-p.7</a>). Nel 2003 <strong>Diletta Boni</strong> si è disfatta dell&#8217;attività trasferendola alla <strong>Residenze Toscane</strong>, amministrata dal cugino Maurizio, mediante la vendita in soli 10.000 euro (leggilo qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/cv1203p.4.jpg" rel="lightbox[901]">cv1203p.4</a>) di un&#8217;attività che valeva almeno 20 volte di più. Atti di trasferimento quelli fatti da <strong>Diletta</strong> <strong>Boni</strong> mirati soltanto a sfuggire ai creditori e alle conseguenze del fallimento della <strong>Stella Srl,</strong> società anche questa costituita dai Boni e che aveva avuto l&#8217;attività in affitto dalla stessa <strong>Diletta Boni</strong>.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a>, <a href="http://www.casosannino.com/chi_e_sandro_boni/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">chi è Sandro Boni</span></a></p>
<p><strong>BONI MAURIZIO nato a Firenze il 23.06.1972 &#8211; di Vicchio. </strong></p>
<p>Operaio e amministratore di società.</p>
<p>Figlio di <strong>Sauro Boni</strong> e nipote di Sandro Boni. È l&#8217;amministratore unico della società <strong>Residenze Toscane s.r.l.</strong> (già Edil Toscana srl). È il promotore dello sfratto subito dalla famiglia Sannino nel dicembre 2004. Rappresentante Fidereveuropa Spa in assemblea <strong>Edil Pitti Srl</strong>.</p>
<p>Nel 1995 ha ricettato il patrimonio immobiliare della Toscana Invest (già I Due Torrenti Srl), dichiarando il prezzo di 410 milioni di lire (valore commerciale 2,7 miliardi). Le indagine della polizia giudiziaria non hanno riscontrato comunque il pagamento della proprietà alla Toscana Invest s.r.l. Inoltre l&#8217;immobile è stato da lui illegalmente acquisito anche perché vi era una grande costruzione abusiva e non vi erano gli estremi della concessione edilizia (L.47/85).</p>
<p>Qualche operazione compiuta da <strong>Maurizio Boni</strong>: il 10 luglio 1993 ha venduto alla Edil Pitti s.r.l. il 2% in £.75.000.000 (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/boni10793.jpg" rel="lightbox[901]">boni10793</a>) e il 26 luglio seguente ha riacquistato dalla stessa Edil Pitti s.r.l. la medesima quota in £.7.500.000. (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/boni26793.jpg" rel="lightbox[901]">boni26793</a>).</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>BONI FILIPPO di Borgo San Lorenzo, amministratore di società.</strong></p>
<p>Figlio di <strong>Sandro Boni</strong>. Ha avuto in regalo insieme ad altri parenti le attività commerciali usurpate ai coniugi Sannino. Gestore e socio di maggioranza delle varie società usate per gestire le attività. Amministratore della Toscana Invest Srl (già I Due Torrenti Srl). Rappresentante Fidereveuropa Spa in assemblea Edil Pitti Srl. Pur consapevole della provenienza illecita dei beni, ha trasferito le attività commerciali alla sorella Diletta, socio accomandatario del <strong>Lago Viola Sas di Boni Diletta e C. </strong></p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-chi/" target="_blank">vedi in questo elenco Boni Diletta</a> <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>BONI SANDRO nato a Vicchio il 8.11.1943, di Vicchio e Borgo </strong></p>
<p>Imprenditore edile.</p>
<p>Socio al 50% col fratello Sauro nella <strong>Edil Pitti s.r.l.</strong> nonché amministratore unico di questa società insieme al nipote Maurizio.</p>
<p>È la mente della frode attuata ai danni dei coniugi Sannino per i beni in Vicchio. Per farlo si avvalse di <strong>Franco Marcucci</strong> (suo socio e prestanome), <strong>Roberto Scialdone, Alessandro Lozzi, Ernesto Cudia, Antonio Tangocci</strong> e il giudice <em>ad hoc</em>, <strong>Sebastiano Puliga</strong>. Nel 1993 dopo avere truffato i coniugi Sannino, si occupò di disperdere le quote e i beni defraudati con la complicità del fratello Sauro, il nipote Maurizio e i figli Filippo e Diletta, lasciando la Toscana Invest s.r.l. (I Due Torrenti Srl) svuotata e rimettendola di nuovo in liquidazione, procedura questa seguita sempre da <strong>Sebastiano</strong> <strong>Puliga</strong> (vedi: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/liquidazione98.jpg" rel="lightbox[901]">liquidazione98</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/omologazione982.jpg" rel="lightbox[901]">omologazione98</a>)</p>
<p>Massone della loggia P2, tessera n. 704. Fino al 1992 impiegato al ENEL di Borgo S. Lorenzo da dove fu licenziato per truffe ai danni dell&#8217;Enel e degli utenti.</p>
<p><strong>BONI SAURO nato a Vicchio il 28.01.1948, di Vicchio. </strong></p>
<p>Operaio.</p>
<p>Fratello di <strong>Sandro Boni</strong>. Socio al 50% col fratello nella <strong>Edil Pitti s.r.l.</strong> ovvero la società che si è assunta tutti gli oneri e gli impegni nei confronti dei coniugi Sannino. Rappresentante delegato della Cofinsa Holding S.A. Quale amministratore ha trasferito gl&#8217;immobili e i terreni usurpati ai coniugi Sannino alla società <strong>Residenze Toscane s.r.l.</strong> (amministrata dal figlio Maurizio), dichiarando il prezzo di 410 milioni contro il valore vero di 2,7 miliardi, ma il prezzo della vendita comunque <strong><span style="text-decoration: underline;">non risulta pagato</span></strong>.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>BOSELLI STEFANO nato a Firenze il 26.03.1968</strong></p>
<p>Ragioniere</p>
<p>È il rappresentante di Zionela nelle assemblee tenute davanti al <strong>Lozzi</strong> e al notaio <strong>Cudia</strong>. Ha partecipato all&#8217;assemblea per la ricostituzione del capitale della I Due Torrenti Srl, e che in seguito il Lozzi dichiarava <strong><span style="text-decoration: underline;">falsamente</span></strong> alla Corte di Appello che era andata deserta. In realtà più che rappresentare Zionela e suoi interessi, si rese consenziente alle manovre del <strong>Lozzi</strong> e del <strong>Cudia</strong> in modo di agevolare la estromissione di Zionela dalla società e per questo la polizia giudiziaria chiese la sua incriminazione in data 11.4.2000 (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/gf004p8.jpg" rel="lightbox[901]">gf004p8</a>).</p>
<p><strong>CATANESE ANGELA nata a Palermo il 30.07.1959</strong></p>
<p>Cancelliera.</p>
<p>Cancelliera presso il Tribunale di Firenze nel periodo della truffa. Moglie del cancelliere <strong>Giovanni Antonio Rinaldi,</strong> insieme al quale convinse a Gino di vendere loro i diritti di una causa che aveva presso il Tribunale di Firenze, ciò nonostante il divieto (Art. 1261 del Codice Civile). Per i diritti acquisiti, in tasca alla <strong>Catanese</strong> e al <strong>Rinaldi</strong> finì una ingente somma estorta alla parte soccombente nella causa che si era vista costretta a trattare perché altrimenti il <strong>Puliga</strong> vendeva loro un altro immobile più importante. La Catanese aveva nella vicenda una posizione privilegiata in quanto amante di uno dei giudici della causa, il dott. <strong>Valentino Pezzuti</strong>, che per questo rapporto con la <strong>Catanese</strong> avrebbe prestato 40 milioni al cancelliere <strong>Rinaldi</strong> per acquistare i diritti.</p>
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<p><strong>CENCI TANGOCCI MIRANDA n. Firenze il 09.11.1926 &#8211; di Vicchio</strong></p>
<p>Procuratrice e madre di <strong>Antonio Tangocci</strong> e come il figlio complice di <strong>Scialdone, Lozzi</strong> e <strong>Boni</strong> nella truffa ai danni dei coniugi Sannino. Ha riscosso per conto del figlio Antonio Tangocci il denaro ricavato dalla loro attività illecita, qui assegni <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/as17.jpg" rel="lightbox[901]">as17</a>, e qui interrogatorio <strong>Miranda Cenci Tangocci</strong> del 16.2.02 <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/s22-p.1.jpg" rel="lightbox[901]">s22-p.1</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/s22-p.2.jpg" rel="lightbox[901]">s22-p.2</a>.</p>
<p><strong>COFINSA HOLDING SA </strong></p>
<p>Sede legale: L-1449 Luxembourg, rue de l&#8217;Eau, Lussemburgo. Sede amministrativa: Borgo San Lorenzo presso lo studio del rag. <strong>Augusto Vitartali</strong>. Soci fondatori: Banque Internationale a Luxembourg S.A. (oggi Dexia-Banque Internationale a Luxembourg). Le rappresentanze al momento della sua costituzione sono Moreschi Luisella per la banca e Lirepa S.A. e Carotti Fred, anche esso per la banca (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/costCofinsa1.jpg" rel="lightbox[901]">costCofinsa1</a>); il consiglio di amministrazione: Verga Roberto, Gobbi Eddo, Ansaldi Felice (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/costCofinsa3.jpg" rel="lightbox[901]">costCofinsa3</a>)</p>
<p>La Cofinsa Holding è una società anonima fatta costituire dai Boni il 18.03.1993 nel periodo della truffa, ossia, il periodo della liquidazione giudiziale della I Due Torrenti Srl condotta da Sebastiano Puliga e Alessandro Lozzi; dopo un mese dalla sua costituzione, la Cofinsa Holding S.A., insieme alla Fidereveuropa Spa e la Edil Pitti s.r.l., costituirono la Residenze Toscane s.r.l. (allora Edil Toscana s.r.l.), società alla quale verranno trasferiti tutti i beni oggetto della truffa.</p>
<p><strong>COLETTO ORNELLA </strong></p>
<p>Amministratore unico della società Fiderfin Srl facente capo alla Fidereveuropa Spa. Fu nominata amministratore dopo il decesso del marito amministratore Marcello Terzoni.</p>
<p><strong>COLI ROBERTO di Scarperia e di Scandicci </strong></p>
<p>Mediatore immobiliare. Titolare della ditta Residenze Immobiliare di Scandicci. Mandatario della vendita delle quote intestate Belgrave nella I Due Torrenti Srl. Sparisce dalla trattativa dopo avere presentato ai coniugi Sannino il mediatore Mauro Bargellini e suo cliente <strong>Franco</strong> <strong>Marcucci</strong>, abituale truffatore e prestanome di <strong>Sandro Boni</strong> col quale commise poi la truffa.</p>
<p><strong>COMIT -  Agenzia Borgo San Lorenzo</strong></p>
<p>È la banca dove Gino teneva il suo conto corrente all&#8217;epoca della liquidazione giudiziaria della I Due Torrenti Srl. Presso questa banca il Lozzi aveva aperto il conto della I Due Torrenti Srl e il Boni quello della Edil Pitti s.r.l. Benché il Marcucci fosse pluri protestato e pluri condannato, la banca disse a Gino e Zionela che Marcucci era solvibile e che due suoi assegni erano coperti quando invece aveva addirittura il divieto di firmare assegni (v certificato penale <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/certMarcucci1.jpg" rel="lightbox[901]">certMarcucci1</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/certMarcucci2.jpg" rel="lightbox[901]">certMarcucci2</a>). Presso questa banca nel periodo della truffa lavorava il fratello di Andrea Guidotti marito di Diletta Boni.</p>
<p><strong>CUDIA ERNESTO nato a Firenze il 17.11.1950 &#8211; di Firenze.</strong></p>
<p>Ex giudice; notaio.</p>
<p>Incaricato per le assemblee della I Due Torrenti Srl nella fase di liquidazione e successiva revoca. Si mise d&#8217;accordo con Alessandro Lozzi per ingannare Zionela e non farla andare ad un&#8217;assemblea straordinaria necessaria per la revoca dello stato di liquidazione giudiziale, in modo da ottenere dalla Corte di Appello di Firenze la conferma dello stato di liquidazione e quindi il controllo della società. Ha predisposto il verbale di assemblea per la revoca della liquidazione omettendo di indicare i beni immobili della I Due Torrenti Srl che con l&#8217;atto venivano trasferiti alla Edil Pitti s.r.l.</p>
<p>Notaio personale di Sebastiano Puliga e molti suoi ausiliari oggi tutti imputati di reati contro la pubblica amministrazione.</p>
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<p><strong>DI MAIO FEDERICO di Milano</strong></p>
<p>Vice presidente Fidereveuropa Spa società che controllava il capitale della Edil Pitti s.r.l. all&#8217;epoca della truffa. Membro comitato esecutivo Assofiduciaria (Roma). Consigliere dell&#8217;Istituto Nazionale dei Revisori Contabili (Milano).</p>
<p><strong>d&#8217;ISANTO VINCENZO di Firenze (n. a Pozzuoli).</strong></p>
<p>Ragioniere.</p>
<p>Al 1995 risultava essere l&#8217;unico socio della Fiderfin Finanziaria Srl che a sua volta risulta essere proprietaria unica della Fidereveuropa Spa, che a sua volta controllava il capitale della Edil Pitti s.r.l. all&#8217;epoca della truffa. Massone della loggia P2, tessera n.777.</p>
<p><strong>EDIL PITTI SRL</strong></p>
<p>Sede: Borgo San Lorenzo Via Fratelli Cervi 8 presso lo studio del rag. Augusto Vitartali . Soci fondatori: Sandro Boni Sandro, 50%; Noemi Elena Bellesi 50%; in seguito il capitale verrà diviso a metà fra i fratelli Sauro e Sandro Boni.</p>
<p>Con la commissione di numerosi reati da parte del liquidatore giudiziale Alessandro Lozzi e del notaio Ernesto Cudia, la Edil Pitti s.r.l. divenne titolare dell&#8217;intero capitale sociale della I Due Torrenti Srl (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/cessione167.jpg" rel="lightbox[901]">cessione167</a>).<strong> </strong>Nel 1995 dopo una lunga serie di rimpasti delle quote e dei beni la Edil Pitti s.r.l. venne fatta sparire dagli atti di trasferimento.</p>
<p>Nel luglio 1993 la Edil Pitti s.r.l. si è assunta tutti gli oneri e impegni nei confronti di Gino e Zionela, vedi pagina 5 e 6 atto 16.7.93 (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/167p5.jpg" rel="lightbox[901]">167p5</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/167p6.jpg" rel="lightbox[901]">167p6</a>), nonostante questo, i suoi amministratori Sandro Boni e Maurizio Boni, da 16 anni continuano a evadere resistendo fraudolentemente nelle cause.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/11042000indagine-guardia-di-finanza-p2.jpg" rel="lightbox[901]"><span style="text-decoration: underline;">indagine della Guardia di Finanza</span></a>, <a href="http://www.casosannino.com/indagine-dei-carabinieri-2002/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">indagini Carabinieri sulle società</span></a></p>
<p><strong>FIDEREVEUROPA SOC. FIDUCIARIA E DI REVISIONE SPA</strong></p>
<p>Costituta nel 1978 con il nome di &#8220;<strong>Fiderev</strong>&#8220;. Sede legale: Firenze Lungarno del Tempio 34/3 (in seguito indirizzo di <strong>Puliga</strong> e <strong>Figini</strong>); poi trasferita a Vle. dei Mille 137. Soci Fondatori: D&#8217;isanto Vincenzo, Vitartali Aldo, Giuliattini Paolo, Bonamici Vasco, Russo Aniello, Fossi Roberto, Ardino Luigi Antonio, Del Re Massimo, Pollastri Roberta.</p>
<p>Controllava il capitale della Edil Pitti s.r.l. nel periodo della truffa. Si è fusa con altre società del gruppo ed oggi fa capo alla Fiderfin Finanziaria Srl che operava o che opera a Borgo San Lorenzo con l&#8217;amministratore <strong>Aldo Vitartali</strong> zio di <strong>Augusto Vitartali</strong> ragioniere dei <strong>Boni</strong>.</p>
<p>Vari soci, amministratori o sindaci di queste società risultano essere persone con incarichi presso l&#8217;Istituto Nazionale di Revisori Contabili (Modesto Bertolli, Federico di Maio, Fulvia Ferrari), Consorzio Revidea Revisione, Assofiduciaria (di Maio), Ordine degli Agenti di Cambio DEA (Giorgio Tagi).</p>
<p><strong>FREDIANI MARIA di Rignano sull&#8217;Arno </strong></p>
<p>Moglie e segretaria di Franco Marcucci.</p>
<p>Diede appuntamento ai coniugi Sanino alla stazione di Campo Marte, dove li faceva attendere assicurando loro che il marito Franco Marcucci stava tornando da Lugano per pagarli mentre in quel momento Marcucci era a Vicchio dietro al furto dei documenti delle trattative. Segretaria della soc. Scalvaia Srl di Franco Marcucci.</p>
<p><strong>GOBBI EDDO</strong></p>
<p>Amministratore della <strong>Cofinsa Holding S.A. </strong></p>
<p><strong>GUIDOTTI ANDREA</strong></p>
<p>Marito di Diletta Boni. Socio e consigliere della Toscana Invest Srl (già I Due Torrenti Srl). Gestore e socio del Lago Viola Sas di Boni Diletta e C.</p>
<p><strong>IMMOBILIARE SCALVAIA SRL</strong></p>
<p>Costituita il 14.10.1982 da <strong>Franco Marcucci, Mauro Bargellini</strong> ed altri. Sede: Follonica, V. Litoranea 80, poi Firenze Via Baracca 17. Fu la società con la quale si presentò Marcucci per truffare i coniugi Sannino. La società risulta in fallimento dal 1996.</p>
<p><strong>LAGO VIOLA SAS DI BONI DILETTA E C.</strong></p>
<p>Costituita nel 1996; prima sede presso lo studio del rag. Augusto Vitartali in Borgo San Lorenzo, poi trasferita a Firenze Via G. Modena n. 23.</p>
<p>Questa società fu costituita dai Boni per gestire le attività usurpate ai coniugi Sannino. I gestori erano i figli di Sandro e Sauro Boni, altri parenti e amici, che non hanno pagato niente perché l&#8217;attività era stata un regalo da Sandro e Sauro Boni proprietari della Edil Pitti s.r.l. Il legale rappresentante è Diletta Boni ma di fatto il fratello Filippo, che metteva le firme al posto della sorella. La società fu posta in liquidazione e  poi chiusa. L&#8217;attività fu trasferita ad altra società -Stella Srl- gestita dagli stessi dopo problemi col fisco e fornitori (leggi sit 24.10.03 qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/s2410p1.jpg" rel="lightbox[901]">s2410p1</a>,  <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/s2410p2.jpg" rel="lightbox[901]">s2410p2 </a>,  <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/s2410p3.jpg" rel="lightbox[901]">s2410p3</a>) e poi fallita.</p>
<p>Argomenti correlati:  <span style="text-decoration: underline;">vedi in questo elenco la voce &#8220;Boni Diletta&#8221; </span> <span style="color: #ff0000;"><strong>(!)</strong></span> <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>LIREPA S.A.</strong></p>
<p>Società partecipante (con 1 azione) insieme alla <strong>B.I.L</strong> nella fondazione della <strong>Cofinsa Holding S.A. </strong>che diverrà controllante della Residenze Toscane s.r.l. destinata a incamerare i beni usurpati alla famiglia Sannino. Rappresentata da <strong>Luisella Moreschi</strong>. <strong></strong></p>
<p><strong>LOZZI ALESSANDRO n. a Firenze il 10.11.57</strong></p>
<p>Dottore commercialista.</p>
<p>È stato nominato liquidatore giudiziario della I Due Torrenti Srl da Sebastiano Puliga. È, insieme a Scialdone, il principale complice di Sandro Boni nella frode ai danni della società I Due Torrenti Srl e dei coniugi Sannino.</p>
<p>Ha avvallato i bilanci falsi di Scialdone. Ha fatto pagare a Miranda Cenci Tangocci e Antonio Tangocci somme dalle casse della società come una notula del legale dei Tangocci avvocato Pulina (vedi fax 23.7.93 <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/fax237.jpg" rel="lightbox[901]">fax237</a>), ha compiuto numerose falsità negli atti. Si è messo d&#8217;accordo con il notaio Ernesto Cudia per non far andare all&#8217;assemblea Zionela mentendo poi alla Corte di Appello. Ha trascritto nel libro dei soci che le quote che vendeva Zionela a Marcucci erano pagate mentre non era vero (cessione 8.6.93 qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/c86.jpg" rel="lightbox[901]">c86</a>).  Ha fatto l&#8217;assemblea per la revoca della liquidazione senza indicare i beni immobili della società trasferendo furtivamente gli immobili alla Edil Pitti s.r.l.</p>
<p>Nel 2009 nell&#8217;ambito del caso Sheraton è stato inabilitato all&#8217;esercizio d&#8217;impresa e dichiarato incapace di esercitare uffici direttivi per la durata di 10 anni. È stato condannato nel 2009 a 4 anni di reclusione per reati contro la pubblica amministrazione.</p>
<p>Massone della loggia &#8220;Risveglio Massonico&#8221; Grande Oriente d&#8217;Italia.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/alessandro-lozzi/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">chi è Alessandro Lozzi</span></a></p>
<p><strong>MARCUCCI FRANCO nato a Firenze il 18.04.34, deceduto.</strong></p>
<p>Agricoltore diretto.</p>
<p>Socio e prestanome di Sandro Boni nell&#8217;acquisto ai coniugi Sannino del 98% di quota della Due Torrenti Srl. Il suo certificato penale riporta condanne per assegni a vuoto, ricettazione continuata, truffa aggravata.</p>
<p><strong>MARIOTTI RENATA, deceduta. </strong></p>
<p>Madre di Franco Marcucci. Si rese cessionaria delle somme che Zionela aveva pignorato al figlio Franco Marcucci.</p>
<p><strong>MAZZANTI ANDREA, di Firenze </strong></p>
<p>Avvocato anche a Borgo San Lorenzo.</p>
<p>Legale rappresentante del cancelliere Giovanni Antonio Rinaldi nella causa 8753/81 presso il Tribunale di Firenze, i cui diritti il Rinaldi acquistò nel 1992 da Gino e suo socio Bartoli. Amico frequentatore del giudice Valentino Pezzuti, hanno o avevano la stessa residenza in Firenze. Mazzanti assistette il Rinaldi fino alla trattativa con gli eredi della controparte, soccombente nella causa dopo la lucrosa sentenza del Puliga in favore del Rinaldi.  Parte dei soldi riscossi dal Rinaldi dagli eredi Tognozzi, circa 300 milioni, li prese l&#8217;Avv. Mazzanti al quale il cancelliere aveva dato i soldi dice per custodirli o investirli ma il fatto è che Mazzanti non ha investito niente e Rinaldi non ha mai chiesto la restituzione come dichiarato dal Mazanti alla polizia il 12.5.03 (v.qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/smobile93-p4.jpg" rel="lightbox[901]">smobile93-p4</a>)</p>
<p>Coinvolto in varie vicende riguardanti l&#8217;inchiesta Fallimentopoli Fiorentina, di recente è stato condannato a due anni di reclusione e inabilitato per 10 anni all&#8217;esercizio di una impresa commerciale e incapace di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.</p>
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<p><strong>MORESCHI LUISELLA di Lussemburgo.</strong></p>
<p>Economista. Rappresentante e amministratore di società (alcune: Luxembourg Management CompanyGroup, Auxis International S.A., H.R.P. International S.A., Interestate Investments S.A., Aqualegion ltd, Walbond Investments ltd, Nova Editior, L.M.C. Group Sa &#8211; Lux. Management Company Group, Luxembourg Management Company S.A., W.T.B. S.A.).</p>
<p>Rappresentante della Banque Internationale a Luxembourg SA e Lirepa SA nella costituzione Cofinsa Holding SA.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.macchianera.net/2004/01/22/dal-momento-che-ora-e-legale/" target="_blank">http://www.macchianera.net/2004/01/22/dal-momento-che-ora-e-legale/</a></p>
<p><strong>PEZZUTI VALENTINO nato a Napoli il 30.03.1957</strong></p>
<p>Giudice presso il Tribunale di Lucca.</p>
<p>È stato giudice a Firenze insieme a Puliga e il Presidente del Tribunale dott. Armando Secchi nelle due cause che interessavano Gino e Zionela. Durante indagini svolte dalla Guardia di Finanza si scoprì che Valentino Pezzuti aveva dato al cancelliere Rinaldi i soldi per acquistare i diritti di causa a Gino. Iniziò un procedimento penale presso la Procura di Bologna nei confronti suoi nonché di Sebastiano Puliga e dei cancellieri Rinaldi e Catanese. Per far archiviare il procedimento aveva fatto sottoscrivere una falsa dichiarazione (v.pag 8 e 9 squadra mobile 17.04.04 <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/sm44-p8.jpg" rel="lightbox[901]">sm44-p8</a>,  <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/sm44-p9.jpg" rel="lightbox[901]">sm44-p9</a>) &#8211; al giudice Andrea Riccucci dove questo affermava che era lui invece che Pezzuti a partecipare all&#8217;udienza che decise la sentenza (estesa da Puliga) che definì la causa in favore del Rinaldi. In piene indagini, il giudice Valentino Pezzuti, su suggerimento del pubblico ministero che stava svolgendo le indadini dott. Luigi Persico, presentava ricorso per la correzione della sentenza in modo che suo nome venisse tolto (v. istanza pezzuti 16.10.97  <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/i1097.jpg" rel="lightbox[901]">i1097</a>). Però il ricorso per la correzione delle sentenze (Art.287 c.p.c.) non lo possono fare i giudici ma le parti, ma purtroppo, a sfregio della legge, il ricorso fu accolto lo stesso dai giudici Riccucci, Puliga e Sechi, che ordinarono la correzione (v.qui ordinanza 25.11.97  <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/o1197-p1.jpg" rel="lightbox[901]">o1197-p1</a>,<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/o1197-p2.jpg" rel="lightbox[901]">o1197p-2</a>). Il giudice Valentino Pezzuti, per spiegare il motivo di aver dato i soldi al cancelliere Rinaldi, disse che perché era amante di Angela Catanese, moglie del Rinaldi, cosa che poi venne accertata nelle ultime indagini svolte per la vicenda.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/saluti_allamico_del_riccio/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">cari saluti all&#8217;amico del Riccio</span></a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/2-2-04-relazione-squadra-mobile.zip" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">indagine della Squadra Mobile</span></a></p>
<p><strong>PULIGA SEBASTIANO nato in Treviso il 26 agosto 1954</strong></p>
<p>Giudice presso il Tribunale di Firenze incaricato delle cause dei coniugi Sannino Belgrave all&#8217;epoca della truffa.</p>
<p>Tutte le argomentazioni in questa pagina sono collegate a Sebastiano Puliga. È grazie a suoi provvedimenti che Rinaldi, Catanese, Scialdone, Lozzi, Cudia, Tangocci e Boni hanno trovato sfogo alle loro azioni delinquenziali.</p>
<p>Nel corso degli anni per la forte influenza che esercitava presso magistrati e professionisti, ha potuto pilotare le decisioni riguardanti la vicenda giudiziaria dei Sannino, con la conseguenza che &#8211; nonostante sia sospeso dalle funzioni e imputato di gravi delitti &#8211; la vicenda fa fatica a definirsi pur di non riconoscere gli errori commessi dai magistrati, nel corso degli anni, in danno a questa famiglia.</p>
<p>Puliga è andato oltre la normale firma di provvedimenti, come, ad esempio, è stato l&#8217;autore della correzione della sua ordinanza di sequestro (v. ordinanza Puliga 16.7.92 originale <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/pu792-p1originale.jpg" rel="lightbox[901]">pu792-p1originale</a> falsificata <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/pu792-p1falsificato.jpg" rel="lightbox[901]">pu792-p1falsificato</a>) ed è stato lui o chi per lui che ha &#8220;corretto&#8221; la copia del suo provvedimento depositato all&#8217;Ufficio dei Registri Immobiliari di Firenze, atto sul quale la Guardia di Finanza ha trovato raspature e cancellature (v. <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/gf297-p2.jpg" rel="lightbox[901]">gf297-p2</a>) al posto dove risultava l&#8217;errore (nel suo provvedimento aveva scritto il nome di Rinaldi quando ancora non si era costituito in giudizio).</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/category/fallimentopoli/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Fallimentopoli</span></a>, <a href="http://www.casosannino.com/26032009/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">udienza del 26 marzo 2009</span></a></p>
<p><strong>PULINA LIANA di Firenze</strong></p>
<p><strong>Avvocato</strong></p>
<p>Uno dei professionisti necessari alla truffa in quanto legale dei Tangocci che doveva insistere nella liquidazione dei beni contro le domande di Zionela socia di maggioranza. Ma l&#8217;avvocato Pulina sapeva che la società non sarebbe mai stata posta in liquidazione in quanto il suo assistito, seguito da Scialdone, era in trattative (alle quali la stessa Pulina partecipava) con Sandro Boni per l&#8217;acquisto del 2% a lui intestato.</p>
<p>Onorari della Pulina quale legale del Tangocci, furono pagati indebitamente levandoli  alla società. La somma era stata anticipata dalla Edil Pitti s.r.l. (vedi assegno 8.7.93 <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/as87.doc">as87</a>) e restituita a questa dal liquidatore giudiziario Alessandro Lozzi in maniera simulata, come risulta da un fax di Vitartali a Lozzi del 23.07.93: &#8220;<strong><em>avvocato Pulina: £ 3.590.000</em></strong>&#8221; e poi: &#8220;<strong><em>detti importi andrebbero registrati in una voce (ad esempio debiti diversi) in modo da poter essere rimborsati</em></strong>&#8221; (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/fax237.jpg" rel="lightbox[901]">fax237</a>).</p>
<p><strong>RESIDENZE TOSCANE SRL (già EDIL TOSCANA SRL) </strong></p>
<p>Costituzione 22.04.1993 con rogito notaio Giancarlo San Felice, repertorio 83.313, fascicolo 9.930; Sede: B. S. Lorenzo V. Fratelli Cervi n. 8 presso lo studio del rag. Augusto Vitartali.</p>
<p>Soci fondatori: Edil Pitti Srl (5%)  e Cofinsa Holding Sa (95%) rappresentata da <strong>Augusto Vitartali</strong> per delega di <strong>Roberto</strong> <strong>Verga</strong> e <strong>Eddo Gobbi.</strong> Amministratore nominato <strong>Maurizio Boni</strong>, amministratore di fatto <strong>Sandro Boni</strong>.</p>
<p>Società costituita nel 1993 appositamente per incamerare il patrimonio dei Sannino come si evidenzia nell&#8217;atto fra Boni e Marcucci del 1.3.93  (v. <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/1.3.93p1.jpg" rel="lightbox[901]">1.3.93p1</a>; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/1.3.93p2.jpg" rel="lightbox[901]">1.3.93p2</a>; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/1.3.93p3.jpg" rel="lightbox[901]">1.3.93p3</a>) dove si legge &#8220;<strong><em>quando il sig. Marcucci avrà il possesso delle quote promesse in vendita dalla sig.ra Belgrave, dette quote fluiranno in una apposita società che nel frattempo verrà costituita fra Boni, Marcucci o società di loro gradimento..</em></strong><em>&#8220;</em>. Nell&#8217;atto di trasferimento dei beni alla Residenze Toscane s.r.l. fu dichiarato il prezzo di 410 milioni di lire quando il valore era 4 volte superiore. Comunque non è stato mai riscontrato dalla polizia giudiziaria il pagamento della proprietà da parte della Residenze Toscane s.r.l. Inoltre al momento del trasferimento nel 1995 vi era una costruzione abusiva in cemento armato di 300 mq.</p>
<p>Le quote di questa società risultano oggi intestate alla Cofinsa Holding S.A. per il 95% e alla Edil Pitti s.r.l. per il 5% mentre le quote della Edil Pitti s.r.l. risultano intestate alla Cofinsa Holding S.A. per il 95% e alla Residenze Toscane s.r.l. per il 5%.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>RINALDI GIOVANNI ANTONIO nato in Reggio Calabria il 13.06.1057</strong></p>
<p>Cancelliere.</p>
<p>Il cancelliere Rinaldi insieme alla cancelliera Angela Catanese, all&#8217;epoca fidanzati, convinsero Gino a ceder loro i diritti di una causa pendente davanti il Tribunale con l&#8217;Ing. Tognozzi (della impresa edile Tognozzi di Firenze). Per convincerlo dicevano di essere amici del Puliga e del Pezzuti entrambi giudici nelle due cause che interessavano Gino e Zionela, che la causa col Tognozzi Gino l&#8217;avrebbe persa, che anche la I Due Torrenti Srl sarebbe persa ma che invece avendo loro come referenti per lo meno questa si poteva salvare, che si poteva far revocare la nomina a Scialdone che la stava distruggendo, ecc. Anche con soldi avuti dal giudice Valentino Pezzuti, Rinaldi acquistò i diritti da Gino (e quelli Bartoli parte nella causa). Ma non lo poteva fare perché vietato dal codice, pena la nullità dell&#8217;atto (art.1261 Codice Civile). Niente di quello che assicuravano i cancellieri avvenne. A Gino e Zionela i cancellieri sembrarono poi solo millantatori, finché nel corso delle cause si trovò un documento dove il Puliga scriveva il nome del Rinaldi in un suo provvedimento nella causa con il Tognozzi quando Rinaldi non si era costituito in causa. Loro avvocato consigliò loro di denunciare tutto. Gino denunciò, al CSM per primo. Ci furono altre denuncie ma nel corso degli anni tutto venne archiviato dalla Procura di Bologna (Pubblici ministeri dott. Luigi Persico e dott. Enrico Cieri).</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/saluti_allamico_del_riccio/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">cari saluti all&#8217;amico del Riccio</span></a>, <span style="text-decoration: underline;">Chi è Valentino Pezzuti</span><strong><span style="color: #ff0000;"> (!)</span></strong><span style="text-decoration: underline;">,</span> <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/"><span style="text-decoration: underline;">Chi è Andrea Mazzanti</span></a><strong></strong>, <a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Relazione Squadra Mobile</span></a><strong></strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-v2-documenti-sannino/" target="_blank">Relazione Squadra Mobile 2</a></span><strong></strong></p>
<p><strong>SCIALDONE ROBERTO nato Capua il 03.09.62</strong></p>
<p>Dottore commercialista di Firenze, studio in Viale Mazzini 40.</p>
<p>È il principale responsabile della truffa ai coniugi Sannino per i loro beni in Vicchio. Ha commesso molti reati per portare alla liquidazione la società Due Torrenti Srl. Il suo unico fine era vendere il patrimonio o mettersi in condizioni di poter riscuotere la sua ingiustificata notula, liquidata da Puliga, che era pari alla metà delle perdite. Per farlo si mise anche a fare, dopo essere stato l&#8217;amministratore giudiziario, il consulente del socio di minoranza <strong>Antonio Tangocci</strong>, parte nella causa. Fra le manovre al bilancio più vistose, quella di annotare l&#8217;onere per la società di una imposta IMVIM, anche se la società era la parte acquirente, aggravando il bilancio di ben 80 milioni (v. qui Ufficio Registro 27.11.93 <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/ur2711.jpg" rel="lightbox[901]">ur2711</a>).</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Chi è Roberto Scialdone</span></a>.</p>
<p><strong>STELLA SRL</strong></p>
<p>Società fatta costituire dai Boni per continuare a gestire le attività usurpate sfuggendo ai creditori. Fallita. Curatore dott. Alessandro Miccini.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">edificare sulla proprietà rubata</span></a></p>
<p><strong>TANGOCCI ANTONIO n. a Firenze il 16.09.1950. </strong></p>
<p>Ingegnere. Impiegato in Germania, speso sta a Vicchio.</p>
<p>Socio di minoranza della I Due Torrenti Srl. All&#8217;inizio aveva il 25% ma dopo avere sottoscritto un aumento di capitale che si rifiutò poi di coprire, rimase col 2% (Art.2477 C.C.). Questa vicenda e un precedente fallito tentativo di avere più quote (che voleva senza pagarle) lo avevano indispettito al punto che si rivolse al Tribunale denunciando la società e Gino che era l&#8217;amministratore. Si mise d&#8217;accordo con Scialdone, Lozzi e Boni per truffare Gino e Zionela e la Due Torrenti Srl. La sua partecipazione nella truffa gli ha prodotto 100 milioni (dei 135 riscossi solo 35 avanzava dalla società) e un pagamento di onorari del suo legale Avv. Pulina, derubati alla I Due Torrenti Srl per opera del liquidatore Alessandro Lozzi, come si evince dal fax del ragioniere dei Boni al Lozzi del 23.7.93 (qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/fax237.jpg" rel="lightbox[901]">fax237</a>). Vedi anche gli assegni ricevuti in pagamento dalla madre Miranda Cenci Tangocci per suo conto qui (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/as17.jpg" rel="lightbox[901]">as17</a>).</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="http://www.casosannino.com/alessandro-lozzi/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">chi è Alessandro Lozzi</span></a></p>
<p><strong>VERGA ROBERTO di Lugano</strong></p>
<p>Amministratore della Cofinsa Holding S.A. Nell&#8217;ambito di una inchiesta sulla società è risultato irreperibile. Augusto Vitartali, ragioniere dei Boni, ha dichiarato che non lo conosceva e che aveva avuto da Verga il mandato di rappresentare la Cofinsa Holding per telefono.</p>
<p><strong>VITARTALI ALDO di Borgo San Lorenzo, deceduto.</strong></p>
<p>Socio e amministratore della Fiderfin Finanziaria, Fidereveuropa, Immobiliare Finanziaria 1971 Srl. Consulente dei <strong>Tangocci</strong> nella fase d&#8217;amministrazione giudiziaria della I Due Torrenti Srl. Zio di Augusto Vitartali ragioniere dei Boni.</p>
<p><strong>VITARTALI AUGUSTO n. a Borgo S. Lorenzo il 19.08.59</strong></p>
<p>Ragioniere con studio in Via Fratelli Cervi 8 in Borgo San Lorenzo. Nipote di Aldo Vitartali. Ragioniere dei Boni, nel suo studio hanno sede le società Residenze Toscane Srl, Edil Pitti Srl, Toscana Invest Srl e Cofinsa Holding Sa.</p>
<p>Ha sostenuto i Boni nel commettere la truffa ai danni dei Sannino e della I Due Torrenti Srl. Ha dichiarato di non aver mai visto ne conosciuto Roberto Verga amministratore della Cofinsa Holding S.A. il quale gli avrebbe dato l&#8217;incarico di rappresentare la società per telefono. Fra le manovre illecite, ha percepito indebitamente, per conto della Edil Pitti s.r.l., i soldi per pagare l&#8217;avvocato del Tangocci come risulta da fax inviato al Lozzi dove di suo pugno scrive il 23.7.93: &#8220;<em>avvocato Pulina: £ 3.590.000</em>&#8221; e poi: &#8220;<em>detti importi andrebbero registrati in una voce (ad esempio debiti diversi) in modo da poter essere rimborsati</em>&#8221; (vedi <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/06/fax237.jpg" rel="lightbox[901]">fax237</a>).</p>
<p><strong>ZANIERI ROBERTO FRANCESCO di Vicchio</strong></p>
<p>Socio e amministratore della Toscana Invest srl, del Lago Viola Sas di Boni Diletta e C. e della Stella srl.</p>
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		<title>Bancarotta alla Sim, condannati i controllori</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno Lucia Figini, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare Sebastiano Puliga, sono state condannate per bancarotta fraudolenta patrimoniale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[867]"><img class="size-full wp-image-868 aligncenter" title="repubblica-20-05-2009" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009-done-sml.jpg" alt="" width="587" height="403" /></a></p>
<p>CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno <strong>Lucia Figini</strong>, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare <strong>Sebastiano Puliga</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><strong>sono state condannate per bancarotta fraudolenta</strong></span> patrimoniale e documentale rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 4 mesi (condonati). Per concorso in bancarotta sono stati condannati a 2 anni, con sospensione condizionale e non menzione, i tre sindaci revisori: Antonio Bandettini (professore ordinario a Economia), Vieri Fiori (che fa parte fra l&#8217; altro del collegio dei sindaci della Cassa di Risparmio di Firenze) e Mario Accardi. Tutti e cinque dovranno risarcire undici clienti della Sim che si erano costituiti parte civile, versando subito un anticipo di 10 mila euro per ciascuno. Inoltre il tribunale li ha dichiarati tutti e cinque «inabilitati all&#8217; esercizio di imprese commerciali e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni». La questione cruciale posta dai pm Alessandro Crini e Gabriele Mazzotta,e variamente discussa dai difensori, fra cui gli avvocati Lapo Gramigni, Valerio Valignani, Sandro Traversi, Sara Gennai, Gianluca Gambogi, Sandro Guerra, è stata la carenza all&#8217; interno della Sim di una contabilità rigorosa, di una rigorosa separazione fra il patrimonio della società e patrimoni dei clienti, di rigorosi controlli sui promotori finanziari, cui si consentiva (secondo le accuse) di operare con i pericolosi derivati. In questo contesto, secondo la procura, sarebbe stato cruciale il ruolo degli organi di controllo, che invece non funzionarono a dovere. L&#8217; accusa era estesa anche a Leonardo Ciampi della società di revisione Deloitte &amp; Touche e a Lamberto Tommasi della Price Waterhouse Coopers, che certificarono rispettivamente i bilanci 2001 e 2002 della Sim, dichiarando che erano in ordine, mentre era impossibile &#8211; sostiene la procura &#8211; non rendersi conto delle «sistematiche irregolarità» dell&#8217; assetto gestionale, organizzativo e dei controlli interni. Ciampie Tommasi hanno evitato una condanna grazie alla prescrizione. Altri tre imputati sono stati assolti. Nel 2007 Andrea Pecchi, il promotore finanziario all&#8217; origine del crac con i suoi spericolati investimenti, aveva patteggiato 2 anni e 9 mesi, mentre l&#8217; altro amministratore della Sim, Adalberto Tronfi, era stato condannato in abbreviatoa 3 anni e 6 mesi. &#8211; <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
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		<title>Lozzi condannato a pagare danni</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[lozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.
Il Tribunale di Firenze nel 2007 aveva assolto Alessandro Lozzi dall&#8217;accusa di interesse privato nel fallimento Sheraton &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; (articolo 2007 (?)). Con quel provvedimento il Tribunale aveva anche disatteso la richiesta dei pubblici ministeri Luca Turco e Gabriele Mazzotta di trasmettere gli ai magistrati genovesi per avere agito in concorso con il giudice della procedura Sebastiano Puliga.
Adesso la Corte di Appello di Firenze ...]]></description>
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<h2>La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.</h2>
<p>Il Tribunale di Firenze nel 2007 aveva assolto Alessandro Lozzi dall&#8217;accusa di interesse privato nel fallimento Sheraton &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; (articolo 2007 (?)). Con quel provvedimento il Tribunale aveva anche disatteso la richiesta dei pubblici ministeri Luca Turco e Gabriele Mazzotta di trasmettere gli ai magistrati genovesi per avere agito in concorso con il giudice della procedura <strong>Sebastiano Puliga</strong>.</p>
<p>Adesso la Corte di Appello di Firenze ha negato quelle decisioni del Tribunale (<a href="wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[815]">articolo 2009</a>) riconoscendo l&#8217;interesse privato di <strong>Lozzi </strong>e <strong>Linguiti</strong>, reato disgraziatamente prescritto, ritenendogli responsabili nei confronti della curatela del fallimento Sheraton e condannandogli a pagare per tanto i danni. Inoltre la Corte di Appello di Firenze ha trasmesso a Genova dove <strong>Sebastiano Puliga</strong> e lo stesso <strong>Lozzi</strong> sono imputati insieme a molti altri professionisti per reati gravissimi quali bancarotta fraudolenta, corruzione, concussione.</p>
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		<title>Edificare sulla proprietà rubata?</title>
		<link>http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 06:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[I Boni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le società Edil Pitti Srl e Residenze Toscane Srl hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per realizzare un  complesso turistico sulla  proprietà truffata ai Sannino. Il progetto lo firmano i loro amministratori Maurizio Boni e Sandro Boni. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.
Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane?
 
La Edil Pitti Srl fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio Sauro Boni e Sandro Boni (membro della Loggia P2, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla Fidereveuropa Società ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-543" title="corruzione-edile" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/corruzione-edile-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" />Le società <strong>Edil Pitti Srl</strong> e <strong>Residenze Toscane Srl</strong> hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per<span id="more-442"></span> realizzare un  complesso turistico sulla  <strong>proprietà truffata ai Sannino</strong>. Il progetto lo firmano i loro amministratori <strong>Maurizio Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong>. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.</p>
<h2><strong>Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane</strong>?</h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Edil Pitti Srl</span></strong><strong> </strong>fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio <strong>Sauro Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong> (membro della <strong>Loggia P2</strong>, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla <strong>Fidereveuropa Società Fiduciaria e di Revisione Spa</strong> società fiorentina che opera nell&#8217;ambiente finanziario e commerciale, costituita dal piduista <strong>d&#8217;Isanto Vincenzo</strong> (tessera n.777), da  <strong>Aldo Vitartali</strong> di Borgo San Lorenzo ed altri fra i quali <strong>Luigi Antonio Ardino</strong>, istradato dal Costa Rica e incarcerato ad Ancona per riciclaggio ed altro (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/1-ardino-notizia-ansa.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">1 notizia Ansa caso Ardino</span></a>).</p>
<p>La <strong>Edil Pitti Srl</strong> impresa edile, è la società usata nel 1993 per usurpare ai Sannino i beni dove oggi i Boni vogliono edificare. <strong>La frode fu compiuta</strong> nell&#8217;ambito di una causa condotta <strong>dal giudice</strong> <strong>Sebastiano Puliga</strong> con la partecipazione dei commercialisti <strong>Roberto Scialdone</strong> e <strong>Alessandro Lozzi</strong>, del notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> ed altri. Ogn&#8217;una di queste persone aveva un ruolo preciso, volto a estromettere i Sannino proprietari della I Due Torrenti Srl intestataria dei loro beni, gli stessi beni dove oggi <strong>i Boni</strong> cercano di costruire un villaggio turistico (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/2-inchiesta-finanza-p8.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">2 Guardia di Finanza p.2</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip"><span style="text-decoration: underline;">3 scarica relazione Guardia di Finanza completa</span></a>) (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/4-inchiesta-carabinieri-p41.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">4 Carabinieri p.41</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip"><span style="text-decoration: underline;">5 scarica la relazione dei Carabinieri completa</span></a>).</p>
<p>Fra le operazioni più significative per accaparrarsi i beni dei Sannino, ci fu l&#8217;assemblea straordinaria rogito <strong>Ernesto Cudia</strong> del 22.07.1993 per la revoca dello stato di liquidazione della I Due Torrenti Srl (<a href="http://www.casosannino.com/assemblea_straordinaria/"><span style="text-decoration: underline;">6 verbale assemblea 22.07.93</span></a>).</p>
<p>Al fine di occultare il patrimonio che con tale assemblea stavano trasferendo alla <strong>Edil Pitti Srl</strong>, ne fu omessa l&#8217;indicazione dei beni immobili della Due Torrenti (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/7-trascrizione-immobili-usurpati-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">7 trascrizione dei beni in data successiva</span></a> ; <a href="http://www.casosannino.com/largefiles/trascrizione_immobili_usurpati.zip"><span style="text-decoration: underline;">8 qui l&#8217;atto di trascrizione completo</span></a>) alla quale, con l&#8217;occasione le fu cambiato il nome con quello di <strong>Toscana Invest Srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/9-assemblea-22793-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">9 assemblea 22.7.93 p.2</span></a>). <strong>Il buon esito della truffa era garantito dal giudice relatore Sebastiano Puliga</strong> che avvallava l&#8217;assemblea, ottenendo dal <strong>Tribunale di Firenze</strong> il decreto di approvazione (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/10-decreto-omologazione-assemblea-22793.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">10 decreto</span></a>). <strong>Erano gli stessi metodi con i quali Puliga ha rovinato tantissime persone e ditte. </strong>Con la certezza di non essere mai disturbato, cinque anni più tardi, nel 1998, continuava ad intervenire nella vicenda accogliendo ed ottenendo l&#8217;omologa della richiesta di <strong>Sandro Boni</strong> di rimettere nuovamente in liquidazione la società dei Sannino (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/11-ricorso-boni-per-nuova-liquidazione-21598.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">11 ricorso omologazione assemblea</span></a>) dopo averla completamente saccheggiata insieme ai suoi famigliari (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/12-ordinanza-trascrizione-assemblea-boni-1998.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">12 </span>ordinanza</a>).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Residenze Toscane</span> : </strong>In pieno periodo della truffa ai danni dei Sannino, viene costituita a <strong>Lussemburgo</strong> la <strong>Cofinsa Holding S.A.</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/13_atto_costitutivo_Cofinsa_Holding.zip"><span style="text-decoration: underline;">13 atto costituzione Cofinsa</span></a>) con sede amministrativa in Borgo San Lorenzo presso lo studio <strong>Valecchi </strong>e <strong>Vitartali</strong>. Un mese dopo, in aprile, la <strong>Edil Pitti Srl</strong> costituisce insieme alla neonata <strong>Cofinsa</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/14-atto-cost-ediltoscana-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">14 atto ediltoscana p.5</span></a>), rappresentata da <strong>Augusto Vitartali</strong>, (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/15-atto-cost-ediltoscana-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">15 atto ediltoscana p.2</span></a>) un&#8217;altra nuova società, la <strong>Edil Toscana srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/atto_costitutivo_ediltoscana.zip"><span style="text-decoration: underline;">16 atto costitutivo ediltoscana .zip file</span></a>) nominando <strong>Maurizio Boni</strong> amministratore unico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/17-atto-cost-ediltoscana-p4.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">17 atto ediltoscana p.4 </span></a>). <strong>Maurizio Boni</strong> è il figlio di <strong>Sauro Boni</strong> e la <strong>Edil Toscana è la stessa </strong><strong>Residenze Toscane srl alla quale fu modificato il nome nel 1995 </strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/18-assemblea-ediltoscana-31595-p3.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">18 atto modifica p. </span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1.gif" rel="lightbox[442]"><img class="alignright size-medium wp-image-562" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="maurizio-boni1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1-258x300.gif" alt="" width="206" height="240" /></a>Dunque sin dall&#8217;inizio <strong><span style="text-decoration: underline;">Maurizio Boni</span></strong> ha svolto un <strong>ruolo fondamentale nella truffa</strong> compiuta ai danni di Gino e Zionela: doveva fare l&#8217;amministratore della <strong>Residenze Toscane Srl</strong>, destinata ad incamerare il patrimonio usurpato nella procedura condotta dal <strong>Puliga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua partecipazione nella vicenda inizia nel 1993 acquisendo dal complice <strong>Antonio Tangocci</strong> il 2% di quota della società Due Torrenti srl, per poi fare il firmatario di varie operazioni di trasferimento e dispersione di quote e dei beni immobili e commerciali derubati. Fra le più importanti operazioni, la ricettazione del patrimonio immobiliare mediante atto di compravendita (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/19_compravendita_6-7-95.zip">19 compravendita 6.7.95 .zip file</a>)</span> sottoscritto da lui e da suo padre <strong>Sauro Boni</strong>,(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/20-compravendita-p1.gif" rel="lightbox[442]">20 compravendita p.1</a> ; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/21-compravendita-p2.gif" rel="lightbox[442]">21 compravendita p.2</a> ) che solo per quell&#8217;occasione faceva d&#8217;amministratore, dimettendosi subito dopo (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/22-cciaa-nomina-dimissioni-sauroboni.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">22 nomina e dimissioni certificato cciaa</span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo indicato fu di 410.000.000 di lire (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/23-insediamento-turistico-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">23 insediamento turistico p.1</span></a>), contro il vero valore di 2.700.000.000 (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/24-let-finanziamento-comit-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">24 let. Comit p.1</span></a>), evidenziato nella documentazione per la domanda di finanziamento agevolato con fondi europei (Regolamento U.E. 2081/93 ob. 5/B) per realizzare il villaggio turistico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/25-domanda-finanziamento-fondi-ue-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">25 domanda a Regione Toscana</span></a>). La Regione Toscana e la banca, venute a conoscenza della domanda di annullamento per dolo del contratto d&#8217;acquisto della proprietà, respinsero la richiesta di finanziamento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Maurizio Boni, pur consapevole del fine ingiusto, è anche la persona che promosse lo sfratto della famiglia Sannino nel dicembre 2004, rendendosi partecipe ancora una volta in prima persona nelle attività illecite esercitate ai danni dei Sannino.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<div id="attachment_536" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti.gif" rel="lightbox[442]"><img class="size-medium wp-image-536" style="border: 0pt none;" title="1990-logo-lago-due-torrenti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti-300x289.gif" alt="Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)" width="240" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)</p></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le attività commerciali</span> </strong>ovvero il lago per la pesca, il ristorante e il bar oggi, notoriamente conosciuti come <strong>Lago Viola</strong>, che erano la fonte di lavoro della famiglia Sannino e parte del loro patrimonio furono date in regalo attraverso la spartizione delle quote (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/26-spartizione-quote-1995.gif" rel="lightbox[442]">26 cessioni quote 14.12.95</a>) ai figli di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> cioè <strong>Filippo Boni</strong>, <strong>Diletta Boni</strong>, <strong>Andrea Boni</strong>, lo stesso <strong>Maurizio Boni</strong> nonché il parente <strong>Andrea Guidotti</strong>. Questi gestirono l&#8217;attività dal 1994 anche in nome della società <strong>Lago Viola Sas di </strong><strong>Boni Diletta e C</strong>. titolare fino al 2000 quando decisero di cederla ad altra società, costituita da loro stessi, per sfuggire ai creditori. Era la società <strong>Stella Srl </strong>con la quale  <strong>gli stessi Boni</strong> continuarono la gestione apparendo solo due  di loro nella compagine sociale (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/27-visura-stella-2000.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">27 visura stella 2000</span></a>) insieme ad altri terzi. Non furono poche le persone e le ditte defraudate dalla loro gestione. Fra i fornitori vi erano Radio Blu di Prato, Power Light Service, Francesco Villani (fornaio), Dallai (gas) e Lorini (formaggi). Ebbero anche cause inoltrate da dipendenti non pagati, fra i quali i gestori dell&#8217;Osteria di San Piero in San Piero a Sieve. <strong>La Stella srl fu dichiarata fallita</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/28-visura-stella-2007-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">28 visura stella 2007</span></a>) nel 2005 (curatore dott. Alessandro Miccini).</p>
<p>Anche se il <strong>Lago Viola Sas di Boni Diletta e C</strong>. fu messa in liquidazione e poi chiusa, oltre ad essere la prima responsabile della situazione debitoria, i suoi soci continuarono ad impiegare, attraverso la <strong>Stella Srl,</strong> l&#8217;attività usurpate procurandosi ingiusti guadagni (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/29-richiesta-finanziamento-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">29 richiesta finanziamento p.2</span></a>) a danno di persone e ditte del Mugello e della Provincia di Firenze nonché a danno dei coniugi Sannino. Tant&#8217;è così che ancora oggi continuano ad arricchirsi a spalle dei Sannino, prendendo gli affitti dell&#8217;attività e del locale, prima dalla <strong>Sartando Snc </strong>ed attualmente dalla <strong>Pietro Paoli Srl,</strong> dalla quale dovrebbero riscuotere una rata consistente fra due o tre mesi che potrebbe essere utile per beneficiare i creditori insinuati nel fallimento.</p>
<h1 style="text-align: center;">A P P E L L O</h1>
<p align="center"><strong>al Comune di Vicchio e alle autorità ed enti competenti</strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>perché non sia consentito ai Boni di costruire sulla proprietà che si sono procurati illecitamente. Si chiede uno <span style="color: #ff0000;">stop </span>a tale progetto fino a che non ci sia la pronuncia definitiva da parte della Magistratura.</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-486 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="stop" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/stop-300x299.jpg" alt="" width="300" height="299" /></p>
<p align="center"><strong>La Legalità è cosa di tutti noi, è nostro compito richiamarla e difenderla</strong></p>
<p align="center"><strong>La corruzione è la vera causa della crisi che sta attraversando il nostro Paese</strong></p>
<p align="center"><strong>I regolamenti non possono essere utilizzati per fini contrari alla Legge</strong></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Non impedire un evento che si ha l&#8217;obbligo giuridico d&#8217;impedire, equivale a cagionarlo</em></strong></span></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Art. 40, comma 2, Codice di Procedura Penale</strong></h4>
<pre style="text-align: center;">team casosannino.com</pre>
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		<title>Chi è Sandro Boni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 07:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Boni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sandro Boni (nato a Vicchio il 8.11.1943)
Attenzione a tutti perché questo si nutre di corruzione e truffe. 
Ex dirigente dell&#8217;Enel, aveva dagl&#8217;interni degli uffici dell&#8217;Enel a Borgo San Lorenzo un passaggio alla sua casa. Negli anni 90 un bel giorno si trovò quella porta murata, tutti i documenti requisiti e la lettera di licenziamento. Il motivo era che aveva commesso truffe continuate ai danni dell&#8217;Ente, si faceva dare le tangenti dalle persone per usufruire di servizi dell&#8217;Enel. Diverse di queste truffe le commise in Loc. Poggio Marino. Sandro Boni si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sandro Boni, Capo delle truffe, Vicchio Firenze" href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/sandro_boni_-_ratta_truffatora.gif" rel="lightbox[700]"><img class="size-medium wp-image-702 alignleft" title="sandro_boni_-_ratta_truffatora" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/sandro_boni_-_ratta_truffatora-300x300.gif" alt="Sandro Boni, Il truffatore di Vicchio " width="300" height="300" /></a><strong>Sandro Boni (nato a Vicchio il 8.11.1943)</strong></p>
<p><em>Attenzione a tutti perché questo si nutre di corruzione e truffe. </em></p>
<p>Ex dirigente dell&#8217;Enel, aveva dagl&#8217;interni degli uffici dell&#8217;Enel a Borgo San Lorenzo un passaggio alla sua casa. Negli anni 90 un bel giorno si trovò quella porta murata, tutti i documenti requisiti e la lettera di licenziamento. Il motivo era che aveva commesso truffe continuate ai danni dell&#8217;Ente, si faceva dare le tangenti dalle persone per usufruire di servizi dell&#8217;Enel. Diverse di queste truffe le commise in Loc. Poggio Marino. Sandro Boni si rubava persino i cavi dell&#8217;Enel. Per la vicenda fu rinviato a giudizio ma non si sa com&#8217;è andata a finire.</p>
<p>E&#8217; considerata persona con cui non s&#8217;ha da fare niente, perché truffa e poi fa le cause, che durano tanto che quando finiscono ha belle recuperato quanto aveva investito per la truffa e realizzato utili. Spesso riesce a spuntarla con le cause perché ha canali che lo portano a contatti ad hoc. Fra le persone che ha fregato un artigiano (ditta di calcestruzzi) di Borgo San Lorenzo, per una ottantina di milioni e che poi non vedendo la sua causa finire mai e avendo dei figli piccoli, mollò. Qualche anno fa andava spesso a Praga. Così truffo anche gente del Nord Italia, di Trento per l&#8217;esattezza, che avevano una società in Praga. Uno dei trentini venne a Borgo San Lorenzo offrendo una ricompensa a chi gli dicesse dove trovarlo: gli aveva fregato un miliardo, con una manovra di quote e d&#8217;accordo con un notaio (come ha fatto con Gino e Zionela). Fu processato per truffa aggravata, falso ed altro a danno del Comune di Monte Argentario, per alcuni reati non si sa com&#8217;è andata e per altri dato il tempo trascorso si prescrissero beneficiando del non luogo a procedere (leggi qui <a href="/wp-content/uploads/2009/02/1s.jpg" rel="lightbox[700]">1s</a> &#8211; <a href="/wp-content/uploads/2009/02/2s.jpg" rel="lightbox[700]">2s</a> &#8211; <a href="/wp-content/uploads/2009/02/3s.jpg" rel="lightbox[700]">3s</a>).</p>
<p>È membro della loggia massonica P2 (tessera 704), in sonno.</p>
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		<title>Dottori in Frode</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 05:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[lozzi]]></category>
		<category><![CDATA[marcucci]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>
		<category><![CDATA[scialdone]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

A Siena una volta un avvocato rideva orgoglioso, con tanto di acquolina negli occhi, delle aspirazioni della sua figlioletta che alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondeva &#8220;Il giudice. E corrotto&#8221;. Come quella bambina ci saranno tanti altri bambini con genitori socialmente pitecantropus come quello che arriveranno all&#8217;università non per aspirazione o piacere di svolgere una professione, ma per le possibilità di arricchimento. Così dalle nostre università escono esperti in frode che non si danno pace finché non trovano come entrare nella sfera degli ammanicati muovendo cielo, terra ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4 </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-485" title="Sebastiano Puliga, Laureato per denaro" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/laureato-per-denaro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>A Siena una volta un avvocato rideva orgoglioso, con tanto di acquolina negli occhi, delle aspirazioni della sua figlioletta che alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondeva <strong>&#8220;Il giudice. E corrotto&#8221;</strong>. Come quella bambina ci saranno tanti altri bambini con genitori socialmente pitecantropus come quello che arriveranno all&#8217;università non per aspirazione o piacere di svolgere una professione, ma per le possibilità di arricchimento. Così dalle nostre università escono esperti in frode che non si danno pace finché non trovano come entrare nella sfera degli ammanicati muovendo cielo, terra e inferno per avere raccomandazioni a livelli di potere.</p>
<p>Leggendo il memoriale del <strong>Lozzi </strong>ci si rende conto che questi giovani laureati sono, come lui, comuni delinquenti ma più avvantaggiati perche avendo imparato all&#8217;università le regole posseggono la conoscenza di come infrangerle &#8220;lecitamente&#8221;. L&#8217;ambiente più conveniente per esercitare questo tipo di professione è quello della pubblica funzione. Non gliene frega niente del giuramento dichiarato, il fine sono i soldi e il potere. Leggendo il <strong>Lozzi </strong>si trovano le risposte a quelle perplessità che vengono sentendo parlare i professionisti come lui. E come Scialdone. E una mentalità massonica balordissima, dove si fa sfoggio della conoscenza e dell&#8217;istruzione, dell&#8217;io &#8220;supremo&#8221;. Persone come <strong>Roberto Scialdone </strong>e <strong><a href="http://www.casosannino.com/alessandro-lozzi/">Alessandro Lozzi</a> </strong>portano in primo piano la loro posizione sociale, ovvero la loro &#8220;dignità&#8221;, come la chiamano loro. Una volta <strong>Scialdone </strong>nel buttar fuori dall&#8217;assemblea il professionista che assisteva Zionela, schiumando dalla bocca gridava &#8220;La mia dignità! La mia dignità!&#8221;. Ma in realtà questo tipo di soggetto si differenza molto dal vero professionista: sono così ignoranti nei confronti della collettività e malati dall&#8217;avarizia che si credono, anche indagati, imputati o condannati, di esistere in un luogo dove loro sono i padroni, un luogo con un grande cortile dome stiamo tutti gli altri e loro vengono a scegliere chi di noi sacrificare per portare a tavola. Questo distilla pacificamente dalle parole del <strong>Lozzi </strong>nel suo memoriale. Uguale lo <strong>Scialdone</strong>, il <a href="http://www.casosannino.com/sebastiano-puliga/"><strong>Puliga</strong></a>, il <strong>Cudia</strong>. Sono proprio convinti che tutto il resto della gente non è composta da persone. <strong>Marcucci </strong>è una sorta di surrogato di Madre Teresa accanto a loro. Fanno tanti discorsi sulla legalità e sul onore (quale?) sforzandosi in dimenticare che grazie a persone come loro la nostra società è oggi gravemente danneggiata. Dimenticano il perché dei golpes, delle rivoluzioni, delle guerre. Dimenticano che lo Stato tende a riprendersi e che non tutti i giudici sono corrotti. Dimenticano che ci sono tanti poliziotti come <strong>Treccioni </strong>che non sopportano la corruzione. Dimenticano che ci sono tanti cittadini che vogliono vivere in una società per bene.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><em>&#8220;che bel posto&#8230; siete tutti molto bravi a fare le belle cose.. ma poi ce le prendiamo noi..&#8221;</em></strong></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>- commento di Roberto Scialdone alla sua prima visita al Lago Due Torrenti. -</strong></span></p>
<p>Agli allievi aspiranti operatore di giustizia invitiamo a considerare prima di tutto la corretta tutela di quelli che saranno i loro assistiti. Più corretti e onesti saremo, più difficile sarà per i corrotti e la prosperità e la tranquillità non sarà privilegio di pochi.</p>
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		<title>Fallimentopoli</title>
		<link>http://www.casosannino.com/fallimentopoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 05:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Cudia]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Fallimentopoli

Sebastiano Puliga arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fallimentopoli</strong></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-medium wp-image-451" title="1-tribunale-di-firenze" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Sebastiano Puliga</strong> arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte di arrivisti lusingati anche dalle sue gentilezze, colleghi e colletti esperti o meno esperti in travisare le realtà delle situazioni, senza mancare l&#8217;harem di professioniste ambiziose o con ruoli importanti negli uffici del Tribunale, come la segretaria del Presidente, Anna Cardone, dotata dalla capacità di apporre la firma del suo capo nei fogli.</p>
<p>Molti, presi dalle aspettative di giustizia che il suo ruolo di magistrato infondeva, rimanevano storditi dal colpo letale dei provvedimenti del Puliga. Provvedimenti che riusciva a fare nonostante ogni tanto fosse depresso perché l&#8217;Inter aveva perso la partita <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="size-medium wp-image-452 alignright" title="sebastiano-puliga-inter-milan" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> oppure per qualche sua mania non pienamente soddisfatta. Contro i sintomi delle sue seccature esistenziali c&#8217;èra un rimedio: il bagliore dei soldi. Per questo spesso lo trovavi in ufficio anche durante le ferie, frugando nelle tasche dei falliti, esecutati o concordati, intento com&#8217;era nell&#8217;assicurarsi la buona riuscita delle frodi in ponte.</p>
<p>Riuscì a farsi apprezzare molto anche dai colleghi, acquisendo un certo potere dentro lo stesso Tribunale, riuscendo a pilotare anche le cause di altri giudici che a lui potevano interessare.</p>
<p>Era nota la sua amicizia col giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> e il Presidente del Tribunale <strong>Armando Sechi</strong>, grazie al quale Puliga e Pezzuti potevano fare quello che volevano dentro il Tribunale. Tale rapporto cominciò quando i due erano alla Sezione Civile e Puliga aveva già scelto i suoi professionisti a lui fedelissimi, formando il famoso comitato d&#8217;affari <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-453" title="Dr. Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>. Insieme arrivarono ad esercitare una tale influenza nell&#8217;ambiente giudiziario fiorentino che il loro nome e le notizie su quello che facevano, e che dagli uffici giudiziari e professionali colavano rimbombando in tutta la Toscana, erano per tutti esempio d&#8217;indignazione e di vergogna e, diventato ormai un pericolo pubblico e modello di degrado delle istituzioni, divenne anche motivo di timore. In effetti, erano riusciti ad esercitare la loro influenza soprattutto perché con la loro funzione portarono a compimento la rovina di numerose imprese e di famiglie <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-454" title="corruption-sebastiano-puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a> Acquisirono fama proprio in virtù del fatto che essa portava ad un unico fine, quello di dominare, quali maestri dell&#8217;illecito, il sistema fallimentare ed esecutivo del Tribunale di Firenze. L&#8217;ambizione di potere e di danaro era tanta che non si diedero tregua finché non riuscirono ad imporre una prassi sulla quale fondarono ogni azione e obbiettivo, facendo in modo che impiegati, professionisti, imprenditori, funzionari e persino magistrati fossero assoggettati all&#8217;omertà e al ricatto.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-455" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Puliga si mise insieme alla commercialista <strong>Lucia Figini</strong>, figlia di <strong>Marcello Figini</strong>, banchiere che si occupava, insieme alla moglie, di gestire il denaro ricavato da Puliga e Figini intestandosi libretti e conti correnti e trasferendolo o trasportandolo in conti segreti presso banche estere.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-456" title="logo-fiorentina" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina-202x300.jpg" alt="" width="121" height="180" /></a>Riuscì a tenersi la procedura de La Fiorentina Calcio. Per farlo era riuscito ad spiazzare anche il Presidente del Tribunale, allora il dott. Maci, figura ormai molto criticata per il poco controllo che esercitava sull&#8217;operato dei giudici, in particolare del Puliga, che continuava a fare il bello e il cattivo tempo dentro il Tribunale. Comunque il Presidente tentò di evitare che il fascicolo de La Fiorentina andasse a Puliga, ma non ci riuscì per i raggiri adoperati da questo per ottenere l&#8217;assegnazione del procedimento.  Aveva progettato lucrosi guadagni con la procedura della Fiorentina Calcio. A tale fine, insieme ad alcuni del suo comitato d&#8217;affari e assistiti dal suo notaio l&#8217;ex giudice <strong>Ernesto Cudia</strong>, costituirono una società che chiamarono <strong>Azione Viola spa</strong>, il cui presidente era il commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> (gli stessi <strong>Cudia </strong>e <strong>Lozzi </strong>voluti dal <strong>Puliga </strong>per escludere dolosamente <strong>Zionela dalla I Due Torrenti Srl</strong>).</p>
<p>Il progetto <strong>Azione Viola</strong> venne troncato nel ottobre del 2002, quando moriva suicida il <strong>dott. Giovanni Zanella</strong>, marito di <strong>Mariella Giannone</strong>, nota per essere l&#8217;amante del Puliga. <em>&#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Guarda quello stronzo in che casino ci ha messo..&#8221;</strong></span></em> aveva commentato la convivente <strong>Lucia Figini</strong>.</p>
<p>Oggi il Puliga sta rispondendo davanti alla legge per l&#8217;accusa di gravissimi reati. Nelle udienze lo vedi sparire nella sedia, ora tanto incurvato come a voler nascondere il proprio essere, ora gettato sopra come un sacco pieno di qualcosa di molle,  ridotto portavoce di quel gruppo di pubblici ufficiali a lui succubi che lo trattavano come una specie di dio. Frasi dettate da timori volano ogni tanto ancora ricordando le sue virtù professionali anche se si trova lì per la sua bravura a usarle per delinquere. Sconcertano le deposizioni di alcuni pubblici ufficiali che per una parte confermano i misfatti e le irregolarità e per altra tingono di dubbi tutto, ritenendo limpide le procedure adoperate per lasciare incarichi a Puliga, assegnare consulenze o per liquidare compensi. Come se tali misfatti, compiuti per anni e anni, perdessero totalmente rilevanza davanti, per esempio, ad una regola tabellare. In virtù di un dichiarato legame di amicizia e affettuosità che li univa al Puliga, si sentono giusti nel ritenere ogni singolo fatto contestato come una semplice svista. In effetti, a discapito di vere e proprie vittime che venivano trattate come carne da macello, solo il rapporto fra loro pare avere rilevanza, scordando completamente di valutare che sono pubblici ufficiali dotati di fede privilegiata, che hanno giurato, e che hanno un dovere preciso d&#8217;informazione. Nella logica questo viene tradotto in evidente copertura perché non è accettabile, per la coscienza comune, che tutti sapessero e nello stesso tempo tutti con tanta leggerezza lo lasciassero agire, firmando insieme a lui i provvedimenti senza alcun controllo. Arricchirsi a spalle dei falliti, degli esecutati, degli eredi ed anche di quelli ai quali veniva accettato il concordato <a href="http://www.casosannino.com/vittime/"><strong>(vedi qui l&#8217;elenco)</strong></a>, questo era il risultato di tale prassi così come emerge dalle <!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]-->deposizioni.</p>
<p>D&#8217;improvviso, approfittando del suo ruolo d&#8217;imputato, nelle udienze <strong>Puliga </strong>afferra il microfono esponendo indignato circostanze inventate e imparate a memoria che negano ogni accusa. I suoi modi ricordano il &#8220;come osate non sapete chi sono io&#8221; degli spacconi inguaribili. Immedesimato nella parte di un maestro davanti alla scolaresca, impartisce alla Corte lezioni di quel diritto da lui stesso infangato. Finisce spesso inviando un messaggio intimidatorio agli ex colleghi<span style="color: #ff0000;"> &#8220;<em>non ero solo io a decidere</em>!&#8221;.</span></p>
<p>Ci si chiede, se è vero che non è stato il solo allora perché solo lui?. E lui, perché non dice chi e come avrebbero fatto con lui? Perché non stupire ancora, stavolta però agendo con quella giustizia che aveva sempre negato? Perché non prendere l&#8217;occasione di migliorare se stesso davanti la collettività, dicendo la verità e venendo incontro a tutte quelle sue vittime che ancora soffrono le conseguenze del male che ha fatto?.</p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>La gente ora si chiede perché il Comune, la Regione, gli ordini professionali, non si costituiscono parte civile?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Perché Puliga non è dietro le sbarre?</strong></h3>
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		<title>Chi e ir dr. Alessandro Lozzi?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[lozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dottore commercialista Alessandro Lozzi fu il liquidatore nominato dal Puliga per il caso della I Due Torrenti Srl, di proprietà di Zionela Belgrave 98% e Antonio Tangocci 2%. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista Roberto Scialdone ed il notaio Ernesto Cudia mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="size-medium wp-image-353 alignleft" title="Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2-300x290.jpg" alt="" width="240" height="232" /></a>Il dottore commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> fu il liquidatore nominato dal <strong>Puliga</strong> per il caso della <strong>I Due Torrenti Srl,</strong> <span id="more-342"></span>di proprietà di <strong>Zionela Belgrave 98% </strong>e <strong>Antonio Tangocci 2%</strong>. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista <strong>Roberto Scialdone</strong> ed il notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato la socia Belgrave.</p>
<p>Risulta indagato in numerosi procedimenti in qualità di pubblico ufficiali incaricato ed oggi è accusato di gravi delitti.</p>
<h3><strong>BUONE NOTIZIE!</strong></h3>
<p><span style="color: #339966;"><strong>QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORROTTO!! (Dicembre 2008)<br />
</strong></span></p>
<p>Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del Lozzi a 4 anni in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco: CORRUZIONE in atti giudiziari per la tangente di 70 milioni nella procedura Res.Co (<a rel="lightbox[450]" href="../wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif">l’articolo qui</a>)</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-657" title="la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-343" title="La Nazione - 22-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-344" title="20052010-il-corriere-lozzi-interrogato" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-346" title="La Nazione - Corruzione in altro crack - 15-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-347" title="Il Corriere - Lozzi interrogato - 20-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-348" title="La Nazione - Lozzi a giudizio - 31-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-349" title="La Repubblica - Tre a giudizio per la cessione dello - 23-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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