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	<title>casosannino.com &#187; Featured</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>Chi è Roberto Scialdone (nato Capua il 03.09.62)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.
 
Dottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.
Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti Srl. Senza il contributo illecito del magistrato e di questi due pubblici ufficiali i Boni non avrebbero potuto assicurarsi il patrimonio immobiliare e commerciale trafugato ai coniugi Sannino.
L’incarico di Roberto Scialdone era di quattro mesi ma Sebastiano Puliga lo prolungò fino ad un anno e mezzo. Gli onorari di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1179" title="Chi è Roberto Schialdone" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Chi-è-Roberto-Schialdone.jpg" alt="" width="590" height="332" />Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.<span id="more-1040"></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>D</strong><strong>ottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.</strong></p>
<p>Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti Srl. Senza il contributo illecito del magistrato e di questi due pubblici ufficiali i Boni non avrebbero potuto assicurarsi il patrimonio immobiliare e commerciale trafugato ai coniugi Sannino.</p>
<p>L’incarico di Roberto Scialdone era di quattro mesi ma Sebastiano Puliga lo prolungò fino ad un anno e mezzo. Gli onorari di Scialdone (oltre cento milioni l’anno) fecero di lui il maggior creditore sociale. Per questo motivo in luogo di tutelare la società, Scialdone la volle disastrare per giustificare la richiesta di vendita dei beni e poter così riscuotere i compensi a strozzo puntualmente avvallati dal Puliga. Questi lauti compensi non erano certamente gratis: come rilevato nelle indagini, Puliga prendeva una  percentuale sulle notule liquidate ai suoi ausiliari (vedi qui <a href="http://www.casosannino.com/131008/" target="_blank">http://www.casosannino.com/131008/</a>)</p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1176" title="Roberto Scialdone - Retrato sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Scialdone-Retrato-sml.jpg" alt="" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Dottore Roberto Scialdone</p></div>
<p>La prima mossa di Scialdone dunque fu chiudere le attività per impedire alla società di lavorare. La Due Torrenti allora aveva 90 milioni di perdite, ma presto Scialdone le portò a 400 milioni. Logicamente con falsi. Una delle falsità in bilancio più gravose fu di 80 milioni di lire per INVIM iscritte a carico della società anche se questa non la doveva pagare. Come lo attesta l’Ufficio del Registro respingendo la domanda di condono presentata da Scialdone per conto della I Due Torrenti Srl:  “<strong><em>La società in premessa è parte acquirente nell’atto (….) e come tale non è soggetto passivo d’imposta I.N.V.I.M” </em></strong>(qui <a href="/wp-content/uploads/2010/07/uff.registro-23.11.93.jpg" rel="lightbox[1040]">uff.registro 23.11.93</a>).</p>
<p>Per descrivere l’elemento si riportano le prime parole dette da Scialdone a Gino e Zionela: “<strong><em>se mi lasciate lavorare vi lascerò 150 milioni, se vi opponete vi faccio fallire</em></strong>”. E poi -guardando la proprietà-  “<strong><em>che bel posto.. voi siete bravi a fare belle cose che poi ce le prendiamo noi perché voi non le sapete amministrare…</em></strong>”. Gli piaceva molto minacciare con chiamare i Carabinieri, cosa che faceva in continuazione, certo di ottenere un solerte intervento in quanto che suo padre era il tenente colonnello della Toscana Mario Scialdone (poi espulso dall’Arma per la sua appartenenza alla P2, tessera 147). Un giorno per impedire a Zionela di avere assistenza mandò via dall’assemblea un professionista gridando come un pazzo, chiamando poi i carabinieri. Sulla sua strafottenza e aggressività  l’architetto Massimo Bonechi, incaricato per redigere una perizia sul valore dei beni, disse che Scialdone “<strong><em>mi si scagliò contro come una belva</em></strong>” quando l’architetto gli aveva detto che non poteva scendere a 500 milioni <strong> </strong></p>
<p><strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_931.mp3" target="_blank">ascolta qui</a>).</strong><a href="../wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_93.mp3"></a></p>
<div id="attachment_1177" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici.jpg" rel="lightbox[1040]"><img class="size-medium wp-image-1177" title="Roberto Schialdone e i suoi complici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Scialdone e i suoi complici</p></div>
<p>Dopo il rifiuto di Gino e Zionela di acconsentire la liquidazione dei loro beni, si mise d’accordo con l’altro socio Antonio Tangocci, sua madre Miranda Cenci Tangocci e l’avvocato di questi Liana Pulina di Firenze. Durante la procedura Scialdone divenne il professionista dei Tangocci, anche per mezzo della moglie (all’epoca fidanzata) Annalisa Naldi, dottore commercialista, formalmente nominata consulente dei Tangocci.</p>
<p>Alla fine Roberto Scialdone e Analisa Naldi incassarono complessivamente circa 240 milioni di lire avuti anche attraverso false fatture come questa del 1995 (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/fatt.9-95.jpg" rel="lightbox[1040]">fatt.9-95</a>), il tutto pagato dalla società Toscana Invest (la stessa I Due Torrenti di Gino e Zionela) che presto fu svuotata dai Boni e rimessa nuovamente in liquidazione.</p>
<p>L’operato di questo delinquente è stato sempre coperto dalla magistratura fiorentina e bolognese. Nonostante la gravità dei reati denunciati, poi accertati dalla polizia giudiziaria, ogni procedimento a suo carico è finito sistematicamente con l’archiviazione.</p>
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		<title>Condannato per bancarotta l’Avv. Andrea Mazzanti</title>
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		<comments>http://www.casosannino.com/condannato-andrea-mazzanti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 giugno 2009 il Tribunale di Firenze ha condannato l’Avv. Andrea Mazzanti a due anni di reclusione. È stato inoltre inabilitato all’esercizio di una impresa commerciale e gli è stato vietato  di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni. (qui Repubblica 27.06.2009).
Il dibattimento ha riguardato la vicenda di “Il Coccio Umidificatori” (v. http://www.casosannino.com/udienza_26-01-2009/), una delle tantissime imprese oggetto di lucro per il comitato d’affari creato nel Tribunale di Firenze dall’ex giudice Sebastiano Puliga e per il quale è in corso a Genova il dibattimento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="chi è mazzanti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/imagen-x-chi-è-mazzanti-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" />Il 25 giugno 2009 il Tribunale di Firenze ha condannato l’Avv. <strong>Andrea Mazzanti</strong> a due anni di reclusione. <span id="more-1019"></span>È stato inoltre inabilitato all’esercizio di una impresa commerciale e gli è stato vietato  di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni. (qui <a href="/wp-content/uploads/2010/07/Repubblica-27.06.2009.gif" rel="lightbox[1019]">Repubblica 27.06.2009</a>).</p>
<p>Il dibattimento ha riguardato la vicenda di “Il Coccio Umidificatori” (v. <a href="../udienza_26-01-2009/">http://www.casosannino.com/udienza_26-01-2009/</a>), una delle tantissime imprese oggetto di lucro per il comitato d’affari creato nel Tribunale di Firenze dall’ex giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong> e per il quale è in corso a Genova il dibattimento nei confronti di <strong>Puliga</strong> e decine di professionisti da lui incaricati nelle procedure concorsuali ed esecutive.</p>
<p>Argomenti correlati: <a href="/chi-e-andrea-mazzanti/" target="_blank"> Chi è Andrea Mazzanti</a></p>
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		</item>
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		<title>Edificare sulla proprietà rubata?</title>
		<link>http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 06:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[I Boni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le società Edil Pitti Srl e Residenze Toscane Srl hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per realizzare un  complesso turistico sulla  proprietà truffata ai Sannino. Il progetto lo firmano i loro amministratori Maurizio Boni e Sandro Boni. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.
Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane?
 
La Edil Pitti Srl fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio Sauro Boni e Sandro Boni (membro della Loggia P2, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla Fidereveuropa Società ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-543" title="corruzione-edile" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/corruzione-edile-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" />Le società <strong>Edil Pitti Srl</strong> e <strong>Residenze Toscane Srl</strong> hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per<span id="more-442"></span> realizzare un  complesso turistico sulla  <strong>proprietà truffata ai Sannino</strong>. Il progetto lo firmano i loro amministratori <strong>Maurizio Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong>. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.</p>
<h2><strong>Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane</strong>?</h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Edil Pitti Srl</span></strong><strong> </strong>fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio <strong>Sauro Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong> (membro della <strong>Loggia P2</strong>, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla <strong>Fidereveuropa Società Fiduciaria e di Revisione Spa</strong> società fiorentina che opera nell&#8217;ambiente finanziario e commerciale, costituita dal piduista <strong>d&#8217;Isanto Vincenzo</strong> (tessera n.777), da  <strong>Aldo Vitartali</strong> di Borgo San Lorenzo ed altri fra i quali <strong>Luigi Antonio Ardino</strong>, istradato dal Costa Rica e incarcerato ad Ancona per riciclaggio ed altro (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/1-ardino-notizia-ansa.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">1 notizia Ansa caso Ardino</span></a>).</p>
<p>La <strong>Edil Pitti Srl</strong> impresa edile, è la società usata nel 1993 per usurpare ai Sannino i beni dove oggi i Boni vogliono edificare. <strong>La frode fu compiuta</strong> nell&#8217;ambito di una causa condotta <strong>dal giudice</strong> <strong>Sebastiano Puliga</strong> con la partecipazione dei commercialisti <strong>Roberto Scialdone</strong> e <strong>Alessandro Lozzi</strong>, del notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> ed altri. Ogn&#8217;una di queste persone aveva un ruolo preciso, volto a estromettere i Sannino proprietari della I Due Torrenti Srl intestataria dei loro beni, gli stessi beni dove oggi <strong>i Boni</strong> cercano di costruire un villaggio turistico (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/2-inchiesta-finanza-p8.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">2 Guardia di Finanza p.2</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip"><span style="text-decoration: underline;">3 scarica relazione Guardia di Finanza completa</span></a>) (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/4-inchiesta-carabinieri-p41.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">4 Carabinieri p.41</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip"><span style="text-decoration: underline;">5 scarica la relazione dei Carabinieri completa</span></a>).</p>
<p>Fra le operazioni più significative per accaparrarsi i beni dei Sannino, ci fu l&#8217;assemblea straordinaria rogito <strong>Ernesto Cudia</strong> del 22.07.1993 per la revoca dello stato di liquidazione della I Due Torrenti Srl (<a href="http://www.casosannino.com/assemblea_straordinaria/"><span style="text-decoration: underline;">6 verbale assemblea 22.07.93</span></a>).</p>
<p>Al fine di occultare il patrimonio che con tale assemblea stavano trasferendo alla <strong>Edil Pitti Srl</strong>, ne fu omessa l&#8217;indicazione dei beni immobili della Due Torrenti (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/7-trascrizione-immobili-usurpati-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">7 trascrizione dei beni in data successiva</span></a> ; <a href="http://www.casosannino.com/largefiles/trascrizione_immobili_usurpati.zip"><span style="text-decoration: underline;">8 qui l&#8217;atto di trascrizione completo</span></a>) alla quale, con l&#8217;occasione le fu cambiato il nome con quello di <strong>Toscana Invest Srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/9-assemblea-22793-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">9 assemblea 22.7.93 p.2</span></a>). <strong>Il buon esito della truffa era garantito dal giudice relatore Sebastiano Puliga</strong> che avvallava l&#8217;assemblea, ottenendo dal <strong>Tribunale di Firenze</strong> il decreto di approvazione (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/10-decreto-omologazione-assemblea-22793.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">10 decreto</span></a>). <strong>Erano gli stessi metodi con i quali Puliga ha rovinato tantissime persone e ditte. </strong>Con la certezza di non essere mai disturbato, cinque anni più tardi, nel 1998, continuava ad intervenire nella vicenda accogliendo ed ottenendo l&#8217;omologa della richiesta di <strong>Sandro Boni</strong> di rimettere nuovamente in liquidazione la società dei Sannino (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/11-ricorso-boni-per-nuova-liquidazione-21598.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">11 ricorso omologazione assemblea</span></a>) dopo averla completamente saccheggiata insieme ai suoi famigliari (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/12-ordinanza-trascrizione-assemblea-boni-1998.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">12 </span>ordinanza</a>).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Residenze Toscane</span> : </strong>In pieno periodo della truffa ai danni dei Sannino, viene costituita a <strong>Lussemburgo</strong> la <strong>Cofinsa Holding S.A.</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/13_atto_costitutivo_Cofinsa_Holding.zip"><span style="text-decoration: underline;">13 atto costituzione Cofinsa</span></a>) con sede amministrativa in Borgo San Lorenzo presso lo studio <strong>Valecchi </strong>e <strong>Vitartali</strong>. Un mese dopo, in aprile, la <strong>Edil Pitti Srl</strong> costituisce insieme alla neonata <strong>Cofinsa</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/14-atto-cost-ediltoscana-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">14 atto ediltoscana p.5</span></a>), rappresentata da <strong>Augusto Vitartali</strong>, (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/15-atto-cost-ediltoscana-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">15 atto ediltoscana p.2</span></a>) un&#8217;altra nuova società, la <strong>Edil Toscana srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/atto_costitutivo_ediltoscana.zip"><span style="text-decoration: underline;">16 atto costitutivo ediltoscana .zip file</span></a>) nominando <strong>Maurizio Boni</strong> amministratore unico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/17-atto-cost-ediltoscana-p4.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">17 atto ediltoscana p.4 </span></a>). <strong>Maurizio Boni</strong> è il figlio di <strong>Sauro Boni</strong> e la <strong>Edil Toscana è la stessa </strong><strong>Residenze Toscane srl alla quale fu modificato il nome nel 1995 </strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/18-assemblea-ediltoscana-31595-p3.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">18 atto modifica p. </span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1.gif" rel="lightbox[442]"><img class="alignright size-medium wp-image-562" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="maurizio-boni1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1-258x300.gif" alt="" width="206" height="240" /></a>Dunque sin dall&#8217;inizio <strong><span style="text-decoration: underline;">Maurizio Boni</span></strong> ha svolto un <strong>ruolo fondamentale nella truffa</strong> compiuta ai danni di Gino e Zionela: doveva fare l&#8217;amministratore della <strong>Residenze Toscane Srl</strong>, destinata ad incamerare il patrimonio usurpato nella procedura condotta dal <strong>Puliga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua partecipazione nella vicenda inizia nel 1993 acquisendo dal complice <strong>Antonio Tangocci</strong> il 2% di quota della società Due Torrenti srl, per poi fare il firmatario di varie operazioni di trasferimento e dispersione di quote e dei beni immobili e commerciali derubati. Fra le più importanti operazioni, la ricettazione del patrimonio immobiliare mediante atto di compravendita (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/19_compravendita_6-7-95.zip">19 compravendita 6.7.95 .zip file</a>)</span> sottoscritto da lui e da suo padre <strong>Sauro Boni</strong>,(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/20-compravendita-p1.gif" rel="lightbox[442]">20 compravendita p.1</a> ; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/21-compravendita-p2.gif" rel="lightbox[442]">21 compravendita p.2</a> ) che solo per quell&#8217;occasione faceva d&#8217;amministratore, dimettendosi subito dopo (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/22-cciaa-nomina-dimissioni-sauroboni.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">22 nomina e dimissioni certificato cciaa</span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo indicato fu di 410.000.000 di lire (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/23-insediamento-turistico-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">23 insediamento turistico p.1</span></a>), contro il vero valore di 2.700.000.000 (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/24-let-finanziamento-comit-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">24 let. Comit p.1</span></a>), evidenziato nella documentazione per la domanda di finanziamento agevolato con fondi europei (Regolamento U.E. 2081/93 ob. 5/B) per realizzare il villaggio turistico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/25-domanda-finanziamento-fondi-ue-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">25 domanda a Regione Toscana</span></a>). La Regione Toscana e la banca, venute a conoscenza della domanda di annullamento per dolo del contratto d&#8217;acquisto della proprietà, respinsero la richiesta di finanziamento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Maurizio Boni, pur consapevole del fine ingiusto, è anche la persona che promosse lo sfratto della famiglia Sannino nel dicembre 2004, rendendosi partecipe ancora una volta in prima persona nelle attività illecite esercitate ai danni dei Sannino.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<div id="attachment_536" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti.gif" rel="lightbox[442]"><img class="size-medium wp-image-536" style="border: 0pt none;" title="1990-logo-lago-due-torrenti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti-300x289.gif" alt="Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)" width="240" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)</p></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le attività commerciali</span> </strong>ovvero il lago per la pesca, il ristorante e il bar oggi, notoriamente conosciuti come <strong>Lago Viola</strong>, che erano la fonte di lavoro della famiglia Sannino e parte del loro patrimonio furono date in regalo attraverso la spartizione delle quote (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/26-spartizione-quote-1995.gif" rel="lightbox[442]">26 cessioni quote 14.12.95</a>) ai figli di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> cioè <strong>Filippo Boni</strong>, <strong>Diletta Boni</strong>, <strong>Andrea Boni</strong>, lo stesso <strong>Maurizio Boni</strong> nonché il parente <strong>Andrea Guidotti</strong>. Questi gestirono l&#8217;attività dal 1994 anche in nome della società <strong>Lago Viola Sas di </strong><strong>Boni Diletta e C</strong>. titolare fino al 2000 quando decisero di cederla ad altra società, costituita da loro stessi, per sfuggire ai creditori. Era la società <strong>Stella Srl </strong>con la quale  <strong>gli stessi Boni</strong> continuarono la gestione apparendo solo due  di loro nella compagine sociale (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/27-visura-stella-2000.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">27 visura stella 2000</span></a>) insieme ad altri terzi. Non furono poche le persone e le ditte defraudate dalla loro gestione. Fra i fornitori vi erano Radio Blu di Prato, Power Light Service, Francesco Villani (fornaio), Dallai (gas) e Lorini (formaggi). Ebbero anche cause inoltrate da dipendenti non pagati, fra i quali i gestori dell&#8217;Osteria di San Piero in San Piero a Sieve. <strong>La Stella srl fu dichiarata fallita</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/28-visura-stella-2007-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">28 visura stella 2007</span></a>) nel 2005 (curatore dott. Alessandro Miccini).</p>
<p>Anche se il <strong>Lago Viola Sas di Boni Diletta e C</strong>. fu messa in liquidazione e poi chiusa, oltre ad essere la prima responsabile della situazione debitoria, i suoi soci continuarono ad impiegare, attraverso la <strong>Stella Srl,</strong> l&#8217;attività usurpate procurandosi ingiusti guadagni (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/29-richiesta-finanziamento-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">29 richiesta finanziamento p.2</span></a>) a danno di persone e ditte del Mugello e della Provincia di Firenze nonché a danno dei coniugi Sannino. Tant&#8217;è così che ancora oggi continuano ad arricchirsi a spalle dei Sannino, prendendo gli affitti dell&#8217;attività e del locale, prima dalla <strong>Sartando Snc </strong>ed attualmente dalla <strong>Pietro Paoli Srl,</strong> dalla quale dovrebbero riscuotere una rata consistente fra due o tre mesi che potrebbe essere utile per beneficiare i creditori insinuati nel fallimento.</p>
<h1 style="text-align: center;">A P P E L L O</h1>
<p align="center"><strong>al Comune di Vicchio e alle autorità ed enti competenti</strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>perché non sia consentito ai Boni di costruire sulla proprietà che si sono procurati illecitamente. Si chiede uno <span style="color: #ff0000;">stop </span>a tale progetto fino a che non ci sia la pronuncia definitiva da parte della Magistratura.</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-486 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="stop" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/stop-300x299.jpg" alt="" width="300" height="299" /></p>
<p align="center"><strong>La Legalità è cosa di tutti noi, è nostro compito richiamarla e difenderla</strong></p>
<p align="center"><strong>La corruzione è la vera causa della crisi che sta attraversando il nostro Paese</strong></p>
<p align="center"><strong>I regolamenti non possono essere utilizzati per fini contrari alla Legge</strong></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Non impedire un evento che si ha l&#8217;obbligo giuridico d&#8217;impedire, equivale a cagionarlo</em></strong></span></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Art. 40, comma 2, Codice di Procedura Penale</strong></h4>
<pre style="text-align: center;">team casosannino.com</pre>
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		<item>
		<title>Rinviato a giudizio per il furto di 3 calzini, 18 MESI D&#8217;INCHIESTA</title>
		<link>http://www.casosannino.com/3calzini/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 06:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[insolito]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. 
 
Dice il PMott. Turco:
 
 
&#8220;È ASSURDO, LO SO IO PER PRIMO
MA CHE ALTRO POSSO FARE? ABBIAMO L&#8217;OBBLIGATORIETA&#8217; DELL&#8217;AZIONE PENALE E IL CODICE CI OBBLIGA A SEGUIRE LA STESSA PROCEDURA SIA PER UN OMICIDIO SIA PER UNA STUPIDAGINE COME QUESTA&#8221;
 
 
E noi chiediamo alla procura di firenze:
 
PERCHÈ  DOPO  LA  INDAGINE  DEI  CARABINIERI  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1.gif" rel="lightbox[631]"><img class="alignleft size-medium wp-image-636" title="calze1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1-300x68.gif" alt="" width="300" height="78" /></a><strong>Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha </strong><span id="more-631"></span><strong>chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dice il PM</strong><strong>ott. Turco:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;È ASSURDO, LO SO IO PER PRIMO<br />
MA CHE ALTRO POSSO FARE? ABBIAMO L&#8217;OBBLIGATORIETA&#8217; DELL&#8217;AZIONE PENALE E IL CODICE CI OBBLIGA A SEGUIRE LA STESSA PROCEDURA SIA PER UN OMICIDIO SIA PER UNA STUPIDAGINE COME QUESTA&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E noi chiediamo alla procura di firenze:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ  DOPO  LA  INDAGINE  DEI  CARABINIERI  SUI  BONI  CONFERMATIVA  DEI  REATI  DI  RICICLAGGIO  E  RICETTAZIONE   DEL  COMPLESSO  IMMOBILIARE  DEI  SANNINO,  NON SI È  PROMOSSA  L&#8217;AZIONE  PENALE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ PER LA INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI CONFERMATIVE DI GRAVISSIMI REATI COMMESSI DA SCIALDONE, LOZZI, CUDIA, BONI E COMPLICI È STATA SEMPRE CHIESTA L&#8217;ARCHIVIAZIONE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" rel="lightbox[631]"><img class="size-full wp-image-688 alignnone" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="2007-10-18-la-nazione-3-calzini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" alt="" width="500" height="431" /></a></p>
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		<title>Chi e ir dr. Alessandro Lozzi?</title>
		<link>http://www.casosannino.com/alessandro-lozzi/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
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		<category><![CDATA[Fotografie]]></category>
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		<category><![CDATA[lozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dottore commercialista Alessandro Lozzi fu il liquidatore nominato dal Puliga per il caso della I Due Torrenti Srl, di proprietà di Zionela Belgrave 98% e Antonio Tangocci 2%. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista Roberto Scialdone ed il notaio Ernesto Cudia mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="size-medium wp-image-353 alignleft" title="Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2-300x290.jpg" alt="" width="240" height="232" /></a>Il dottore commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> fu il liquidatore nominato dal <strong>Puliga</strong> per il caso della <strong>I Due Torrenti Srl,</strong> <span id="more-342"></span>di proprietà di <strong>Zionela Belgrave 98% </strong>e <strong>Antonio Tangocci 2%</strong>. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista <strong>Roberto Scialdone</strong> ed il notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato la socia Belgrave.</p>
<p>Risulta indagato in numerosi procedimenti in qualità di pubblico ufficiali incaricato ed oggi è accusato di gravi delitti.</p>
<h3><strong>BUONE NOTIZIE!</strong></h3>
<p><span style="color: #339966;"><strong>QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORROTTO!! (Dicembre 2008)<br />
</strong></span></p>
<p>Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del Lozzi a 4 anni in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco: CORRUZIONE in atti giudiziari per la tangente di 70 milioni nella procedura Res.Co (<a rel="lightbox[450]" href="../wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif">l’articolo qui</a>)</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-657" title="la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-343" title="La Nazione - 22-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-344" title="20052010-il-corriere-lozzi-interrogato" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-346" title="La Nazione - Corruzione in altro crack - 15-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-347" title="Il Corriere - Lozzi interrogato - 20-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-348" title="La Nazione - Lozzi a giudizio - 31-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-349" title="La Repubblica - Tre a giudizio per la cessione dello - 23-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Chi e il dr. Sebastiano Puliga?</title>
		<link>http://www.casosannino.com/sebastiano-puliga/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 22:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
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		<description><![CDATA[Il  Dr. Sebastiano Puliga fu il giudice designato per il caso della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti, e di altre imprese come Hotel Sheraton di Firenze, la Fiorentina calcio, Villa delle Rose, Regnicoli Foresto, Fratelli Catalani, API, Villa Demidoff ed altri. Per il suo comportamento, verificatosi nel corso degli anni, si è guadagnato la fama di giudice molto corrotto che prendeva le sue decisioni non a fine di giustizia ma per lucro personale.
Oggi il dr. Puliga è accusato di concussione, corruzione, falso ideologico e materiale, bancarotta, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sebastiano_puliga_logo.gif" rel="lightbox[317]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-319" title="Sebastiano Puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sebastiano_puliga_logo-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Il  <strong>Dr. Sebastiano Puliga</strong> fu il giudice designato per il caso della società di Gino e Zionela, <strong>I Due Torrenti,</strong> e di altre imprese come Hotel Sheraton <span id="more-317"></span>di Firenze, la Fiorentina calcio, Villa delle Rose, Regnicoli Foresto, Fratelli Catalani, API, Villa Demidoff ed altri. Per il suo comportamento, verificatosi nel corso degli anni, si è guadagnato la fama di giudice molto corrotto che prendeva le sue decisioni non a fine di giustizia ma per lucro personale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sebastiano_puliga_logo_warhol.gif" rel="lightbox[317]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-320" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="sebastiano_puliga_logo_warhol" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sebastiano_puliga_logo_warhol-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Oggi il dr. Puliga è accusato di <strong>concussione</strong>, <strong>corruzione</strong>, <strong>falso ideologico e materiale</strong>, <strong>bancarotta</strong>, <strong>ecc</strong>. <strong>ecc</strong>. I capi di imputazione sono <strong>circa 200,</strong> le vittime sono <strong>circa 150</strong> ditte toscane danneggiate dalle procedure condotte dal Puliga e di una trentina di professionisti da lui nominati, fra i quali dr. <strong>Alessandro Lozzi</strong>, liquidatore della I Due Torrenti Srl, -</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a professionisti esterni, il Puliga si era garantito particolari consensi anche dagli operatori all&#8217;interno del Tribunale di Firenze, sopratutto donne, anche di ruoli importanti che erano sue amanti, come la segretaria del Presidente del Tribunale di Firenze dott. Armando Sechi, sig.ra Anna Cardone, che addirittura firmava provvedimenti apponendo per imitazione la firma del Presidente.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/fallimentopoli-ecco-i-nomi-la-nazione-240606.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-323" title="Fallimentopoli - Ecco i nomi - La Nazione 24-06-2006" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/fallimentopoli-ecco-i-nomi-la-nazione-240606-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/il_giornale_30-5-2007.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-324" title="Il Giornale 30-5-2007" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/il_giornale_30-5-2007-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la_repubblica_3052007.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-325" title="La Repubblica 30-5-2007" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la_repubblica_3052007-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la_nazione_3052007.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-327" title="La Nazione 30-5-2007" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la_nazione_3052007-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztitolo.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-328" title="Lanaztitolo 22-12-05" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztitolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/2211205_lareptitolo.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-329" title="La Repubblica 22-11-05" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/2211205_lareptitolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20040412-la-nazione-500-milioni-per-sistemare-il-fallimento-caso-sestini.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-330" title="La Nazione - 500 milioni per sistemare il fallimento - 12-04-2004" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20040412-la-nazione-500-milioni-per-sistemare-il-fallimento-caso-sestini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051609lanazione-indagati-eccellenti-sfillano-davanti-al-csm.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-331" title="La Nazione - 16-09-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051609lanazione-indagati-eccellenti-sfillano-davanti-al-csm-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200511809lanazione_s___pagammo_quel_giudice__area_sas__1.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-332" title="La Nazione - pagammo quel giudice - 2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200511809lanazione_s___pagammo_quel_giudice__area_sas__1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200511809lanazione_s___pagammo_quel_giudice__area_sas__2.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-333" title="La Nazione - pagammo quel giudice 2 - 2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200511809lanazione_s___pagammo_quel_giudice__area_sas__2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-334" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20060210-il-corriere-firenze-fallimentopoli-notifica-anche-a-puliga.jpg" rel="lightbox[317]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-335" title="Il Corriere - Firenze - Fallimentopoli notifica anche a Puliga - 10-02-2006" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20060210-il-corriere-firenze-fallimentopoli-notifica-anche-a-puliga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Cari saluti all’amico del Riccio.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2005 03:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incolliamo un commento lasciato nel sito nel 2005 riferito alla causa che comprò il cancelliere Giovanni Rinaldi coi soldi del giudice Valentino Pezzuti.
Cari saluti al’Amico del Riccio.
12.7.2005
Riporto qui un pezzo di un articolo giornalistico che riguarda il caso e che leggo sul quotidiano La Repubblica del giorno 4 settembre 1997, a pagina VII:
Trovandosi in difficoltà finanziarie, il 15 giugno 1992 Sannino decise di accettare la proposta degli amici cancellieri Giovanni Rinaldi e Angela Catanese, che si erano offerti di acquistare per 80 milioni i diritti su una causa che si trascinava ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Incolliamo un commento lasciato nel sito nel 2005 riferito alla causa che comprò il cancelliere <strong>Giovanni Rinaldi</strong> coi soldi del giudice <strong>Valentino Pezzuti.</strong><span id="more-429"></span><br />
Cari saluti al’Amico del Riccio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12.7.2005</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la-repubblica-logo.jpg" rel="lightbox[429]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-432" title="la-repubblica-logo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/la-repubblica-logo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Riporto qui un pezzo di un articolo giornalistico che riguarda il caso e che leggo sul quotidiano La Repubblica del giorno 4 settembre 1997, a pagina VII:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trovandosi in difficoltà finanziarie, il <strong>15 giugno 1992</strong> Sannino decise di accettare la proposta degli amici cancellieri <strong>Giovanni Rinaldi</strong> e <strong>Angela Catanese</strong>, che si erano offerti di acquistare per 80 milioni i diritti su una causa che si trascinava da anni per la proprietà di una tenuta agricola: Non sapeva che il codice civile (articolo 1261) vieta ai funzionari di cancelleria di acquistare diritti di causa, evidentemente per impedire abusi e speculazioni. E neppure sapeva che Rinaldi aveva ricevuto 40 degli 80 milioni da un magistrato, il dottor <strong>Valentino Pezzuti</strong>: Pochi giorni dopo la cessione della causa, il <strong>16 luglio 1992</strong>, il <strong>giudice Sebastiano Puliga</strong> autorizzò in favore di Sannino (nel frattempo uscito di scena) un sequestro conservativo per mezzo miliardo. La causa fu decisa il <strong>16 dicembre 1994</strong> e per Rinaldi fu una vittoria piena, che gli ha fruttato, secondo la Guardia di Finanza, circa <strong>700 milioni</strong>. Dalla intestazione della sentenza risulta che del collegio faceva parte anche Valentino Pezzuti, il magistrato che aveva prestato al cancelliere i 40 milioni. Per dirla con il Pm Persico, Senonché -afferma Persico- il<strong> dottor Valentino Pezzuti </strong>fu ingannato dai cancellieri, e prestò loro il denaro convinto che servisse per ristrutturare una casa. Inoltre (come provato dalla fotocopia autenticata del verbale di udienza) non faceva parte del collegio che decise la causa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto quanto ha scritto il giornalista corrisponde a verità, confesso di essere assai turbato dalla stupefacente rapidità con cui, in soli 31 giorni di tempo si è passati da un valore di vendita dei diritti della causa pari a 80 milioni (il 15 giugno 1992, quando i diritti furono venduti dal sig. Sannino) ad un valore di 500 milioni il 16 luglio 1992, incrementati poi, ulteriormente, di circa un 40% (fino a circa 700 milioni) dopo altri due anni e cinque mesi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Siamo abituati a tempi processuali talmente lunghi che, quando vediamo che delle cause civili, a cui sono interessati personaggi che operano all’interno del sistema giudiziario, subiscono accelerazioni di questo genere, rimaniamo enormemente sconcertati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti sanno che se hai un immobile ed intendi ristrutturarlo puoi rivolgerti tranquillamente a un istituto bancario che ti iscriverà un ipoteca sull’immobile ma ti darà anche il denaro che ti occorre, e lo farà anche celermente e volentieri perché ben consapevole che il denaro prestato e impiegato nella ristrutturazione incrementerà il valore dell’immobile ipotecato fornendo al prestatore un’ulteriore garanzia a copertura del prestito. Per contro, l’istituto bancario non è propenso ad effettuarti un prestito se glielo chiedi per acquistare i diritti di una causa civile che si trascina per anni con esito ancora incerto, non ha la possibilità materiale di agire in prima persona per garantirsi un certo esito favorevole di quella.</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente, poi, al fatto che il nome di un determinato giudice compaia nell’intestazione della sentenza come facente parte del collegio che la ha decisa e non compaia nel verbale dell’udienza in cui quel collegio decise la causa medesima, mi viene spontaneo chiedermi se è legittimo far figurare pubblicamente (le sentenze sono atti pubblici, i verbali non lo sono altrettanto) che un magistrato ha lavorato ad una determinata causa quando, invece, vi è stato estraneo, e se può essere considerata un’azione fraudolenta, nei confronti dello Stato e del Popolo Italiano, il far figurare pubblicamente che un pubblico funzionario ha lavorato più di quanto abbia effettivamente fatto; si tratta di un caso isolato o un modo di agire utilizzato in più di un caso?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti sanno che una vendita immobiliare è nulla (o annullabile) se viene fatta senza il rispetto di una ben determinata legge, ritengo, quindi, che, a maggior ragione, dovrebbe essere ritenuta invalida la vendita di diritti relativi ad una proprietà immobiliare effettuata dal signor Sannino ai cancellieri in quanto è in aperta violazione di tassativa norma del codice civile; dall’annullamento dell’atto originario deriverebbe, poi, l’annullamento di tutti gli atti a quello successivi e da quello originati ed il signor Sannino sarebbe giusto recuperasse integralmente il bene perduto previa corresponsione ai due cancellieri del capitale da loro avuto in prestito e degli interessi maturativi sopra al tasso legale semplice, senza la loro ricapitalizzazione annua, non consentita dalla norma sull’anatocismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono anche a conoscenza del fatto che il giudice <strong>Puliga </strong>è stato trasferito ad un altra sede, ma se ha fatto tutto ciò di cui è stato imputato dovrebbe essere licenziato!  Non credo, però che se ha fatto tutto ciò lo abbia fatto con l’intento di ledere il prestigio della magistratura; riporto allora la qui sotto pertinente sentenza:</p>
<p style="text-align: justify;">CSM, sezione disciplinare, sentenza 17 dicembre 1998, Pres. Verde, Estensore Rossi, P.M. Crivelli (concl. Diff.); Crivelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fini della responsabilità disciplinare del magistrato non è sufficiente la prova del fatto addebitato, ma è necessario accertare anche la coscienza e volontà di porre in essere una condotta idonea a ledere il prestigio e la credibilità dell’istituzione giudiziaria・</p>
<p style="text-align: justify;">Se un magistrato ha fatto una determinata azione che si può ben provare, non è sanzionabile se non si riesce a provare anche che ha fatto ciò che ha fatto con l’intento di ledere.<br />
A questo punto mi chiedo come si potrebbe fare per accertare che un magistrato ha fatto una determinata azione con lo scopo di ledere il prestigio e la credibilità dell’istituzione giudiziaria? Chi è quel magistrato che confesserebbe una cosa del genere?</p>
<p style="text-align: justify;">Ritengo che l’istituzione giudiziaria farebbe cosa più gradita al Popolo Italiano se amministrasse in modo migliore la giustizia e tenesse in minor conto il suo prestigio e la sua credibilità ad una giustizia amministrata in un modo migliore conseguirebbe, comunque, una maggiore credibilità dell’istituzione giudiziaria; il prestigio non ha alcuna positiva rilevanza su un buon andamento della giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, riporto un pezzo giornalistico, a firma Pantalone ed apparso pochi anni addietro su un altro giornale:</p>
<p style="text-align: justify;">“L’occasione ・il ventesimo anniversario dell’inizio di una storia che rimarrà a eterno disdoro di una parte della magistratura … Mi riferisco a quel 17 giugno del 1983 allorché… misero le manette ai polsi di Enzo Tortora …<br />
<img class="alignright size-full wp-image-430" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="Enzo Tortora" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/tortora_libro.jpg" alt="" width="146" height="172" />“Rammentate? <strong>Enzo Tortora</strong> arrestato ed esibito platealmente ai fotografi e ai reporter della Tv sotto l’accusa di essere nientemeno che uno dei capi della Nuova Camorra Organizzata. Con lui furono tirate giù dal letto e scaraventate in prigione più di ottocento persone nei confronti delle quali furono scomodati pressoché tutti gli articoli del Codice penale?<br />
Sulla base di quali prove e almeno di quali indizi? Soprattutto in conseguenza dei teoremi di due sostituti procuratori (che non nomino per non arrossire al loro posto) confortati, se così è si può dire, dalle dichiarazioni di due avanzi di galera che a una persona di normale intelletto non sarebbero risultati credibili neanche nel dire le loro generalità. Uno di questi gentiluomini era in carcere dal 1970 per avere ucciso due persone e averne ferito una terza solo perché innervosito dalla lentezza di un impiegato nel rilasciargli il duplicato dell’atto di nascita. Per non parlare naturalmente dei suoi precedenti reati: calunnia, tentato parricidio, tentato incendio della casa dei genitori, tentato avvelenamento di madre e fidanzata di 14 anni.<br />
<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/tortoramanette1.jpg" rel="lightbox[429]"><img class="alignleft size-medium wp-image-431" title="Enzo Tortora (manette)" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/tortoramanette1-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a>Il suo socio era simpaticamente noto col nomignolo di “o Animale”. Nel carcere nuorese di Bad e Carros aveva ucciso due altri detenuti prima di assassinare il boss della mala milanese Francis Turatello e di cibarsi del suo fegato. I due avevano compilato un elenco di presunti affiliati alla camorra fra i quali figurava il nome di Tortora nei cui confronti non vi era alcun riscontro, alcun altro elemento che avesse anche soltanto la parvenza di un indizio.<br />
C’era di che rizzare le antenne, ma pochi le rizzarono …la buffonata di un’inchiesta basata su false accuse e madornali errori (una buona parte dei mandati di cattura erano intestati a persone sbagliate, gente che aveva solo lo stesso cognome e le cui generalità erano state prese dagli elenchi telefonici). … Qualche giornalista fu preda della sindrome del bambino che non osa contraddire la mamma e scrisse ciò che i magistrati gli dettavano. Molti furono semplicemente degli infami che presero gusto a infangare la figura di Tortora.<br />
Forse ricordate anche come andò a finire. Dopo aver subito una pesantissima condanna, essersi fatto mesi e mesi di galera, essere coperto di sterco fino alle orecchie e aver perso il lavoro, Enzo Tortora fu assolto da una Corte d’Appello … Enzo Tortora, come sapete, pochissimi anni dopo diede addio alla vita.<br />
Perché ne parlo oggi? Solo perché mi accorgo che nessuno di coloro che lo hanno accusato, nessun magistrato e nemmeno nessun giornalista che ne ha infangato il nome, ha pagato finora per la superficialità la cretinaggine, la stupida crudeltà e, torno a dire, pure l’infamia dimostrata nei suoi confronti.  Come sempre chi muore giace e chi vive si gode la pensione.”<br />
Non raramente i peggiori delinquenti appaiono agli occhi della magistratura come persone innocue e/o ravvedute e degne di credibilità e confidenza, basti pensare allo slavo Manolo che già reo di un omicidio, incarcerato anni addietro casualmente in Italia, in pochissimo tempo venne fatto rilasciare a piede libero da un pretore e poco dopo sterminò un’intera famiglia fuggendo poi all’estero, o ad Angelo Izzo che usciva e entrava dal carcere quasi a suo pacimento, che quando era fuori faceva  tutti i suoi comodi fino ad arrivare ad uccidere altre persone innocenti.<br />
Se una persona è nel suo diritto e si comporta in modo civile rivolgendosi alla magistratura per avere la tutela giudiziaria, invece, non raramente la vede schierarsi apertamente con gli interessi di usurpatori o di altre persone che hanno compiuto atti illeciti, e ne viene calpestata in malo modo, sopraffatta del tutto, con la violenza di uno “stupro” di durata indefinita, comunque pluriennale, tanto i magistrati non rischiano niente in quanto mai troveranno un collega che li condanni a risarcire personalmente i danni ingiustamente arrecati.<br />
Sono a conoscenza che a Firenze è operante un comitato che non disdegna di occuparsi di casi di persone rovinate o  comunque pesantemente danneggiate ingiustamente dal cattivo operare di alcuni magistrati, spero che in molti vi aderiscano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’amico del Riccio.</strong></p>
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