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	<title>casosannino.com &#187; Fotografie</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>Udienza del 02.03.2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Udienza 2 marzo 2009
Testimoni: Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.
Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.
Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era Sebastiano Puliga, curatore il Rag. Stefano Crocetti e consulente era Lucia Figini e Giuseppe Ulivi.
Il patrimonio della Europa 92.
Il Colosso dell&#39;Apennino a Villa Demidoff
La società Europa 92, della famiglia Frosali, aveva un complesso alberghiero costituito da immobili storici che risalgono al 1568 dove si trova uno dei parchi più importanti e più belli della Toscana, nominato Demidoff, a Pratolino nel Comune di Vaglia, http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff
In un procedimento penale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza 2 marzo 2009</strong></p>
<p>Testimoni: <strong>Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.</strong></p>
<h3>Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.</h3>
<p>Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era <strong>Sebastiano Puliga</strong>, curatore il <strong>Rag. Stefano Crocetti</strong> e consulente era <strong>Lucia Figini</strong> e <strong>Giuseppe Ulivi.</strong></p>
<p><strong>Il patrimonio della Europa 92.</strong></p>
<div id="attachment_831" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-medium wp-image-831" title="il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Colosso dell&#39;Apennino a Villa Demidoff</p></div>
<p>La società Europa 92, della famiglia Frosali, aveva un complesso alberghiero costituito da immobili storici che risalgono al 1568 dove si trova uno dei parchi più importanti e più belli della Toscana, nominato Demidoff, a Pratolino nel Comune di Vaglia, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff">http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff</a></p>
<p>In un procedimento penale condotto dal dott. Pietro Suchan attraverso una perizia giurata emerse che la società aveva un patrimonio di 29 miliardi di lire.</p>
<p>L&#8217;Hotel Demidoff inizialmente aveva avuto dei problemi ma era riuscito sollevarsi avendo una buona clientela clienti come la Ferrari club e la Porsche.</p>
<p><strong>‘Daci duecento milioni per sistemare tutto&#8217;</strong></p>
<p>Il Prof. Bandettini disse al Sig. Nello Frosali che aveva saputo dei suoi problemi con la sua società Europa 92 e gli offrì aiuto in quanto <em>&#8220;conosceva bene il giudice Puliga&#8221;</em></p>
<p>Dopo poco il Sig. Frosali ricevette una lettera dalla curatela che gli chiedeva 200 milioni <em>&#8220;perché ci potrebbero essere delle irregolarità per appianare tutto versaci  200 milioni e sistemiamo tutto &#8230; ho offerto 140 me gli hanno rifiutati, o 200 o niente&#8221;. </em>Il suo avvocato gli disse di denunciare ma per lui era diventato impossibile vivere &#8220;<em>era come fare una corsa a piedi contro un treno, ho presso sono andato in banca mi sono fatto prestare 200 milioni..</em>&#8221;</p>
<p>Dopo avere versato i 200 milioni alla curatela, il Bandettini gli invia la notula per la sua attività professionale (!!?).</p>
<blockquote><p>-          <em>Quale sarebbe stata la sua attività?</em></p>
<p>-          <em>quella di mandare questa lettera e di farmi pagare duecento milioni.</em></p></blockquote>
<p>La procedura andò avanti.</p>
<p>Il curatore Rag. Crocetti giustificava il fallimento dicendo che gli affari della Demidoff non erano deficitari ma erano &#8220;<em>incompatibili con il piano finanziario che era stato concepito all&#8217;origine</em>&#8220;.</p>
<p>La vendita dei beni del fallimento doveva realizzarsi velocemente. Il motivo di tanta fretta non era il beneficio della procedura, ma solo perché, disse il Curatore, &#8220;<em>volevo</em> <em>far bella figura</em>&#8221; davanti a giudici della sezione fallimentare. Ma di fatto sta che il fallimento, iniziato nel 1995, risulta ancora aperto. Il Rag. Crocetti, benché questo processo sia cominciato nel dicembre 2006 a ben dieci anni dalla vendita, disse che non si era ancora potuto chiudere per la pendenza di questo processo dove lui rappresenta l&#8217;Europa 92 come parte civile.</p>
<div id="attachment_833" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-thumbnail wp-image-833" title="cappella_medicea" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea-150x150.jpg" alt="Capella Medicea a Villa Demidoff" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Capella Medicea a Villa Demidoff</p></div>
<p><strong>Il prezzo; la svendita</strong></p>
<p>Nel fallimento il prezzo base d&#8217;asta era di 16 miliardi di lire. Il prezzo calò a 10 miliardi dopo alcune aste andate deserte.</p>
<p>Il curatore dott. Stefano Crocetti ha giustificato il basso prezzo di vendita affermando che non vi erano clienti interessati data la lontananza dell&#8217;albergo dal centro di Firenze. Un cliente c&#8217;èra ed era lo stesso Sig. Frosali che nel 1995, attraverso la soc. Demidoff Srl, aveva fatto una richiesta di poter recuperare l&#8217;albergo pagando 19 miliardi in 20 anni ma la sua richiesta non fu accolta e Puliga scelse di sacrificare l&#8217;azienda svendendola.</p>
<blockquote><p>-          <em>Com&#8217;è possibile che sia stato venduto per così poco? </em></p>
<p>-          <em>questo bisogna domandarlo a quelli che l&#8217;hanno venduto, facevano due aste al mese per arrivare prima alla vendita.</em></p></blockquote>
<p><strong>Gli offerenti</strong></p>
<p>Fra gli offerenti  c&#8217;èra l&#8217;industriale pratese Mario Becagli, con due sue società, la Site Srl e la Binfi S.p.A. Queste società erano rappresentate dall&#8217;Avv. Nidiaci. C&#8217;èra anche Guerrino Fezia con la sua società Fga Spa rappresentata dall&#8217;Avv. Linguiti.</p>
<p>Il 5 maggio 1997 fu disposta una gara senza incanto con un prezzo basse ancora calato a 8 miliardi di lire. In questa gara parteciparono la Site Srl, e la Fga Spa e un altro offerente che poi si ritirò dalla gara. L&#8217;aggiudicazione fu fatta a favore della Site Srl di Beccagli che presentò una offerta di 11.260.000.000 di lire da pagarsi entro 30 messi successivi all&#8217;aggiudicazione, contro l&#8217;offerta presentata da Fezia di 9.686.000.000 milioni di lire da pagare regolarmente entro 6 mesi.</p>
<p>Non si era mai visto che l&#8217;aggiudicatario pagasse in 30 mesi i beni acquisiti dal fallimento, questa era una nuova modalità inventata dal Rag. Crocetti per trovare clienti velocemente, cioè, facendo una vendita senza incanto e offrendo inoltre nel bando la possibilità di un pagamento dilazionato. Fu una invenzione proveniente non da Puliga e da nessuno, ma solo dalla sua <em>intuizione</em>, che lui riteneva una <em>condizione felice</em> perché vendendo senza incanto e a pagamento dilazionato facilmente si svegliò l&#8217;interesse nell&#8217;acquisto. L&#8217;unico svantaggio per la procedura -disse il Rag. Crocetti- era che poi l&#8217;aggiudicatario volesse avvalersi del pagamento dilazionato (!!).</p>
<p><strong>Le pretese dell&#8217;acquirente. I consensi del Puliga.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;aggiudicazione, il legale rappresentate della Site Srl Avv. Nidiaci presentò alla procedura una richiesta di risarcimento per la mancata consegna dell&#8217;immobile entro i termini previsti. Accadde che, benché la procedura fosse garantita specificamente come sancito nel bando con la dicitura &#8220;<em>la curatela non risponde di eventuali ritardi di consegna dell&#8217;immobile&#8221;, </em>Puliga volle chiudere il contenzioso con una transazione in favore della Site Srl.</p>
<p>Dopo due anni circa la Site chiese un altro risarcimento alla procedura di circa 1 miliardo e mezzo contestando sta volta che alcune camere dell&#8217;albergo erano inutilizzabili. Per la vicenda erano già in corso procedure di sanatoria, inoltrate a suo tempo dalla Demidoff, e che il curatore e il Puliga stavano portando avanti. Anche questa vicenda Puliga la volle chiudere in fretta con una transazione. E questo nonostante la sussistenza di una fideiussione bancaria emessa dalla Site a garanzia della curatela. Alla domanda del pubblico ministero del perché con queste condizioni così favorevoli si dovesse fare una transazione, il Crocetti rispondeva che per evitare che si bloccasse la liquidazione. Il Pubblico Ministero ribadiva che come sarebbe stato possibile bloccare la liquidazione se vi era una fideiussione che garantiva il pagamento. A questa contestazione il teste Rag. Croccetti non sapeva rispondere.</p>
<p>Dunque assistiti dagli avvocati Vichy per la procedura e Nidiaci per la Site Srl, arrivarono all&#8217;accordo transattivo. Il fallimento ci rimise quattrocento milioni di lire, tutti concordi, gli avvocati, il curatore e Puliga.</p>
<blockquote><p>-          <em>..la site chiede a voi di 1 miliardo e mezzo di danni e voi con la site fatte una transazione rinunciando a quattrocento milioni di prezzo in sostanza?</em></p>
<p>-          <em>Si</em></p>
<p>-          <em>quindi lei era d&#8217;accordo di fare questo sconto alla Site?</em></p>
<p>-          <em>non ero d&#8217;accordo cioè &#8230;</em></p>
<p>-          <em>è uno sconto dottore, a fronte della rinuncia.</em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se era chiaro fra il Curatore, giudice, avvocati ecc, che la pretesa era infondata, il Curatore rispondeva <em>&#8220;certo, questo era un aspetto del problema&#8221;</em> (!!!)</p>
<p>In sostanza, benché lo stesso curatore Rag. Crocetti riconoscesse la assoluta infondatezza e benché fosse solidamente garantito con una fidejussione, e, come rilevato al Pubblico Ministero, senza considerare il proprio ruolo nella procedura ovvero che la sua decisione non dipende dalle decisioni né del giudice né dagli avvocati né dal collegio, ha presentato istanza di autorizzazione alla transazione facendo rimettere alla procedura ben 400 milioni.</p>
<p>Puliga liquidò, in danno alla procedura, anche la notula di Emma Schettini, avvocato da lui voluto per un parere sulla convenienza o meno di fare la seconda transazione. Il Pubblico Ministero chiese al teste Stefano Crocetti perché un giudice dovrebbe nominare un legale per avere un parere su una questione giuridica, il Rag. Crocetti rispondeva &#8220;<em>capita&#8230; non è così frequente ma capita</em>&#8220;. Precisava il curatore che per questo motivo era stata comunque prevista una richiesta di rimborso alla Site che però non ha mai rimborsato niente perché ha contestato la questione al nuovo giudice della procedura dott. Settembre.</p>
<p>Dunque con le due transazioni la somma spettante la Site Srl si ridusse sensibilmente in danno alla procedura. Infatti l&#8217;offerta iniziale di Becagli alla fine risultò inferiore all&#8217;offerta di Fezia di ben 630 milioni di lire (e con pagamento in 30 mesi invece che 6). Inoltre per la dilazione ci rimisero anche i creditori ipotecari, nonostante gli interessi maturati, in quanto che avendo avuto soldi subito per quello che è il mercato dei capitali avrebbero avuto un vantaggio superiore, sarebbero riusciti ad investirli meglio.</p>
<p>Infine a sua discolpa il curatore Rag. Crocetti diceva che si era trattato di una transazione approvata da tre giudici.</p>
<p>È emerso che l&#8217;Hotel Demidoff Srl aveva chiesto con un atto di citazione la nullità della intimazione al rilascio dell&#8217;immobile e che la curatela non aveva dato notizia di tale procedimento ai partecipanti alla gara. Il Rag. Crocetti a questo rispose che tacere la circostanza glielo aveva consigliato il legale della procedura Avv. Vicchy.</p>
<p>Su richiesta del dott. D&#8217;Amora il Rag. Crocetti  aveva fatto una nuova relazione nel dicembre 2002 per verificare quanto in realtà aveva pagato la Site. È emerso che le spettanze della Site si erano ridotte dagli 11.260.000.000 che doveva pagare a 7 miliardi.</p>
<p><em>&#8220;non è andato benissimo per l&#8217;interesse la procedura..&#8221; </em>disse il Pubblico al Rag. Crocetti e lui rispose &#8220;<em>alla fine no&#8221;.</em></p>
<p><strong>Puliga nomina quale consulente nella procedura la fidanzata del collega Valentino Pezzuti.</strong></p>
<p>Puliga dispone: &#8220;&#8230;per la tranquillità di tutti è bene aderire alla proposta transattiva di cui si era parlato in ufficio. Ritengo opportuno acquisire un parere legale sulla convenienza della transazione per lo quale nomino l&#8217;avvocato Schettini perché faccia urgente relazione del parere&#8221; .</p>
<p>Dalla testimonianza dell&#8217;avvocatessa Schettini emergeva prima di tutto che non si ricordava di niente perche era passato troppo tempo, che Puliga alcune settimane prima della nomina le aveva detto che l&#8217;avrebbe nominata per un parere, che Puliga le aveva dato una settimana di tempo per fare la relazione, che benché avesse fatto un lungo discorso sulla questione delle stanze oggetto di condono edilizio non aveva esaminato i relativi documenti, che il curatore Crocetti le disse di portare la bozza del suo parere alla controparte prima di depositarlo e che per questo lei non vide nulla di strano (!!)</p>
<p>Emergeva inoltre che la domanda di condono riguardava le 14 camere  ma la Schettini nel suo parere aveva detto invece che le camere non erano oggetto di condono. A questo l&#8217;avvocatessa si giustificava rispondendo che aveva scritto le indicazioni che le dava oralmente il curatore.</p>
<p>Emergeva inoltre che l&#8217;Avv. Schettini,  nonostante la curatela avesse le ragioni e tutti gli elementi per poter vincere una eventuale causa, aveva espresso parere favorevole alla transazione.</p>
<p>L&#8217;Avv. Schettini non si ricordava neanche delle fideiussioni ne se il  curatore le aveva parlato ma poi si contraddiceva affermando che il Curatore le aveva parlato dell&#8217;eventualità di escutere le fidejussioni e che aveva esaminato una relazione del Crocetti al riguardo. Poi la teste dichiarava che non aveva riportato nel suo parere l&#8217;esistenza delle fideiussioni perché non l&#8217;aveva ritenuto rilevante (!!).</p>
<p>A queste affermazioni il Pubblico Ministero poi contesta all&#8217;Avv. Emma Schettini che aveva dichiarato agli investigatori invece esattamente il contrario ossia che se Crocetti le avesse detto chiaro dell&#8217;esistenza delle fideiussioni la sua conclusione sarebbe stata diametralmente opposta e poi leggeva le dichiarazioni rese dal teste alla polizia &#8220;<em>non c&#8217;è dubbio che se mi avesse detto ciò chiaramente -delle fideiussioni &#8211; la soluzione più conveniente sarebbe stata di escutere le fideiussioni ed  eventualmente attendere le eventuali rivendicazioni</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>-          <em>altro che non rilevante è non congruo! </em></p>
<p>-          <em>va beh.. sì io comunque non&#8230; ora che sa non me lo ricordo, io non no, ora sinceramente me lo legge lei&#8230; </em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se l&#8217;opportunità della trattazione le era stata suggerita da altri o se aveva ricevuto pressioni l&#8217;Avv. Schettini rispondeva che non aveva avuto pressioni da nessuno. Il PM poi le contestava che come faceva a dire di non avere ricevuto pressione se per tre volte aveva dichiarato che Crocetti insisteva a farle fare un parere favorevole alla transazione &#8220;<em>queste sono pressioni!&#8221;. </em>Poi<em> </em>la teste negava che Puliga le aveva chiesto di esprimere parere favorevole alla transazione, il PM contestava leggendo le sue dichiarazioni rese alla polizia &#8220;<em>e possibile che io abbia incontrato il giudice Puliga e che anche lui mi abbia chiesto un parere favorevole</em>&#8220;. A questo la teste Emma Schettini rispondeva con una serie di se, boh, magari, forse, e il pm precisava che, viste le contraddizioni tra quello che aveva detto al difensore e quello che ha detto a lui, che voleva capire una volta per tutte quale era la sua posizione. Alla fine la teste ha riconfermato le proprie dichiarazioni alla polizia.</p>
<p><strong>Un altro affare per la convivente del giudice.</strong></p>
<p>Dopo che Puliga ordinò l&#8217;aggiudicazione della gara alla Site Srl, il Becagli assunse nella Binfi (società che gestì materialmente poi l&#8217;albergo) Lucia Figini come consulente. Dall&#8217;analisi dei computer sequestrati a Lucia Figini e Sebastiano Puliga è stato trovato un file relativo alla situazione di Villa Demidoff e viene accertato un versamento del Becagli di un milione di lire in un conto corrente della CRF intesto alla Figini.</p>
<p><strong>Chiarimento dell&#8217;imputato Sebastiano Puliga</strong></p>
<p>Era stata letta in udienza una nota che il Puliga aveva scritto riguardanti modifiche fatte da lui ad una memoria del curatore Crocetti (e che il curatore poi non accettò perché &#8220;non erano coincidenti con lo stato d&#8217;animo che volevo esprimere&#8221;). La nota diceva &#8220;<em>per ragioni politiche che lei comprenderà &#8230;. mi hanno portato fare quest&#8217;integrazioni &#8211; modifiche. Se lei è d&#8217;accordo può usarle</em>&#8220;. Puliga spiegava alla Corte che &#8220;ragioni politiche&#8221; voleva solo dire &#8220;non torno in dietro&#8221;.</p>
<p><em>Prossima udienza il 16 marzo 2009</em></p>
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		<title>Primi lavori fatti 1986-1987</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 19:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni dei primi lavori fatti da Gino e Zionela nella proprietà anno 1984-1986

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni dei primi lavori fatti da Gino e Zionela nella proprietà anno 1984-1986</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/1983-la-casa-da-restaurare-1.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-725" title="1983 La Casa" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/1983-la-casa-da-restaurare-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/1983-la-casa-allinizio.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-723" title="1983_la_casa_allinizio_di_Gino_Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/1983-la-casa-allinizio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-vecchia-ristaurata.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-116" title="Fienile in ristrutturazione" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-vecchia-ristaurata-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/claudio-christian-y-nedo.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-117" title="Lavori alla ringhiera del lago" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/claudio-christian-y-nedo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/vista-panoramica-1986.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-118" title="Vista della pizzeria in costruzione" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/vista-panoramica-1986-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/magazino.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-119" title="Magazzino in costruzione" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/magazino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/pista-di-patinaggio.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-120" title="Pista di patinaggio in construzione" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/pista-di-patinaggio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/vista-panoramica2-1986.jpg" rel="lightbox[115]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-121" title="Panorama" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/vista-panoramica2-1986-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Foto della proprietà nel 1983</title>
		<link>http://www.casosannino.com/foto-della-proprieta-nel-1983/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 19:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste sono qualcune fotografie della proprietà quando Gino Sannino e Zionela Belgrave la comprarono.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste sono qualcune fotografie della proprietà quando Gino Sannino e Zionela Belgrave la comprarono.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago-principio.jpg" rel="lightbox[107]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-103" title="Lago principio" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago-principio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago1.jpg" rel="lightbox[107]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-102" title="Lavori al lago" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/el-principio.jpg" rel="lightbox[107]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-101" title="Piazzale" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/el-principio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-senza-tetto.jpg" rel="lightbox[107]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-99" title="Casa senza tetto" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-senza-tetto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Lo Sfratto &#8211; Fotografie</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 17:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>

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Due mesi dopo dal primo tentativo di sfratto, il 3 dicembre del 2004, senza sapere che i loro movimenti erano controllati, Gino e Zionela sono andati a Firenze.  Approfittando della loro assenza e, dopo avere montato due posti di controllo lungo la strada che porta a casa Sannino, il maresciallo capo dei Carabinieri di Vicchio, seguito dall’ufficiale giudiziario, Maurizio Boni, Sauro Boni, Sandro Boni e Filippo Boni, diverse persone sconosciute e numerosi carabinieri, in borghese ed altri con il mitra, diverse pattuglie e altri veicoli, invasero della casa della famiglia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros-de-policia.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-301" title="Carabinieri postati all'inizio di Via Boccagnello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros-de-policia-300x182.jpg" alt="" width="180" height="109" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-305" title="Gino e la Sindaco Elettra Lorini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-300x189.jpg" alt="" width="180" height="113" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-21.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-306" title="Gino, Lorini el il carabiniere Fulvio Galiardo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-21-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-zio-y-claudio-incredulos-e-indignados.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-307" title="Claudio, Gino e Zionela" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-zio-y-claudio-incredulos-e-indignados-300x183.jpg" alt="" width="180" height="110" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-1.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-302" title="casa-1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-1-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-303" title="casa-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-2-220x300.jpg" alt="" width="132" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-3.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-304" title="casa-3" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-3-300x186.jpg" alt="" width="180" height="112" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/2004-finestre-murate-nello-sfratto-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-727" title="2004 finestre murate nello sfratto" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/2004-finestre-murate-nello-sfratto-2-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-bloque.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-308" title="Ventana murata 1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-bloque-300x192.jpg" alt="" width="180" height="115" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano1.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-309" title="Ventana murata e la mano del muratore" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano1-300x192.jpg" alt="" width="180" height="115" /></a></p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fWH8QAQHPqo" target="_blank"><img class="size-full wp-image-268 aligncenter" style="border: medium none; margin: -20px 0px 0px; padding: 0px; text-align: center;  align: center;" title="sfratto_youtube_video_introduttivo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sfratto_youtube_video_introduttivo.gif" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Due mesi dopo dal primo tentativo di sfratto, il <strong>3 dicembre del 2004</strong>, senza sapere che i loro movimenti erano controllati, Gino e Zionela sono andati a Firenze.  Approfittando della loro assenza e, dopo avere montato due posti di controllo lungo la strada che porta a casa Sannino, il maresciallo capo dei Carabinieri di Vicchio, seguito dall’ufficiale giudiziario, <strong>Maurizio</strong><strong> Boni</strong>, <strong>Sauro Boni</strong>, <strong>Sandro Boni</strong> e <strong>Filippo Boni</strong>, diverse persone sconosciute e numerosi carabinieri, in borghese ed altri con il mitra, diverse pattuglie e altri veicoli, invasero della casa della famiglia Sannino Belgrave.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-289" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="Carabinieri di Vicchio e Borgo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros_policias.jpg" alt="" width="329" height="201" />Il figlio, che tranquillamente dormiva in altra ala dell’immobile, fu preso brutalmente e cacciato a forza di casa. I carabinieri non lo lasciarono chiamare subito l’avvocato e fu ammanettato quando insisteva per entrare nella casa per prendere documenti dei suoi genitori. Alla fidanzata, che era presente, non lasciarono telefonare ai genitori per chiedere aiuto e le fu assegnato un carabiniere che vigilava che non si allontanasse.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Boni </strong>e tutta quella gente sconosciuta ebbero abbastanza tempo per mettere mano a documenti importanti di cause pendenti contro gli stessi <strong>Boni </strong>e negli effetti personali de la famiglia. Svuotarono la casa. Smantellarono la cucina e il riscaldamento, rovistarono e stiparono tutto in sacchi della spazzatura o in scatole in modo che molte cose si ritrovarono rotte o inservibili. Furgoni e macchine andavano e venivano portando tutti gli oggetti personali della famiglia Sannino ad in luogo sconosciuto. Fu soltanto dopo insistere e dopo avere completato lo svuotamento della casa, che ebbero la “considerazione” di informare Gino e Zionela che tale luogo era un magazzino dei Boni a Vicchio e che i custodi dei loro documenti ed effetti personali erano gli stessi Boni. Portarono via persino il furgone di lavoro di Gino con una gru rifiutandosi di informare per quale motivo ne dove. Misero sbarre. Murarono porte e finestre. (vedi qui alcune fotografie)</p>
<p style="text-align: justify;">Il figlio tentò di comunicare con Gino e Zionela, ma per cominciare i carabinieri non gli permisero di usare il telefono. Quando poté farlo telefonò ripetutamente al legale incaricato de la causa, <strong>Avv. Stefano Magherini</strong> di Borgo San Lorenzo, ma questo riattaccava o semplicemente non rispondeva. Chiamò diverse volte il luogo dove Gino e Zio erano andati e fu risposto o semplicemente lo facevano aspettare senza trasferire la telefonata a qualcuno che potesse rispondere. Finalmente, permisero al figlio di parlare con un ufficiale il quale in seguito fece in modo che Gino e Zionela fossero informati di ciò che stava accadendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-294" title="Gino e il Maresciallo di Vicchio" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gino e Zionela cercarono subito di arrivare alla casa, ma non ci arrivarono perchè una pattuglia di carabinieri li bloccò, impedendogli di allontanarsi in modo di non fargli  vedere il crimine che si stava commettendo nella loro abitazione. Sul posto arrivarono una vicina della famiglia sfrattata e il Sindaco di Vicchio che furono testimoni di quanto accaduto e delle modalità usate. L’ufficiale giudiziario responsabile dell’operazione effettuata non informò di niente i coniugi Sannino. L’ufficiale giudiziario permise soltanto che Zionela leggesse una parte dell’ordinanza del giudice della che imponeva che l’operazione dovesse essere effettuata senza dare avviso a nessuno dei due coniugi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignright size-medium wp-image-297" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="Finestra murata" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Gino e Zionela non hanno avuto un nessun documento ufficiale, vuoi  l’elenco dei loro effetti personali e neanche la copia dell’ordine di sfratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è stata un’operazione più idonea per un criminale pericoloso, un fuggitivo o un terrorista che per due cittadini comuni. I due coniugi mai si sarebbero immaginati che il potere dei Boni potesse arrivare a coinvolgere a tal punto pubblici ufficiali di vari livelli, cominciando per dal giudice che dette il via libero per procedere in tal modo, l’ufficiale giudiziario, il maresciallo capo e i semplici carabinieri. Tutte queste autorità acconsentirono ad ogni modo che lo sfratto avvenisse con tanto vandalismo. Il potere dei Boni è ovviamente più grande di quello dei diritti costituzionali fondamentali delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo accade ad una famiglia che ha solo cercato di far valere i propri diritti per poter conservare gli unici beni che possiede.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora impotenti e confusi Gino Sannino e la sua famiglia si domandano com’è possibile che in un paese civilizzato del ovest europeo si permetta che ci sia tanta ingiustizia per tanti anni e come sia possibile che i suoi diritti legali e fondamentali siano violati così palesemente e con tanta furia? Perchè tanta intimidazione e persecuzione durante tanto tempo?. Solo perchè non lasciarono al gruppo Boni e complici rubare la loro proprietà in pace?</p>
<p class="statement" style="text-align: center;"><strong>E NOI CI DOMANDIAMO COM’E’ POSSIBILE CHE, ANCHE CON PROVE DI FRODE, SI PERMETTA AD UNA PERSONA IMPADRONIRISI DI UNA PROPRIETA SENZA PAGARLA?</strong></p>
<p class="statement" style="text-align: center;"><strong>&#8220;Inademplendi  non  est  ademplendum&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>In altre parole: Quello che non hai pagato non è tuo</strong></p>
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