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	<title>casosannino.com &#187; Gente Inutile</title>
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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Operatori di giustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 22:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Hidden]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Operatori di giustizia

Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Operatori di giustizia</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="indumenti giudici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" alt="" width="234" height="249" /></p>
<p>Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati i giudici Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/</a></p>
<p>Fra i cancellieri si citano Giovanni Antonio Rinaldi e Angela Catanese, all’epoca della truffa moglie del cancelliere di Rinaldi e amante del giudice Valentino Pezzuti. Rinaldi e Catanese insieme a Puliga e Pezzuti, con il contributo dell’Avv. Andrea Mazzanti, hanno tratto profitto dalla cessione di diritti di causa di Gino al cancelliere Rinaldi leggi qui cosa hanno fatto</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/</a></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a></p>
<p>Altri operatori di rilievo in questo caso giudiziario sono stati il notaio Ernesto Cudia, ex magistrato, notaio personale del Puliga e complici, il quale, in combutta col Lozzi, per poter dichiarare deserta una fondamentale assemblea ingannò i coniugi coniugi Sannino per non fargli partecipare; ascolta qui</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3" target="_blank">http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3</a></p>
<p>Indispensabile per il compimento della truffa l’operato dei dottori commercialisti Roberto Scialdone (vedi <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/</a>) e Alessandro Lozzi, ausiliari di Puliga nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela; il Lozzi è stato più volte condannato ed è in attesa di ulteriori condanne per reati commessi in ambito a procedimenti a lui assegnati da Puliga; vedi anche <a href="http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/" target="_blank">http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/</a></p>
<p><strong>Corruttori e corrotti privati e pubblici ufficiali, non avrebbero certamente potuto compiere reati così gravi e così apertamente senza l’avvallo dei due famosi giudici, Puliga e Pezzuti, e questi due, non sarebbero rimasti impuniti senza il contributo, di altri colleghi magistrati che in seguito si sono occupati delle cause dei coniugi Sannino Belgrave</strong>.<span id="more-1411"></span></p>
<p>Magistrati nel caso Sannino ci sono una settantina o più (vedi elenco <a href="http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/</a>), fra tutti brevemente si rilevano:</p>
<p>La giudice dott. Patrizia Pompei presso il Tribunale, che si è accanita contro i Sannino negando tutto e bloccando la causa principale per un falso documentale di modo che, grazie a lei, ancora oggi dopo diciotto anni, si trova in primo grado (<a href="http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</a>). Pompei era amante del suddetto Alessandro Lozzi. Gino e Zionela avevano denunciato la dott.ssa Pompei e questa aveva risposto con una sua contro denuncia leggila qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp1.png" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp1</a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp2.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp2</a> denuncia poi archiviata come quelle di Gino e Zionela.</p>
<p>Il giudice Giovanni Bellagamba presso la Corte di Appello, padre dell’avvocato Filippo Bellagamba, legale del vero delinquente in questa vicenda, Maurizio Boni, e della sua società Residenze Toscane S.r.l. intestataria del patrimonio usurpato e che vuole sfrattare la famiglia Sannino. Il giudice Bellagamba faceva il presidente del collegio in una causa importante, rigettando una querela di falso proposta da Gino (leggilo qui <a href="http://www.casosannino.com/causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/causa-lumaca/</a>);</p>
<p>Il PM Massimo Bonfiglio, che cominciò a occuparsene nel 1994 e da allora ha archiviato sistematicamente ogni cosa, fra cui la denuncia nei confronti del commercialista Scialdone Roberto figlio di un carabiniere altolocato e piduista, come altri due coinvolti nella vicenda cioè Sandro Boni e d’Isanto Vincenzo (più dettagli in <a href="http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/</a>) cioè tutto fatto fra variopinti fratelli che vendono e rendono il resto a se stessi; altro PM che ha fatto come Bonfiglio è stato Francesco Fleury vice procuratore che d’accordo con i pm bolognesi hanno sempre insabbiato tutto. Emanuele Riviello e Susanna Raimondo, due giudici civilisti che hanno deciso favorendo senza batter ciglio le controparti responsabili, il primo decideva senza il fascicolo di Zionela che era opportunamente sparito e Raimondo condannando i Sannino, davanti prove inconfutabili, a consegnare l’immobile ai Boni.</p>
<p><strong>Il Consiglio Giudiziario del distretto toscano</strong></p>
<p>I consigli giudiziari giudicano sugli esiti del tirocinio dei magistrati, forniscono pareri conclusivi sul conferimento di funzioni giurisdizionali, raccolgono informazioni per il controllo dei magistrati e valutano la loro professionalità, giudicano sulla loro vita professionale, ossia, sulle incompetenze o incapacità o sui meriti, sul loro comportamento, per esempio se sono corrotti o incuranti o altrimenti scorretti; danno valutazioni dei requisiti professionali e personali dei magistrati onorari ai fini anche della loro permanenza in servizio; pareri sul conferimento d’incarichi extragiudiziari, sulle incompatibilità ambientali, sulle dispense dal servizio, sui criteri di assegnazione dei procedimenti; vigilano sull’andamento degli uffici giudiziari e devono segnalare eventuali disfunzioni al Ministro di giustizia; fanno proposte sull&#8217;organizzazione e il funzionamento degli uffici del giudice di pace, su collocamenti a riposo, dimissioni, decadenze dall&#8217;impiego, concessioni di titoli onorifici e riammissioni in magistratura.</p>
<p>Il potere di controllo e decisionale dei consigli giudiziari su ogni magistrato e il suo lavoro, è, come abbiamo letto, totale; da qui che un forte senso di responsabilità del consigliere giudiziario appare indispensabile. Ciò anche perché qualcosa riguardante un magistrato -in particolare segnalazioni per comportamenti non regolari- si muoverà solo se le informazioni e valutazioni provenienti da soggetti incaricati o dai capi degli uffici, arriveranno in modo veritiero e corretto al consiglio giudiziario.</p>
<p><strong>Nel caso Sannino però la sorveglianza è stata zero; il senso di responsabilità, zero. </strong></p>
<p>Al contrario, i Sannino per una vita sono stati -e lo sono tutt’ora- bersagli di provvedimenti abnormi e negazioni anche da parte di magistrati che vorrebbero fare in modo diverso ma non possono.</p>
<p>Visto il potere di controllo del consiglio giudiziario sui magistrati,  siamo andati a vedere da chi è composto quello fiorentino.</p>
<p>Abbiamo visto che da 19 membri che <strong>compongono il Consiglio Giudiziario di Firenze</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigi-giudiziari-2011.pdf" target="_blank">ComponentiConsigliGiudiziari</a> PDF) <strong>ben</strong> <strong>7 (sette)</strong> <strong>si sono occupati del caso Sannino</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigliogFirenze.pdf" target="_blank">consigliogfirenze</a> PDF):</p>
<p><strong>Dott. DE SIMONE Giulio</strong> C.A. Firenze, che si è occupato di cause di crediti di Gino e Zionela rigettando  le loro domande. Faceva collegio con Valentino Pezzuti;</p>
<p><strong>Dott. CAPPELLI Alberto</strong> C.A. Firenze, è il presidente del collegio in una causa per un comodato con la cui sentenza condannò i coniugi Sannino a consegnare l’immobile ai veri delinquenti cioè i Boni;</p>
<p><strong>Dott.ssa CANNIZZARO Maria</strong> Tribunale Minorenni Firenze, che come gip ha archiviato svariati e importantissimi procedimenti penali fra cui la indagine del Mo. Marco Cipolletti della Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo, che aveva accertato le modalità della truffa compiuta ai danni dei Sannino e le responsabilità dei pubblici ufficiali coinvolti;</p>
<div id="attachment_1417" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40.jpg" rel="lightbox[1411]"><img class="size-thumbnail wp-image-1417" title="turco40" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Dott. Turco Luca</p></div>
<p><strong>Dott. TURCO Luca</strong> Procura Firenze, che ha archiviato, favorendo palesemente i Boni in vari procedimenti penali da lui condotti, di cui uno per riciclaggio e ciò in palese contrasto col proprio “convincimento” dell’obbligatorietà dell’azione penale, in ambito a una sua richiesta di rinvio a giudizio di un cittadino per essersi rubato tre paia di calzini in un negozio (leggi qui <a href="http://www.casosannino.com/3calzini/">http://www.casosannino.com/3calzini/</a> );</p>
<p><strong>Dott.ssa MANUALI Valentina</strong> Procura Firenze, PM che ha fatto archiviare denunce dei Sannino, favorendo il vero delinquente cioè Maurizio Boni; inoltre ha chiesto il rinvio a giudizio di Gino e Zionela, senza neanche sentirli, per il delitto di “diffamazione” nei confronti di Maurizio Boni (proc. n. 1893/08 pendente presso il giudice di pace) che sarebbe stato commesso per avere informato le autorità locali sulla provenienza illecita del bene conteso, cioè la proprietà usurpata ai Sannino dai Boni e dove questi vogliono costruire;</p>
<p><strong>Dott.ssa GOVERNATORI Silvia</strong> Tribunale Firenze, che ha rigettato, nonostante la sussistenza di cause che controvertono la proprietà, una domanda di sequestro proposta dai Sannino;</p>
<p><strong>Avv. GAMBOGI Gianluca</strong> Ord. Avv. Firenze, vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze;  legale rappresentante della società Residenze Toscane S.r.l. di proprietà dei Boni che ha intestato tutto il patrimonio reclamato; <strong>legale rappresentante degli eredi Marcucci in una causa per falso documentale presso la Corte di Appello di Firenze, fra parentesi, gestita dal giudice Giovanni Bellagamba presidente di sezione presso la medesima corte; legale rappresentante di Puliga nell’inchiesta fallimentopoli e legale rappresentante della sua compagna Lucia Figini </strong>condannata per reati gravissimi e imputata nel processo contro Puliga e altri 37 professionisti;</p>
<table width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>CORTE DI APPELLO DI FIRENZE</strong></p>
<p>120. Dott. <strong>DE SIMONE Giulio </strong>C.A. Firenze</p>
<p>121. Dott. <strong>CAPPELLI Alberto </strong>C.A. Firenze</p>
<p>122. Dott.ssa <strong>CANNIZZARO Maria </strong>Tribunale Minorenni Firenze</p>
<p>123. Dott. <strong>TURCO Luca </strong>Procura Firenze</p>
<p>125. Dott.ssa <strong>MANUALI Valentina </strong>Procura Firenze</p>
<p>126. Dott.ssa <strong>GOVERNATORI Silvia </strong>Tribunale Firenze</p>
<p>130. Avv. <strong>GAMBOGI Gianluca </strong>Ord. Avv. Firenze</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Con tutti questi rapporti e incarichi l’avvocato Gianluca Gambogi non poteva non sapere che il giudice Bellagamba è il padre del collega avvocato Filippo Bellagamba, <strong>rappresentante degli avversari dei Sannino in una causa dove anche lui Gambogi fa l’avvocato,</strong> una causa presso la Corte di Appello di Firenze dove lui non solo è consigliere giudiziario ma anche vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati.. come fa a non sapere … come fa a non vincere la causa anche se il suo assistito è un delinquente!</p>
<p>Signori Ministri, Procuratori Generali, Voi stessi del Consiglio Giudiziario fiorentino, del Tribunale e della Procura, dite voi se è lecito lasciare le persone impedite vita natural durante da simili situazioni, dite voi se il potere di gestire i procedimenti in modo così abnorme non è estorsione e tortura nei confronti di cittadini che chiedono a chi compete di fare giustizia in modo regolare, dite se calpestare in questa maniera i diritti delle persone non è un degrado e una vergogna istituzionale; chi fra Voi signori possa prendere i necessari  provvedimenti è gentilmente pregato di procedere, per onorare e per dare un senso alla magistratura e istituzioni stesse, perché altrimenti non è di alcuna utilità che ci siano anzi danneggiano la nostra società.</p>
<p>&#8212;&#8212;-</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/I-poteri-istruttori-del-Consiglio-Giudiziario.pdf" target="_blank">I poteri istruttori dei consigli giudiziari</a> (.PDF) relazione di Paola DI NICOLA (magistrato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>COME VA LA CAUSA LUMACA  n. 9301/93 + 2 per risoluzione di contratti 17 anni in primo grado!</title>
		<link>http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 05:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicevamo (post 15 anni) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicevamo (<a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">post 15 anni</a>) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino al passato in giudicato della pronuncia definitiva sulla querela di falso. Eravamo nel 2008.</p>
<p>Oggi, i giudici della Corte di Appello di Firenze, a due anni di distanza della presentazione del ricorso avverso la sentenza della Pompei, quando già la causa era andata a sentenza, si sono resi conto di non poter decidere in quanto che il Tribunale di Firenze non aveva trasmesso né la querela di falso presentata né i documenti contestati di falso, e da qui una ordinanza di ricostruzione del fascicolo e prossima udienza a dicembre dove, se tutto andrà bene, verrà deciso nuovamente di andare a sentenza.</p>
<p>Dunque alla causa 9301/93 si sono aggiunti altri due anni in primo grado, per un totale di 17. <strong><span style="text-decoration: underline;">Diciassette anni in primo grado</span></strong>. Molto brava la signora Pompei. Non come magistrato chiaramente, ma come favoreggiatrice dei Boni e con essi il loro complici, principalmente il suo amante (o ex amante) Alessandro Lozzi, ausiliare del giudice conosciuto come il più corrotto e ladro della Toscana, Sebastiano Puliga.</p>
<p>Che dici amanti? Si, spiego subito. Spiego cioè i reali meccanismi che regolano questa vicenda giudiziaria. Alessandro Lozzi (liquidatore giudiziario nominato da Puliga nella causa dei coniugi Sannino) era noto anche per essere amante della giudice Patrizia Pompei. I coniugi Sannino avevano dovuto denunciare queste indecorose situazioni essendo risultate vane le loro richieste di intervento al Tribunale. Infatti il Presidente dott. Ognibene, nonostante la gravità dei fatti (nel senso tutti sapevano dei rapporti fra Pompei e Lozzi), respingeva per cronico impulso o tic tutte le richieste di astensione formulate dalla signora Pompei e le richieste di ricusazione avanzate dai coniugi Sannino.</p>
<p>Alla denuncia dei Sannino, la signora Patrizia Pompei reagì querelandoli e per metterli a conoscenza di ciò mise una copia dell’atto di querela nel fascicolo della causa civile. Gino e Zionela ne presero copia conforme e la depositarono agli atti del procedimento penale pendente contro la giudice.</p>
<p>In somma, magagne d’animo, capricci, vizi, angherie di magistrati che a tutto pensano all’infuori che fare bene il proprio lavoro. Un male diffuso che pesa sulla cittadinanza che subisce di tutto e di più, mentre chi deve intervenire non lo fa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1225, aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Ministero-di-Giustizia" src="../wp-content/uploads/2010/10/Ministero-di-Giustizia.gif" alt="Ministero di Giustizia, Procura Generale di Cassazione, Csm, quando è che sentirete il dovere o la voglia di onorare la vostra esistenza? " width="377" height="155" /></p>
<p><strong><em>Documentazione: </em></strong></p>
<p>Sentenza Pompei sulla querela di falso: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip">Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip</a></p>
<p>Querela del giudice Pompei contro i coniugi Sannino: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei11.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei1.jpg</a> &#8211; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei2.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei2.jpg</a></p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">15 anni in primo grado</a></p>
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		<title>CAUSA LUMACA DUE Per annullamento dei contratti &#8211; tredici anni compreso l’appello</title>
		<link>http://www.casosannino.com/causa-lumaca/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino circa un anno fa era pendente presso la Corte di Appello di Firenze una causa, iniziata nel 1997, promossa da Zionela per la richiesta di annullamento per dolo (ex art.1430 c.c.) dei contratti relativi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca.jpg" rel="lightbox[1207]"><img class="alignright size-medium wp-image-1216" title="Causa Lumaca" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Fino circa un anno fa era pendente presso la Corte di Appello di Firenze una causa, iniziata nel 1997, promossa da Zionela per la richiesta di annullamento per dolo (ex art.1430 c.c.) dei contratti relativi alla cessione di quote e beni della società I Due Torrenti Srl.</p>
<p>La causa in primo grado era stata assegnata al giudice dott. Elisabetta Materi. Questa donna respingeva tutte le domande istruttorie avanzate da Zionela e infine con sentenza rigettava tutto.</p>
<p>Solo in seguito Gino e Zionela capirono il perché del comportamento così astioso della giudice nei loro confronti. Parenti di Elisabetta Materi, il padre e il fratello, erano alle prese con procedure concorsuali gestite da un giudice denunciato da Gino e Zionela, Sebastiano Puliga (Iciet Sime, Ceramiche Brunelleschi, Il Ferrone) e si erano impegnati al risanamento delle ditte con patrimoni di famiglia.</p>
<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1217" title="Causa Lumaca - I jiuduci parlano" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Causa-Lumaca-I-jiuduci-parlano.jpg" alt="" width="200" height="161" /><p class="wp-caption-text">&quot;Materi...colloquiando della causa in udienza con i colleghi.&quot;</p></div>
<p>In appello (1254/2002) le cose non sono andate bene per i coniugi: c&#8217;erano troppi giudici che per incompatibilità non potevano giudicare. In una occasione c&#8217;era anche la stessa Materi (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/udienza7.7.05.jpg" rel="lightbox[1207]">udienza7.7.05</a>), in altre la stessa era presente seduta proprio di fronte alle parti, colloquiando della causa in udienza con i colleghi.</p>
<p>Il presidente del collegio (e di sezione) era il giudice Giovanni Bellagamba, padre dell&#8217;avvocato Filippo Bellagamba, legale di una delle parti in causa, la Residenze Toscane srl, ossia la società che oggi ha intestato il patrimonio defraudato dai Boni ai Sannino. Infatti l&#8217;avvocato Bellagamba difendeva la Residenze Toscane in un procedimento contro Gino, per occupazione dell&#8217;immobile e nel quale Gino ha dovuto presentare appello dopo essere stato condannato. (<a href="avvbellagamba1.jpg" rel="lightbox[1207]"></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/avvbellagamba1.jpg" rel="lightbox[1207]">avvbellagamba1</a>, <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/avvbellagamba2.jpg" rel="lightbox[1207]">avvbellagamba2</a>). Filippo Bellgamba e&#8217; iscritto all&#8217;ordine degli avvocati di Roma ma preferisce esercitare a Firenze certamente… è senz&#8217;atro rasserenante fare l&#8217;avvocato in un distretto dove papà è presidente di sezione della Corte di Appello… di 10 ne vincerà per lo meno 9 e mezzo… ci possiamo sicuramente scommettere.</p>
<p>Il giudice Giovanni Bellagamba aveva anche rigettato una domanda per querela di falso presentata da Gino, cioè quel falso che avrebbe senza dubbio dimostrato il dolo oggetto di causa (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/ordinanza-bellagamba.jpg" rel="lightbox[1207]">ordinanza bellagamba</a>)</p>
<p>Successivamente Zionela presentò istanza di ricusazione del giudice dott. Bellagamba. Il giudice poi si astenne e nel farlo, lui, presidente del collegio nella causa, dichiarava:</p>
<p><em>&#8220;<strong>Quando capii che una parte voleva ricusarmi mi feci sostituire da Romoli…</strong>&#8221; </em>(Bella questa!)</p>
<p><em>&#8220;Nel merito dei fatti e&#8217; ovvio che <strong>IO NON SO NULLA DI NULLA….. , NON SO CHI SIANO LE PARTI NE DI COSA SI DISCUTA&#8230;</strong>&#8220;</em> (porca paletta…!)</p>
<p>.. ma come e&#8217; possibile: il ricusato si sceglie chi lo deve sostituire..? E il giudice che non sa niente di niente, neanche chi sono le parti ne di cosa si discuta, come può prendere provvedimenti?</p>
<p>leggi tutto qui (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/g.bellagamba-astensione.jpg" rel="lightbox[1207]">g.bellagamba astensione</a>)</p>
<p><strong>Puliga pilota ancora le cause… </strong></p>
<p>In causa si erano costituiti gli eredi del Marcucci (che era morto nel 2001 o 2002). Bisogna dire -purtroppo- che gli eredi erano falliti alcuni anni fa e, nonostante le loro scarse possibilità economiche, sono assistiti dal vicepresidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Firenze, Avv. Gianluca Gamboggi. Diciamo che tutto può essere, ma molto meno  quando risulta che l’avv. Gambogi e&#8217; stato difensore del Puliga nel procedimento per la Fallimentopoli Fiorentina, e che oggi difende la compagna del Puliga, Lucia Figini, sempre nello stesso processo a Genova.</p>
<p>Team CasoSannino.com</p>
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		<title>Lucia Figini condannata per bancarotta fraudolenta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
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		<description><![CDATA[Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.
Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di Lucia Figini, la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[876]"><img class="size-medium wp-image-877" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini-223x300.jpg" alt="Lucia Figini" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La commercialista Lucia Figini</p></div>
<p><strong><em>Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.</em></strong></p>
<p>Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di <strong>Lucia Figini</strong>, la compagna dell&#8217;ex giudice <strong>Sebastiano</strong> <strong>Puliga</strong>, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il <strong>professore in economia</strong> Antonio Bandettini, il dottore commercialista <strong>Vieri Fiori</strong> ed altri due privati.<span id="more-876"></span></p>
<p>La decisione più giusta è che i condannati sono stati <strong>inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni </strong>sperando che ciò voglia comportare anche che non possano più avere alcun tipo d&#8217;incarico presso la Pubblica Amministrazione (qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[876]">Repubblica 20.05.09</a>).  Dovranno inoltre risarcire le vittime che si erano costituite parte civile nel procedimento.</p>
<p><strong>Vieri Fiori</strong> in passato si era occupato di un esposto che Zionela aveva inviato all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti dove denunciava l&#8217;operato dell&#8217;amministratore giudiziario Roberto Scialdone. L&#8217;esposto fu archiviato dall&#8217;Ordine dopo essere stato sentito soltanto Scialdone.</p>
<p>La Sim &amp; Fed era stata costituita dal fiorentino <strong>Tovia Vita</strong> e poi usata per truffare i risparmiatori. Rivedendo la vicenda della Sim &amp; Fed, nel 1995 Tovia Vita e la moglie Dahlia Kanader, esperta informatica incaricata dalla Sim&amp;Fed nonché ex-ufficiale dell&#8217;esercito israeliano dove pilotava elicotteri, fuggirono portando con se circa 40 miliardi lasciando ben 860 vittime che così hanno perso i loro risparmi (<a href="http://www.casosannino.com/sparirono-quaranta-miliardi/" target="_blank">Sparirono quaranta miliardi</a>). La società venne commissariata dal Ministero del Tesoro. Fra le vittime c&#8217;è anche il poeta Mario Luzzi (<a href="http://www.casosannino.com/stangata-miliardaria-al-poeta-luzi/" target="_blank">Stangata miliardaria al poeta Luzi</a>). Nel 2002 la copia venne condannata a 5 anni per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata (leggi <a href="http://www.casosannino.com/condannati-vita-e-la-moglie/" target="_blank">Repubblica 17.02.02</a>).</p>
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		<title>Udienza del 02.03.2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altre vittime]]></category>
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		<description><![CDATA[Udienza 2 marzo 2009
Testimoni: Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.
Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.
Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era Sebastiano Puliga, curatore il Rag. Stefano Crocetti e consulente era Lucia Figini ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza 2 marzo 2009</strong></p>
<p>Testimoni: <strong>Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.</strong></p>
<h3>Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.</h3>
<p>Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era <strong>Sebastiano Puliga</strong>, curatore il <strong>Rag. Stefano Crocetti</strong> e consulente era <strong>Lucia Figini</strong> e <strong>Giuseppe Ulivi.</strong></p>
<p><strong>Il patrimonio della Europa 92.</strong></p>
<div id="attachment_831" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-medium wp-image-831" title="il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Colosso dell&#39;Apennino a Villa Demidoff</p></div>
<p>La società Europa 92, della famiglia Frosali, aveva un complesso alberghiero costituito da immobili storici che risalgono al 1568 dove si trova uno dei parchi più importanti e più belli della Toscana, nominato Demidoff, a Pratolino nel Comune di Vaglia, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff">http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff</a></p>
<p>In un procedimento penale condotto dal dott. Pietro Suchan attraverso una perizia giurata emerse che la società aveva un patrimonio di 29 miliardi di lire.</p>
<p>L&#8217;Hotel Demidoff inizialmente aveva avuto dei problemi ma era riuscito sollevarsi avendo una buona clientela clienti come la Ferrari club e la Porsche.</p>
<p><strong>‘Daci duecento milioni per sistemare tutto&#8217;</strong></p>
<p>Il Prof. Bandettini disse al Sig. Nello Frosali che aveva saputo dei suoi problemi con la sua società Europa 92 e gli offrì aiuto in quanto <em>&#8220;conosceva bene il giudice Puliga&#8221;</em></p>
<p>Dopo poco il Sig. Frosali ricevette una lettera dalla curatela che gli chiedeva 200 milioni <em>&#8220;perché ci potrebbero essere delle irregolarità per appianare tutto versaci  200 milioni e sistemiamo tutto &#8230; ho offerto 140 me gli hanno rifiutati, o 200 o niente&#8221;. </em>Il suo avvocato gli disse di denunciare ma per lui era diventato impossibile vivere &#8220;<em>era come fare una corsa a piedi contro un treno, ho presso sono andato in banca mi sono fatto prestare 200 milioni..</em>&#8221;</p>
<p>Dopo avere versato i 200 milioni alla curatela, il Bandettini gli invia la notula per la sua attività professionale (!!?).</p>
<blockquote><p>-          <em>Quale sarebbe stata la sua attività?</em></p>
<p>-          <em>quella di mandare questa lettera e di farmi pagare duecento milioni.</em></p></blockquote>
<p>La procedura andò avanti.</p>
<p>Il curatore Rag. Crocetti giustificava il fallimento dicendo che gli affari della Demidoff non erano deficitari ma erano &#8220;<em>incompatibili con il piano finanziario che era stato concepito all&#8217;origine</em>&#8220;.</p>
<p>La vendita dei beni del fallimento doveva realizzarsi velocemente. Il motivo di tanta fretta non era il beneficio della procedura, ma solo perché, disse il Curatore, &#8220;<em>volevo</em> <em>far bella figura</em>&#8221; davanti a giudici della sezione fallimentare. Ma di fatto sta che il fallimento, iniziato nel 1995, risulta ancora aperto. Il Rag. Crocetti, benché questo processo sia cominciato nel dicembre 2006 a ben dieci anni dalla vendita, disse che non si era ancora potuto chiudere per la pendenza di questo processo dove lui rappresenta l&#8217;Europa 92 come parte civile.</p>
<div id="attachment_833" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-thumbnail wp-image-833" title="cappella_medicea" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea-150x150.jpg" alt="Capella Medicea a Villa Demidoff" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Capella Medicea a Villa Demidoff</p></div>
<p><strong>Il prezzo; la svendita</strong></p>
<p>Nel fallimento il prezzo base d&#8217;asta era di 16 miliardi di lire. Il prezzo calò a 10 miliardi dopo alcune aste andate deserte.</p>
<p>Il curatore dott. Stefano Crocetti ha giustificato il basso prezzo di vendita affermando che non vi erano clienti interessati data la lontananza dell&#8217;albergo dal centro di Firenze. Un cliente c&#8217;èra ed era lo stesso Sig. Frosali che nel 1995, attraverso la soc. Demidoff Srl, aveva fatto una richiesta di poter recuperare l&#8217;albergo pagando 19 miliardi in 20 anni ma la sua richiesta non fu accolta e Puliga scelse di sacrificare l&#8217;azienda svendendola.</p>
<blockquote><p>-          <em>Com&#8217;è possibile che sia stato venduto per così poco? </em></p>
<p>-          <em>questo bisogna domandarlo a quelli che l&#8217;hanno venduto, facevano due aste al mese per arrivare prima alla vendita.</em></p></blockquote>
<p><strong>Gli offerenti</strong></p>
<p>Fra gli offerenti  c&#8217;èra l&#8217;industriale pratese Mario Becagli, con due sue società, la Site Srl e la Binfi S.p.A. Queste società erano rappresentate dall&#8217;Avv. Nidiaci. C&#8217;èra anche Guerrino Fezia con la sua società Fga Spa rappresentata dall&#8217;Avv. Linguiti.</p>
<p>Il 5 maggio 1997 fu disposta una gara senza incanto con un prezzo basse ancora calato a 8 miliardi di lire. In questa gara parteciparono la Site Srl, e la Fga Spa e un altro offerente che poi si ritirò dalla gara. L&#8217;aggiudicazione fu fatta a favore della Site Srl di Beccagli che presentò una offerta di 11.260.000.000 di lire da pagarsi entro 30 messi successivi all&#8217;aggiudicazione, contro l&#8217;offerta presentata da Fezia di 9.686.000.000 milioni di lire da pagare regolarmente entro 6 mesi.</p>
<p>Non si era mai visto che l&#8217;aggiudicatario pagasse in 30 mesi i beni acquisiti dal fallimento, questa era una nuova modalità inventata dal Rag. Crocetti per trovare clienti velocemente, cioè, facendo una vendita senza incanto e offrendo inoltre nel bando la possibilità di un pagamento dilazionato. Fu una invenzione proveniente non da Puliga e da nessuno, ma solo dalla sua <em>intuizione</em>, che lui riteneva una <em>condizione felice</em> perché vendendo senza incanto e a pagamento dilazionato facilmente si svegliò l&#8217;interesse nell&#8217;acquisto. L&#8217;unico svantaggio per la procedura -disse il Rag. Crocetti- era che poi l&#8217;aggiudicatario volesse avvalersi del pagamento dilazionato (!!).</p>
<p><strong>Le pretese dell&#8217;acquirente. I consensi del Puliga.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;aggiudicazione, il legale rappresentate della Site Srl Avv. Nidiaci presentò alla procedura una richiesta di risarcimento per la mancata consegna dell&#8217;immobile entro i termini previsti. Accadde che, benché la procedura fosse garantita specificamente come sancito nel bando con la dicitura &#8220;<em>la curatela non risponde di eventuali ritardi di consegna dell&#8217;immobile&#8221;, </em>Puliga volle chiudere il contenzioso con una transazione in favore della Site Srl.</p>
<p>Dopo due anni circa la Site chiese un altro risarcimento alla procedura di circa 1 miliardo e mezzo contestando sta volta che alcune camere dell&#8217;albergo erano inutilizzabili. Per la vicenda erano già in corso procedure di sanatoria, inoltrate a suo tempo dalla Demidoff, e che il curatore e il Puliga stavano portando avanti. Anche questa vicenda Puliga la volle chiudere in fretta con una transazione. E questo nonostante la sussistenza di una fideiussione bancaria emessa dalla Site a garanzia della curatela. Alla domanda del pubblico ministero del perché con queste condizioni così favorevoli si dovesse fare una transazione, il Crocetti rispondeva che per evitare che si bloccasse la liquidazione. Il Pubblico Ministero ribadiva che come sarebbe stato possibile bloccare la liquidazione se vi era una fideiussione che garantiva il pagamento. A questa contestazione il teste Rag. Croccetti non sapeva rispondere.</p>
<p>Dunque assistiti dagli avvocati Vichy per la procedura e Nidiaci per la Site Srl, arrivarono all&#8217;accordo transattivo. Il fallimento ci rimise quattrocento milioni di lire, tutti concordi, gli avvocati, il curatore e Puliga.</p>
<blockquote><p>-          <em>..la site chiede a voi di 1 miliardo e mezzo di danni e voi con la site fatte una transazione rinunciando a quattrocento milioni di prezzo in sostanza?</em></p>
<p>-          <em>Si</em></p>
<p>-          <em>quindi lei era d&#8217;accordo di fare questo sconto alla Site?</em></p>
<p>-          <em>non ero d&#8217;accordo cioè &#8230;</em></p>
<p>-          <em>è uno sconto dottore, a fronte della rinuncia.</em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se era chiaro fra il Curatore, giudice, avvocati ecc, che la pretesa era infondata, il Curatore rispondeva <em>&#8220;certo, questo era un aspetto del problema&#8221;</em> (!!!)</p>
<p>In sostanza, benché lo stesso curatore Rag. Crocetti riconoscesse la assoluta infondatezza e benché fosse solidamente garantito con una fidejussione, e, come rilevato al Pubblico Ministero, senza considerare il proprio ruolo nella procedura ovvero che la sua decisione non dipende dalle decisioni né del giudice né dagli avvocati né dal collegio, ha presentato istanza di autorizzazione alla transazione facendo rimettere alla procedura ben 400 milioni.</p>
<p>Puliga liquidò, in danno alla procedura, anche la notula di Emma Schettini, avvocato da lui voluto per un parere sulla convenienza o meno di fare la seconda transazione. Il Pubblico Ministero chiese al teste Stefano Crocetti perché un giudice dovrebbe nominare un legale per avere un parere su una questione giuridica, il Rag. Crocetti rispondeva &#8220;<em>capita&#8230; non è così frequente ma capita</em>&#8220;. Precisava il curatore che per questo motivo era stata comunque prevista una richiesta di rimborso alla Site che però non ha mai rimborsato niente perché ha contestato la questione al nuovo giudice della procedura dott. Settembre.</p>
<p>Dunque con le due transazioni la somma spettante la Site Srl si ridusse sensibilmente in danno alla procedura. Infatti l&#8217;offerta iniziale di Becagli alla fine risultò inferiore all&#8217;offerta di Fezia di ben 630 milioni di lire (e con pagamento in 30 mesi invece che 6). Inoltre per la dilazione ci rimisero anche i creditori ipotecari, nonostante gli interessi maturati, in quanto che avendo avuto soldi subito per quello che è il mercato dei capitali avrebbero avuto un vantaggio superiore, sarebbero riusciti ad investirli meglio.</p>
<p>Infine a sua discolpa il curatore Rag. Crocetti diceva che si era trattato di una transazione approvata da tre giudici.</p>
<p>È emerso che l&#8217;Hotel Demidoff Srl aveva chiesto con un atto di citazione la nullità della intimazione al rilascio dell&#8217;immobile e che la curatela non aveva dato notizia di tale procedimento ai partecipanti alla gara. Il Rag. Crocetti a questo rispose che tacere la circostanza glielo aveva consigliato il legale della procedura Avv. Vicchy.</p>
<p>Su richiesta del dott. D&#8217;Amora il Rag. Crocetti  aveva fatto una nuova relazione nel dicembre 2002 per verificare quanto in realtà aveva pagato la Site. È emerso che le spettanze della Site si erano ridotte dagli 11.260.000.000 che doveva pagare a 7 miliardi.</p>
<p><em>&#8220;non è andato benissimo per l&#8217;interesse la procedura..&#8221; </em>disse il Pubblico al Rag. Crocetti e lui rispose &#8220;<em>alla fine no&#8221;.</em></p>
<p><strong>Puliga nomina quale consulente nella procedura la fidanzata del collega Valentino Pezzuti.</strong></p>
<p>Puliga dispone: &#8220;&#8230;per la tranquillità di tutti è bene aderire alla proposta transattiva di cui si era parlato in ufficio. Ritengo opportuno acquisire un parere legale sulla convenienza della transazione per lo quale nomino l&#8217;avvocato Schettini perché faccia urgente relazione del parere&#8221; .</p>
<p>Dalla testimonianza dell&#8217;avvocatessa Schettini emergeva prima di tutto che non si ricordava di niente perche era passato troppo tempo, che Puliga alcune settimane prima della nomina le aveva detto che l&#8217;avrebbe nominata per un parere, che Puliga le aveva dato una settimana di tempo per fare la relazione, che benché avesse fatto un lungo discorso sulla questione delle stanze oggetto di condono edilizio non aveva esaminato i relativi documenti, che il curatore Crocetti le disse di portare la bozza del suo parere alla controparte prima di depositarlo e che per questo lei non vide nulla di strano (!!)</p>
<p>Emergeva inoltre che la domanda di condono riguardava le 14 camere  ma la Schettini nel suo parere aveva detto invece che le camere non erano oggetto di condono. A questo l&#8217;avvocatessa si giustificava rispondendo che aveva scritto le indicazioni che le dava oralmente il curatore.</p>
<p>Emergeva inoltre che l&#8217;Avv. Schettini,  nonostante la curatela avesse le ragioni e tutti gli elementi per poter vincere una eventuale causa, aveva espresso parere favorevole alla transazione.</p>
<p>L&#8217;Avv. Schettini non si ricordava neanche delle fideiussioni ne se il  curatore le aveva parlato ma poi si contraddiceva affermando che il Curatore le aveva parlato dell&#8217;eventualità di escutere le fidejussioni e che aveva esaminato una relazione del Crocetti al riguardo. Poi la teste dichiarava che non aveva riportato nel suo parere l&#8217;esistenza delle fideiussioni perché non l&#8217;aveva ritenuto rilevante (!!).</p>
<p>A queste affermazioni il Pubblico Ministero poi contesta all&#8217;Avv. Emma Schettini che aveva dichiarato agli investigatori invece esattamente il contrario ossia che se Crocetti le avesse detto chiaro dell&#8217;esistenza delle fideiussioni la sua conclusione sarebbe stata diametralmente opposta e poi leggeva le dichiarazioni rese dal teste alla polizia &#8220;<em>non c&#8217;è dubbio che se mi avesse detto ciò chiaramente -delle fideiussioni &#8211; la soluzione più conveniente sarebbe stata di escutere le fideiussioni ed  eventualmente attendere le eventuali rivendicazioni</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>-          <em>altro che non rilevante è non congruo! </em></p>
<p>-          <em>va beh.. sì io comunque non&#8230; ora che sa non me lo ricordo, io non no, ora sinceramente me lo legge lei&#8230; </em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se l&#8217;opportunità della trattazione le era stata suggerita da altri o se aveva ricevuto pressioni l&#8217;Avv. Schettini rispondeva che non aveva avuto pressioni da nessuno. Il PM poi le contestava che come faceva a dire di non avere ricevuto pressione se per tre volte aveva dichiarato che Crocetti insisteva a farle fare un parere favorevole alla transazione &#8220;<em>queste sono pressioni!&#8221;. </em>Poi<em> </em>la teste negava che Puliga le aveva chiesto di esprimere parere favorevole alla transazione, il PM contestava leggendo le sue dichiarazioni rese alla polizia &#8220;<em>e possibile che io abbia incontrato il giudice Puliga e che anche lui mi abbia chiesto un parere favorevole</em>&#8220;. A questo la teste Emma Schettini rispondeva con una serie di se, boh, magari, forse, e il pm precisava che, viste le contraddizioni tra quello che aveva detto al difensore e quello che ha detto a lui, che voleva capire una volta per tutte quale era la sua posizione. Alla fine la teste ha riconfermato le proprie dichiarazioni alla polizia.</p>
<p><strong>Un altro affare per la convivente del giudice.</strong></p>
<p>Dopo che Puliga ordinò l&#8217;aggiudicazione della gara alla Site Srl, il Becagli assunse nella Binfi (società che gestì materialmente poi l&#8217;albergo) Lucia Figini come consulente. Dall&#8217;analisi dei computer sequestrati a Lucia Figini e Sebastiano Puliga è stato trovato un file relativo alla situazione di Villa Demidoff e viene accertato un versamento del Becagli di un milione di lire in un conto corrente della CRF intesto alla Figini.</p>
<p><strong>Chiarimento dell&#8217;imputato Sebastiano Puliga</strong></p>
<p>Era stata letta in udienza una nota che il Puliga aveva scritto riguardanti modifiche fatte da lui ad una memoria del curatore Crocetti (e che il curatore poi non accettò perché &#8220;non erano coincidenti con lo stato d&#8217;animo che volevo esprimere&#8221;). La nota diceva &#8220;<em>per ragioni politiche che lei comprenderà &#8230;. mi hanno portato fare quest&#8217;integrazioni &#8211; modifiche. Se lei è d&#8217;accordo può usarle</em>&#8220;. Puliga spiegava alla Corte che &#8220;ragioni politiche&#8221; voleva solo dire &#8220;non torno in dietro&#8221;.</p>
<p><em>Prossima udienza il 16 marzo 2009</em></p>
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		<title>Rinviato a giudizio per il furto di 3 calzini, 18 MESI D&#8217;INCHIESTA</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 06:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. ...]]></description>
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<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1.gif" rel="lightbox[631]"><img class="alignleft size-medium wp-image-636" title="calze1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1-300x68.gif" alt="" width="300" height="78" /></a><strong>Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha </strong><strong>chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. </strong><span id="more-631"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dice il PM</strong><strong>ott. Turco:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;È ASSURDO, LO SO IO PER PRIMO<br />
MA CHE ALTRO POSSO FARE? ABBIAMO L&#8217;OBBLIGATORIETA&#8217; DELL&#8217;AZIONE PENALE E IL CODICE CI OBBLIGA A SEGUIRE LA STESSA PROCEDURA SIA PER UN OMICIDIO SIA PER UNA STUPIDAGINE COME QUESTA&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E noi chiediamo alla procura di firenze:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ  DOPO  LA  INDAGINE  DEI  CARABINIERI  SUI  BONI  CONFERMATIVA  DEI  REATI  DI  RICICLAGGIO  E  RICETTAZIONE   DEL  COMPLESSO  IMMOBILIARE  DEI  SANNINO,  NON SI È  PROMOSSA  L&#8217;AZIONE  PENALE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ PER LA INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI CONFERMATIVE DI GRAVISSIMI REATI COMMESSI DA SCIALDONE, LOZZI, CUDIA, BONI E COMPLICI È STATA SEMPRE CHIESTA L&#8217;ARCHIVIAZIONE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" rel="lightbox[631]"><img class="size-full wp-image-688 alignnone" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="2007-10-18-la-nazione-3-calzini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" alt="" width="500" height="431" /></a></p>
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		<title>Dottori in Frode</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 05:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[lozzi]]></category>
		<category><![CDATA[marcucci]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>
		<category><![CDATA[scialdone]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4 </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-485" title="Sebastiano Puliga, Laureato per denaro" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/laureato-per-denaro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>A Siena una volta un avvocato rideva orgoglioso, con tanto di acquolina negli occhi, delle aspirazioni della sua figlioletta che alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondeva <strong>&#8220;Il giudice. E corrotto&#8221;</strong>. Come quella bambina ci saranno tanti altri bambini con genitori socialmente pitecantropus come quello che arriveranno all&#8217;università non per aspirazione o piacere di svolgere una professione, ma per le possibilità di arricchimento. Così dalle nostre università escono esperti in frode che non si danno pace finché non trovano come entrare nella sfera degli ammanicati muovendo cielo, terra e inferno per avere raccomandazioni a livelli di potere.</p>
<p>Leggendo il memoriale del <strong>Lozzi </strong>ci si rende conto che questi giovani laureati sono, come lui, comuni delinquenti ma più avvantaggiati perche avendo imparato all&#8217;università le regole posseggono la conoscenza di come infrangerle &#8220;lecitamente&#8221;. L&#8217;ambiente più conveniente per esercitare questo tipo di professione è quello della pubblica funzione. Non gliene frega niente del giuramento dichiarato, il fine sono i soldi e il potere. Leggendo il <strong>Lozzi </strong>si trovano le risposte a quelle perplessità che vengono sentendo parlare i professionisti come lui. E come Scialdone. E una mentalità massonica balordissima, dove si fa sfoggio della conoscenza e dell&#8217;istruzione, dell&#8217;io &#8220;supremo&#8221;. Persone come <strong>Roberto Scialdone </strong>e <strong><a href="http://www.casosannino.com/alessandro-lozzi/">Alessandro Lozzi</a> </strong>portano in primo piano la loro posizione sociale, ovvero la loro &#8220;dignità&#8221;, come la chiamano loro. Una volta <strong>Scialdone </strong>nel buttar fuori dall&#8217;assemblea il professionista che assisteva Zionela, schiumando dalla bocca gridava &#8220;La mia dignità! La mia dignità!&#8221;. Ma in realtà questo tipo di soggetto si differenza molto dal vero professionista: sono così ignoranti nei confronti della collettività e malati dall&#8217;avarizia che si credono, anche indagati, imputati o condannati, di esistere in un luogo dove loro sono i padroni, un luogo con un grande cortile dome stiamo tutti gli altri e loro vengono a scegliere chi di noi sacrificare per portare a tavola. Questo distilla pacificamente dalle parole del <strong>Lozzi </strong>nel suo memoriale. Uguale lo <strong>Scialdone</strong>, il <a href="http://www.casosannino.com/sebastiano-puliga/"><strong>Puliga</strong></a>, il <strong>Cudia</strong>. Sono proprio convinti che tutto il resto della gente non è composta da persone. <strong>Marcucci </strong>è una sorta di surrogato di Madre Teresa accanto a loro. Fanno tanti discorsi sulla legalità e sul onore (quale?) sforzandosi in dimenticare che grazie a persone come loro la nostra società è oggi gravemente danneggiata. Dimenticano il perché dei golpes, delle rivoluzioni, delle guerre. Dimenticano che lo Stato tende a riprendersi e che non tutti i giudici sono corrotti. Dimenticano che ci sono tanti poliziotti come <strong>Treccioni </strong>che non sopportano la corruzione. Dimenticano che ci sono tanti cittadini che vogliono vivere in una società per bene.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><em>&#8220;che bel posto&#8230; siete tutti molto bravi a fare le belle cose.. ma poi ce le prendiamo noi..&#8221;</em></strong></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>- commento di Roberto Scialdone alla sua prima visita al Lago Due Torrenti. -</strong></span></p>
<p>Agli allievi aspiranti operatore di giustizia invitiamo a considerare prima di tutto la corretta tutela di quelli che saranno i loro assistiti. Più corretti e onesti saremo, più difficile sarà per i corrotti e la prosperità e la tranquillità non sarà privilegio di pochi.</p>
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		<title>Sulle prove del falso</title>
		<link>http://www.casosannino.com/sulle-prove-del-falso/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 03:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[-Dopo avere rifiutato, la dott. Patrizia Pompei, l’interrogatorio del Lozzi e del Boni, l’unico testimone, sentito dopo 8 anni, ha confermato la falsità dei documenti.
Quali siano state le motivazioni non lo sappiamo, ma guardate gli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-Dopo avere rifiutato, la dott. Patrizia Pompei, l’interrogatorio del Lozzi e del Boni, l’unico testimone, sentito dopo 8 anni, ha confermato la falsità dei documenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali siano state le motivazioni non lo sappiamo, ma guardate gli estratti di questi documenti, tutti nel fascicolo della dottoressa Patrizia Pompei:</p>
<p style="text-align: justify;">-estratto perizie <a rel="lightbox[358]" href="../wp-content/uploads/2008/11/ctu-parrini-conclusioni-pag2.jpg">CTU Parrini</a></p>
<p style="text-align: justify;">-estratto perizia <a rel="lightbox[358]" href="../wp-content/uploads/2008/11/ctp-capisani.jpg">CTP Capisani</a></p>
<p style="text-align: justify;">-<a rel="lightbox[358]" href="../wp-content/uploads/2008/11/accertamenti-falsi-guardia-finanza.jpg">accertamenti sul falso Guardia di Finanza</a></p>
<p style="text-align: justify;">-<a href="../wp-content/uploads/2008/11/14-accertamenti-falsi-carabinieri.pdf">accertamenti sul falso dei Carabinieri</a> (.pdf)</p>
<p style="text-align: justify;">-<a href="../wp-content/uploads/2008/11/15-lo-stesso-contratto-con-cifre-diverse.pdf">lo stesso contratto con cifre diverse</a> (.pdf)</p>
<p style="text-align: justify;">-5 (cinque) saldi con date e cifre diverse per un totale di 750 milioni in luogo dei 300 che dovevano pagare: <a href="../wp-content/uploads/2008/11/16-5-saldi-con-date-e-cifre-diverse.pdf">Vedi qui</a> (.pdf)</p>
<ul>
<li>il 12.06.1993 avrebbe dato un acconto di 90.000.000</li>
<li>prima del 30.06.1993 avrebbe già dato in più 233.000.000</li>
<li>il 22.07.1993 avrebbe saldato tutto con 100.000.000 di lire</li>
<li>il 26.07.1993 un ulteriore saldo con 230.000.000 o 244.000.000</li>
<li>il 27.07.1993 ancora avrebbe saldato di nuovo tutto con 100.000.00 di lire</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tutto in contanti, ed era così <strong>“inesperto” </strong>e <strong>“fidato”</strong> il Marcucci che avrebbe lasciato le cambiali!. Leggi il suo certificato penale <a href="../wp-content/uploads/2008/11/17-certificato-penale-marcucci.pdf">GUARDA QUI (.pdf)</a>: <strong>estorsione</strong>, <strong>truffa aggravata</strong>, <strong>ricettazione continuata</strong>, <strong>assegni a vuoto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolgiamo di nuovo un appello al Presidente della Repubblica, al Parlamento ed al Consiglio Superiore della Magistratura perché si smetta con questo crimine verso i coniugi Sannino i quali hanno dimostrato di essere stati gravemente defraudati ma, nonostante tutto, i magistrati fiorentini continuano a devastare la loro esistenza.</p>
<p style="text-align: center;">Al Presidente del Tribunale di Firenze dott. Ognibene diciamo di prendersi la sua responsabilità.</p>
<h5 class="grita" style="text-align: center;"><em><strong>“Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico d’impedire, equivale a cagionarlo”</strong></em></h5>
<p style="text-align: center;">ART. 40, COMMA 2 DEL CODICE PENALE ITALIANO</p>
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