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	<title>casosannino.com &#187; Uficiali Corrotti</title>
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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Operatori di giustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 22:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Hidden]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Operatori di giustizia

Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Operatori di giustizia</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="indumenti giudici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" alt="" width="234" height="249" /></p>
<p>Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati i giudici Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/</a></p>
<p>Fra i cancellieri si citano Giovanni Antonio Rinaldi e Angela Catanese, all’epoca della truffa moglie del cancelliere di Rinaldi e amante del giudice Valentino Pezzuti. Rinaldi e Catanese insieme a Puliga e Pezzuti, con il contributo dell’Avv. Andrea Mazzanti, hanno tratto profitto dalla cessione di diritti di causa di Gino al cancelliere Rinaldi leggi qui cosa hanno fatto</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/</a></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a></p>
<p>Altri operatori di rilievo in questo caso giudiziario sono stati il notaio Ernesto Cudia, ex magistrato, notaio personale del Puliga e complici, il quale, in combutta col Lozzi, per poter dichiarare deserta una fondamentale assemblea ingannò i coniugi coniugi Sannino per non fargli partecipare; ascolta qui</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3" target="_blank">http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3</a></p>
<p>Indispensabile per il compimento della truffa l’operato dei dottori commercialisti Roberto Scialdone (vedi <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/</a>) e Alessandro Lozzi, ausiliari di Puliga nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela; il Lozzi è stato più volte condannato ed è in attesa di ulteriori condanne per reati commessi in ambito a procedimenti a lui assegnati da Puliga; vedi anche <a href="http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/" target="_blank">http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/</a></p>
<p><strong>Corruttori e corrotti privati e pubblici ufficiali, non avrebbero certamente potuto compiere reati così gravi e così apertamente senza l’avvallo dei due famosi giudici, Puliga e Pezzuti, e questi due, non sarebbero rimasti impuniti senza il contributo, di altri colleghi magistrati che in seguito si sono occupati delle cause dei coniugi Sannino Belgrave</strong>.<span id="more-1411"></span></p>
<p>Magistrati nel caso Sannino ci sono una settantina o più (vedi elenco <a href="http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/</a>), fra tutti brevemente si rilevano:</p>
<p>La giudice dott. Patrizia Pompei presso il Tribunale, che si è accanita contro i Sannino negando tutto e bloccando la causa principale per un falso documentale di modo che, grazie a lei, ancora oggi dopo diciotto anni, si trova in primo grado (<a href="http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</a>). Pompei era amante del suddetto Alessandro Lozzi. Gino e Zionela avevano denunciato la dott.ssa Pompei e questa aveva risposto con una sua contro denuncia leggila qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp1.png" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp1</a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp2.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp2</a> denuncia poi archiviata come quelle di Gino e Zionela.</p>
<p>Il giudice Giovanni Bellagamba presso la Corte di Appello, padre dell’avvocato Filippo Bellagamba, legale del vero delinquente in questa vicenda, Maurizio Boni, e della sua società Residenze Toscane S.r.l. intestataria del patrimonio usurpato e che vuole sfrattare la famiglia Sannino. Il giudice Bellagamba faceva il presidente del collegio in una causa importante, rigettando una querela di falso proposta da Gino (leggilo qui <a href="http://www.casosannino.com/causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/causa-lumaca/</a>);</p>
<p>Il PM Massimo Bonfiglio, che cominciò a occuparsene nel 1994 e da allora ha archiviato sistematicamente ogni cosa, fra cui la denuncia nei confronti del commercialista Scialdone Roberto figlio di un carabiniere altolocato e piduista, come altri due coinvolti nella vicenda cioè Sandro Boni e d’Isanto Vincenzo (più dettagli in <a href="http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/</a>) cioè tutto fatto fra variopinti fratelli che vendono e rendono il resto a se stessi; altro PM che ha fatto come Bonfiglio è stato Francesco Fleury vice procuratore che d’accordo con i pm bolognesi hanno sempre insabbiato tutto. Emanuele Riviello e Susanna Raimondo, due giudici civilisti che hanno deciso favorendo senza batter ciglio le controparti responsabili, il primo decideva senza il fascicolo di Zionela che era opportunamente sparito e Raimondo condannando i Sannino, davanti prove inconfutabili, a consegnare l’immobile ai Boni.</p>
<p><strong>Il Consiglio Giudiziario del distretto toscano</strong></p>
<p>I consigli giudiziari giudicano sugli esiti del tirocinio dei magistrati, forniscono pareri conclusivi sul conferimento di funzioni giurisdizionali, raccolgono informazioni per il controllo dei magistrati e valutano la loro professionalità, giudicano sulla loro vita professionale, ossia, sulle incompetenze o incapacità o sui meriti, sul loro comportamento, per esempio se sono corrotti o incuranti o altrimenti scorretti; danno valutazioni dei requisiti professionali e personali dei magistrati onorari ai fini anche della loro permanenza in servizio; pareri sul conferimento d’incarichi extragiudiziari, sulle incompatibilità ambientali, sulle dispense dal servizio, sui criteri di assegnazione dei procedimenti; vigilano sull’andamento degli uffici giudiziari e devono segnalare eventuali disfunzioni al Ministro di giustizia; fanno proposte sull&#8217;organizzazione e il funzionamento degli uffici del giudice di pace, su collocamenti a riposo, dimissioni, decadenze dall&#8217;impiego, concessioni di titoli onorifici e riammissioni in magistratura.</p>
<p>Il potere di controllo e decisionale dei consigli giudiziari su ogni magistrato e il suo lavoro, è, come abbiamo letto, totale; da qui che un forte senso di responsabilità del consigliere giudiziario appare indispensabile. Ciò anche perché qualcosa riguardante un magistrato -in particolare segnalazioni per comportamenti non regolari- si muoverà solo se le informazioni e valutazioni provenienti da soggetti incaricati o dai capi degli uffici, arriveranno in modo veritiero e corretto al consiglio giudiziario.</p>
<p><strong>Nel caso Sannino però la sorveglianza è stata zero; il senso di responsabilità, zero. </strong></p>
<p>Al contrario, i Sannino per una vita sono stati -e lo sono tutt’ora- bersagli di provvedimenti abnormi e negazioni anche da parte di magistrati che vorrebbero fare in modo diverso ma non possono.</p>
<p>Visto il potere di controllo del consiglio giudiziario sui magistrati,  siamo andati a vedere da chi è composto quello fiorentino.</p>
<p>Abbiamo visto che da 19 membri che <strong>compongono il Consiglio Giudiziario di Firenze</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigi-giudiziari-2011.pdf" target="_blank">ComponentiConsigliGiudiziari</a> PDF) <strong>ben</strong> <strong>7 (sette)</strong> <strong>si sono occupati del caso Sannino</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigliogFirenze.pdf" target="_blank">consigliogfirenze</a> PDF):</p>
<p><strong>Dott. DE SIMONE Giulio</strong> C.A. Firenze, che si è occupato di cause di crediti di Gino e Zionela rigettando  le loro domande. Faceva collegio con Valentino Pezzuti;</p>
<p><strong>Dott. CAPPELLI Alberto</strong> C.A. Firenze, è il presidente del collegio in una causa per un comodato con la cui sentenza condannò i coniugi Sannino a consegnare l’immobile ai veri delinquenti cioè i Boni;</p>
<p><strong>Dott.ssa CANNIZZARO Maria</strong> Tribunale Minorenni Firenze, che come gip ha archiviato svariati e importantissimi procedimenti penali fra cui la indagine del Mo. Marco Cipolletti della Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo, che aveva accertato le modalità della truffa compiuta ai danni dei Sannino e le responsabilità dei pubblici ufficiali coinvolti;</p>
<div id="attachment_1417" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40.jpg" rel="lightbox[1411]"><img class="size-thumbnail wp-image-1417" title="turco40" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Dott. Turco Luca</p></div>
<p><strong>Dott. TURCO Luca</strong> Procura Firenze, che ha archiviato, favorendo palesemente i Boni in vari procedimenti penali da lui condotti, di cui uno per riciclaggio e ciò in palese contrasto col proprio “convincimento” dell’obbligatorietà dell’azione penale, in ambito a una sua richiesta di rinvio a giudizio di un cittadino per essersi rubato tre paia di calzini in un negozio (leggi qui <a href="http://www.casosannino.com/3calzini/">http://www.casosannino.com/3calzini/</a> );</p>
<p><strong>Dott.ssa MANUALI Valentina</strong> Procura Firenze, PM che ha fatto archiviare denunce dei Sannino, favorendo il vero delinquente cioè Maurizio Boni; inoltre ha chiesto il rinvio a giudizio di Gino e Zionela, senza neanche sentirli, per il delitto di “diffamazione” nei confronti di Maurizio Boni (proc. n. 1893/08 pendente presso il giudice di pace) che sarebbe stato commesso per avere informato le autorità locali sulla provenienza illecita del bene conteso, cioè la proprietà usurpata ai Sannino dai Boni e dove questi vogliono costruire;</p>
<p><strong>Dott.ssa GOVERNATORI Silvia</strong> Tribunale Firenze, che ha rigettato, nonostante la sussistenza di cause che controvertono la proprietà, una domanda di sequestro proposta dai Sannino;</p>
<p><strong>Avv. GAMBOGI Gianluca</strong> Ord. Avv. Firenze, vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze;  legale rappresentante della società Residenze Toscane S.r.l. di proprietà dei Boni che ha intestato tutto il patrimonio reclamato; <strong>legale rappresentante degli eredi Marcucci in una causa per falso documentale presso la Corte di Appello di Firenze, fra parentesi, gestita dal giudice Giovanni Bellagamba presidente di sezione presso la medesima corte; legale rappresentante di Puliga nell’inchiesta fallimentopoli e legale rappresentante della sua compagna Lucia Figini </strong>condannata per reati gravissimi e imputata nel processo contro Puliga e altri 37 professionisti;</p>
<table width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>CORTE DI APPELLO DI FIRENZE</strong></p>
<p>120. Dott. <strong>DE SIMONE Giulio </strong>C.A. Firenze</p>
<p>121. Dott. <strong>CAPPELLI Alberto </strong>C.A. Firenze</p>
<p>122. Dott.ssa <strong>CANNIZZARO Maria </strong>Tribunale Minorenni Firenze</p>
<p>123. Dott. <strong>TURCO Luca </strong>Procura Firenze</p>
<p>125. Dott.ssa <strong>MANUALI Valentina </strong>Procura Firenze</p>
<p>126. Dott.ssa <strong>GOVERNATORI Silvia </strong>Tribunale Firenze</p>
<p>130. Avv. <strong>GAMBOGI Gianluca </strong>Ord. Avv. Firenze</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Con tutti questi rapporti e incarichi l’avvocato Gianluca Gambogi non poteva non sapere che il giudice Bellagamba è il padre del collega avvocato Filippo Bellagamba, <strong>rappresentante degli avversari dei Sannino in una causa dove anche lui Gambogi fa l’avvocato,</strong> una causa presso la Corte di Appello di Firenze dove lui non solo è consigliere giudiziario ma anche vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati.. come fa a non sapere … come fa a non vincere la causa anche se il suo assistito è un delinquente!</p>
<p>Signori Ministri, Procuratori Generali, Voi stessi del Consiglio Giudiziario fiorentino, del Tribunale e della Procura, dite voi se è lecito lasciare le persone impedite vita natural durante da simili situazioni, dite voi se il potere di gestire i procedimenti in modo così abnorme non è estorsione e tortura nei confronti di cittadini che chiedono a chi compete di fare giustizia in modo regolare, dite se calpestare in questa maniera i diritti delle persone non è un degrado e una vergogna istituzionale; chi fra Voi signori possa prendere i necessari  provvedimenti è gentilmente pregato di procedere, per onorare e per dare un senso alla magistratura e istituzioni stesse, perché altrimenti non è di alcuna utilità che ci siano anzi danneggiano la nostra società.</p>
<p>&#8212;&#8212;-</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/I-poteri-istruttori-del-Consiglio-Giudiziario.pdf" target="_blank">I poteri istruttori dei consigli giudiziari</a> (.PDF) relazione di Paola DI NICOLA (magistrato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi è Andrea Riccucci</title>
		<link>http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-riccucci/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 23:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Magistrato a Firenze (Corte di Appello)
Tutti sanno che nella inchiesta Fallimentopoli Fiorentina altri magistrati e pubblici ufficiali coinvolti sono rimasti fuori dal processo, per effetto di certi accomodamenti fatte da magistrati che hanno condotto le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magistrato a Firenze (Corte di Appello)</p>
<div id="attachment_1336" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Riccucci-testimonia-in-aula.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-medium wp-image-1336  " title="Riccucci testimonia in aula" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Riccucci-testimonia-in-aula-235x300.jpg" alt="" width="191" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Riccucci testimonia in aula</p></div>
<p>Tutti sanno che nella inchiesta Fallimentopoli Fiorentina altri magistrati e pubblici ufficiali coinvolti sono rimasti fuori dal processo, per effetto di certi accomodamenti fatte da magistrati che hanno condotto le indagini (Turco, Mazzotta, Cieri).  Uno di questi è il giudice Andrea Riccucci – oggi alla Corte di Appello fiorentina – noto collaboratore, molto attivo, del Puliga e del Pezzuti.</p>
<p>Riportiamo qui le dichiarazioni in dibattimento del teste giudice dott. Minniti, che senza motivo era stato revocato da un collegio che doveva decidere sulla ammissione dell’amministrazione controllata di una ditta, e al quale Riccucci &#8211; oltre a lamentarsi perché il dott. Minniti “non faceva lavorare” &#8211; disse</p>
<div id="attachment_1338" class="wp-caption alignright" style="width: 227px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Andrea-Riccucci-testimonia-in-udienza-al-processo-a-Genova.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-medium wp-image-1338 " style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Andrea Riccucci testimonia in udienza al processo a Genova" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Andrea-Riccucci-testimonia-in-udienza-al-processo-a-Genova-271x300.jpg" alt="" width="217" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Riccucci testimonia in udienza al processo a Genova</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>“faremo una camera di consiglio e nomineremo Sebastiano Puliga anche se non è il presidente e anche se non è membro del collegio“</em></strong></p>
<p>…. Cioè roba da cupola massonica… come lo è quanto segue sul comportamento del giudice Andrea Riccucci.</p>
<p>Diceva la verità Puliga quando più volte durante il dibattimento ricordava, lamentandosi, che non era stato lui da solo a fare tutto, logicamente per fare quanto ha fatto era necessario l’aiuto dei colleghi. Sono diversi gli interventi che in questo senso ha fatto Andrea Riccucci, e questo chiaramente non senza un tornaconto.</p>
<p>Fra le vicende giudiziarie in cui è intervenuto Riccucci quale complice di Puliga e Pezzuti, è stata quella dei Sannino. Infatti fu proprio lui, pur sapendo che non era vero, a rilasciare al pm bolognese Luigi Persico una dichiarazione dove attestava di far parte di un collegio che doveva decidere una causa di Gino Sannino e che serviva per fare archiviare un procedimento penale a carico di Pezzuti e Puliga, tant’è che lo confessa lui stesso Riccucci alla Squadra Mobile:<strong><em> </em></strong></p>
<div id="attachment_1348" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/ricucciccipinocchio.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-thumbnail wp-image-1348" title="ricucciccipinocchio" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/ricucciccipinocchio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ricucci Pinocchio</p></div>
<p><strong><em><strong><em>“… mi chiese e con molta insistenza, di dichiarare con uno scritto da inviare alla Procura di Bologna, che quel giorno io partecipavo all’udienza …. Pezzuti mi precisò che la mia lettera gli occorreva per allegarla alle sue difese presso la Procura di Bologna ove era iniziato un procedimento a suo carico per i fatti denunciati dal Sannino. Ricordo che successivamente mi ringraziò di avere scritto la missiva e mi disse che la procedura era stata archiviata”. </em></strong> </em></strong>(leggi<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/02.02.2004-relazione-Squadra-Mobile-p.92.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> pag.9 relazione Squadra M.</a>) (<a title="Chi e Valentino Pezzuti" href="http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/" target="_blank">vedi qui chi è Valentino Pezzuti</a>).</p>
<p>Ma in quel contesto, Andrea Riccucci si rese ancora complice dei giudici indagati. Infatti il giudice Valentino Pezzuti questo aveva presentato, senza poter farlo, una istanza  (leggi qui<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/istanzapezzuti.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> istanzapezzuti</a>)</p>
<p>per correggere, o più precisamente, per falsificare- una sentenza dalla quale voleva che fosse tolto il suo nome di giudice, e questo perché ciò creava un po’ di problemi al pm bolognese per archiviare dal momento che era stato scoperto che lui Pezzuti aveva dato 40 milioni di lire al cancelliere Rinaldi Giovanni per comprare i diritti di Gino Sannino in quella causa. Fregandosene della legge e delle regole, i giudici Riccucci, Puliga e il Presidente Armando Secchi, corressero la sentenza nonostante le opposizioni delle parti in causa.</p>
<p>L’archiviazione di quel procedimento condotto dal pm bolognese Luigi Persico, favorì dunque anche gli altri indagati (fra i quali i pubblici ufficiali Scialdone, Cudia, Lozzi), e procurò grave danno ai Sannino,  i quali avrebbero potuto vedere risolto il loro caso nel 1997 invece si trovano ancora oggi a tribolare in un vero e proprio malaffare giudiziario che chiude loro ogni porta verso la soluzione del loro caso.</p>
<p>Tuttavia al giudice Riccucci quanto aveva fatto non gli era bastato. Egli ha continuato negli anni successivi ad occuparsi delle cause di Gino e Zionela, fino a poco fa.</p>
<p>Nel 2008 entrò a fare il magistrato nel procedimento n. 9301/93, nel quale si svolgeva un procedimento per falso documentale ex art. 221 c.p.c. chiesto da Zionela; al momento dell’arrivo di Riccucci come magistrato il procedimento per falso era in appello.  In questo contesto il giudice Andrea Riccucci prende diversi provvedimenti, revoca, rigetta, riunisce e infine sospende il procedimento principale in attesa del passaggio in giudicato della pronuncia definitiva sul falso.</p>
<p><strong>Sospesa la causa, il giudice Riccucci passò a giudicarla anche in appello..!!. </strong></p>
<p><strong>Infatti l’appello venne rigettato..!!!</strong></p>
<p>Visto che gli era sempre andata bene mentendo, nella sentenza Riccucci e gli altri magistrati componenti il collegio, nel rigettare l&#8217;appello dichiaravano che non vi erano le perizie che costituivano la prova del  falso, ma – salvo che il Riccucci stesso le abbia sottratte dal fascicolo e poi rimesse – la cosa venne smentita dal direttore di cancelleria dott. Bressi (Leggi qui<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/attestazione1.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> attestazione1</a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/attestazione2.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]">attestazione2</a>).</p>
<p><strong>Dunque un gravissimo atto di favoreggiamento. Falsità in atti pubblici. Frode processuale… falsità e più falsità commesse da giudici!!</strong></p>
<p>Violare le regole per certi magistrati come Riccucci, è pacifica prassi, quello che conta è proteggere i colleghi che “sbagliano”, e per farlo devono penalizzare i cittadini a cui danno continuamente e ingiustamente torto. La magistratura fiorentina in particolare, ha fatto di alcune famiglie, fra cui i Sannino, bersaglio da tenere a bada e da punire, dando sempre torto a chiunque abbia osato denunciare colleghi. Ne citiamo alcuni che attendono da troppi anni o decenni che i loro casi siano risolti, come la famiglia Caldini di Troghi la cui ditta fu fatta fallire criminalmente d’ufficio dal Puliga; la famiglia Corrado, vittima anche essa del Puliga e del Pezzuti le cui ditte sono state fatte fallire anche se non avevano debiti; la famiglia Grifoni vittime stavolta del Riccucci che falsificava gli atti; la sig.ra Jolanda Manfredini, vittima anche del Puliga e la cui vita si è consumata chiedendo inutilmente giustizia ai magistrati fiorentini (il suo fallimento fu chiuso dopo una trentina d’anni e poco dopo la signora morì), e centinaia di altre imprese che sono state mandate alla rovina da magistrati senza scrupoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Udienze 18 maggio e 8 giugno 2009. Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/castello-sammezzano/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/castello-sammezzano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 10:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altre vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casosannino.com/?p=1238</guid>
		<description><![CDATA[Procedure: Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.
Testimoni: Colcellini, Manley, Verrucchi, Fossi, Zamparella
Molti affari con le procedure concorsuali
Anche in queste due udienze è stata data testimonianza dell’attività di mediazione immobiliare, parallela alle procedure concorsuali, compiuta da Lucia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Procedure:</strong> <em>Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.</em><strong><br />
Testimoni: </strong><em>Colcellini, Manley, Verrucchi, Fossi, Zamparella</em></p>
<div id="attachment_1253" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class="size-full wp-image-1253" title="Castello de Smmezzano Regello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Castello-de-Smmezzano-Regello.jpg" alt="Castello de Smmezzano Regello" width="584" height="312" /><p class="wp-caption-text">Castello de Smmezzano Regello</p></div>
<p><strong>Molti affari con le procedure concorsuali</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anche in queste due udienze è stata data testimonianza dell’attività di mediazione immobiliare, parallela alle procedure concorsuali, compiuta da Lucia Figini che era in contatto diretto con i diversi professionisti incaricati e che godeva di privilegi particolari potendo discutere gli affari direttamente col giudice della procedura nonché suo compagno Sebastiano Puliga.</p>
<div id="attachment_1245" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/smezza10.gif" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1245" title="smezza10" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/smezza10-150x150.gif" alt="Duomo del Castello di Sammezzano" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Duomo del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Dalla deposizione del teste Fossi, sovrintendente della Polizia di Stato, emergeva che in ambito ad un sequestro presso lo studio di Lucia Figini erano stati rinvenuti una serie di fascicoli che riguardavano determinati immobili posti in vendita dal Tribunale di Firenze. Lucia Figini ricavava atti dai fascicoli proponendoli poi a destra e a sinistra, cercando acquirenti. Fra gli affari c’èrano anche castelli. Uno era il castello di Torre a Monte, oggetto della procedura Cubatoli, ed altro era il castello di Sammezzano, entrambi a Regello in Toscana.</p>
<p><strong>Fratelli Catalani</strong></p>
<div id="attachment_1240" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanoreggello.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1240" title="castellodisammezzanoreggello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanoreggello-150x150.jpg" alt="Castello di Sammezzano - Interno" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Sammezzano - Interno</p></div>
<p>La società Fratelli Catalani era una grossa e antica azienda lider a livello nazionale che commerciava carni e pesce e che realizzava un consistente volume d’affari.</p>
<p>La Fratelli Catalani possedeva il 100% delle azioni della società Sammezzano Spa., proprietaria del Castello di  Sammezzano. Una proprietà bellissima che fa parte della storia, un castello moresco costruito agli inizi del seicento, con un magnifico parco costruito a metà dell’ottocento da Ferdinando Panciatichi.</p>
<p>Negli anni 90 la Catalani, per fare un progetto alberghiero acquista il castello di Sammezzano rilevando l’intero pacchetto azionario della Sammezzano Spa proprietaria del castello. Questo investimento e la crisi del settore delle carni detta mucca pazza causa la flessione del fatturato. La situazione comunque non impedisce alla Catalani di ottenere una differenza positiva fra ricavi e costi, e proprio nella crisi si vede la capacità della Catalani ad affrontare brillantemente la situazione.</p>
<p>Le difficoltà arrivano nel 1992 per un mutuo dell’Italfondiario di 18 miliardi alla Sammezzano garantito con una fidejussione della Fratelli Catalani.</p>
<p><strong>LA PROCEDURA</strong></p>
<div id="attachment_1239" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanointerni.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1239" title="castellodisammezzanointerni" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanointerni-150x150.jpg" alt="Castello di Sammezzano - Interior" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vista interiore del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>L’Italfondiario promuove una azione esecutiva nei confronti della Sammezzano. Il giudice delle esecuzioni dott. Emanuele Riviello nomina Lucia Figini per valutare il castello.  Il giudice della procedura concorsuale era Sebastiano Puliga e il curatore era Angelo Garcea.</p>
<p>Nella procedura intervennero svariati altri professionisti della cerchia del Puliga fra i quali la rag. Mariella Giannone nota come la sua amante, Baldassarri, Tirinnazi, quest’ultimo con l’incarico di valutare un avviamento, compito del quale poteva benissimo occuparsi il curatore Angelo Garcea e per questo emergeva che era stata una valutazione totalmente inutile provocando quindi danno ai creditori.</p>
<p><strong>Le trattative</strong></p>
<p>La società inglese London &amp; Hereford Holding Ltd dopo avere visto su internet la pubblicità della vendita del castello s’interessò nell’acquisto. Per questo diede incarico allo studio Ripa di Meana di Roma che stipulò una proposta di acquisto del castello di Sammezzano per conto della società inglese. Gl’inglesi non erano soddisfatti con l’accordo stipulato anche perché bisognava pagare prima tutte le pendenze e poi acquistare il castello (sic!). Incaricarono allora l’Avv. Colcellini.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Però il castello non si poteva vendere</strong></p>
<div id="attachment_1241" class="wp-caption alignright" style="width: 249px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f2cb.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-medium wp-image-1241" title="f2cb" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f2cb-239x300.jpg" alt="Castello di Sammezzano" width="239" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Vi era una importante omissione nei vari bandi che precedentemente erano stati predisposti da Puliga, perché il complesso immobiliare, per la sua rilevanza artistica, era sottoposto alla prelazione dello Stato e per tanto non si poteva vendere se prima non si interpellava lo Stato e il Ministero dei Beni Culturali.</p>
<p>Ma lo Stato non era mai stato neanche citato nella procedura. Per comprare l’immobile bisognava farlo attraverso l’acquisizione delle azioni della Sammezzano Spa proprietaria del castello. Puliga sosteneva che le azioni si potevano vendere perché la legge che regola quel tipo di negoziazione (una la legge del 39) non sarebbe applicabile quando si vendono azioni ma solo in caso di vendita diretta della proprietà.  L’Avv. Colcellini, con l’assistenza un esperto in materia, il notaio milanese dott. Bellezza, si rivolse al Ministero il quale rispose che la vendita sarebbe stata nulla senza la rinuncia alla prelazione da parte dello Stato. Il Ministero comunque rispose poi di non essere interessato a rilevare il castello. A quel punto l’Avv. Colcellini era riuscito a rinegoziare salvando un miliardo che la London Hereford aveva sborsato in precedenza alla procedura, potendo stipulare un nuovo contratto di vendita del 100% del pacchetto azionario della Sammezzano e la London Hereford in questo modo riuscì ad avere il castello.</p>
<p><strong>Era stato un acquisto segnato da ostacoli</strong></p>
<p>Al signor Giovanni Zamparella, vicepresidente per l’Italia della London Hereford Holding, gli fu chiesto sui conflitti e contrasti con il curatore Angelo Garcea e rispondeva <strong><em>“ci si accorgeva che andava tutto a rilento, era diventato tutto difficile”. </em></strong></p>
<div id="attachment_1242" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f11cb.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-medium wp-image-1242" title="f11cb" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f11cb-221x300.jpg" alt="Castello di Sammezzano" width="221" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Porta Principale del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Siccome la società non aveva nessun commercialista, avevano deciso di prenderne uno per spiegare bene, in maniera intelligibile agl’inglesi &#8211; ossia in inglese &#8211; cosa doveva fare la London Hereford Holding per comperare il castello. Garcea indicò loro Lucia Figini come un ottimo professionista che parlava bene l’inglese. Ma Lucia Figini, che in principio si era mostrata molto cortese <strong><em>“..dopo la non si trovava . .</em></strong><strong><em>Ella era difficilmente rintracciabili, in realtà non parlava bene l&#8217;inglese, non ci ha mai scritto un rapporto in inglese e la sua lentezza ha anche rallentato la trattativa</em></strong>”.  Gli inglesi però non sapevano che Lucia Figini era la compagna del giudice della procedura Sebastiano Puliga, altrimenti gl’inglesi non le avrebbero dato l’incarico per incompatibilità.</p>
<p>Anche il curatore Angelo Garcea era diventato distante <em>“<strong>la macchina andava rilento, anche Garcea non si faceva più sentire più con noi, era difficile colloquiare con lui</strong>”</em>. Il teste Richar Manley confermava queste difficoltà, e alla domanda del perché dare l’incarico a Lucia Figini, rispondeva che sarebbe stata necessaria per <strong><em>“colloquiare tra Garcea e noi”</em></strong> e per tradurre in inglese le problematiche tecniche della procedura, compito sul quale <strong><em>“non ha mai fatto, non ha fatto un rapporto, niente in inglese … non si aveva un colloquio, era un labirinto di incomprensioni tecniche”.</em></strong></p>
<p><strong>Puliga perde l’affare.. e anche bile</strong></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/10/smezzano.gif" rel="lightbox[1238]"><img class="alignright size-medium wp-image-1247" title="smezzano" src="../wp-content/uploads/2010/10/smezzano-300x242.gif" alt="Castello di Sammezzano" width="300" height="242" /></a>Nonostante il suo scarso impegno e risultato, la Figini presentò alla società inglese una parcella di ben 100 milioni di vecchie lire. La London Hereford trovo molto esagerata la notula, per cui <strong><em>“abbiamo ridotto parcella … abbiamo dato nove milioni”.</em></strong></p>
<p>I nove milioni la Figini li riscosse attraverso il conto corrente della madre Graziella Pensotti, ciò era risultato da un fax rinvenuto dalla polizia giudiziaria durante le indagini che riportava le coordinate bancarie del conto corrente della Pensotti da trasmettere alla società inglese per il versamento.</p>
<p>Come emerse dalla posta elettronica del Puliga -visionata dalla polizia giudiziaria durante le indagini- Puliga era rimasto assai incavolato per la vicenda e rispondendo ad una e-mail di Garcea gli scrisse <strong><em>“Lucia sta bene. Dio stramaledica gl’inglesi..”.</em></strong></p>
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		<item>
		<title>COME VA LA CAUSA LUMACA  n. 9301/93 + 2 per risoluzione di contratti 17 anni in primo grado!</title>
		<link>http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 05:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicevamo (post 15 anni) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicevamo (<a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">post 15 anni</a>) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino al passato in giudicato della pronuncia definitiva sulla querela di falso. Eravamo nel 2008.</p>
<p>Oggi, i giudici della Corte di Appello di Firenze, a due anni di distanza della presentazione del ricorso avverso la sentenza della Pompei, quando già la causa era andata a sentenza, si sono resi conto di non poter decidere in quanto che il Tribunale di Firenze non aveva trasmesso né la querela di falso presentata né i documenti contestati di falso, e da qui una ordinanza di ricostruzione del fascicolo e prossima udienza a dicembre dove, se tutto andrà bene, verrà deciso nuovamente di andare a sentenza.</p>
<p>Dunque alla causa 9301/93 si sono aggiunti altri due anni in primo grado, per un totale di 17. <strong><span style="text-decoration: underline;">Diciassette anni in primo grado</span></strong>. Molto brava la signora Pompei. Non come magistrato chiaramente, ma come favoreggiatrice dei Boni e con essi il loro complici, principalmente il suo amante (o ex amante) Alessandro Lozzi, ausiliare del giudice conosciuto come il più corrotto e ladro della Toscana, Sebastiano Puliga.</p>
<p>Che dici amanti? Si, spiego subito. Spiego cioè i reali meccanismi che regolano questa vicenda giudiziaria. Alessandro Lozzi (liquidatore giudiziario nominato da Puliga nella causa dei coniugi Sannino) era noto anche per essere amante della giudice Patrizia Pompei. I coniugi Sannino avevano dovuto denunciare queste indecorose situazioni essendo risultate vane le loro richieste di intervento al Tribunale. Infatti il Presidente dott. Ognibene, nonostante la gravità dei fatti (nel senso tutti sapevano dei rapporti fra Pompei e Lozzi), respingeva per cronico impulso o tic tutte le richieste di astensione formulate dalla signora Pompei e le richieste di ricusazione avanzate dai coniugi Sannino.</p>
<p>Alla denuncia dei Sannino, la signora Patrizia Pompei reagì querelandoli e per metterli a conoscenza di ciò mise una copia dell’atto di querela nel fascicolo della causa civile. Gino e Zionela ne presero copia conforme e la depositarono agli atti del procedimento penale pendente contro la giudice.</p>
<p>In somma, magagne d’animo, capricci, vizi, angherie di magistrati che a tutto pensano all’infuori che fare bene il proprio lavoro. Un male diffuso che pesa sulla cittadinanza che subisce di tutto e di più, mentre chi deve intervenire non lo fa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1225, aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Ministero-di-Giustizia" src="../wp-content/uploads/2010/10/Ministero-di-Giustizia.gif" alt="Ministero di Giustizia, Procura Generale di Cassazione, Csm, quando è che sentirete il dovere o la voglia di onorare la vostra esistenza? " width="377" height="155" /></p>
<p><strong><em>Documentazione: </em></strong></p>
<p>Sentenza Pompei sulla querela di falso: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip">Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip</a></p>
<p>Querela del giudice Pompei contro i coniugi Sannino: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei11.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei1.jpg</a> &#8211; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei2.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei2.jpg</a></p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">15 anni in primo grado</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elenco dei magistrati incaricati della vicenda giudiziaria Sannino Belgrave.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/elenco-magistrati-caso-sannino/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/elenco-magistrati-caso-sannino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elenchi]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casosannino.com/?p=1055</guid>
		<description><![CDATA[Elenco parziale dei magistrati incaricati in procedimenti della vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino Belgrave.
1. Abiosi
2. Aloisio Grazia
3. Anselmo
4. Baraldini
5. Bellagamba
6. Bocciolini
7. Bochicchio (Roma)
8. Bonfiglio Massimo
9. Breggia
10. Bruno
11. Canessa
12. Cannizzaro
13. Carbisiglia
14. Cieri Enrico (Bologna)
15. Colomo
16. Cosentino, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elenco parziale dei magistrati incaricati in procedimenti della vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino Belgrave.<span id="more-1055"></span></p>
<p>1. Abiosi</p>
<p>2. <span style="color: #ff0000;"><strong>Aloisio Grazia</strong></span></p>
<p>3. Anselmo</p>
<p>4. Baraldini</p>
<p>5. Bellagamba</p>
<p>6. <span style="color: #ff0000;">Bocciolini</span></p>
<p>7. Bochicchio (Roma)</p>
<p>8. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Bonfiglio Massimo</span></strong></span></p>
<p>9. <span style="color: #ff0000;">Breggia</span></p>
<p>10. <span style="color: #ff0000;">Bruno</span></p>
<p>11. <span style="color: #ff0000;">Canessa</span></p>
<p>12. <span style="color: #ff0000;">Cannizzaro</span></p>
<p>13. Carbisiglia</p>
<p>14. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cieri Enrico</span></strong></span><strong> </strong>(Bologna)</p>
<p>15. Colomo</p>
<p>16. <span style="color: #ff0000;">Cosentino, Antonello</span></p>
<p>17. Cosentino E.</p>
<p>18. Crivelli</p>
<p>19. d’Amora Raffaele</p>
<p>20. <span style="color: #ff0000;">de Luca</span></p>
<p>21. <span style="color: #ff0000;">Banci A.</span></p>
<p>22. <span style="color: #ff0000;">di Nubila</span></p>
<p>23. <span style="color: #3366ff;">di Pietro</span></p>
<p>24. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Fleury Francesco</span></strong></span></p>
<p>25.Frizillo</p>
<p>26. Gatta</p>
<p>27.Governatori</p>
<p>28. <span style="color: #3366ff;">Grassi </span>(Bologna)</p>
<p>29. Lari (Genova)</p>
<p>30.<span style="color: #ff0000;">Magnelli</span></p>
<p>31. Manna</p>
<p>32. Maresca</p>
<p>33. Mariani</p>
<p>34.Mariotti</p>
<p>35. Marziani</p>
<p>36.Massari</p>
<p>37.<span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Materi Elisabetta</span></strong></span></p>
<p>38. Materia (Bologna)</p>
<p>39. Mazzotta</p>
<p>40. Merlo</p>
<p>41. <span style="color: #ff0000;">Miraglia</span></p>
<p>42.Migliozzi</p>
<p>43.Monteverde</p>
<p>44. Nencini</p>
<p>45. <span style="color: #ff0000;">Pappalardo</span></p>
<p>46. Pasca (Siena)</p>
<p>47. <span style="color: #ff0000;">Pekelis </span>(Borgo)</p>
<p>48. <span style="color: #3366ff;">Pellegrino Gian Carlo</span> (Genova)</p>
<p>49. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Persico Luigi</span></strong></span></p>
<p>50. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Pezzuti Valentino</span></strong></span></p>
<p>51. Pezzuti Angelo.</p>
<p>52. Piras</p>
<p>53. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Pompei Patrizia</span></strong></span></p>
<p>54. <span style="color: #ff0000;"><strong>Prodomo</strong></span></p>
<p>55. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Puliga Sebastiano</span></strong></span></p>
<p>56. <span style="color: #ff0000;">Rados</span></p>
<p>57. <span style="color: #ff0000;"><strong>Raimondo Susanna</strong></span></p>
<p>58.<span style="color: #ff0000;">Riccucci</span></p>
<p>59. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Riviello Emanuele</span></strong></span></p>
<p>60. Romoli</p>
<p>61. <span style="color: #ff0000;"><strong>Secchi, Armando</strong></span></p>
<p>62. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sibilia </strong></span>(Bologna)</p>
<p>63. Soresina</p>
<p>64. <span style="color: #ff0000;">Suchan Pietro</span></p>
<p>65. <span style="color: #ff0000;">Tei</span></p>
<p>66. <span style="color: #3366ff;">Terrile</span></p>
<p>67. Trovato</p>
<p>68.Vacirca</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chi è Roberto Scialdone (nato Capua il 03.09.62)</title>
		<link>http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.
&#160;
Dottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.
Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1179" title="Chi è Roberto Schialdone" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Chi-è-Roberto-Schialdone.jpg" alt="" width="590" height="332" />Un mafioso protetto.  Un criminale pericoloso.<span id="more-1040"></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>D</strong><strong>ottore commercialista con studio in Firenze Viale Mazzini 40.</strong></p>
<p>Come Alessandro Lozzi, Roberto Scialdone era ausiliare di Sebastiano Puliga quando era magistrato nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela, I Due Torrenti Srl. Senza il contributo illecito del magistrato e di questi due pubblici ufficiali i Boni non avrebbero potuto assicurarsi il patrimonio immobiliare e commerciale trafugato ai coniugi Sannino.</p>
<p>L’incarico di Roberto Scialdone era di quattro mesi ma Sebastiano Puliga lo prolungò fino ad un anno e mezzo. Gli onorari di Scialdone (oltre cento milioni l’anno) fecero di lui il maggior creditore sociale. Per questo motivo in luogo di tutelare la società, Scialdone la volle disastrare per giustificare la richiesta di vendita dei beni e poter così riscuotere i compensi a strozzo puntualmente avvallati dal Puliga. Questi lauti compensi non erano certamente gratis: come rilevato nelle indagini, Puliga prendeva una  percentuale sulle notule liquidate ai suoi ausiliari (vedi qui <a href="http://www.casosannino.com/131008/" target="_blank">http://www.casosannino.com/131008/</a>)</p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1176" title="Roberto Scialdone - Retrato sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Scialdone-Retrato-sml.jpg" alt="" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Dottore Roberto Scialdone</p></div>
<p>La prima mossa di Scialdone dunque fu chiudere le attività per impedire alla società di lavorare. La Due Torrenti allora aveva 90 milioni di perdite, ma presto Scialdone le portò a 400 milioni. Logicamente con falsi. Una delle falsità in bilancio più gravose fu di 80 milioni di lire per INVIM iscritte a carico della società anche se questa non la doveva pagare. Come lo attesta l’Ufficio del Registro respingendo la domanda di condono presentata da Scialdone per conto della I Due Torrenti Srl:  “<strong><em>La società in premessa è parte acquirente nell’atto (….) e come tale non è soggetto passivo d’imposta I.N.V.I.M” </em></strong>(qui <a href="/wp-content/uploads/2010/07/uff.registro-23.11.93.jpg" rel="lightbox[1040]">uff.registro 23.11.93</a>).</p>
<p>Per descrivere l’elemento si riportano le prime parole dette da Scialdone a Gino e Zionela: “<strong><em>se mi lasciate lavorare vi lascerò 150 milioni, se vi opponete vi faccio fallire</em></strong>”. E poi -guardando la proprietà-  “<strong><em>che bel posto.. voi siete bravi a fare belle cose che poi ce le prendiamo noi perché voi non le sapete amministrare…</em></strong>”. Gli piaceva molto minacciare con chiamare i Carabinieri, cosa che faceva in continuazione, certo di ottenere un solerte intervento in quanto che suo padre era il tenente colonnello della Toscana Mario Scialdone (poi espulso dall’Arma per la sua appartenenza alla P2, tessera 147). Un giorno per impedire a Zionela di avere assistenza mandò via dall’assemblea un professionista gridando come un pazzo, chiamando poi i carabinieri. Sulla sua strafottenza e aggressività  l’architetto Massimo Bonechi, incaricato per redigere una perizia sul valore dei beni, disse che Scialdone “<strong><em>mi si scagliò contro come una belva</em></strong>” quando l’architetto gli aveva detto che non poteva scendere a 500 milioni <strong> </strong></p>
<p><strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_931.mp3" target="_blank">ascolta qui</a>).</strong><a href="../wp-content/uploads/2008/11/bonecchi_jan_93.mp3"></a></p>
<div id="attachment_1177" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici.jpg" rel="lightbox[1040]"><img class="size-medium wp-image-1177" title="Roberto Schialdone e i suoi complici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/Roberto-Schialdone-e-i-suoi-complici-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Scialdone e i suoi complici</p></div>
<p>Dopo il rifiuto di Gino e Zionela di acconsentire la liquidazione dei loro beni, si mise d’accordo con l’altro socio Antonio Tangocci, sua madre Miranda Cenci Tangocci e l’avvocato di questi Liana Pulina di Firenze. Durante la procedura Scialdone divenne il professionista dei Tangocci, anche per mezzo della moglie (all’epoca fidanzata) Annalisa Naldi, dottore commercialista, formalmente nominata consulente dei Tangocci.</p>
<p>Alla fine Roberto Scialdone e Analisa Naldi incassarono complessivamente circa 240 milioni di lire avuti anche attraverso false fatture come questa del 1995 (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/fatt.9-95.jpg" rel="lightbox[1040]">fatt.9-95</a>), il tutto pagato dalla società Toscana Invest (la stessa I Due Torrenti di Gino e Zionela) che presto fu svuotata dai Boni e rimessa nuovamente in liquidazione.</p>
<p>L’operato di questo delinquente è stato sempre coperto dalla magistratura fiorentina e bolognese. Nonostante la gravità dei reati denunciati, poi accertati dalla polizia giudiziaria, ogni procedimento a suo carico è finito sistematicamente con l’archiviazione.</p>
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		<title>Chi è Andrea Mazzanti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice Valentino Pezzuti in Firenze Via D’Annunzio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1020" title="chi è mazzanti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/imagen-x-chi-è-mazzanti-300x260.jpg" alt="" width="180" height="156" /></p>
<p>Avvocato in Firenze. Al 2002 aveva lo stesso indirizzo del suo amico il giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> in Firenze Via D’Annunzio.</p>
<p><strong>Mazzanti</strong> era il legale rappresentante del cancelliere <strong>Giovanni Antonio Rinaldi</strong> nella causa fra Gino Sannino e suo socio Bartoli e l’Ing. Tognozzi allora pendente al Tribunale di Firenze. Si era presentato nella causa in quanto il <strong>Rinaldi</strong> aveva comprato i diritti del Sannino e il Bartoli. <strong>Mazzanti</strong> era consapevole della illiceità (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/codice_civile_1942.gif" rel="lightbox[1028]">Art. 1261 C.C.)</a> dell’acquisto dei diritti da parte del cancelliere <strong>Rinaldi</strong>.</p>
<p>In breve era accaduto che il <strong>Rinaldi</strong> acquistò i diritti di Gino nella causa col Tognozzi avente oggetto una fattoria in Vaglia Loc. Poggio agli Uccellini. Il giudice era <strong>Sebastiano Puliga</strong> e il collegio era composto dai giudici <strong>Puliga</strong>, <strong>Pezzuti</strong> e <strong>Sechi</strong>. <strong>Rinaldi</strong> comprò i diritti con soldi avuti dal giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong>. Ed è qui che interviene l’Avv. <strong>Mazzanti</strong> divenendo il legale del cancelliere nella causa che proseguì con appelli, citazioni, denunce, estorsioni e infine trattative in merito alla sentenza che il <strong>Puliga</strong> aveva emesso in favore del cancelliere <strong>Rinaldi</strong> che non si era neanche costituito in giudizio (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">squadramobile-mazzanti-12.05.03p.2</a>).</p>
<p><strong>Mazzanti, </strong>di concerto col gruppo malavitoso, trascrisse una ordinanza di sequestro dei beni del Tognozzi emessa da <strong>Puliga</strong> nella causa, ma non la trascrisse sulla proprietà oggetto di causa bensì su una villa in Fiesole del Tognozzi, che servì per ricattare poi gli eredi che dovettero sborsare 750 milioni di lire altrimenti <strong>Puliga</strong> vendeva loro la villa (<a href="/wp-content/uploads/2010/07/guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2.jpg" rel="lightbox[1028]">guardiafinanza-eredib-16.12.03p.2</a>). Infatti <strong>Puliga</strong> emise una sentenza miliardaria con abbastanza margine economico per poter estorcere agli eredi l’ingente somma che poi si spartirono fra <strong>Pezzuti</strong> e i due cancellieri <strong>Rinaldi</strong> e <strong>Angela Catanese. </strong>Naturalmente <strong>Puliga</strong> queste cose non le faceva gratis<strong>.</strong></p>
<p>Quando <strong>Puliga</strong> si assicurò il fascicolo della causa fra Gino e il Tognozzi, gestiva già il procedimento della I Due Torrenti Srl, e aveva già deciso di disporre illegalmente dei diritti e dei beni di Gino e Zionela trasferendo alla <strong>Edil Pitti s.r.l.</strong> di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> gl’immobili, terreni edificabili e attività commerciali posti in Vicchio e riconoscendo al cancelliere <strong>Rinaldi</strong> diritti che per legge non aveva, con l’indispensabile contributo di un legale senza scrupoli, l’Avv. <strong>Andrea Mazzanti</strong>.</p>
<p>Argomenti correlati</p>
<p><a href="../../../../../saluti_allamico_del_riccio/">http://www.casosannino.com/saluti_allamico_del_riccio/</a></p>
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		<title>Lucia Figini condannata per bancarotta fraudolenta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.
Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di Lucia Figini, la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[876]"><img class="size-medium wp-image-877" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini-223x300.jpg" alt="Lucia Figini" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La commercialista Lucia Figini</p></div>
<p><strong><em>Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.</em></strong></p>
<p>Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di <strong>Lucia Figini</strong>, la compagna dell&#8217;ex giudice <strong>Sebastiano</strong> <strong>Puliga</strong>, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il <strong>professore in economia</strong> Antonio Bandettini, il dottore commercialista <strong>Vieri Fiori</strong> ed altri due privati.<span id="more-876"></span></p>
<p>La decisione più giusta è che i condannati sono stati <strong>inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni </strong>sperando che ciò voglia comportare anche che non possano più avere alcun tipo d&#8217;incarico presso la Pubblica Amministrazione (qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[876]">Repubblica 20.05.09</a>).  Dovranno inoltre risarcire le vittime che si erano costituite parte civile nel procedimento.</p>
<p><strong>Vieri Fiori</strong> in passato si era occupato di un esposto che Zionela aveva inviato all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti dove denunciava l&#8217;operato dell&#8217;amministratore giudiziario Roberto Scialdone. L&#8217;esposto fu archiviato dall&#8217;Ordine dopo essere stato sentito soltanto Scialdone.</p>
<p>La Sim &amp; Fed era stata costituita dal fiorentino <strong>Tovia Vita</strong> e poi usata per truffare i risparmiatori. Rivedendo la vicenda della Sim &amp; Fed, nel 1995 Tovia Vita e la moglie Dahlia Kanader, esperta informatica incaricata dalla Sim&amp;Fed nonché ex-ufficiale dell&#8217;esercito israeliano dove pilotava elicotteri, fuggirono portando con se circa 40 miliardi lasciando ben 860 vittime che così hanno perso i loro risparmi (<a href="http://www.casosannino.com/sparirono-quaranta-miliardi/" target="_blank">Sparirono quaranta miliardi</a>). La società venne commissariata dal Ministero del Tesoro. Fra le vittime c&#8217;è anche il poeta Mario Luzzi (<a href="http://www.casosannino.com/stangata-miliardaria-al-poeta-luzi/" target="_blank">Stangata miliardaria al poeta Luzi</a>). Nel 2002 la copia venne condannata a 5 anni per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata (leggi <a href="http://www.casosannino.com/condannati-vita-e-la-moglie/" target="_blank">Repubblica 17.02.02</a>).</p>
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		<title>Quattro anni di reclusione al Lozzi per corruzione!!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 07:33:48 +0000</pubDate>
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BUONE NOTIZIE!
QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORRUZIONE!!
Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del Lozzi a 4 anni in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco: CORRUZIONE in atti ...]]></description>
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<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[656]"><img class="alignleft size-medium wp-image-657" title="la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi-270x300.gif" alt="" width="162" height="180" /></a><strong>BUONE NOTIZIE!</strong></p>
<p><strong>QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORRUZIONE!!</strong></p>
<p>Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del <strong>Lozzi </strong>a <strong>4 anni</strong> in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri <strong>Gabriele Mazzotta</strong> e <strong>Luca Turco</strong>: CORRUZIONE in atti giudiziari per la tangente di 70 milioni nella procedura Res.Co (<a rel="lightbox[450]" href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif">l&#8217;articolo qui</a>)</p>
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		<title>Rinviato a giudizio per il furto di 3 calzini, 18 MESI D&#8217;INCHIESTA</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 06:10:19 +0000</pubDate>
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Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1.gif" rel="lightbox[631]"><img class="alignleft size-medium wp-image-636" title="calze1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/calze1-300x68.gif" alt="" width="300" height="78" /></a><strong>Dopo 18 mesi d&#8217;indagine Il PM Luca Turco della Procura di Firenze ha </strong><strong>chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di un uomo che aveva rubato 3 paia di calzini in un negozio. </strong><span id="more-631"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dice il PM</strong><strong>ott. Turco:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;È ASSURDO, LO SO IO PER PRIMO<br />
MA CHE ALTRO POSSO FARE? ABBIAMO L&#8217;OBBLIGATORIETA&#8217; DELL&#8217;AZIONE PENALE E IL CODICE CI OBBLIGA A SEGUIRE LA STESSA PROCEDURA SIA PER UN OMICIDIO SIA PER UNA STUPIDAGINE COME QUESTA&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E noi chiediamo alla procura di firenze:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ  DOPO  LA  INDAGINE  DEI  CARABINIERI  SUI  BONI  CONFERMATIVA  DEI  REATI  DI  RICICLAGGIO  E  RICETTAZIONE   DEL  COMPLESSO  IMMOBILIARE  DEI  SANNINO,  NON SI È  PROMOSSA  L&#8217;AZIONE  PENALE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCHÈ PER LA INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI CONFERMATIVE DI GRAVISSIMI REATI COMMESSI DA SCIALDONE, LOZZI, CUDIA, BONI E COMPLICI È STATA SEMPRE CHIESTA L&#8217;ARCHIVIAZIONE</span></strong><strong>?</strong></h3>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" rel="lightbox[631]"><img class="size-full wp-image-688 alignnone" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="2007-10-18-la-nazione-3-calzini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2007-10-18-la-nazione-3-calzini.gif" alt="" width="500" height="431" /></a></p>
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