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Per il crack Sim & Fed condannati Vita e la moglie

17 April 2002 168 views One Comment

Repubblica – 17 aprile 2002   pagina 9   sezione: FIRENZE

IL tribunale ha condannato a cinque anni e mezzo di reclusione Tovia Vita, 39 anni, ex giovane promessa della finanza fiorentina, fondatore nel ‘ 91 della società di intermediazione mobiliare Sim & Fed, e sua moglie Dahlia Kanader, 37 anni, ex elicotterista dell’ esercito israeliano ed esperta informatica. Erano accusati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata per il buco di circa 20 milioni di euro (40 miliardi di lire) aperto fra il ‘ 93 e il ‘ 95 nei conti della società. Assolto invece per non aver commesso il fatto Alessandro Tei, 56 anni, socio di Sim & Fed. Assistito dall’ avvocato Giuseppe Taddeucci Sassolini, Tei ha sempre sostenuto di essere stato ingannato da Vita e dalla moglie, che avevano manomesso la memoria del computer, falsificato i bilanci e che inviavano ai clienti estratti conto falsificati. Il tribunale gli ha creduto. Vita e la moglie scomparvero a Natale ‘ 95, poche settimane prima che la Sim & Fed venisse dichiarata fallita (29 gennaio ‘ 96). Probabilmente sono in Israele, paese che non ha trattato di estradizione con l’ Italia. Il crack della Sim & Fed causò gravi danni a 860 risparmiatori che si erano fidati di Vita e delle sue brillanti intuizioni finanziarie. Fra di loro c’ era anche il poeta Mario Luzi, e poi medici, avvocati, imprenditori, alti funzionari dello Stato, liberi professionisti. Un gioielliere aveva affidato alla società quasi quattro miliardi di lire, (oltre due milioni di euro), tutti in contanti e senza ricevuta. Tale era la fiducia che alcuni riponevano in Tovia Vita. Qualche cliente era attratto dagli alti rendimenti che la società assicurava e che risultavano dagli estratti conto abilmente contraffatti. Ma i più si erano lasciati convincere dalla fama di serietà e di competenza che il giovane finanziere si era conquistato. Estremamente complicato è stato il lavoro svolto dal curatore fallimentare Benito Bronzetti, ex direttore generale della Banca Toscana, che ha dovuto fare i conti con il sabotaggio del sistema informatico della società. Secondo la sua ricostruzione dei fatti, fra il ‘ 94 e il ‘ 95 la Sim & Fed è arrivata a perdere 5253 miliardi di lire (circa 27 milioni di euro). Senza avvertire i clienti, molti dei quali avevano chiesto espressamente che il loro denaro venisse investito in modo prudente, Vita si era tuffato in operazioni ad alto rischio su options e futures. La Sim & Fed amministrava circa 100 miliardi (oltre 50 milioni di euro) di patrimoni. Secondo la ricostruzione del curatore fallimentare, in un mese Vita arrivò a «girare» 57 volte il capitale disponibile, con vorticose operazioni di acquisto e di vendita per centinaia di milioni di euro. La questione più interessante è se in questa spirale pazzesca di investimenti ad alto rischio Tovia Vita abbia veramente perso il denaro dei clienti o se invece non lo abbia dirottato in qualche paradiso fiscale. – FRANCA SELVATICI

One Comment »

  • Lucia Figini condannata per bancarotta fraudolenta | casosannino.com said:

    [...] La Sim & Fed era stata costituita dal fiorentino Tovia Vita e poi usata per truffare i risparmiatori. Rivedendo la vicenda della Sim & Fed, nel 1995 Tovia Vita e la moglie Dahlia Kanader, esperta informatica incaricata dalla Sim&Fed nonché ex-ufficiale dell’esercito israeliano dove pilotava elicotteri, fuggirono portando con se circa 40 miliardi lasciando ben 860 vittime che così hanno perso i loro risparmi (Sparirono quaranta miliardi). La società venne commissariata dal Ministero del Tesoro. Fra le vittime c’è anche il poeta Mario Luzzi (Stangata miliardaria al poeta Luzi). Nel 2002 la copia venne condannata a 5 anni per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata (leggi Repubblica 17.02.02). [...]

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