Dottori in Frode

A Siena una volta un avvocato rideva orgoglioso, con tanto di acquolina negli occhi, delle aspirazioni della sua figlioletta che alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondeva “Il giudice. E corrotto”. Come quella bambina ci saranno tanti altri bambini con genitori socialmente pitecantropus come quello che arriveranno all’università non per aspirazione o piacere di svolgere una professione, ma per le possibilità di arricchimento. Così dalle nostre università escono esperti in frode che non si danno pace finché non trovano come entrare nella sfera degli ammanicati muovendo cielo, terra e inferno per avere raccomandazioni a livelli di potere.
Leggendo il memoriale del Lozzi ci si rende conto che questi giovani laureati sono, come lui, comuni delinquenti ma più avvantaggiati perche avendo imparato all’università le regole posseggono la conoscenza di come infrangerle “lecitamente”. L’ambiente più conveniente per esercitare questo tipo di professione è quello della pubblica funzione. Non gliene frega niente del giuramento dichiarato, il fine sono i soldi e il potere. Leggendo il Lozzi si trovano le risposte a quelle perplessità che vengono sentendo parlare i professionisti come lui. E come Scialdone. E una mentalità massonica balordissima, dove si fa sfoggio della conoscenza e dell’istruzione, dell’io “supremo”. Persone come Roberto Scialdone e Alessandro Lozzi portano in primo piano la loro posizione sociale, ovvero la loro “dignità”, come la chiamano loro. Una volta Scialdone nel buttar fuori dall’assemblea il professionista che assisteva Zionela, schiumando dalla bocca gridava “La mia dignità! La mia dignità!”. Ma in realtà questo tipo di soggetto si differenza molto dal vero professionista: sono così ignoranti nei confronti della collettività e malati dall’avarizia che si credono, anche indagati, imputati o condannati, di esistere in un luogo dove loro sono i padroni, un luogo con un grande cortile dome stiamo tutti gli altri e loro vengono a scegliere chi di noi sacrificare per portare a tavola. Questo distilla pacificamente dalle parole del Lozzi nel suo memoriale. Uguale lo Scialdone, il Puliga, il Cudia. Sono proprio convinti che tutto il resto della gente non è composta da persone. Marcucci è una sorta di surrogato di Madre Teresa accanto a loro. Fanno tanti discorsi sulla legalità e sul onore (quale?) sforzandosi in dimenticare che grazie a persone come loro la nostra società è oggi gravemente danneggiata. Dimenticano il perché dei golpes, delle rivoluzioni, delle guerre. Dimenticano che lo Stato tende a riprendersi e che non tutti i giudici sono corrotti. Dimenticano che ci sono tanti poliziotti come Treccioni che non sopportano la corruzione. Dimenticano che ci sono tanti cittadini che vogliono vivere in una società per bene.
“che bel posto… siete tutti molto bravi a fare le belle cose.. ma poi ce le prendiamo noi..”
- commento di Roberto Scialdone alla sua prima visita al Lago Due Torrenti. -
Agli allievi aspiranti operatore di giustizia invitiamo a considerare prima di tutto la corretta tutela di quelli che saranno i loro assistiti. Più corretti e onesti saremo, più difficile sarà per i corrotti e la prosperità e la tranquillità non sarà privilegio di pochi.

