Edificare sulla proprietà rubata?
Le società Edil Pitti Srl e Residenze Toscane Srl hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per realizzare un complesso turistico sulla proprietà truffata ai Sannino. Il progetto lo firmano i loro amministratori Maurizio Boni e Sandro Boni. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.
Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane?
La Edil Pitti Srl fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio Sauro Boni e Sandro Boni (membro della Loggia P2, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla Fidereveuropa Società Fiduciaria e di Revisione Spa società fiorentina che opera nell’ambiente finanziario e commerciale, costituita dal piduista d’Isanto Vincenzo (tessera n.777), da Aldo Vitartali di Borgo San Lorenzo ed altri fra i quali Luigi Antonio Ardino, istradato dal Costa Rica e incarcerato ad Ancona per riciclaggio ed altro (1 notizia Ansa caso Ardino).
La Edil Pitti Srl impresa edile, è la società usata nel 1993 per usurpare ai Sannino i beni dove oggi i Boni vogliono edificare. La frode fu compiuta nell’ambito di una causa condotta dal giudice Sebastiano Puliga con la partecipazione dei commercialisti Roberto Scialdone e Alessandro Lozzi, del notaio Ernesto Cudia ed altri. Ogn’una di queste persone aveva un ruolo preciso, volto a estromettere i Sannino proprietari della I Due Torrenti Srl intestataria dei loro beni, gli stessi beni dove oggi i Boni cercano di costruire un villaggio turistico (2 Guardia di Finanza p.2)(3 scarica relazione Guardia di Finanza completa) (4 Carabinieri p.41)(5 scarica la relazione dei Carabinieri completa).
Fra le operazioni più significative per accaparrarsi i beni dei Sannino, ci fu l’assemblea straordinaria rogito Ernesto Cudia del 22.07.1993 per la revoca dello stato di liquidazione della I Due Torrenti Srl (6 verbale assemblea 22.07.93).
Al fine di occultare il patrimonio che con tale assemblea stavano trasferendo alla Edil Pitti Srl, ne fu omessa l’indicazione dei beni immobili della Due Torrenti (7 trascrizione dei beni in data successiva ; 8 qui l’atto di trascrizione completo) alla quale, con l’occasione le fu cambiato il nome con quello di Toscana Invest Srl (9 assemblea 22.7.93 p.2). Il buon esito della truffa era garantito dal giudice relatore Sebastiano Puliga che avvallava l’assemblea, ottenendo dal Tribunale di Firenze il decreto di approvazione (10 decreto). Erano gli stessi metodi con i quali Puliga ha rovinato tantissime persone e ditte. Con la certezza di non essere mai disturbato, cinque anni più tardi, nel 1998, continuava ad intervenire nella vicenda accogliendo ed ottenendo l’omologa della richiesta di Sandro Boni di rimettere nuovamente in liquidazione la società dei Sannino (11 ricorso omologazione assemblea) dopo averla completamente saccheggiata insieme ai suoi famigliari (12 ordinanza).
La Residenze Toscane : In pieno periodo della truffa ai danni dei Sannino, viene costituita a Lussemburgo la Cofinsa Holding S.A. (13 atto costituzione Cofinsa) con sede amministrativa in Borgo San Lorenzo presso lo studio Valecchi e Vitartali. Un mese dopo, in aprile, la Edil Pitti Srl costituisce insieme alla neonata Cofinsa (14 atto ediltoscana p.5), rappresentata da Augusto Vitartali, (15 atto ediltoscana p.2) un’altra nuova società, la Edil Toscana srl (16 atto costitutivo ediltoscana .zip file) nominando Maurizio Boni amministratore unico (17 atto ediltoscana p.4 ). Maurizio Boni è il figlio di Sauro Boni e la Edil Toscana è la stessa Residenze Toscane srl alla quale fu modificato il nome nel 1995 (18 atto modifica p. ).
Dunque sin dall’inizio Maurizio Boni ha svolto un ruolo fondamentale nella truffa compiuta ai danni di Gino e Zionela: doveva fare l’amministratore della Residenze Toscane Srl, destinata ad incamerare il patrimonio usurpato nella procedura condotta dal Puliga.
La sua partecipazione nella vicenda inizia nel 1993 acquisendo dal complice Antonio Tangocci il 2% di quota della società Due Torrenti srl, per poi fare il firmatario di varie operazioni di trasferimento e dispersione di quote e dei beni immobili e commerciali derubati. Fra le più importanti operazioni, la ricettazione del patrimonio immobiliare mediante atto di compravendita (19 compravendita 6.7.95 .zip file) sottoscritto da lui e da suo padre Sauro Boni,(20 compravendita p.1 ; 21 compravendita p.2 ) che solo per quell’occasione faceva d’amministratore, dimettendosi subito dopo (22 nomina e dimissioni certificato cciaa).
Il prezzo indicato fu di 410.000.000 di lire (23 insediamento turistico p.1), contro il vero valore di 2.700.000.000 (24 let. Comit p.1), evidenziato nella documentazione per la domanda di finanziamento agevolato con fondi europei (Regolamento U.E. 2081/93 ob. 5/B) per realizzare il villaggio turistico (25 domanda a Regione Toscana). La Regione Toscana e la banca, venute a conoscenza della domanda di annullamento per dolo del contratto d’acquisto della proprietà, respinsero la richiesta di finanziamento.
Maurizio Boni, pur consapevole del fine ingiusto, è anche la persona che promosse lo sfratto della famiglia Sannino nel dicembre 2004, rendendosi partecipe ancora una volta in prima persona nelle attività illecite esercitate ai danni dei Sannino.
Le attività commerciali ovvero il lago per la pesca, il ristorante e il bar oggi, notoriamente conosciuti come Lago Viola, che erano la fonte di lavoro della famiglia Sannino e parte del loro patrimonio furono date in regalo attraverso la spartizione delle quote (26 cessioni quote 14.12.95) ai figli di Sandro e Sauro Boni cioè Filippo Boni, Diletta Boni, Andrea Boni, lo stesso Maurizio Boni nonché il parente Andrea Guidotti. Questi gestirono l’attività dal 1994 anche in nome della società Lago Viola Sas di Boni Diletta e C. titolare fino al 2000 quando decisero di cederla ad altra società, costituita da loro stessi, per sfuggire ai creditori. Era la società Stella Srl con la quale gli stessi Boni continuarono la gestione apparendo solo due di loro nella compagine sociale (27 visura stella 2000) insieme ad altri terzi. Non furono poche le persone e le ditte defraudate dalla loro gestione. Fra i fornitori vi erano Radio Blu di Prato, Power Light Service, Francesco Villani (fornaio), Dallai (gas) e Lorini (formaggi). Ebbero anche cause inoltrate da dipendenti non pagati, fra i quali i gestori dell’Osteria di San Piero in San Piero a Sieve. La Stella srl fu dichiarata fallita (28 visura stella 2007) nel 2005 (curatore dott. Alessandro Miccini).
Anche se il Lago Viola Sas di Boni Diletta e C. fu messa in liquidazione e poi chiusa, oltre ad essere la prima responsabile della situazione debitoria, i suoi soci continuarono ad impiegare, attraverso la Stella Srl, l’attività usurpate procurandosi ingiusti guadagni (29 richiesta finanziamento p.2) a danno di persone e ditte del Mugello e della Provincia di Firenze nonché a danno dei coniugi Sannino. Tant’è così che ancora oggi continuano ad arricchirsi a spalle dei Sannino, prendendo gli affitti dell’attività e del locale, prima dalla Sartando Snc ed attualmente dalla Pietro Paoli Srl, dalla quale dovrebbero riscuotere una rata consistente fra due o tre mesi che potrebbe essere utile per beneficiare i creditori insinuati nel fallimento.
A P P E L L O
al Comune di Vicchio e alle autorità ed enti competenti
perché non sia consentito ai Boni di costruire sulla proprietà che si sono procurati illecitamente. Si chiede uno stop a tale progetto fino a che non ci sia la pronuncia definitiva da parte della Magistratura.

La Legalità è cosa di tutti noi, è nostro compito richiamarla e difenderla
La corruzione è la vera causa della crisi che sta attraversando il nostro Paese
I regolamenti non possono essere utilizzati per fini contrari alla Legge
Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico d’impedire, equivale a cagionarlo
Art. 40, comma 2, Codice di Procedura Penale
team casosannino.com
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Cari Zionela e Gino, sono con Voi nel portare avanti la lotta contro queste deleggittimazioni dei diritti fondamentali.
Ammiro il vostro coraggio e perseveranza, nel non arrendervi ai sopprusi perpetrati, in nome di una legge travisata e asservita ai mafiosi.
Non sapevo che dietro al vecchio Lago Viola ci fosse tutta questa incredibile storia. Solo una cosa mi sfugge : perche’ vi siete ” imbarcati ” il Tangocci, ovvero colui che ha dato inizio ai vostri problemi ? Come e’ entrato nella vostra societa’ ? Lo conoscevate ?
associazione per delinquere
a Dal Mugello: mi scuso non è che vediamo i messaggi quando arrivano (e a volte non si aprono le pagine andiamo con 54k)
per Tangocci è arrivata la mamma, Miranda Cenci Tangocci, portata da due persone che soggiornavano a casa loro vicino al lago a San Martino, all’epoca i primi soci si stavano ritirando perché non potevano pagarci le rate del 50% della proprietà (che prima avevamo contrattato con loro), la signora venne e si interessò alla cosa, loro accettarono e lei comprò da loro il 25%. Tutto bello finché noi si disse loro di no ad una proposta per acquistare un altro 25%: volevano la quota subito ma il pagamento dopo, con gli sforzi di Gino ed io al lago noi avremo preso i loro utili nel tempo…
Solo oggi leggo la vostra risposta.
Quindi, questo Tangocci seppe della vostra ricerca di soci tramite la madre, la quale l’aveva saputo da due villeggianti che soggiornavano temporaneamente in una casa vicina al Lago. Pertanto i villeggianti avevano saputo da qualcuno che cercavate dei soci e ne informarono la Cenci Tangocci.
Un’altra curiosità, tanto per capire come è iniziato tutto: secondo voi questo Tangocci fu “manovrato”? E se si, lo fu prima o dopo essere diventato vostro socio? Ovviamente il tutto per creare il putiferio che diede il via all’amministrazione controllata della “I Due Torrenti”.
Questo Tangocci di dove è? Dove abitava all’epoca?
A Dal Mugello: Penso solo dopo, fu convinto da Scialdone (tramite il suo legale Liana Pulina) a seguirlo, si prestò cioè al gioco di farci credere che la società sarebbe stata liquidata e quindi che rischiavamo di rimanere senza niente con la liquidazione, ma lui sapeva che la liquidazione dopo sarebbe stata revocata; il ruolo di Tangocci in questo piano era quello di insistere giuridicamente nella liquidazione finché non fossimo fuori dalla società; dopo infatti, la liquidazione fu revocata e a Tangocci fu pagato dal Boni praticamente tutto quello che aveva investito per entrare come socio.
C’era stato -dopo che Tangocci chiese la nomina dell’amministratore giudiziario- anche un blitz della della Guardia di Finanza che fu di grande aiuto a Puliga e Scialdone, un blitz che si concluse con cartelle esattoriali per circa un miliardo. Al finale dell’amministrazione giudiziaria tutto fu chiuso dietro il pagamento di circa 40 milioni al fisco da parte del Boni. “Bisogna farlo” diceva il maresciallo Catania di Borgo San Lorenzo, senza riuscire a darci ragioni più valide, a nostra insistenza rispondeva solo che bisognava farlo e che dopo cera il condono.
Buonasera, leggo che mi avete risposto il 1° settembre, però mi sembrava di non aver visto prima questa vostra ultima risposta.