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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 00:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino

Maurizio Boni vuole comunque iniziare i lavori sulla proprietà che lui e suo zio Sandro Boni hanno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1478"></span>Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino</p>
<p><img class="alignnone" title="Vista Panoramica del Lago" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/lago_i_due_torrenti_panorama_360.gif" alt="" width="922" height="65" /></p>
<p>Maurizio Boni vuole comunque iniziare i lavori sulla proprietà che lui e suo zio Sandro Boni hanno defraudato ai Sannino con il concorso Roberto Scialdone, il notaio Ernesto Cudia, l’ex-giudice Sebastiano Puliga e Alessandro Lozzi, questi ultimi due oggi &#8211; era ora! &#8211; levati dalla pubblica amministrazione con pesanti condanne.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1479" title="Ladri di Proprieta" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/foto8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Gino ha comunicato all’Osservatorio contro le mafie le sue perplessità sul tale progetto insistendo che trattasi di una proprietà illegalmente acquisita da parte dei Boni, mai pagata, come accertato inconfutabilmente nelle varie indagini svolte.</p>
<p>“alcuni anni fa vennero i carabinieri a sfrattarci; io opposi resistenza e fui processato e condannato a sei mesi. Pochi giorni fa la sentenza d’appello ha riconosciuto che agivo in difesa dei miei diritti e ha ridimensionato tutto a una multa di mille euro. Anche questo vuol dire che i torti che ho subito stanno venendo a galla” dichiara Gino al settimanale Il Galletto del 24.12.2011 che parla del progetto presentato da Maurizio Boni e dell’Osservatorio per la Legalità nel Mugello istituito da poco presso il Comune di Vicchio e che si occupa di contrastare il fenomeno mafioso nel territorio mugellano.</p>
<p>Leggi qui Il Galletto 24.11.2011</p>
<div id="attachment_1480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-Galletto24-12-2011.jpg" rel="lightbox[1478]"><img class="size-medium wp-image-1480 " title="Il Galletto24-12-2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-Galletto24-12-2011-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Il Galletto 24-12-2011</p></div>
<p>Argomenti correlati:<a title="Edificare sulla proprietà rubata?" href="http://www.casosannino.com/edificare-sulla-proprieta-rubata/"> edificare sulla proprietà rubata</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il giudice Puliga, i Sannino e Internet</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

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		<description><![CDATA[IL GALLETTO EDITORIALE DEL 26.11.2011- Il giudice Puliga, i Sannino e Internet
per oltre vent&#8217;anni le attività del giudice Puliga si sono incrociate con le vicisitudini di una&#8217;impresa di Vicchio, che assieme ad molte altre aziende ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL GALLETTO EDITORIALE DEL 26.11.2011- Il giudice Puliga, i Sannino e Internet<br />
per oltre vent&#8217;anni le attività del giudice Puliga si sono incrociate con le vicisitudini di una&#8217;impresa di Vicchio, che assieme ad molte altre aziende dovete subire i raggiri dell&#8217;ormai ex magistrato e di altri professionisti a lui legati in vario modo.. per anni Gino Sannino e la moglie hanno denunciato alle autorità ciò che stava loro accadendo, ma indagini e procedimenti sembravano sempre arenarsi contro muri di gomma .. per almeno un decennio, quell&#8217;autoreferenzialità che lega ambienti professionali e categorie che amministrano importanti settori dello Stato abbia frapposto ostacoli al mettere in luce vicende che erano scomode per molti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/01/Il-Galletto-Editoriale-26-11-2011.jpg" rel="lightbox[1450]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1452" title="Il Galletto, Editoriale 26-11-2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2012/01/Il-Galletto-Editoriale-26-11-2011-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a></p>
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		<title>Operatori di giustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 22:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Hidden]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Operatori di giustizia

Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Operatori di giustizia</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="indumenti giudici" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" alt="" width="234" height="249" /></p>
<p>Un operatore di giustizia è un pubblico ufficiale che ha un ruolo, anche esterno, di lavoro o di collaborazione con l’amministrazione della giustizia. I primi nella vicenda giudiziaria dei coniugi Sannino, sono stati i giudici Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/indumenti-giudici.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/</a></p>
<p>Fra i cancellieri si citano Giovanni Antonio Rinaldi e Angela Catanese, all’epoca della truffa moglie del cancelliere di Rinaldi e amante del giudice Valentino Pezzuti. Rinaldi e Catanese insieme a Puliga e Pezzuti, con il contributo dell’Avv. Andrea Mazzanti, hanno tratto profitto dalla cessione di diritti di causa di Gino al cancelliere Rinaldi leggi qui cosa hanno fatto</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-mazzanti/</a></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a></p>
<p>Altri operatori di rilievo in questo caso giudiziario sono stati il notaio Ernesto Cudia, ex magistrato, notaio personale del Puliga e complici, il quale, in combutta col Lozzi, per poter dichiarare deserta una fondamentale assemblea ingannò i coniugi coniugi Sannino per non fargli partecipare; ascolta qui</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3" target="_blank">http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ernesto-cudia-abril-931.mp3</a></p>
<p>Indispensabile per il compimento della truffa l’operato dei dottori commercialisti Roberto Scialdone (vedi <a href="http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/" target="_blank">http://www.casosannino.com/chi-e-roberto-scialdone/</a>) e Alessandro Lozzi, ausiliari di Puliga nella procedura di amministrazione giudiziaria della società di Gino e Zionela; il Lozzi è stato più volte condannato ed è in attesa di ulteriori condanne per reati commessi in ambito a procedimenti a lui assegnati da Puliga; vedi anche <a href="http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/" target="_blank">http://www.casosannino.com/quattro-anni-per-il-lozzi/</a></p>
<p><strong>Corruttori e corrotti privati e pubblici ufficiali, non avrebbero certamente potuto compiere reati così gravi e così apertamente senza l’avvallo dei due famosi giudici, Puliga e Pezzuti, e questi due, non sarebbero rimasti impuniti senza il contributo, di altri colleghi magistrati che in seguito si sono occupati delle cause dei coniugi Sannino Belgrave</strong>.<span id="more-1411"></span></p>
<p>Magistrati nel caso Sannino ci sono una settantina o più (vedi elenco <a href="http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco-magistrati/</a>), fra tutti brevemente si rilevano:</p>
<p>La giudice dott. Patrizia Pompei presso il Tribunale, che si è accanita contro i Sannino negando tutto e bloccando la causa principale per un falso documentale di modo che, grazie a lei, ancora oggi dopo diciotto anni, si trova in primo grado (<a href="http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/come-va-la-causa-lumaca/</a>). Pompei era amante del suddetto Alessandro Lozzi. Gino e Zionela avevano denunciato la dott.ssa Pompei e questa aveva risposto con una sua contro denuncia leggila qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp1.png" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp1</a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/denp2.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1411]">denp2</a> denuncia poi archiviata come quelle di Gino e Zionela.</p>
<p>Il giudice Giovanni Bellagamba presso la Corte di Appello, padre dell’avvocato Filippo Bellagamba, legale del vero delinquente in questa vicenda, Maurizio Boni, e della sua società Residenze Toscane S.r.l. intestataria del patrimonio usurpato e che vuole sfrattare la famiglia Sannino. Il giudice Bellagamba faceva il presidente del collegio in una causa importante, rigettando una querela di falso proposta da Gino (leggilo qui <a href="http://www.casosannino.com/causa-lumaca/" target="_blank">http://www.casosannino.com/causa-lumaca/</a>);</p>
<p>Il PM Massimo Bonfiglio, che cominciò a occuparsene nel 1994 e da allora ha archiviato sistematicamente ogni cosa, fra cui la denuncia nei confronti del commercialista Scialdone Roberto figlio di un carabiniere altolocato e piduista, come altri due coinvolti nella vicenda cioè Sandro Boni e d’Isanto Vincenzo (più dettagli in <a href="http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/" target="_blank">http://www.casosannino.com/elenco_fautori_della_truffa/</a>) cioè tutto fatto fra variopinti fratelli che vendono e rendono il resto a se stessi; altro PM che ha fatto come Bonfiglio è stato Francesco Fleury vice procuratore che d’accordo con i pm bolognesi hanno sempre insabbiato tutto. Emanuele Riviello e Susanna Raimondo, due giudici civilisti che hanno deciso favorendo senza batter ciglio le controparti responsabili, il primo decideva senza il fascicolo di Zionela che era opportunamente sparito e Raimondo condannando i Sannino, davanti prove inconfutabili, a consegnare l’immobile ai Boni.</p>
<p><strong>Il Consiglio Giudiziario del distretto toscano</strong></p>
<p>I consigli giudiziari giudicano sugli esiti del tirocinio dei magistrati, forniscono pareri conclusivi sul conferimento di funzioni giurisdizionali, raccolgono informazioni per il controllo dei magistrati e valutano la loro professionalità, giudicano sulla loro vita professionale, ossia, sulle incompetenze o incapacità o sui meriti, sul loro comportamento, per esempio se sono corrotti o incuranti o altrimenti scorretti; danno valutazioni dei requisiti professionali e personali dei magistrati onorari ai fini anche della loro permanenza in servizio; pareri sul conferimento d’incarichi extragiudiziari, sulle incompatibilità ambientali, sulle dispense dal servizio, sui criteri di assegnazione dei procedimenti; vigilano sull’andamento degli uffici giudiziari e devono segnalare eventuali disfunzioni al Ministro di giustizia; fanno proposte sull&#8217;organizzazione e il funzionamento degli uffici del giudice di pace, su collocamenti a riposo, dimissioni, decadenze dall&#8217;impiego, concessioni di titoli onorifici e riammissioni in magistratura.</p>
<p>Il potere di controllo e decisionale dei consigli giudiziari su ogni magistrato e il suo lavoro, è, come abbiamo letto, totale; da qui che un forte senso di responsabilità del consigliere giudiziario appare indispensabile. Ciò anche perché qualcosa riguardante un magistrato -in particolare segnalazioni per comportamenti non regolari- si muoverà solo se le informazioni e valutazioni provenienti da soggetti incaricati o dai capi degli uffici, arriveranno in modo veritiero e corretto al consiglio giudiziario.</p>
<p><strong>Nel caso Sannino però la sorveglianza è stata zero; il senso di responsabilità, zero. </strong></p>
<p>Al contrario, i Sannino per una vita sono stati -e lo sono tutt’ora- bersagli di provvedimenti abnormi e negazioni anche da parte di magistrati che vorrebbero fare in modo diverso ma non possono.</p>
<p>Visto il potere di controllo del consiglio giudiziario sui magistrati,  siamo andati a vedere da chi è composto quello fiorentino.</p>
<p>Abbiamo visto che da 19 membri che <strong>compongono il Consiglio Giudiziario di Firenze</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigi-giudiziari-2011.pdf" target="_blank">ComponentiConsigliGiudiziari</a> PDF) <strong>ben</strong> <strong>7 (sette)</strong> <strong>si sono occupati del caso Sannino</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/consigliogFirenze.pdf" target="_blank">consigliogfirenze</a> PDF):</p>
<p><strong>Dott. DE SIMONE Giulio</strong> C.A. Firenze, che si è occupato di cause di crediti di Gino e Zionela rigettando  le loro domande. Faceva collegio con Valentino Pezzuti;</p>
<p><strong>Dott. CAPPELLI Alberto</strong> C.A. Firenze, è il presidente del collegio in una causa per un comodato con la cui sentenza condannò i coniugi Sannino a consegnare l’immobile ai veri delinquenti cioè i Boni;</p>
<p><strong>Dott.ssa CANNIZZARO Maria</strong> Tribunale Minorenni Firenze, che come gip ha archiviato svariati e importantissimi procedimenti penali fra cui la indagine del Mo. Marco Cipolletti della Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo, che aveva accertato le modalità della truffa compiuta ai danni dei Sannino e le responsabilità dei pubblici ufficiali coinvolti;</p>
<div id="attachment_1417" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40.jpg" rel="lightbox[1411]"><img class="size-thumbnail wp-image-1417" title="turco40" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/turco40-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Dott. Turco Luca</p></div>
<p><strong>Dott. TURCO Luca</strong> Procura Firenze, che ha archiviato, favorendo palesemente i Boni in vari procedimenti penali da lui condotti, di cui uno per riciclaggio e ciò in palese contrasto col proprio “convincimento” dell’obbligatorietà dell’azione penale, in ambito a una sua richiesta di rinvio a giudizio di un cittadino per essersi rubato tre paia di calzini in un negozio (leggi qui <a href="http://www.casosannino.com/3calzini/">http://www.casosannino.com/3calzini/</a> );</p>
<p><strong>Dott.ssa MANUALI Valentina</strong> Procura Firenze, PM che ha fatto archiviare denunce dei Sannino, favorendo il vero delinquente cioè Maurizio Boni; inoltre ha chiesto il rinvio a giudizio di Gino e Zionela, senza neanche sentirli, per il delitto di “diffamazione” nei confronti di Maurizio Boni (proc. n. 1893/08 pendente presso il giudice di pace) che sarebbe stato commesso per avere informato le autorità locali sulla provenienza illecita del bene conteso, cioè la proprietà usurpata ai Sannino dai Boni e dove questi vogliono costruire;</p>
<p><strong>Dott.ssa GOVERNATORI Silvia</strong> Tribunale Firenze, che ha rigettato, nonostante la sussistenza di cause che controvertono la proprietà, una domanda di sequestro proposta dai Sannino;</p>
<p><strong>Avv. GAMBOGI Gianluca</strong> Ord. Avv. Firenze, vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze;  legale rappresentante della società Residenze Toscane S.r.l. di proprietà dei Boni che ha intestato tutto il patrimonio reclamato; <strong>legale rappresentante degli eredi Marcucci in una causa per falso documentale presso la Corte di Appello di Firenze, fra parentesi, gestita dal giudice Giovanni Bellagamba presidente di sezione presso la medesima corte; legale rappresentante di Puliga nell’inchiesta fallimentopoli e legale rappresentante della sua compagna Lucia Figini </strong>condannata per reati gravissimi e imputata nel processo contro Puliga e altri 37 professionisti;</p>
<table width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>CORTE DI APPELLO DI FIRENZE</strong></p>
<p>120. Dott. <strong>DE SIMONE Giulio </strong>C.A. Firenze</p>
<p>121. Dott. <strong>CAPPELLI Alberto </strong>C.A. Firenze</p>
<p>122. Dott.ssa <strong>CANNIZZARO Maria </strong>Tribunale Minorenni Firenze</p>
<p>123. Dott. <strong>TURCO Luca </strong>Procura Firenze</p>
<p>125. Dott.ssa <strong>MANUALI Valentina </strong>Procura Firenze</p>
<p>126. Dott.ssa <strong>GOVERNATORI Silvia </strong>Tribunale Firenze</p>
<p>130. Avv. <strong>GAMBOGI Gianluca </strong>Ord. Avv. Firenze</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Con tutti questi rapporti e incarichi l’avvocato Gianluca Gambogi non poteva non sapere che il giudice Bellagamba è il padre del collega avvocato Filippo Bellagamba, <strong>rappresentante degli avversari dei Sannino in una causa dove anche lui Gambogi fa l’avvocato,</strong> una causa presso la Corte di Appello di Firenze dove lui non solo è consigliere giudiziario ma anche vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati.. come fa a non sapere … come fa a non vincere la causa anche se il suo assistito è un delinquente!</p>
<p>Signori Ministri, Procuratori Generali, Voi stessi del Consiglio Giudiziario fiorentino, del Tribunale e della Procura, dite voi se è lecito lasciare le persone impedite vita natural durante da simili situazioni, dite voi se il potere di gestire i procedimenti in modo così abnorme non è estorsione e tortura nei confronti di cittadini che chiedono a chi compete di fare giustizia in modo regolare, dite se calpestare in questa maniera i diritti delle persone non è un degrado e una vergogna istituzionale; chi fra Voi signori possa prendere i necessari  provvedimenti è gentilmente pregato di procedere, per onorare e per dare un senso alla magistratura e istituzioni stesse, perché altrimenti non è di alcuna utilità che ci siano anzi danneggiano la nostra società.</p>
<p>&#8212;&#8212;-</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/I-poteri-istruttori-del-Consiglio-Giudiziario.pdf" target="_blank">I poteri istruttori dei consigli giudiziari</a> (.PDF) relazione di Paola DI NICOLA (magistrato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PULIGA CONDANNATO!</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 21:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuno se lo aspettava 
PULIGA CONDANNATO! 
Non era mai successo, è una cosa straordinaria
 Soprattutto per i cittadini che sperano nella giustizia perché come sappiamo in Italia i magistrati
-         non pagano,
-         non vanno in galera,
-         sono sempre assolti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Nessuno se lo aspettava </strong></p>
<p align="center"><strong>PULIGA CONDANNATO! </strong></p>
<p align="center"><strong>Non era mai successo, è una cosa straordinaria</strong></p>
<p> Soprattutto per i cittadini che sperano nella giustizia perché come sappiamo in Italia i magistrati</p>
<p>-         non pagano,<br />
-         non vanno in galera,<br />
-         sono sempre assolti anche se sono colpevoli</p>
<p style="text-align: center;"> <strong style="text-align: -webkit-center;">ma in questa occasione è andata diversamente!</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"> La giustizia italiana con questa decisione ha acquisito un senso di logica che era andato perduto, rappresenta l’inizio del cambio necessario per il Paese e per gli italiani rimasti meravigliati e compiaciuti, il senso di sfiducia nella gente è cominciato a diradarsi e tutti hanno sorriso all’apprendere la notizia</p>
<p align="center"><strong>È vero che ci sono tre gradi di giudizio, </strong></p>
<p align="center"><strong>ma le prove sono incontrovertibili</strong></p>
<p>Cosa assolutamente incredibile ma vera è che Puliga non potrà mai più fare il magistrato, né potrà mai più avere un incarico nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Quindici gli anni di reclusione, di fatto dodici. Fra altri condannati professionisti, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, <strong><em>“interdetti in perpetuo dai pubblici uffici</em></strong><em>”</em> c’è anche <strong>Alessandro Lozzi</strong>, che aggiunge così un&#8217;altra condanna alla lista di quelle già avute sempre in ambito all’inchiesta Fallimentopoli fiorentina. Altri condannati sono stati interdetti per cinque anni, fra questi l’avvocato <strong>Natale Giallongo</strong>.</p>
<p align="center"><strong>GRAZIE..!</strong></p>
<p>Grazie in nome di tutti i fiorentini in modo particolare alla Squadra Mobile di Firenze che ha compiuto un enorme e impegnativo lavoro iniziato con la visione di 8000 fascicoli (ottomila mica uno!): un fare immane senza il quale questo risultato non sarebbe stato possibile. Bravi mille volte!</p>
<p>Grazie anche alla Guardia di Finanza che si è occupata e a tutti gl’investigatori e consulenti che hanno o abbiano contribuito a svelare questo malaffare sul quale non si era mai voluto approfondire diventando per questo un famoso muro di gomma. Grazie ai pubblici ministeri dottori Giancarlo Pellegrino e Massimo Terrile, e ai giudici dott. Devoto, dott. Guerello e Pellegrini, che hanno deciso la condanna di Sebastiano Puliga e la sua cricca di colletti bianchi che avevano raso al suolo l’economia e le famiglie fiorentine.</p>
<p>Questo è solo l’inizio. Un bellissimo inizio.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/sentenza-contro-puliga-sebastiano/" target="_blank">Leggi qui il dispositivo della sentenza</a> (separate post)</p>
<div id="attachment_1294" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1294" title="puliga1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/puliga1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Sebastiano Puliga</p></div>
<p>La condanna contiene una decisione che dovrebbe insegnare bene ad apprezzare quanto può costare fare il ladro: i water e accessori sottratti al fallimento Area Sas sono in sostanza costati un po’ cari:  90 mila euro! Ma è stupendo … da mettere all’asta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Alessandro Lozzi</span> è stato uno dei principali autori della frode commessa a danno dei coniugi Sannino Belgrave. Egli era il liquidatore giudiziale della I Due Torrenti Srl società intestataria dei beni che furono loro usurpati con i provvedimenti dolosi di Puliga, beni che con espedienti e contro ogni legalità sono passati al controllo della famiglia Boni di Vicchio oggi rappresentati da Maurizio Boni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Natale Giallongo</span> è il marito di un altro magistrato amico di Puliga, la dott. Grazia Aloisio, che ha archiviato un procedimento dei coniugi Sannino molto importante e ha rigettato una richiesta di sequestro dei beni patrimoniali della famiglia Sannino, coprendo in questo modo le malefatte del Puliga e suoi complici il giudice Valentino Pezzuti, il notaio Ernesto Cudia e i commercialisti Roberto Scialdone e Alessandro Lozzi i “pezzi da 90” nell’affare I Due Torrenti Srl la società dei coniugi Sannino Belgrave.</p>
<p><em>“abbiamo voluto ascoltare con le nostre orecchie quello che accadeva nel tribunale di Firenze –dice Gino Sannino, uno dei “pionieri” della battaglia contro il tribunale fallimentare di Firenze in epoca non sospetta con decine e decine di denunce puntualmente archiviate” … “una sentenza davvero coraggiosa –dice Sannino- ma se fossimo stati ascoltati dieci anni prima si sarebbero salvate tante famiglie che invece si sono trovate a vivere un calvario senza fine”, </em>si legge sul Corriere Fiorentino:</p>
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<div id="attachment_1447" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/Puliga-fallimento-di-un-giudice.jpg" rel="lightbox[1381]"><img class="size-thumbnail wp-image-1447" title="Puliga, fallimento di un giudice" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/Puliga-fallimento-di-un-giudice-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Corriere Fiorentino - Puliga, Fallimento di un giudice</p></div>
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<p><strong>Un appello ai magistrati perché continuino a combattere la corruzione all’interno della magistratura. Perché un magistrato non può essere corrotto né delinquente perché il suo compito è perseguire i reati. Oggi più che mai bisogna dare l’esempio combattendo come in questa occasione i crimini da colletto bianco che sono i maggiori responsabili della rovina di tantissime famiglie italiane e della crisi economica nel paese.</strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Grazie in nome di tutti i fiorentini alla Squadra Mobile di Firenze che ha compiuto un grande lavoro, ha visionato 8000 fascicoli (ottomila mica uno!): un fare immane senza il quale questo risultato non sarebbe stato possibile. Bravi mille volte!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong> Grazie anche alla Guardia di Finanza che si è occupata e a tutti quelli investigatori e consulenti che non sappiamo ma che abbiano contribuito a svelare questo malaffare che pareva non potersi mai portare alla luce.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1385 " title="La Nazione c'era un comitato d'affari- 1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">La Nazione – Fallimentopoli 15 anni di carcere 01</p></div>
<div id="attachment_1386" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-2.jpg" rel="lightbox[1381]"><img class="size-thumbnail wp-image-1386" title="La Nazione c'era un comitato d'affari-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nazione-cera-un-comitato-daffari-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Nazione – Fallimentopoli 15 anni di carcere 02</p></div>
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		<title>Dispositivo della sentenza di condanna di PULIGA SEBASTIANO e DECINE DI PROFESSIONISTI</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dispositivo della sentenza di condanna di PULIGA SEBASTIANO e DECINE DI PROFESSIONISTI
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dispositivo della sentenza di condanna di PULIGA SEBASTIANO e DECINE DI PROFESSIONISTI</p>

<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna1-2/' title='condanna1'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna1" title="condanna1" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna2-2/' title='condanna2'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna2" title="condanna2" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna3-2/' title='condanna3'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna3" title="condanna3" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna4-2/' title='condanna4'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna4" title="condanna4" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna5-2/' title='condanna5'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna51-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna5" title="condanna5" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna6-2/' title='condanna6'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna6" title="condanna6" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna7-2/' title='condanna7'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna71-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna7" title="condanna7" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna8-2/' title='condanna8'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna81-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna8" title="condanna8" /></a>
<a href='http://www.casosannino.com/dispositivo_sebastiano_puliga_ed_altri/condanna9-2/' title='condanna9'><img width="150" height="150" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/12/condanna91-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="condanna9" title="condanna9" /></a>

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		<title>Chi è Andrea Riccucci</title>
		<link>http://www.casosannino.com/chi-e-andrea-riccucci/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 23:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Magistrato a Firenze (Corte di Appello)
Tutti sanno che nella inchiesta Fallimentopoli Fiorentina altri magistrati e pubblici ufficiali coinvolti sono rimasti fuori dal processo, per effetto di certi accomodamenti fatte da magistrati che hanno condotto le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magistrato a Firenze (Corte di Appello)</p>
<div id="attachment_1336" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Riccucci-testimonia-in-aula.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-medium wp-image-1336  " title="Riccucci testimonia in aula" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Riccucci-testimonia-in-aula-235x300.jpg" alt="" width="191" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Riccucci testimonia in aula</p></div>
<p>Tutti sanno che nella inchiesta Fallimentopoli Fiorentina altri magistrati e pubblici ufficiali coinvolti sono rimasti fuori dal processo, per effetto di certi accomodamenti fatte da magistrati che hanno condotto le indagini (Turco, Mazzotta, Cieri).  Uno di questi è il giudice Andrea Riccucci – oggi alla Corte di Appello fiorentina – noto collaboratore, molto attivo, del Puliga e del Pezzuti.</p>
<p>Riportiamo qui le dichiarazioni in dibattimento del teste giudice dott. Minniti, che senza motivo era stato revocato da un collegio che doveva decidere sulla ammissione dell’amministrazione controllata di una ditta, e al quale Riccucci &#8211; oltre a lamentarsi perché il dott. Minniti “non faceva lavorare” &#8211; disse</p>
<div id="attachment_1338" class="wp-caption alignright" style="width: 227px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Andrea-Riccucci-testimonia-in-udienza-al-processo-a-Genova.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-medium wp-image-1338 " style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Andrea Riccucci testimonia in udienza al processo a Genova" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/Andrea-Riccucci-testimonia-in-udienza-al-processo-a-Genova-271x300.jpg" alt="" width="217" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Riccucci testimonia in udienza al processo a Genova</p></div>
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<p><strong><em>“faremo una camera di consiglio e nomineremo Sebastiano Puliga anche se non è il presidente e anche se non è membro del collegio“</em></strong></p>
<p>…. Cioè roba da cupola massonica… come lo è quanto segue sul comportamento del giudice Andrea Riccucci.</p>
<p>Diceva la verità Puliga quando più volte durante il dibattimento ricordava, lamentandosi, che non era stato lui da solo a fare tutto, logicamente per fare quanto ha fatto era necessario l’aiuto dei colleghi. Sono diversi gli interventi che in questo senso ha fatto Andrea Riccucci, e questo chiaramente non senza un tornaconto.</p>
<p>Fra le vicende giudiziarie in cui è intervenuto Riccucci quale complice di Puliga e Pezzuti, è stata quella dei Sannino. Infatti fu proprio lui, pur sapendo che non era vero, a rilasciare al pm bolognese Luigi Persico una dichiarazione dove attestava di far parte di un collegio che doveva decidere una causa di Gino Sannino e che serviva per fare archiviare un procedimento penale a carico di Pezzuti e Puliga, tant’è che lo confessa lui stesso Riccucci alla Squadra Mobile:<strong><em> </em></strong></p>
<div id="attachment_1348" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/ricucciccipinocchio.jpg" rel="lightbox[1331]"><img class="size-thumbnail wp-image-1348" title="ricucciccipinocchio" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/ricucciccipinocchio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ricucci Pinocchio</p></div>
<p><strong><em><strong><em>“… mi chiese e con molta insistenza, di dichiarare con uno scritto da inviare alla Procura di Bologna, che quel giorno io partecipavo all’udienza …. Pezzuti mi precisò che la mia lettera gli occorreva per allegarla alle sue difese presso la Procura di Bologna ove era iniziato un procedimento a suo carico per i fatti denunciati dal Sannino. Ricordo che successivamente mi ringraziò di avere scritto la missiva e mi disse che la procedura era stata archiviata”. </em></strong> </em></strong>(leggi<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/07/02.02.2004-relazione-Squadra-Mobile-p.92.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> pag.9 relazione Squadra M.</a>) (<a title="Chi e Valentino Pezzuti" href="http://www.casosannino.com/chi-e-valentino-pezzuti/" target="_blank">vedi qui chi è Valentino Pezzuti</a>).</p>
<p>Ma in quel contesto, Andrea Riccucci si rese ancora complice dei giudici indagati. Infatti il giudice Valentino Pezzuti questo aveva presentato, senza poter farlo, una istanza  (leggi qui<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/istanzapezzuti.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> istanzapezzuti</a>)</p>
<p>per correggere, o più precisamente, per falsificare- una sentenza dalla quale voleva che fosse tolto il suo nome di giudice, e questo perché ciò creava un po’ di problemi al pm bolognese per archiviare dal momento che era stato scoperto che lui Pezzuti aveva dato 40 milioni di lire al cancelliere Rinaldi Giovanni per comprare i diritti di Gino Sannino in quella causa. Fregandosene della legge e delle regole, i giudici Riccucci, Puliga e il Presidente Armando Secchi, corressero la sentenza nonostante le opposizioni delle parti in causa.</p>
<p>L’archiviazione di quel procedimento condotto dal pm bolognese Luigi Persico, favorì dunque anche gli altri indagati (fra i quali i pubblici ufficiali Scialdone, Cudia, Lozzi), e procurò grave danno ai Sannino,  i quali avrebbero potuto vedere risolto il loro caso nel 1997 invece si trovano ancora oggi a tribolare in un vero e proprio malaffare giudiziario che chiude loro ogni porta verso la soluzione del loro caso.</p>
<p>Tuttavia al giudice Riccucci quanto aveva fatto non gli era bastato. Egli ha continuato negli anni successivi ad occuparsi delle cause di Gino e Zionela, fino a poco fa.</p>
<p>Nel 2008 entrò a fare il magistrato nel procedimento n. 9301/93, nel quale si svolgeva un procedimento per falso documentale ex art. 221 c.p.c. chiesto da Zionela; al momento dell’arrivo di Riccucci come magistrato il procedimento per falso era in appello.  In questo contesto il giudice Andrea Riccucci prende diversi provvedimenti, revoca, rigetta, riunisce e infine sospende il procedimento principale in attesa del passaggio in giudicato della pronuncia definitiva sul falso.</p>
<p><strong>Sospesa la causa, il giudice Riccucci passò a giudicarla anche in appello..!!. </strong></p>
<p><strong>Infatti l’appello venne rigettato..!!!</strong></p>
<p>Visto che gli era sempre andata bene mentendo, nella sentenza Riccucci e gli altri magistrati componenti il collegio, nel rigettare l&#8217;appello dichiaravano che non vi erano le perizie che costituivano la prova del  falso, ma – salvo che il Riccucci stesso le abbia sottratte dal fascicolo e poi rimesse – la cosa venne smentita dal direttore di cancelleria dott. Bressi (Leggi qui<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/attestazione1.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]"> attestazione1</a> <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/08/attestazione2.gif" target="_blank" rel="lightbox[1331]">attestazione2</a>).</p>
<p><strong>Dunque un gravissimo atto di favoreggiamento. Falsità in atti pubblici. Frode processuale… falsità e più falsità commesse da giudici!!</strong></p>
<p>Violare le regole per certi magistrati come Riccucci, è pacifica prassi, quello che conta è proteggere i colleghi che “sbagliano”, e per farlo devono penalizzare i cittadini a cui danno continuamente e ingiustamente torto. La magistratura fiorentina in particolare, ha fatto di alcune famiglie, fra cui i Sannino, bersaglio da tenere a bada e da punire, dando sempre torto a chiunque abbia osato denunciare colleghi. Ne citiamo alcuni che attendono da troppi anni o decenni che i loro casi siano risolti, come la famiglia Caldini di Troghi la cui ditta fu fatta fallire criminalmente d’ufficio dal Puliga; la famiglia Corrado, vittima anche essa del Puliga e del Pezzuti le cui ditte sono state fatte fallire anche se non avevano debiti; la famiglia Grifoni vittime stavolta del Riccucci che falsificava gli atti; la sig.ra Jolanda Manfredini, vittima anche del Puliga e la cui vita si è consumata chiedendo inutilmente giustizia ai magistrati fiorentini (il suo fallimento fu chiuso dopo una trentina d’anni e poco dopo la signora morì), e centinaia di altre imprese che sono state mandate alla rovina da magistrati senza scrupoli.</p>
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		<title>Chiesti 12 anni di carcere per Puliga</title>
		<link>http://www.casosannino.com/12-anni-di-carcere-per-puliga/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 00:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 scorso il pubblico ministero dott. Terrile ha chiesto 12 anni di carcere per Puliga,  l’ex giudice che a danneggiato e rovinato tante imprese e persone parti nelle  cause che seguiva come magistrato e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1297" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Sebastiano-Puliga-2011.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1297" title="Sebastiano Puliga - 2011" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Sebastiano-Puliga-2011-300x267.jpg" alt="Sebastiano Puliga - 2011" width="300" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Gennaio 2030, Puliga sconta la pena…</p></div>
<p>Il 15 scorso il pubblico ministero dott. Terrile ha chiesto 12 anni di carcere per Puliga,  l’ex giudice che a danneggiato e rovinato tante imprese e persone parti nelle  cause che seguiva come magistrato e che negoziava coi corruttori mediante la commissione di gravi reati, realizzando dunque ingenti profitti insieme alla sua banda di colletti bianchi  (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/Stangata-per-la-cricca-Nazione16.06.2011.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">Stangata per la cricca</a>) (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/12-anni-per-puliga.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">12 anni per puliga</a>)</p>
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<div id="attachment_1292" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pm-parla-in-udienza-processo-Puliga.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1292" title="pm parla in udienza processo Puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pm-parla-in-udienza-processo-Puliga-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Intervento del pubblico ministero in udienza</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Reati contestati a Puliga..</strong></p>
<p>Codice Penale Art. 319 corruzione ..<br />
479 falsità ideologica  ..<br />
490 soppressione distruzione e occultamento di atti veri  ..<br />
477 falsità materiale  ..<br />
416 associazione per delinquere (tolta in seguito)<br />
314 peculato (peculato è quando un pubblico ufficiale si prende beni che ha in custodia, come i due wc che hanno preso Puliga e Figini da un povero fallito) ..<br />
373 falsa perizia  ..<br />
323 Abuso d’ufficio ..<br />
317 concussione (concussione è il reato di estorsione ma commesso da pubblico ufficiale) ..<br />
640 truffa ..<br />
319 corruzione in atti giudiziari ..<br />
223 216 lf bancarotta fraudolenta ..<br />
371 falso giuramento della parte .. Etc.. Etc..(<a href="file:///C:/Users/Bruno/Documents/CASO-SANNINO/2011-07-02/Nuova%20cartella/Nuova%20cartella/elenco%20reati%20puliga.jpg" rel="lightbox[1289]">elenco reati puliga</a>)</p>
<p>Dodici anni di carcere sembrano pochi se si pensa al danno che ha procurato a tante persone e ditte (<a href="http://www.casosannino.com/vittime/">http://www.casosannino.com/vittime/</a> ).</p>
<div id="attachment_1291" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-full wp-image-1291" title="pasquin" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" alt="" width="200" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Patrizia Pasquin</p></div>
<p>Oggi su internet si legge in un articolo che nel nostro Paese la corruzione è in constante crescita, che ostacola la ripresa e che è la <strong>terza fonte di danno per l&#8217;erario</strong> (leggi <a href="http://www.casosannino.com/crisi-corte-conti/" target="_blank">corruzione aumenta</a>). Diciamolo ancora che se la corruzione da noi è a questi livelli è perché i corrotti restano, si può ben dire, sempre impuniti.  È dunque necessario che ci sia la certezza della pena perché, come denuncia il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, i danni della corruzione ledono la credibilità, la competitività, e la crescita economica … “<strong>fino a minacciare lo Stato di diritto e la democrazia</strong>”; però la gente è talmente abituata a sentire fatti di corruzione che anche se è deleteria per le istituzioni e causa di troppi mali per tutti, pare venga percepita come cosa da poco.</p>
<div id="attachment_1290" class="wp-caption alignright" style="width: 163px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto.jpg" rel="lightbox[1289]"><img class="size-medium wp-image-1290" title="marabotto" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto-153x300.jpg" alt="" width="153" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marabotto</p></div>
<p>La città di Firenze è stata gravemente danneggiata dall’operato truffaldino che per venti anni il Puliga esercitò con la sua banda di colletti bianchi.</p>
<p>Sarebbe un bene per tutti dare più ascolto e seguito alle denunce dei cittadini sui vari Puliga (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/puliga8.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">puliga8</a>), Marabotto  (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/marabotto.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">marabotto</a>), Pasquin (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/07/pasquin.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1289]">pasquin</a>) disseminati nelle sedi giudiziarie, e che questi fossero tempestivamente allontanati dalle funzioni pubbliche, evitando in questo modo che continuino a rovinare la gente e il Paese.</p>
<p>Ci auguriamo che in questa occasione si sappia dare l’esempio dando a Puliga ed alla sua banda la giusta punizione e si riesca a recuperare nei cittadini fiducia nell’operato della Magistratura, anche perché se così non sarà tutto l’enorme lavoro fatto, i soldi e il tempo saranno sprecati, altro pesantissimo costo della corruzione che ingiustamente verrebbero a pagare i cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da 18 anni attendiamo giustizia, ma intanto chi ha usurpato i nostri beni ha ottenuto provvedimenti per sfrattarci.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.facebook.com/?sk=messages&amp;tid=1720887016784#!/note.php?note_id=185920621443807&amp;id=100000479374264" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1266 " title="Gino Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-Sannino1.jpg" alt="Occhi Gino Sannino" width="526" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino</p></div>
<p style="text-align: center;">Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico.</p>
<p>Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo.</p>
<p>Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura.</p>
<p>Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave.</p>
<div id="attachment_1273" class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" rel="lightbox[1262]"><img class="size-full wp-image-1273 " title="Gino e Zionela Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" alt="Gino e Zionela Sannino" width="307" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino e Zionela Belgrave</p></div>
<p style="text-align: center;">La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova).</p>
<p>Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura.</p>
<p>Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni.</p>
<p>Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare.</p>
<p>Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito.</p>
<p>È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni.</p>
<p>Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita:</p>
<p><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></p>
<div id="attachment_1285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html"><img class="size-full wp-image-1285  " title="Edil Pitti Screen Shot SML" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Edil-Pitti-Screen-Shot-SML1.jpg" alt="" width="526" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblicita&#39; della proprieta&#39; di Gino e Zionela in vendita nello sito de la Edil Pitti S.R.L.</p></div>
<p>La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause.</p>
<p>Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata.</p>
<p>Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto.</p>
<p>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché <strong>GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA</strong>, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa. Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</p>
<p>Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip</a></p>
<p>Con la presente ci rivolgiamo a chi di competenza, ai capi degli uffici, ai magistrati stessi che hanno incarico attualmente le vicende, affinché valutino l’opportunità e la necessità di provvedere per evitare un’ulteriore ingiustizia nei nostri confronti. La Legge vuole che questa proprietà sia posta sotto sequestro per evitare il riciclaggio e la continuazione di questo crimine.</p>
<p>I coniugi Gino Sannino e Zionela Belgrave.<br />
Via Boccagnello n.13 &#8211; 50039 Vicchio (FI)<br />
Tlf. 055 8493570<br />
334 97 86 937</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Vicchio,+Italy&amp;sll=43.991086,11.3657&amp;sspn=0.123995,0.308647&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Vicchio+Firenze,+Toscana&amp;ll=43.932517,11.466293&amp;spn=0.173073,0.405121&amp;z=11&amp;iwloc=A" target="_blank">Vedi qui il mappa della proprieta&#8217; in Google maps</a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p><strong>Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico. </strong></p>
<p><strong> Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo. </strong></p>
<p><strong> Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura. </strong></p>
<p><strong> Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave. </strong></p>
<p><strong> La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova). </strong></p>
<p><strong> Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura. </strong></p>
<p><strong> Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni. </strong></p>
<p><strong> Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare. </strong></p>
<p><strong> Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito. </strong></p>
<p><strong> È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni. </strong></p>
<p><strong> Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita: </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" rel="nofollow" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></strong></p>
<p><strong> La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause. </strong></p>
<p><strong> Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata. </strong></p>
<p><strong> Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto. </strong></p>
<p><strong>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine  peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, <strong>inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa.</strong> Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</strong></p>
<p><strong> Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</strong></p>
<p><strong><a href="../largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a></strong></p>
<p><strong><a href="../relazione-squadra-mobile-documenti-2/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a></strong></p>
<p><strong><a href="../largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Udienze 18 maggio e 8 giugno 2009. Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/castello-sammezzano/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/castello-sammezzano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 10:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altre vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.casosannino.com/?p=1238</guid>
		<description><![CDATA[Procedure: Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.
Testimoni: Colcellini, Manley, Verrucchi, Fossi, Zamparella
Molti affari con le procedure concorsuali
Anche in queste due udienze è stata data testimonianza dell’attività di mediazione immobiliare, parallela alle procedure concorsuali, compiuta da Lucia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Procedure:</strong> <em>Castello di Sammezzano, Fratelli Catalani.</em><strong><br />
Testimoni: </strong><em>Colcellini, Manley, Verrucchi, Fossi, Zamparella</em></p>
<div id="attachment_1253" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class="size-full wp-image-1253" title="Castello de Smmezzano Regello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Castello-de-Smmezzano-Regello.jpg" alt="Castello de Smmezzano Regello" width="584" height="312" /><p class="wp-caption-text">Castello de Smmezzano Regello</p></div>
<p><strong>Molti affari con le procedure concorsuali</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anche in queste due udienze è stata data testimonianza dell’attività di mediazione immobiliare, parallela alle procedure concorsuali, compiuta da Lucia Figini che era in contatto diretto con i diversi professionisti incaricati e che godeva di privilegi particolari potendo discutere gli affari direttamente col giudice della procedura nonché suo compagno Sebastiano Puliga.</p>
<div id="attachment_1245" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/smezza10.gif" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1245" title="smezza10" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/smezza10-150x150.gif" alt="Duomo del Castello di Sammezzano" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Duomo del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Dalla deposizione del teste Fossi, sovrintendente della Polizia di Stato, emergeva che in ambito ad un sequestro presso lo studio di Lucia Figini erano stati rinvenuti una serie di fascicoli che riguardavano determinati immobili posti in vendita dal Tribunale di Firenze. Lucia Figini ricavava atti dai fascicoli proponendoli poi a destra e a sinistra, cercando acquirenti. Fra gli affari c’èrano anche castelli. Uno era il castello di Torre a Monte, oggetto della procedura Cubatoli, ed altro era il castello di Sammezzano, entrambi a Regello in Toscana.</p>
<p><strong>Fratelli Catalani</strong></p>
<div id="attachment_1240" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanoreggello.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1240" title="castellodisammezzanoreggello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanoreggello-150x150.jpg" alt="Castello di Sammezzano - Interno" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Sammezzano - Interno</p></div>
<p>La società Fratelli Catalani era una grossa e antica azienda lider a livello nazionale che commerciava carni e pesce e che realizzava un consistente volume d’affari.</p>
<p>La Fratelli Catalani possedeva il 100% delle azioni della società Sammezzano Spa., proprietaria del Castello di  Sammezzano. Una proprietà bellissima che fa parte della storia, un castello moresco costruito agli inizi del seicento, con un magnifico parco costruito a metà dell’ottocento da Ferdinando Panciatichi.</p>
<p>Negli anni 90 la Catalani, per fare un progetto alberghiero acquista il castello di Sammezzano rilevando l’intero pacchetto azionario della Sammezzano Spa proprietaria del castello. Questo investimento e la crisi del settore delle carni detta mucca pazza causa la flessione del fatturato. La situazione comunque non impedisce alla Catalani di ottenere una differenza positiva fra ricavi e costi, e proprio nella crisi si vede la capacità della Catalani ad affrontare brillantemente la situazione.</p>
<p>Le difficoltà arrivano nel 1992 per un mutuo dell’Italfondiario di 18 miliardi alla Sammezzano garantito con una fidejussione della Fratelli Catalani.</p>
<p><strong>LA PROCEDURA</strong></p>
<div id="attachment_1239" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanointerni.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-thumbnail wp-image-1239" title="castellodisammezzanointerni" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/castellodisammezzanointerni-150x150.jpg" alt="Castello di Sammezzano - Interior" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vista interiore del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>L’Italfondiario promuove una azione esecutiva nei confronti della Sammezzano. Il giudice delle esecuzioni dott. Emanuele Riviello nomina Lucia Figini per valutare il castello.  Il giudice della procedura concorsuale era Sebastiano Puliga e il curatore era Angelo Garcea.</p>
<p>Nella procedura intervennero svariati altri professionisti della cerchia del Puliga fra i quali la rag. Mariella Giannone nota come la sua amante, Baldassarri, Tirinnazi, quest’ultimo con l’incarico di valutare un avviamento, compito del quale poteva benissimo occuparsi il curatore Angelo Garcea e per questo emergeva che era stata una valutazione totalmente inutile provocando quindi danno ai creditori.</p>
<p><strong>Le trattative</strong></p>
<p>La società inglese London &amp; Hereford Holding Ltd dopo avere visto su internet la pubblicità della vendita del castello s’interessò nell’acquisto. Per questo diede incarico allo studio Ripa di Meana di Roma che stipulò una proposta di acquisto del castello di Sammezzano per conto della società inglese. Gl’inglesi non erano soddisfatti con l’accordo stipulato anche perché bisognava pagare prima tutte le pendenze e poi acquistare il castello (sic!). Incaricarono allora l’Avv. Colcellini.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Però il castello non si poteva vendere</strong></p>
<div id="attachment_1241" class="wp-caption alignright" style="width: 249px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f2cb.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-medium wp-image-1241" title="f2cb" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f2cb-239x300.jpg" alt="Castello di Sammezzano" width="239" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Vi era una importante omissione nei vari bandi che precedentemente erano stati predisposti da Puliga, perché il complesso immobiliare, per la sua rilevanza artistica, era sottoposto alla prelazione dello Stato e per tanto non si poteva vendere se prima non si interpellava lo Stato e il Ministero dei Beni Culturali.</p>
<p>Ma lo Stato non era mai stato neanche citato nella procedura. Per comprare l’immobile bisognava farlo attraverso l’acquisizione delle azioni della Sammezzano Spa proprietaria del castello. Puliga sosteneva che le azioni si potevano vendere perché la legge che regola quel tipo di negoziazione (una la legge del 39) non sarebbe applicabile quando si vendono azioni ma solo in caso di vendita diretta della proprietà.  L’Avv. Colcellini, con l’assistenza un esperto in materia, il notaio milanese dott. Bellezza, si rivolse al Ministero il quale rispose che la vendita sarebbe stata nulla senza la rinuncia alla prelazione da parte dello Stato. Il Ministero comunque rispose poi di non essere interessato a rilevare il castello. A quel punto l’Avv. Colcellini era riuscito a rinegoziare salvando un miliardo che la London Hereford aveva sborsato in precedenza alla procedura, potendo stipulare un nuovo contratto di vendita del 100% del pacchetto azionario della Sammezzano e la London Hereford in questo modo riuscì ad avere il castello.</p>
<p><strong>Era stato un acquisto segnato da ostacoli</strong></p>
<p>Al signor Giovanni Zamparella, vicepresidente per l’Italia della London Hereford Holding, gli fu chiesto sui conflitti e contrasti con il curatore Angelo Garcea e rispondeva <strong><em>“ci si accorgeva che andava tutto a rilento, era diventato tutto difficile”. </em></strong></p>
<div id="attachment_1242" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f11cb.jpg" rel="lightbox[1238]"><img class="size-medium wp-image-1242" title="f11cb" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/f11cb-221x300.jpg" alt="Castello di Sammezzano" width="221" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Porta Principale del Castello di Sammezzano</p></div>
<p>Siccome la società non aveva nessun commercialista, avevano deciso di prenderne uno per spiegare bene, in maniera intelligibile agl’inglesi &#8211; ossia in inglese &#8211; cosa doveva fare la London Hereford Holding per comperare il castello. Garcea indicò loro Lucia Figini come un ottimo professionista che parlava bene l’inglese. Ma Lucia Figini, che in principio si era mostrata molto cortese <strong><em>“..dopo la non si trovava . .</em></strong><strong><em>Ella era difficilmente rintracciabili, in realtà non parlava bene l&#8217;inglese, non ci ha mai scritto un rapporto in inglese e la sua lentezza ha anche rallentato la trattativa</em></strong>”.  Gli inglesi però non sapevano che Lucia Figini era la compagna del giudice della procedura Sebastiano Puliga, altrimenti gl’inglesi non le avrebbero dato l’incarico per incompatibilità.</p>
<p>Anche il curatore Angelo Garcea era diventato distante <em>“<strong>la macchina andava rilento, anche Garcea non si faceva più sentire più con noi, era difficile colloquiare con lui</strong>”</em>. Il teste Richar Manley confermava queste difficoltà, e alla domanda del perché dare l’incarico a Lucia Figini, rispondeva che sarebbe stata necessaria per <strong><em>“colloquiare tra Garcea e noi”</em></strong> e per tradurre in inglese le problematiche tecniche della procedura, compito sul quale <strong><em>“non ha mai fatto, non ha fatto un rapporto, niente in inglese … non si aveva un colloquio, era un labirinto di incomprensioni tecniche”.</em></strong></p>
<p><strong>Puliga perde l’affare.. e anche bile</strong></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/10/smezzano.gif" rel="lightbox[1238]"><img class="alignright size-medium wp-image-1247" title="smezzano" src="../wp-content/uploads/2010/10/smezzano-300x242.gif" alt="Castello di Sammezzano" width="300" height="242" /></a>Nonostante il suo scarso impegno e risultato, la Figini presentò alla società inglese una parcella di ben 100 milioni di vecchie lire. La London Hereford trovo molto esagerata la notula, per cui <strong><em>“abbiamo ridotto parcella … abbiamo dato nove milioni”.</em></strong></p>
<p>I nove milioni la Figini li riscosse attraverso il conto corrente della madre Graziella Pensotti, ciò era risultato da un fax rinvenuto dalla polizia giudiziaria durante le indagini che riportava le coordinate bancarie del conto corrente della Pensotti da trasmettere alla società inglese per il versamento.</p>
<p>Come emerse dalla posta elettronica del Puliga -visionata dalla polizia giudiziaria durante le indagini- Puliga era rimasto assai incavolato per la vicenda e rispondendo ad una e-mail di Garcea gli scrisse <strong><em>“Lucia sta bene. Dio stramaledica gl’inglesi..”.</em></strong></p>
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		<title>COME VA LA CAUSA LUMACA  n. 9301/93 + 2 per risoluzione di contratti 17 anni in primo grado!</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 05:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dicevamo (post 15 anni) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dicevamo (<a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">post 15 anni</a>) che la giudice Patrizia Pompei aveva respinto la querela di falso su documenti presentata da Zionela su documenti visibilmente falsificati. Zionela ricorse in appello e il Tribunale sospese la causa fino al passato in giudicato della pronuncia definitiva sulla querela di falso. Eravamo nel 2008.</p>
<p>Oggi, i giudici della Corte di Appello di Firenze, a due anni di distanza della presentazione del ricorso avverso la sentenza della Pompei, quando già la causa era andata a sentenza, si sono resi conto di non poter decidere in quanto che il Tribunale di Firenze non aveva trasmesso né la querela di falso presentata né i documenti contestati di falso, e da qui una ordinanza di ricostruzione del fascicolo e prossima udienza a dicembre dove, se tutto andrà bene, verrà deciso nuovamente di andare a sentenza.</p>
<p>Dunque alla causa 9301/93 si sono aggiunti altri due anni in primo grado, per un totale di 17. <strong><span style="text-decoration: underline;">Diciassette anni in primo grado</span></strong>. Molto brava la signora Pompei. Non come magistrato chiaramente, ma come favoreggiatrice dei Boni e con essi il loro complici, principalmente il suo amante (o ex amante) Alessandro Lozzi, ausiliare del giudice conosciuto come il più corrotto e ladro della Toscana, Sebastiano Puliga.</p>
<p>Che dici amanti? Si, spiego subito. Spiego cioè i reali meccanismi che regolano questa vicenda giudiziaria. Alessandro Lozzi (liquidatore giudiziario nominato da Puliga nella causa dei coniugi Sannino) era noto anche per essere amante della giudice Patrizia Pompei. I coniugi Sannino avevano dovuto denunciare queste indecorose situazioni essendo risultate vane le loro richieste di intervento al Tribunale. Infatti il Presidente dott. Ognibene, nonostante la gravità dei fatti (nel senso tutti sapevano dei rapporti fra Pompei e Lozzi), respingeva per cronico impulso o tic tutte le richieste di astensione formulate dalla signora Pompei e le richieste di ricusazione avanzate dai coniugi Sannino.</p>
<p>Alla denuncia dei Sannino, la signora Patrizia Pompei reagì querelandoli e per metterli a conoscenza di ciò mise una copia dell’atto di querela nel fascicolo della causa civile. Gino e Zionela ne presero copia conforme e la depositarono agli atti del procedimento penale pendente contro la giudice.</p>
<p>In somma, magagne d’animo, capricci, vizi, angherie di magistrati che a tutto pensano all’infuori che fare bene il proprio lavoro. Un male diffuso che pesa sulla cittadinanza che subisce di tutto e di più, mentre chi deve intervenire non lo fa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1225, aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Ministero-di-Giustizia" src="../wp-content/uploads/2010/10/Ministero-di-Giustizia.gif" alt="Ministero di Giustizia, Procura Generale di Cassazione, Csm, quando è che sentirete il dovere o la voglia di onorare la vostra esistenza? " width="377" height="155" /></p>
<p><strong><em>Documentazione: </em></strong></p>
<p>Sentenza Pompei sulla querela di falso: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip">Sentenza-Dott-Patrizia-Pompei.zip</a></p>
<p>Querela del giudice Pompei contro i coniugi Sannino: <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei11.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei1.jpg</a> &#8211; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2010/10/querelapompei2.jpg" rel="lightbox[1223]">querelapompei2.jpg</a></p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.casosannino.com/15anni/" target="_blank">15 anni in primo grado</a></p>
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