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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:29:47 +0000</pubDate>
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		<title>Lucia Figini condannata per bancarotta fraudolenta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>

		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

		<category><![CDATA[Headline]]></category>

		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>

		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>

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		<description><![CDATA[La commercialista Lucia Figini
Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.
Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di Lucia Figini, la compagna dell&#8217;ex giudice Sebastiano Puliga, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il professore in economia Antonio Bandettini, il dottore commercialista Vieri Fiori ed altri due privati.
La decisione più giusta è che i condannati sono stati inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[876]"><img class="size-medium wp-image-877" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini-223x300.jpg" alt="Lucia Figini" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La commercialista Lucia Figini</p></div>
<p><strong><em>Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.</em></strong></p>
<p>Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di <strong>Lucia Figini</strong>, la compagna dell&#8217;ex giudice <strong>Sebastiano</strong> <strong>Puliga</strong>, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il <strong>professore in economia</strong> Antonio Bandettini, il dottore commercialista <strong>Vieri Fiori</strong> ed altri due privati.</p>
<p>La decisione più giusta è che i condannati sono stati <strong>inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni </strong>sperando che ciò voglia comportare anche che non possano più avere alcun tipo d&#8217;incarico presso la Pubblica Amministrazione (qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[876]">Repubblica 20.05.09</a>).  Dovranno inoltre risarcire le vittime che si erano costituite parte civile nel procedimento.</p>
<p><strong>Vieri Fiori</strong> in passato si era occupato di un esposto che Zionela aveva inviato all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti dove denunciava l&#8217;operato dell&#8217;amministratore giudiziario Roberto Scialdone. L&#8217;esposto fu archiviato dall&#8217;Ordine dopo essere stato sentito soltanto Scialdone.</p>
<p>La Sim &amp; Fed era stata costituita dal fiorentino <strong>Tovia Vita</strong> e poi usata per truffare i risparmiatori. Rivedendo la vicenda della Sim &amp; Fed, nel 1995 Tovia Vita e la moglie Dahlia Kanader, esperta informatica incaricata dalla Sim&amp;Fed nonché ex-ufficiale dell&#8217;esercito israeliano dove pilotava elicotteri, fuggirono portando con se circa 40 miliardi lasciando ben 860 vittime che così hanno perso i loro risparmi (<a href="http://www.casosannino.com/sparirono-quaranta-miliardi/" target="_blank">Sparirono quaranta miliardi</a>). La società venne commissariata dal Ministero del Tesoro. Fra le vittime c&#8217;è anche il poeta Mario Luzzi (<a href="http://www.casosannino.com/stangata-miliardaria-al-poeta-luzi/" target="_blank">Stangata miliardaria al poeta Luzi</a>). Nel 2002 la copia venne condannata a 5 anni per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata (leggi <a href="http://www.casosannino.com/condannati-vita-e-la-moglie/" target="_blank">Repubblica 17.02.02</a>).</p>
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		<title>Bancarotta alla Sim, condannati i controllori</title>
		<link>http://www.casosannino.com/bancarotta-alla-sim-condannati-i-controllori/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>

		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>

		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>

		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[
CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno Lucia Figini, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare Sebastiano Puliga, sono state condannate per bancarotta fraudolenta patrimoniale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[867]"><img class="size-full wp-image-868 aligncenter" title="repubblica-20-05-2009" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009-done-sml.jpg" alt="" width="587" height="403" /></a></p>
<p>CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno <strong>Lucia Figini</strong>, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare <strong>Sebastiano Puliga</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><strong>sono state condannate per bancarotta fraudolenta</strong></span> patrimoniale e documentale rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 4 mesi (condonati). Per concorso in bancarotta sono stati condannati a 2 anni, con sospensione condizionale e non menzione, i tre sindaci revisori: Antonio Bandettini (professore ordinario a Economia), Vieri Fiori (che fa parte fra l&#8217; altro del collegio dei sindaci della Cassa di Risparmio di Firenze) e Mario Accardi. Tutti e cinque dovranno risarcire undici clienti della Sim che si erano costituiti parte civile, versando subito un anticipo di 10 mila euro per ciascuno. Inoltre il tribunale li ha dichiarati tutti e cinque «inabilitati all&#8217; esercizio di imprese commerciali e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni». La questione cruciale posta dai pm Alessandro Crini e Gabriele Mazzotta,e variamente discussa dai difensori, fra cui gli avvocati Lapo Gramigni, Valerio Valignani, Sandro Traversi, Sara Gennai, Gianluca Gambogi, Sandro Guerra, è stata la carenza all&#8217; interno della Sim di una contabilità rigorosa, di una rigorosa separazione fra il patrimonio della società e patrimoni dei clienti, di rigorosi controlli sui promotori finanziari, cui si consentiva (secondo le accuse) di operare con i pericolosi derivati. In questo contesto, secondo la procura, sarebbe stato cruciale il ruolo degli organi di controllo, che invece non funzionarono a dovere. L&#8217; accusa era estesa anche a Leonardo Ciampi della società di revisione Deloitte &amp; Touche e a Lamberto Tommasi della Price Waterhouse Coopers, che certificarono rispettivamente i bilanci 2001 e 2002 della Sim, dichiarando che erano in ordine, mentre era impossibile - sostiene la procura - non rendersi conto delle «sistematiche irregolarità» dell&#8217; assetto gestionale, organizzativo e dei controlli interni. Ciampie Tommasi hanno evitato una condanna grazie alla prescrizione. Altri tre imputati sono stati assolti. Nel 2007 Andrea Pecchi, il promotore finanziario all&#8217; origine del crac con i suoi spericolati investimenti, aveva patteggiato 2 anni e 9 mesi, mentre l&#8217; altro amministratore della Sim, Adalberto Tronfi, era stato condannato in abbreviatoa 3 anni e 6 mesi. - <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
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		<title>Magistrati contro la corruzione - Il caso Elbopoli</title>
		<link>http://www.casosannino.com/magistrati-contro-la-corruzione-01/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tribunale di Genova ha pronunciato condanne per i responsabili e colpevoli degli scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba e per la tragedia della Mobil Prince. Fra loro un giudice (Germano Lamberti di Livorno) e altri pubblici ufficiali.
Non c&#8217;èntra con la fallimentopoli di Firenze, ma siccome è venuto soltanto un articolino che appena si vede sul giornale, la pubblichiamo anche noi su internet.
Nel processo erano parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell&#8217;Interno ed ora i responsabili dovranno risarcire i danni allo Stato, un segnale molto positivo di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2009/05/super_magistrati_heroes.jpg" rel="lightbox[800]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-809" title="super_magistrati_heroes" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/super_magistrati_heroes-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Tribunale di Genova ha pronunciato condanne per i responsabili e colpevoli degli scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba e per la tragedia della <strong>Mobil Prince</strong>. Fra loro un giudice (<strong>Germano Lamberti di Livorno</strong>) e altri pubblici ufficiali.</p>
<p>Non c&#8217;èntra con la fallimentopoli di Firenze, ma siccome è venuto soltanto <span style="text-decoration: underline;">un articolino che appena si vede sul giornale</span>, la pubblichiamo anche noi su internet.</p>
<p>Nel processo erano parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell&#8217;Interno ed ora i responsabili dovranno risarcire i danni allo Stato, un segnale molto positivo di speranza per la martoriata giustizia in Italia, perche stavolta, almeno in parte, non saranno i cittadini a pagare.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Così sarebbe giusto che accadesse con il processo contro il Puliga e il suo comitato d&#8217;affari, che hanno provocato enormi danni allo Stato oltre che avere leso gravemente l&#8217;economia fiorentina e procurato centinaia di vittime.</strong></span></p>
<h3>Ecco due degli articoli trovati su internet:</h3>
<h2>Scandali immobiliari/ Sei condannati,tra loro ex capo Gip Livorno</h2>
<h2>La sentenza emessa dal tribunale di Genova</h2>
<p>Genova, 21 apr. (Apcom) - Il presidente della prima sezione penale del tribunale di Genova, Giuseppe d&#8217;Agnino, dopo oltre sei ore di camera di consiglio ha letto la sentenza che condanna sei degli otto imputati nel procedimento riguardante vari scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba. La vicenda era iniziata sei anni fa e tra i coinvolti vi era anche l&#8217;ex capo dei Gip di Livorno Germano Lamberti, il prefetto della stessa città, Vincenzo Gallitto, e il suo vice Giuseppe Pesce. Il tribunale ha condannato a tre anni di reclusione per corruzione Lamberti, il viceprefetto Pesce a due anni e due mesi per lo stesso reato e il prefetto Gallitto a due anni per favoreggiamento e peculato. Tra gli altri imputati Gabriele Mazzarri, ex responsabile dell&#8217;Ufficio tecnico del Comune, ad un anno e otto mesi, mentre i costruttori Franco Giusti e Fiorello Filippi hanno ricevuto una pena di tre anni e quattro mesi per corruzione. Sono stati invece assolti il sindaco di Marciana Marina e un immobiliarista. Tutti gli imputati condannati sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici per cinque anni oltre che al risarcimento, da liquidarsi in sede civile, alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell&#8217;Interno che si erano costituiti parte civile. Tra il pubblico, al processo, erano presenti alcuni familiari delle vittime del Moby Prince, il traghetto dove nel 1991 morirono bruciate 140 persone. La sentenza di assoluzione dei presunti responsabili venne proprio pronunciata dal giudice Lamberti.</p>
<h2>IL SARDEGNA - Cronache : Moby Prince, condannato il Gip i parenti delle vittime: fa pensare</h2>
<p>23.04.2009</p>
<p>Un buco nero che si spalanca davanti a una delle vicende giudiziarie più controverse della storia italiana. Non si sono fatte attendere le reazioni dei familiari delle vittime della tragedia del Moby Prince, il traghetto che andò a fuoco dopo uno scontro con la petroliera dell&#8217;Agip Abruzzo, dramma nel quale la sera del 10 aprile 1991 persero la vita 140 persone di cui molti sardi, dopo la condanna dell&#8217;ex capo dei Gip del tribunale di Livorno durante il processo per la tragedia. Martedì il presidente della prima sezione penale del tribun a l e d i Genova , Giuseppe d&#8217;Agnino, dopo oltre sei ore di camera di consiglio, aveva letto la sentenza di condanna per sei degli otto imputati nel procedimento riguardante vari scandali immobiliari nell&#8217;Isola d&#8217;Elba: tra questi c&#8217;è anche l&#8217;ex capo dei Gip di Livorno, Germano Lamberti, presidente del Collegio giudicante nel processo sul disastro della Moby Prince, in cui furono assolti tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste». La sentenza verrà però parzialmente riformata in appello: la terza sezione penale di Firenze dichiarò il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. Secondo le accuse, Lamberti, in concorso con altri due imputati, avrebbe ottenuto appartamenti in un residence di lusso in cambio di agevolazioni per la realizzazione di un centro servizi nel comune di Marciana. Secondo il pm, inoltre, il giudice Lamberti non sequestrò volutamente un cantiere irregolare. Tra il pubblico, al processo nei confronti di Lamberti, erano presenti alcuni familiari delle vittime della Moby Prince. «La sentenza del tribunale di Genova che ha condannato per corruzione il Presidente del Collegio giudicante del processo Moby Prince amareggia ed inquieta». Sono le prime parole di Angelo Chessa, presidente dell&#8217;associazione &#8220;10 aprile&#8221;, che raccoglie alcuni familiari delle vittime morte nel 1991 nel traghetto che entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno, nel commento dell&#8217;esito del processo genovese nel quale l&#8217;ex giudice Germano Lamberti era imputato per una vicenda diversa. «Abbiamo - ha aggiunto Chessa - aspramente contestato il modo in cui il processo fu condotto e la sentenza successivamente emessa dal tribunale di Livorno. Ciò ci porta a tornare indietro con la mente e non siamo sereni». Sono stati svolti due processi sulla tragedia della Moby Prince, dai quali non è emersa nessuna responsabilità precisa: la tragedia è quindi ufficialmente ascritta alla distrazione che sarebbe regnata a bordo del traghetto (si parlò a lungo anche del fatto che sia il personale di bordo sia i soccorritori sarebbero stato distolti dalle loro mansioni da un&#8217;importante partita di calcio che si stava svolgendo quella sera).</p>
<p><strong>&#8221;</strong><strong>Amareggiato per la sentenza&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/magistrati_italiani.jpg" rel="lightbox[800]"><img class="alignleft size-full wp-image-802" title="Il collegio genovese (Panicucci, D’Agnino, Lepri) mentre legge la sentenza di condanna agli imputati del processo Elbopoli" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/magistrati_italiani.jpg" alt="" width="425" height="338" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><!--[if gte vml 1]> <![endif]--></strong></p>
<p><!--[if gte vml 1]><![endif]--><br />
Il collegio genovese (Panicucci, D&#8217;Agnino, Lepri) mentre legge la sentenza di condanna agli imputati del processo Elbopoli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lozzi condannato a pagare danni</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>

		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>

		<category><![CDATA[lozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.
Il Tribunale di Firenze nel 2007 aveva assolto Alessandro Lozzi dall&#8217;accusa di interesse privato nel fallimento Sheraton &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; (articolo 2007 (?)). Con quel provvedimento il Tribunale aveva anche disatteso la richiesta dei pubblici ministeri Luca Turco e Gabriele Mazzotta di trasmettere gli ai magistrati genovesi per avere agito in concorso con il giudice della procedura Sebastiano Puliga.
Adesso la Corte di Appello di Firenze ...]]></description>
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<h2>La Corte di Appello di Firenze disconosce sentenza di assoluzione di Alessandro Lozzi, lo condanna a pagare danni e trasmette a Genova.</h2>
<p>Il Tribunale di Firenze nel 2007 aveva assolto Alessandro Lozzi dall&#8217;accusa di interesse privato nel fallimento Sheraton &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; (articolo 2007 (?)). Con quel provvedimento il Tribunale aveva anche disatteso la richiesta dei pubblici ministeri Luca Turco e Gabriele Mazzotta di trasmettere gli ai magistrati genovesi per avere agito in concorso con il giudice della procedura <strong>Sebastiano Puliga</strong>.</p>
<p>Adesso la Corte di Appello di Firenze ha negato quelle decisioni del Tribunale (<a href="wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[815]">articolo 2009</a>) riconoscendo l&#8217;interesse privato di <strong>Lozzi </strong>e <strong>Linguiti</strong>, reato disgraziatamente prescritto, ritenendogli responsabili nei confronti della curatela del fallimento Sheraton e condannandogli a pagare per tanto i danni. Inoltre la Corte di Appello di Firenze ha trasmesso a Genova dove <strong>Sebastiano Puliga</strong> e lo stesso <strong>Lozzi</strong> sono imputati insieme a molti altri professionisti per reati gravissimi quali bancarotta fraudolenta, corruzione, concussione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Udienza del 26.03.2009</title>
		<link>http://www.casosannino.com/26032009/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>

		<category><![CDATA[Pezzuti]]></category>

		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza del 26 marzo 2009
Testimone: Valentino Pezzuti
Il teste Valentino Pezzuti rispondeva alle domande facendo prima un giro piuttosto lungo in torno alle domande che gli venivano poste, per cui le sue risposte si disperdevano in racconti novellieri di modo che bisognava poi rifargli la domanda. Si allontanava dal microfono e più volte la Corte e l&#8217;addetto alla registrazione le hanno chiesto di avvicinarsi al microfono ma non lo faceva, se l&#8217;apparecchio puntava a destra, lui si girava a sinistra, di modo che i magistrati della Corte si non sentivano e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza del 26 marzo 2009</strong></p>
<p><strong>Testimone: </strong><strong>Valentino Pezzuti</strong></p>
<p>Il teste Valentino Pezzuti rispondeva alle domande facendo prima un giro piuttosto lungo in torno alle domande che gli venivano poste, per cui le sue risposte si disperdevano in racconti novellieri di modo che bisognava poi rifargli la domanda. Si allontanava dal microfono e più volte la Corte e l&#8217;addetto alla registrazione le hanno chiesto di avvicinarsi al microfono ma non lo faceva, se l&#8217;apparecchio puntava a destra, lui si girava a sinistra, di modo che i magistrati della Corte si non sentivano e dovevano chiedergli più volte se poteva alzare la voce. Le risposte che ha dato maggiormente furono &#8220;non mi lo ricordo, proprio non mi lo ricordo&#8221; &#8220;potrebbe anche darsi&#8221;  &#8220;succede&#8221; &#8220;per quel che io ricordo&#8221; &#8220;penso di sì, però sinceramente non me lo ricordo&#8221; dunque tutte o quasi tutte risposte riferite alle sue alle sue intuizioni, sensazioni, probabilità, supposizioni. Una delle poche cose che ha voluto mettere in rilievo è stato il rapporto del giudice dott. Isabella Mariani con altro magistrato suo parente e su un contrasto che c&#8217;èra fra Puliga e &#8220;tantissimi&#8221; altri magistrati. A sentirlo deporre veniva a mente che prima di entrare in aula era stato allungo a parlare col difensore del Puliga nel corridoio.</p>
<p><strong>Sulla liquidazione delle notule e la nomina di Lucia Figini</strong></p>
<p>Sul fatto che nella procedura Volta Industries lui, quale giudice delegato, aveva liquidato notule a Ulivi e Figini nonostante gli avvisi del dott. Tanini sulla scorrettezza delle notule, gli fu chiesto se non gli era sembrato scorretto avere dato per tutta risposta al curatore il mandato di pagamento delle notule, rispondeva &#8220;<em>non ci ho mai pensato&#8221; </em>e poi , a giustificazione, spontaneamente, richiamava la figura del dott. Tanini dicendo che questo era stato contrario alla notula ma che però il figlio del dott. Tanini era d&#8217;accordo (<em>nota: il figlio del dott. Tanini non aveva alcun ruolo nella procedura&#8230;  ndr) </em></p>
<p>Alla domanda del perché aveva nominato la Figini, compagna del suo collega Puliga, rispose &#8220;<em>perché è veloce&#8221; .</em></p>
<p><em> </em></p>
<blockquote><p>-          <em>Perché è veloce e basta? Perché anche se era la compagna di Puliga l&#8217;ha nominata? </em></p>
<p>-          <em>Perché volevo far piacere a Puliga </em></p>
<p>-          <em>E Puliga nomina la sua compagna in altre procedure.. non li sembra scorretto questo intercambio di favori? Non li sembra che ci sia qualcosa di scorretto in questa procedura?. </em></p>
<p>-          <em>Al momento mi sembrava una procedura giusta. Non avevo pensato in questi termini. Non mi sembrava importante. Non ci ho mai pensato. Ricordo che lo abbiamo studiato. </em></p></blockquote>
<p>Sulla questione della liquidazione delle notule ai professionisti, è emerso che se un curatore avesse presentato una richiesta liquidazione di acconto di compenso su conteggi  non veritieri, il giudice non avrebbe avuto nessun strumento per verificare e avrebbe liquidato il compenso al curatore, dice perché &#8220;<em>a noi arrivava il foglio con la richiesta e non con tutti gli allegati che registravano la posizione del attivo passivo eccetera, quindi noi eravamo nelle mani dei curatori </em>&#8221;</p>
<p><strong>Sulle assegnazioni dei procedimenti</strong></p>
<p>È emerso che le assegnazioni le faceva il Presidente Armando Sechi a rotazione e chi &#8220;<em>si procedeva ad occhio</em>&#8220;.</p>
<p>È emerso che Puliga aveva le procedure più grosse perché aveva &#8220;<em>una posizione abbastanza preminente, di prestigio nell&#8217;ambito dell&#8217;ufficio</em>&#8220;. Che le  procedure più importanti potevano essere state sollecitate da Puliga al Presidente Armando Sechi, cosa che era facile da ottenere perché aveva un buon rapporto con il Presidente il quale &#8220;<em>aveva una particolare predilezione per Puliga</em>&#8221; si fidava molto di lui. La fiducia era tale che &#8220;<em>sembrava che il potere lo detenesse lui&#8230; che quello che comandasse fosse lui</em>&#8220;. E poi &#8220;<em>Il Sechi se andava a chiedere consiglio lo chiedeva a Puliga, che di fatto aveva una influenza determinante nella gestione anche dell&#8217;ufficio del Tribunale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sul giuramento della perizia Figini nella procedura Volta Industries</strong></p>
<p>Sulla perizia della della Figini nella procedura Volta Industries che fu giurata davanti a Puliga, rispondeva che &#8220;<em>a volte effettivamente il perito arrivava a giurare la perizia, e poi il giudice metteva la firma</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>-          <em>così a caso?</em></p>
<p>-          <em>No, non credo, ma non me lo ricordo, sicuramente se lo ricordano meglio i miei colleghi, non me lo ricordo francamente</em></p></blockquote>
<p>Alla domanda su perché la Figini doveva giurare la perizia rispose &#8220;<em>non ricordo guardi quando si debba giurare o quando no si debba giurare&#8230;</em>&#8221; . Il Pubblico Ministero allora le rileggeva le sue dichiarazioni rese alla polizia nel 2005 sul giuramento in questione:  &#8220;<em>nel caso in questione non c&#8217;èra nessuna necessità di contattarmi &#8230; in quanto la perizia non doveva essere giurata ma solo depositata</em>&#8220;.</p>
<p>Emergeva inoltre che la data del giuramento della perizia non coincideva con la data del deposito in segreteria; a questo rispondeva che &#8220;<em>presumibilmente&#8221;</em> era stata posta di sabato e siccome non c&#8217;èra nessuno in cancelleria hanno messo il timbro successivamente. Disse però che Puliga c&#8217;era sempre anche di sabato.</p>
<p>Ad altre domande sulla questione il Pezzuti rispondeva &#8220;<em>non mi lo ricordo pero a lume di logica un  giuramento ci doveva essere, a lume di logica, anche se non mi lo ricordo ragiono per deduzione, e a lume di logica è più probabile, più probabilmente era ritenuto il sistema più pratico</em>&#8220;.  La Corte infine gli chiede se avevano almeno visto come si faceva in altri tribunali e lui risponde &#8220;<em>anch&#8217;io sicuramente avrò chiesto, pero non me lo ricordo non ricordo sicuramente non mi ricordo sicuramente quale era la soluzione probabilmente si suppose o si disse in altri tribunali ci si regola in tal modo e più facile probabilmente questo era un argomento che ci poteva influenzare&#8230;</em>&#8221;</p>
<p><strong>Il potere di Puliga</strong></p>
<p>Su un malumore in Tribunale verso Puliga, il teste Pezzuti riferiva che ci fu nel 1994 un contrasto con la giudice Isabella Mariani che ci teneva molto ad entrare nella sezione fallimentare ma fu nominato Puliga, che era stata una nomina contrastata dagli altri giudici, che non era stata gradita la predilezione di Puliga il quale &#8220;<em>gestiva come punta di diamante tutto</em>&#8221; come fosse &#8220;<em>la persona che deteneva il potere</em>&#8220;. Il teste rilevò questa circostanza ripetutamente fino a dire &#8220;<em>da quella vicenda si era creato una inimicizia con un numero enorme di persone</em>&#8220;. Ma dice che Puliga se ne fregava e &#8220;<em>continuava a lavorare alla sua maniera con la sua incisività &#8230; magari sbagliava, pero è un atteggiamento mentale..</em> &#8221;</p>
<p>L&#8217;avvocato difensore del Puliga chiedeva ancora sulla vicenda del giudice Mariani, rilevando che &#8220;<em>aveva qualche parente all&#8217;interno della magistratura</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Pm obbietta che &#8220;<em>stiamo andando avanti da 20 minuti chiedendo al teste delle sue sensazioni, il teste riferito che si tratta sempre di sensazioni non ha riferito un fatto, sono stato zitto per 20 minuti a sentire le sensazioni del dott. Pezzuti, e adesso andiamo a ricostruire i rapporti personali famigliari della dott. Mariani, non centra niente con questo processo con altri magistrati con altre persone, a meno che il difensore non faccia delle domande più precise</em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Il difensore del Puliga insiste chiedendo alla Corte di valutare la rilevanza dal momento che si stava parlando di rapporti all&#8217;interno dell&#8217;ufficio fallimentare, di malumore da parte di determinate persone, che Pezzuti ha collegato questo malumore verso Puliga sin dall&#8217;inizio con la vicenda del concorso per passare al fallimentare.</p>
<p>Il teste Pezzuti modificava quanto aveva detto dicendo che &#8220;non era solo Mariani ma tantissimi colleghi&#8221; (<em>ma, perché il Tribunale lo ha lasciato fare per tanto tempo? ndr</em>)</p>
<p>Sull&#8217;assegnazione della procedura Sim &amp; Fed.</p>
<p>Sulla vicenda del commento della cancelliera Ivana Chioccioli per il fascicolo della Sim &amp; Fed che doveva essere dato per forza a Puliga (vedi udienza 29.09.2008) ha risposto &#8220;<em>può darsi</em>&#8221; ma quando il pm gli ha rammentato il nome del cancelliere Rinaldi ha detto &#8220;<em>assolutamente neppure sentore di questa cosa</em>&#8220;.</p>
<p>È emerso che, come per i consulenti del giudice, c&#8217;era anche una rosa di cancellieri preferita.</p>
<p>Prossima udienza 6 aprile 2009</p>
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		<title>Edificare sulla proprietà rubata?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 06:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>

		<category><![CDATA[Documenti]]></category>

		<category><![CDATA[I Boni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le società Edil Pitti Srl e Residenze Toscane Srl hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per realizzare un  complesso turistico sulla  proprietà truffata ai Sannino. Il progetto lo firmano i loro amministratori Maurizio Boni e Sandro Boni. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.
Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane?
 
La Edil Pitti Srl fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio Sauro Boni e Sandro Boni (membro della Loggia P2, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla Fidereveuropa Società ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-543" title="corruzione-edile" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/corruzione-edile-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" />Le società <strong>Edil Pitti Srl</strong> e <strong>Residenze Toscane Srl</strong> hanno presentato al Comune di Vicchio il progetto per<span id="more-442"></span> realizzare un  complesso turistico sulla  <strong>proprietà truffata ai Sannino</strong>. Il progetto lo firmano i loro amministratori <strong>Maurizio Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong>. In Comune la Commissione si riunirà per decidere se approvare o meno.</p>
<h2><strong>Chi sono queste società Edil Pitti e Residenze Toscane</strong>?</h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Edil Pitti Srl</span></strong><strong> </strong>fu costituita nel 1987 dai fratelli di Vicchio <strong>Sauro Boni</strong> e <strong>Sandro Boni</strong> (membro della <strong>Loggia P2</strong>, tessera n.704). Dopo avere intestato le quote alla <strong>Fidereveuropa Società Fiduciaria e di Revisione Spa</strong> società fiorentina che opera nell&#8217;ambiente finanziario e commerciale, costituita dal piduista <strong>d&#8217;Isanto Vincenzo</strong> (tessera n.777), da  <strong>Aldo Vitartali</strong> di Borgo San Lorenzo ed altri fra i quali <strong>Luigi Antonio Ardino</strong>, istradato dal Costa Rica e incarcerato ad Ancona per riciclaggio ed altro (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/1-ardino-notizia-ansa.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">1 notizia Ansa caso Ardino</span></a>).</p>
<p>La <strong>Edil Pitti Srl</strong> impresa edile, è la società usata nel 1993 per usurpare ai Sannino i beni dove oggi i Boni vogliono edificare. <strong>La frode fu compiuta</strong> nell&#8217;ambito di una causa condotta <strong>dal giudice</strong> <strong>Sebastiano Puliga</strong> con la partecipazione dei commercialisti <strong>Roberto Scialdone</strong> e <strong>Alessandro Lozzi</strong>, del notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> ed altri. Ogn&#8217;una di queste persone aveva un ruolo preciso, volto a estromettere i Sannino proprietari della I Due Torrenti Srl intestataria dei loro beni, gli stessi beni dove oggi <strong>i Boni</strong> cercano di costruire un villaggio turistico (<a href="/wp-content/uploads/2009/01/2-inchiesta-finanza-p8.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">2 Guardia di Finanza p.2</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip"><span style="text-decoration: underline;">3 scarica relazione Guardia di Finanza completa</span></a>) (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/4-inchiesta-carabinieri-p41.jpg" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">4 Carabinieri p.41</span></a>)(<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip"><span style="text-decoration: underline;">5 scarica la relazione dei Carabinieri completa</span></a>).</p>
<p>Fra le operazioni più significative per accaparrarsi i beni dei Sannino, ci fu l&#8217;assemblea straordinaria rogito <strong>Ernesto Cudia</strong> del 22.07.1993 per la revoca dello stato di liquidazione della I Due Torrenti Srl (<a href="http://www.casosannino.com/assemblea_straordinaria/"><span style="text-decoration: underline;">6 verbale assemblea 22.07.93</span></a>).</p>
<p>Al fine di occultare il patrimonio che con tale assemblea stavano trasferendo alla <strong>Edil Pitti Srl</strong>, ne fu omessa l&#8217;indicazione dei beni immobili della Due Torrenti (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/7-trascrizione-immobili-usurpati-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">7 trascrizione dei beni in data successiva</span></a> ; <a href="http://www.casosannino.com/largefiles/trascrizione_immobili_usurpati.zip"><span style="text-decoration: underline;">8 qui l&#8217;atto di trascrizione completo</span></a>) alla quale, con l&#8217;occasione le fu cambiato il nome con quello di <strong>Toscana Invest Srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/9-assemblea-22793-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">9 assemblea 22.7.93 p.2</span></a>). <strong>Il buon esito della truffa era garantito dal giudice relatore Sebastiano Puliga</strong> che avvallava l&#8217;assemblea, ottenendo dal <strong>Tribunale di Firenze</strong> il decreto di approvazione (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/10-decreto-omologazione-assemblea-22793.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">10 decreto</span></a>). <strong>Erano gli stessi metodi con i quali Puliga ha rovinato tantissime persone e ditte. </strong>Con la certezza di non essere mai disturbato, cinque anni più tardi, nel 1998, continuava ad intervenire nella vicenda accogliendo ed ottenendo l&#8217;omologa della richiesta di <strong>Sandro Boni</strong> di rimettere nuovamente in liquidazione la società dei Sannino (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/11-ricorso-boni-per-nuova-liquidazione-21598.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">11 ricorso omologazione assemblea</span></a>) dopo averla completamente saccheggiata insieme ai suoi famigliari (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/12-ordinanza-trascrizione-assemblea-boni-1998.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">12 </span>ordinanza</a>).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Residenze Toscane</span> : </strong>In pieno periodo della truffa ai danni dei Sannino, viene costituita a <strong>Lussemburgo</strong> la <strong>Cofinsa Holding S.A.</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/13_atto_costitutivo_Cofinsa_Holding.zip"><span style="text-decoration: underline;">13 atto costituzione Cofinsa</span></a>) con sede amministrativa in Borgo San Lorenzo presso lo studio <strong>Valecchi </strong>e <strong>Vitartali</strong>. Un mese dopo, in aprile, la <strong>Edil Pitti Srl</strong> costituisce insieme alla neonata <strong>Cofinsa</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/14-atto-cost-ediltoscana-p5.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">14 atto ediltoscana p.5</span></a>), rappresentata da <strong>Augusto Vitartali</strong>, (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/15-atto-cost-ediltoscana-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">15 atto ediltoscana p.2</span></a>) un&#8217;altra nuova società, la <strong>Edil Toscana srl</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/atto_costitutivo_ediltoscana.zip"><span style="text-decoration: underline;">16 atto costitutivo ediltoscana .zip file</span></a>) nominando <strong>Maurizio Boni</strong> amministratore unico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/17-atto-cost-ediltoscana-p4.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">17 atto ediltoscana p.4 </span></a>). <strong>Maurizio Boni</strong> è il figlio di <strong>Sauro Boni</strong> e la <strong>Edil Toscana è la stessa </strong><strong>Residenze Toscane srl alla quale fu modificato il nome nel 1995 </strong>(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/18-assemblea-ediltoscana-31595-p3.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">18 atto modifica p. </span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1.gif" rel="lightbox[442]"><img class="alignright size-medium wp-image-562" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="maurizio-boni1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/maurizio-boni1-258x300.gif" alt="" width="206" height="240" /></a>Dunque sin dall&#8217;inizio <strong><span style="text-decoration: underline;">Maurizio Boni</span></strong> ha svolto un <strong>ruolo fondamentale nella truffa</strong> compiuta ai danni di Gino e Zionela: doveva fare l&#8217;amministratore della <strong>Residenze Toscane Srl</strong>, destinata ad incamerare il patrimonio usurpato nella procedura condotta dal <strong>Puliga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua partecipazione nella vicenda inizia nel 1993 acquisendo dal complice <strong>Antonio Tangocci</strong> il 2% di quota della società Due Torrenti srl, per poi fare il firmatario di varie operazioni di trasferimento e dispersione di quote e dei beni immobili e commerciali derubati. Fra le più importanti operazioni, la ricettazione del patrimonio immobiliare mediante atto di compravendita (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/19_compravendita_6-7-95.zip">19 compravendita 6.7.95 .zip file</a>)</span> sottoscritto da lui e da suo padre <strong>Sauro Boni</strong>,(<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/20-compravendita-p1.gif" rel="lightbox[442]">20 compravendita p.1</a> ; <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/21-compravendita-p2.gif" rel="lightbox[442]">21 compravendita p.2</a> ) che solo per quell&#8217;occasione faceva d&#8217;amministratore, dimettendosi subito dopo (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/22-cciaa-nomina-dimissioni-sauroboni.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">22 nomina e dimissioni certificato cciaa</span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo indicato fu di 410.000.000 di lire (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/23-insediamento-turistico-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">23 insediamento turistico p.1</span></a>), contro il vero valore di 2.700.000.000 (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/24-let-finanziamento-comit-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">24 let. Comit p.1</span></a>), evidenziato nella documentazione per la domanda di finanziamento agevolato con fondi europei (Regolamento U.E. 2081/93 ob. 5/B) per realizzare il villaggio turistico (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/25-domanda-finanziamento-fondi-ue-p1.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">25 domanda a Regione Toscana</span></a>). La Regione Toscana e la banca, venute a conoscenza della domanda di annullamento per dolo del contratto d&#8217;acquisto della proprietà, respinsero la richiesta di finanziamento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Maurizio Boni, pur consapevole del fine ingiusto, è anche la persona che promosse lo sfratto della famiglia Sannino nel dicembre 2004, rendendosi partecipe ancora una volta in prima persona nelle attività illecite esercitate ai danni dei Sannino.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<div id="attachment_536" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti.gif" rel="lightbox[442]"><img class="size-medium wp-image-536" style="border: 0pt none;" title="1990-logo-lago-due-torrenti" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/1990-logo-lago-due-torrenti-300x289.gif" alt="Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)" width="240" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Logo Lago I Due Torrenti (Lago Viola)</p></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le attività commerciali</span> </strong>ovvero il lago per la pesca, il ristorante e il bar oggi, notoriamente conosciuti come <strong>Lago Viola</strong>, che erano la fonte di lavoro della famiglia Sannino e parte del loro patrimonio furono date in regalo attraverso la spartizione delle quote (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/26-spartizione-quote-1995.gif" rel="lightbox[442]">26 cessioni quote 14.12.95</a>) ai figli di <strong>Sandro e Sauro Boni</strong> cioè <strong>Filippo Boni</strong>, <strong>Diletta Boni</strong>, <strong>Andrea Boni</strong>, lo stesso <strong>Maurizio Boni</strong> nonché il parente <strong>Andrea Guidotti</strong>. Questi gestirono l&#8217;attività dal 1994 anche in nome della società <strong>Lago Viola Sas di </strong><strong>Boni Diletta e C</strong>. titolare fino al 2000 quando decisero di cederla ad altra società, costituita da loro stessi, per sfuggire ai creditori. Era la società <strong>Stella Srl </strong>con la quale  <strong>gli stessi Boni</strong> continuarono la gestione apparendo solo due  di loro nella compagine sociale (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/27-visura-stella-2000.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">27 visura stella 2000</span></a>) insieme ad altri terzi. Non furono poche le persone e le ditte defraudate dalla loro gestione. Fra i fornitori vi erano Radio Blu di Prato, Power Light Service, Francesco Villani (fornaio), Dallai (gas) e Lorini (formaggi). Ebbero anche cause inoltrate da dipendenti non pagati, fra i quali i gestori dell&#8217;Osteria di San Piero in San Piero a Sieve. <strong>La Stella srl fu dichiarata fallita</strong> (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/28-visura-stella-2007-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">28 visura stella 2007</span></a>) nel 2005 (curatore dott. Alessandro Miccini).</p>
<p>Anche se il <strong>Lago Viola Sas di Boni Diletta e C</strong>. fu messa in liquidazione e poi chiusa, oltre ad essere la prima responsabile della situazione debitoria, i suoi soci continuarono ad impiegare, attraverso la <strong>Stella Srl,</strong> l&#8217;attività usurpate procurandosi ingiusti guadagni (<a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/29-richiesta-finanziamento-p2.gif" rel="lightbox[442]"><span style="text-decoration: underline;">29 richiesta finanziamento p.2</span></a>) a danno di persone e ditte del Mugello e della Provincia di Firenze nonché a danno dei coniugi Sannino. Tant&#8217;è così che ancora oggi continuano ad arricchirsi a spalle dei Sannino, prendendo gli affitti dell&#8217;attività e del locale, prima dalla <strong>Sartando Snc </strong>ed attualmente dalla <strong>Pietro Paoli Srl,</strong> dalla quale dovrebbero riscuotere una rata consistente fra due o tre mesi che potrebbe essere utile per beneficiare i creditori insinuati nel fallimento.</p>
<h1 style="text-align: center;">A P P E L L O</h1>
<p align="center"><strong>al Comune di Vicchio e alle autorità ed enti competenti</strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>perché non sia consentito ai Boni di costruire sulla proprietà che si sono procurati illecitamente. Si chiede uno <span style="color: #ff0000;">stop </span>a tale progetto fino a che non ci sia la pronuncia definitiva da parte della Magistratura.</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-486 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="stop" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/stop-300x299.jpg" alt="" width="300" height="299" /></p>
<p align="center"><strong>La Legalità è cosa di tutti noi, è nostro compito richiamarla e difenderla</strong></p>
<p align="center"><strong>La corruzione è la vera causa della crisi che sta attraversando il nostro Paese</strong></p>
<p align="center"><strong>I regolamenti non possono essere utilizzati per fini contrari alla Legge</strong></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Non impedire un evento che si ha l&#8217;obbligo giuridico d&#8217;impedire, equivale a cagionarlo</em></strong></span></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Art. 40, comma 2, Codice di Procedura Penale</strong></h4>
<pre style="text-align: center;">team casosannino.com</pre>
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		<title>Udienze del 16 e 23 marzo 2009</title>
		<link>http://www.casosannino.com/16-23-032009/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/16-23-032009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 10:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre vittime]]></category>

		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

		<category><![CDATA[Palazzo Ruspoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienze del 16 e 23 marzo 2009
Procedure:  Ruspoli.
Testimoni:  Maria Grazia Gori, Nidiaci, Maria Cristina Paoli, Ottobri, Franco Pacini, Costagli
Al teste Ottobri furono rivolte domande sull&#8217;Hotel Demidoff. Il teste confermava che gli affari dell&#8217;Hotel Demidoff, di proprietà della soc. Europa 92 dei Frosali, andavano bene, anzi molto bene.
Palazzo Ruspoli a Via dei Martelli
La vicenda del Palazzo Ruspoli
Il Palazzo Ruspoli è uno storico e prestigioso immobile che si trova vicino al Duomo di Firenze in Via Martelli. È uno dei numerosi immobili, come il Demidoff, oggetto d&#8217;affare per Puliga e il suo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Udienze del 16 e 23 marzo 2009</strong></p>
<h3>Procedure:  Ruspoli.</h3>
<p>Testimoni:  <strong>Maria Grazia Gori, Nidiaci, Maria Cristina Paoli, Ottobri, Franco Pacini, Costagli</strong></p>
<p>Al teste Ottobri furono rivolte domande sull&#8217;Hotel Demidoff. Il teste confermava che gli affari dell&#8217;Hotel Demidoff, di proprietà della soc. Europa 92 dei Frosali, andavano bene, anzi molto bene.</p>
<div id="attachment_837" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/palazzo_ruspoli.jpg" rel="lightbox[836]"><img class="size-medium wp-image-837" title="palazzo_ruspoli" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/palazzo_ruspoli-300x225.jpg" alt="Palazzo Ruspoli a Via de' Martelli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Ruspoli a Via dei Martelli</p></div>
<p><strong>La vicenda del Palazzo Ruspoli</strong></p>
<p>Il Palazzo Ruspoli è uno storico e prestigioso immobile che si trova vicino al Duomo di Firenze in Via Martelli. È uno dei numerosi immobili, come il Demidoff, oggetto d&#8217;affare per Puliga e il suo comitato presso il Tribunale di Firenze.</p>
<p>Nel 1995 il Palazzo Ruspoli era stato pignorato e il procedimento fu per tanto affidato al giudice delle esecuzione dott. Emanuele Riviello. Non si trattava quindi di un fallimento ma di una procedura esecutiva. Presto Sebastiano Puliga si agguantò il procedimento per gestire la vendita al posto del giudice Emanuele Riviello.</p>
<p>I proprietari del Palazzo Ruspoli erano, per un 70%, il sig. Sostene Gori e per il 30% sua figlia sig.ra Maria Grazia Gori.</p>
<p>Fra le persone coinvolte oltre all&#8217;imputato Sebastiano Puliga, ci sono l&#8217;industriale Mario Becagli, Lucia Figini, Mariella Giannone, Sergio Rossi, l&#8217;Avv. Umberto Nidiaci.</p>
<p><strong>La procedura</strong></p>
<p>Per prima cosa Puliga precluse la possibilità ai proprietari Gori di partecipare alla gara per recuperare il loro immobile. Infatti la fissazione dell&#8217;udienza per la vendita fu loro notificata dopo che l&#8217;udienza si era già tenuta e poi respinse una istanza dell&#8217;avvocato dei Gori di sospendere l&#8217;udienza dell&#8217;asta.</p>
<p>Vennero mese in atto una serie di manovre per neutralizzare anche le altre offerte e fare in modo che l&#8217;immobile venisse aggiudicato alla soc. Firenze Investimenti Developer dell&#8217;industriale pratese Mario Becagli e di Sergio Rossi.</p>
<p>Quando il giudice delle esecuzioni dott. Riviello andò in ferie nel 2000, Puliga prese il suo posto, procedendo a tutto gas e fissando udienza per il 29 agosto dove subito nominò la sua amante Mariella Giannone custode del palazzo.</p>
<p>Il palazzo Ruspoli doveva essere venduto a lotti ed erano già state presentate numerose offerte di acquisto di lotti, modo di vendita che sarebbe stato molto più conveniente per la procedura ma il giudice Sebastiano Puliga decise di venderlo in un solo lotto accogliendo il ricorso presentato dall&#8217; avvocato Umberto Nidiaci, legale della banca creditrice BNL nonché consigliere in una delle società che parteciparono alla gara, la Firenze Investimenti Developer.  Puliga dispose che la vendita fosse senza incanto e anche una pubblicazione piuttosto scarsa e soltanto di dieci giorni in luogo di 60.</p>
<p><strong>L&#8217;asta</strong></p>
<p>All&#8217;asta parteciparono la società Firenze Investimenti Developer dell&#8217;industriale pratese Mario Becagli e Sergio Rossi.</p>
<p>Era interessata all&#8217;acquisto anche la società Deltaplano, anche questa facente capo a Sergio Rossi. L&#8217;offerta della Deltaplano era superiore fino a due miliardi e mezzo, ma Puliga la escluse dalla gara motivando che l&#8217;offerta era stata  presentata in ritardo di una quarantina di minuti.</p>
<p>Un altro partecipante era un commerciante di Prato, il sig. Egiziano Maestrelli.</p>
<p>L&#8217;immobile fu assegnato alla Firenze Investimenti Developer il cui consiglio di amministrazione era composto fra altri da Beccagli, Rossi e, come detto, dall&#8217;Avv. Umberto Nidiaci che era anche il legale della BNL creditore principale nella procedura.</p>
<p><strong>L&#8217;affare per Puliga, Figini e Giannone</strong></p>
<p>Giannone come sopra detto prese lo stipendio come custode del Palazzo Ruspoli. La Figini invece, da appunti manoscritti riportanti &#8220;spese varie&#8221;, riconosciuti da un teste in udienza, per l&#8217;aggiudicazione del Palazzo Ruspoli avrebbe ricevuto 200 milioni (uguale importo era destinato ad altra commercialista bolognese, Santagata, consulente del Rossi).</p>
<p>Nell&#8217;udienza emerse inoltre l&#8217;industriale Becagli era uno di quei clienti che la Figini col Baldassarri avevano tolto allo Studio Bandettini.</p>
<p><strong>Se ti ritiri dalla gara ti do 400 milioni</strong></p>
<p>Nel biglietto vi era trascritto anche una &#8220;spesa&#8221; dei 400 milioni promessi a Egiziano Maestrelli, al quale Beccagli gli offrì 400 milioni per non presentare offerte rinunciando quindi ad una eventuale aggiudicazione. Emerse che nei presi dello studio dell&#8217;Avv. Nidiaci ci fu una accesa lite fra il Maestrelli e il Becagli perché questo non voleva poi riconoscere al Maestrelli i 400 milioni promessi.</p>
<p><em>La prossima udienza è fissata per il 26 marzo per sentire il giudice Valentino Pezzuti.</em></p>
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		<title>Udienza del 02.03.2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altre vittime]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza 2 marzo 2009
Testimoni: Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.
Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.
Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era Sebastiano Puliga, curatore il Rag. Stefano Crocetti e consulente era Lucia Figini e Giuseppe Ulivi.
Il patrimonio della Europa 92.
Il Colosso dell&#39;Apennino a Villa Demidoff
La società Europa 92, della famiglia Frosali, aveva un complesso alberghiero costituito da immobili storici che risalgono al 1568 dove si trova uno dei parchi più importanti e più belli della Toscana, nominato Demidoff, a Pratolino nel Comune di Vaglia, http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff
In un procedimento penale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza 2 marzo 2009</strong></p>
<p>Testimoni: <strong>Crocetti, Frosali, Costagli, Michelotti, Emma Schettini, Valentino Pezzuti.</strong></p>
<h3>Procedure: Europa 92, Hotel Demidoff.</h3>
<p>Il giudice delegato alla procedura Europa 92 era <strong>Sebastiano Puliga</strong>, curatore il <strong>Rag. Stefano Crocetti</strong> e consulente era <strong>Lucia Figini</strong> e <strong>Giuseppe Ulivi.</strong></p>
<p><strong>Il patrimonio della Europa 92.</strong></p>
<div id="attachment_831" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-medium wp-image-831" title="il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/il_colosso_dell_appennino_villa_demidoff_medium1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Colosso dell&#39;Apennino a Villa Demidoff</p></div>
<p>La società Europa 92, della famiglia Frosali, aveva un complesso alberghiero costituito da immobili storici che risalgono al 1568 dove si trova uno dei parchi più importanti e più belli della Toscana, nominato Demidoff, a Pratolino nel Comune di Vaglia, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff">http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Demidoff</a></p>
<p>In un procedimento penale condotto dal dott. Pietro Suchan attraverso una perizia giurata emerse che la società aveva un patrimonio di 29 miliardi di lire.</p>
<p>L&#8217;Hotel Demidoff inizialmente aveva avuto dei problemi ma era riuscito sollevarsi avendo una buona clientela clienti come la Ferrari club e la Porsche.</p>
<p><strong>‘Daci duecento milioni per sistemare tutto&#8217;</strong></p>
<p>Il Prof. Bandettini disse al Sig. Nello Frosali che aveva saputo dei suoi problemi con la sua società Europa 92 e gli offrì aiuto in quanto <em>&#8220;conosceva bene il giudice Puliga&#8221;</em></p>
<p>Dopo poco il Sig. Frosali ricevette una lettera dalla curatela che gli chiedeva 200 milioni <em>&#8220;perché ci potrebbero essere delle irregolarità per appianare tutto versaci  200 milioni e sistemiamo tutto &#8230; ho offerto 140 me gli hanno rifiutati, o 200 o niente&#8221;. </em>Il suo avvocato gli disse di denunciare ma per lui era diventato impossibile vivere &#8220;<em>era come fare una corsa a piedi contro un treno, ho presso sono andato in banca mi sono fatto prestare 200 milioni..</em>&#8221;</p>
<p>Dopo avere versato i 200 milioni alla curatela, il Bandettini gli invia la notula per la sua attività professionale (!!?).</p>
<blockquote><p>-          <em>Quale sarebbe stata la sua attività?</em></p>
<p>-          <em>quella di mandare questa lettera e di farmi pagare duecento milioni.</em></p></blockquote>
<p>La procedura andò avanti.</p>
<p>Il curatore Rag. Crocetti giustificava il fallimento dicendo che gli affari della Demidoff non erano deficitari ma erano &#8220;<em>incompatibili con il piano finanziario che era stato concepito all&#8217;origine</em>&#8220;.</p>
<p>La vendita dei beni del fallimento doveva realizzarsi velocemente. Il motivo di tanta fretta non era il beneficio della procedura, ma solo perché, disse il Curatore, &#8220;<em>volevo</em> <em>far bella figura</em>&#8221; davanti a giudici della sezione fallimentare. Ma di fatto sta che il fallimento, iniziato nel 1995, risulta ancora aperto. Il Rag. Crocetti, benché questo processo sia cominciato nel dicembre 2006 a ben dieci anni dalla vendita, disse che non si era ancora potuto chiudere per la pendenza di questo processo dove lui rappresenta l&#8217;Europa 92 come parte civile.</p>
<div id="attachment_833" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea.jpg" rel="lightbox[828]"><img class="size-thumbnail wp-image-833" title="cappella_medicea" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/05/cappella_medicea-150x150.jpg" alt="Capella Medicea a Villa Demidoff" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Capella Medicea a Villa Demidoff</p></div>
<p><strong>Il prezzo; la svendita</strong></p>
<p>Nel fallimento il prezzo base d&#8217;asta era di 16 miliardi di lire. Il prezzo calò a 10 miliardi dopo alcune aste andate deserte.</p>
<p>Il curatore dott. Stefano Crocetti ha giustificato il basso prezzo di vendita affermando che non vi erano clienti interessati data la lontananza dell&#8217;albergo dal centro di Firenze. Un cliente c&#8217;èra ed era lo stesso Sig. Frosali che nel 1995, attraverso la soc. Demidoff Srl, aveva fatto una richiesta di poter recuperare l&#8217;albergo pagando 19 miliardi in 20 anni ma la sua richiesta non fu accolta e Puliga scelse di sacrificare l&#8217;azienda svendendola.</p>
<blockquote><p>-          <em>Com&#8217;è possibile che sia stato venduto per così poco? </em></p>
<p>-          <em>questo bisogna domandarlo a quelli che l&#8217;hanno venduto, facevano due aste al mese per arrivare prima alla vendita.</em></p></blockquote>
<p><strong>Gli offerenti</strong></p>
<p>Fra gli offerenti  c&#8217;èra l&#8217;industriale pratese Mario Becagli, con due sue società, la Site Srl e la Binfi S.p.A. Queste società erano rappresentate dall&#8217;Avv. Nidiaci. C&#8217;èra anche Guerrino Fezia con la sua società Fga Spa rappresentata dall&#8217;Avv. Linguiti.</p>
<p>Il 5 maggio 1997 fu disposta una gara senza incanto con un prezzo basse ancora calato a 8 miliardi di lire. In questa gara parteciparono la Site Srl, e la Fga Spa e un altro offerente che poi si ritirò dalla gara. L&#8217;aggiudicazione fu fatta a favore della Site Srl di Beccagli che presentò una offerta di 11.260.000.000 di lire da pagarsi entro 30 messi successivi all&#8217;aggiudicazione, contro l&#8217;offerta presentata da Fezia di 9.686.000.000 milioni di lire da pagare regolarmente entro 6 mesi.</p>
<p>Non si era mai visto che l&#8217;aggiudicatario pagasse in 30 mesi i beni acquisiti dal fallimento, questa era una nuova modalità inventata dal Rag. Crocetti per trovare clienti velocemente, cioè, facendo una vendita senza incanto e offrendo inoltre nel bando la possibilità di un pagamento dilazionato. Fu una invenzione proveniente non da Puliga e da nessuno, ma solo dalla sua <em>intuizione</em>, che lui riteneva una <em>condizione felice</em> perché vendendo senza incanto e a pagamento dilazionato facilmente si svegliò l&#8217;interesse nell&#8217;acquisto. L&#8217;unico svantaggio per la procedura -disse il Rag. Crocetti- era che poi l&#8217;aggiudicatario volesse avvalersi del pagamento dilazionato (!!).</p>
<p><strong>Le pretese dell&#8217;acquirente. I consensi del Puliga.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;aggiudicazione, il legale rappresentate della Site Srl Avv. Nidiaci presentò alla procedura una richiesta di risarcimento per la mancata consegna dell&#8217;immobile entro i termini previsti. Accadde che, benché la procedura fosse garantita specificamente come sancito nel bando con la dicitura &#8220;<em>la curatela non risponde di eventuali ritardi di consegna dell&#8217;immobile&#8221;, </em>Puliga volle chiudere il contenzioso con una transazione in favore della Site Srl.</p>
<p>Dopo due anni circa la Site chiese un altro risarcimento alla procedura di circa 1 miliardo e mezzo contestando sta volta che alcune camere dell&#8217;albergo erano inutilizzabili. Per la vicenda erano già in corso procedure di sanatoria, inoltrate a suo tempo dalla Demidoff, e che il curatore e il Puliga stavano portando avanti. Anche questa vicenda Puliga la volle chiudere in fretta con una transazione. E questo nonostante la sussistenza di una fideiussione bancaria emessa dalla Site a garanzia della curatela. Alla domanda del pubblico ministero del perché con queste condizioni così favorevoli si dovesse fare una transazione, il Crocetti rispondeva che per evitare che si bloccasse la liquidazione. Il Pubblico Ministero ribadiva che come sarebbe stato possibile bloccare la liquidazione se vi era una fideiussione che garantiva il pagamento. A questa contestazione il teste Rag. Croccetti non sapeva rispondere.</p>
<p>Dunque assistiti dagli avvocati Vichy per la procedura e Nidiaci per la Site Srl, arrivarono all&#8217;accordo transattivo. Il fallimento ci rimise quattrocento milioni di lire, tutti concordi, gli avvocati, il curatore e Puliga.</p>
<blockquote><p>-          <em>..la site chiede a voi di 1 miliardo e mezzo di danni e voi con la site fatte una transazione rinunciando a quattrocento milioni di prezzo in sostanza?</em></p>
<p>-          <em>Si</em></p>
<p>-          <em>quindi lei era d&#8217;accordo di fare questo sconto alla Site?</em></p>
<p>-          <em>non ero d&#8217;accordo cioè &#8230;</em></p>
<p>-          <em>è uno sconto dottore, a fronte della rinuncia.</em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se era chiaro fra il Curatore, giudice, avvocati ecc, che la pretesa era infondata, il Curatore rispondeva <em>&#8220;certo, questo era un aspetto del problema&#8221;</em> (!!!)</p>
<p>In sostanza, benché lo stesso curatore Rag. Crocetti riconoscesse la assoluta infondatezza e benché fosse solidamente garantito con una fidejussione, e, come rilevato al Pubblico Ministero, senza considerare il proprio ruolo nella procedura ovvero che la sua decisione non dipende dalle decisioni né del giudice né dagli avvocati né dal collegio, ha presentato istanza di autorizzazione alla transazione facendo rimettere alla procedura ben 400 milioni.</p>
<p>Puliga liquidò, in danno alla procedura, anche la notula di Emma Schettini, avvocato da lui voluto per un parere sulla convenienza o meno di fare la seconda transazione. Il Pubblico Ministero chiese al teste Stefano Crocetti perché un giudice dovrebbe nominare un legale per avere un parere su una questione giuridica, il Rag. Crocetti rispondeva &#8220;<em>capita&#8230; non è così frequente ma capita</em>&#8220;. Precisava il curatore che per questo motivo era stata comunque prevista una richiesta di rimborso alla Site che però non ha mai rimborsato niente perché ha contestato la questione al nuovo giudice della procedura dott. Settembre.</p>
<p>Dunque con le due transazioni la somma spettante la Site Srl si ridusse sensibilmente in danno alla procedura. Infatti l&#8217;offerta iniziale di Becagli alla fine risultò inferiore all&#8217;offerta di Fezia di ben 630 milioni di lire (e con pagamento in 30 mesi invece che 6). Inoltre per la dilazione ci rimisero anche i creditori ipotecari, nonostante gli interessi maturati, in quanto che avendo avuto soldi subito per quello che è il mercato dei capitali avrebbero avuto un vantaggio superiore, sarebbero riusciti ad investirli meglio.</p>
<p>Infine a sua discolpa il curatore Rag. Crocetti diceva che si era trattato di una transazione approvata da tre giudici.</p>
<p>È emerso che l&#8217;Hotel Demidoff Srl aveva chiesto con un atto di citazione la nullità della intimazione al rilascio dell&#8217;immobile e che la curatela non aveva dato notizia di tale procedimento ai partecipanti alla gara. Il Rag. Crocetti a questo rispose che tacere la circostanza glielo aveva consigliato il legale della procedura Avv. Vicchy.</p>
<p>Su richiesta del dott. D&#8217;Amora il Rag. Crocetti  aveva fatto una nuova relazione nel dicembre 2002 per verificare quanto in realtà aveva pagato la Site. È emerso che le spettanze della Site si erano ridotte dagli 11.260.000.000 che doveva pagare a 7 miliardi.</p>
<p><em>&#8220;non è andato benissimo per l&#8217;interesse la procedura..&#8221; </em>disse il Pubblico al Rag. Crocetti e lui rispose &#8220;<em>alla fine no&#8221;.</em></p>
<p><strong>Puliga nomina quale consulente nella procedura la fidanzata del collega Valentino Pezzuti.</strong></p>
<p>Puliga dispone: &#8220;&#8230;per la tranquillità di tutti è bene aderire alla proposta transattiva di cui si era parlato in ufficio. Ritengo opportuno acquisire un parere legale sulla convenienza della transazione per lo quale nomino l&#8217;avvocato Schettini perché faccia urgente relazione del parere&#8221; .</p>
<p>Dalla testimonianza dell&#8217;avvocatessa Schettini emergeva prima di tutto che non si ricordava di niente perche era passato troppo tempo, che Puliga alcune settimane prima della nomina le aveva detto che l&#8217;avrebbe nominata per un parere, che Puliga le aveva dato una settimana di tempo per fare la relazione, che benché avesse fatto un lungo discorso sulla questione delle stanze oggetto di condono edilizio non aveva esaminato i relativi documenti, che il curatore Crocetti le disse di portare la bozza del suo parere alla controparte prima di depositarlo e che per questo lei non vide nulla di strano (!!)</p>
<p>Emergeva inoltre che la domanda di condono riguardava le 14 camere  ma la Schettini nel suo parere aveva detto invece che le camere non erano oggetto di condono. A questo l&#8217;avvocatessa si giustificava rispondendo che aveva scritto le indicazioni che le dava oralmente il curatore.</p>
<p>Emergeva inoltre che l&#8217;Avv. Schettini,  nonostante la curatela avesse le ragioni e tutti gli elementi per poter vincere una eventuale causa, aveva espresso parere favorevole alla transazione.</p>
<p>L&#8217;Avv. Schettini non si ricordava neanche delle fideiussioni ne se il  curatore le aveva parlato ma poi si contraddiceva affermando che il Curatore le aveva parlato dell&#8217;eventualità di escutere le fidejussioni e che aveva esaminato una relazione del Crocetti al riguardo. Poi la teste dichiarava che non aveva riportato nel suo parere l&#8217;esistenza delle fideiussioni perché non l&#8217;aveva ritenuto rilevante (!!).</p>
<p>A queste affermazioni il Pubblico Ministero poi contesta all&#8217;Avv. Emma Schettini che aveva dichiarato agli investigatori invece esattamente il contrario ossia che se Crocetti le avesse detto chiaro dell&#8217;esistenza delle fideiussioni la sua conclusione sarebbe stata diametralmente opposta e poi leggeva le dichiarazioni rese dal teste alla polizia &#8220;<em>non c&#8217;è dubbio che se mi avesse detto ciò chiaramente -delle fideiussioni - la soluzione più conveniente sarebbe stata di escutere le fideiussioni ed  eventualmente attendere le eventuali rivendicazioni</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>-          <em>altro che non rilevante è non congruo! </em></p>
<p>-          <em>va beh.. sì io comunque non&#8230; ora che sa non me lo ricordo, io non no, ora sinceramente me lo legge lei&#8230; </em></p></blockquote>
<p>Alla domanda se l&#8217;opportunità della trattazione le era stata suggerita da altri o se aveva ricevuto pressioni l&#8217;Avv. Schettini rispondeva che non aveva avuto pressioni da nessuno. Il PM poi le contestava che come faceva a dire di non avere ricevuto pressione se per tre volte aveva dichiarato che Crocetti insisteva a farle fare un parere favorevole alla transazione &#8220;<em>queste sono pressioni!&#8221;. </em>Poi<em> </em>la teste negava che Puliga le aveva chiesto di esprimere parere favorevole alla transazione, il PM contestava leggendo le sue dichiarazioni rese alla polizia &#8220;<em>e possibile che io abbia incontrato il giudice Puliga e che anche lui mi abbia chiesto un parere favorevole</em>&#8220;. A questo la teste Emma Schettini rispondeva con una serie di se, boh, magari, forse, e il pm precisava che, viste le contraddizioni tra quello che aveva detto al difensore e quello che ha detto a lui, che voleva capire una volta per tutte quale era la sua posizione. Alla fine la teste ha riconfermato le proprie dichiarazioni alla polizia.</p>
<p><strong>Un altro affare per la convivente del giudice.</strong></p>
<p>Dopo che Puliga ordinò l&#8217;aggiudicazione della gara alla Site Srl, il Becagli assunse nella Binfi (società che gestì materialmente poi l&#8217;albergo) Lucia Figini come consulente. Dall&#8217;analisi dei computer sequestrati a Lucia Figini e Sebastiano Puliga è stato trovato un file relativo alla situazione di Villa Demidoff e viene accertato un versamento del Becagli di un milione di lire in un conto corrente della CRF intesto alla Figini.</p>
<p><strong>Chiarimento dell&#8217;imputato Sebastiano Puliga</strong></p>
<p>Era stata letta in udienza una nota che il Puliga aveva scritto riguardanti modifiche fatte da lui ad una memoria del curatore Crocetti (e che il curatore poi non accettò perché &#8220;non erano coincidenti con lo stato d&#8217;animo che volevo esprimere&#8221;). La nota diceva &#8220;<em>per ragioni politiche che lei comprenderà &#8230;. mi hanno portato fare quest&#8217;integrazioni - modifiche. Se lei è d&#8217;accordo può usarle</em>&#8220;. Puliga spiegava alla Corte che &#8220;ragioni politiche&#8221; voleva solo dire &#8220;non torno in dietro&#8221;.</p>
<p><em>Prossima udienza il 16 marzo 2009</em></p>
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		<title>Chi è Sandro Boni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 07:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>

		<category><![CDATA[I Boni]]></category>

		<category><![CDATA[Sandro Boni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sandro Boni (nato a Vicchio il 8.11.1943)
Attenzione a tutti perché questo si nutre di corruzione e truffe. 
Ex dirigente dell&#8217;Enel, aveva dagl&#8217;interni degli uffici dell&#8217;Enel a Borgo San Lorenzo un passaggio alla sua casa. Negli anni 90 un bel giorno si trovò quella porta murata, tutti i documenti requisiti e la lettera di licenziamento. Il motivo era che aveva commesso truffe continuate ai danni dell&#8217;Ente, si faceva dare le tangenti dalle persone per usufruire di servizi dell&#8217;Enel. Diverse di queste truffe le commise in Loc. Poggio Marino. Sandro Boni si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sandro Boni, Capo delle truffe, Vicchio Firenze" href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/sandro_boni_-_ratta_truffatora.gif" rel="lightbox[700]"><img class="size-medium wp-image-702 alignleft" title="sandro_boni_-_ratta_truffatora" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/sandro_boni_-_ratta_truffatora-300x300.gif" alt="Sandro Boni, Il truffatore di Vicchio " width="300" height="300" /></a><strong>Sandro Boni (nato a Vicchio il 8.11.1943)</strong></p>
<p><em>Attenzione a tutti perché questo si nutre di corruzione e truffe. </em></p>
<p>Ex dirigente dell&#8217;Enel, aveva dagl&#8217;interni degli uffici dell&#8217;Enel a Borgo San Lorenzo un passaggio alla sua casa. Negli anni 90 un bel giorno si trovò quella porta murata, tutti i documenti requisiti e la lettera di licenziamento. Il motivo era che aveva commesso truffe continuate ai danni dell&#8217;Ente, si faceva dare le tangenti dalle persone per usufruire di servizi dell&#8217;Enel. Diverse di queste truffe le commise in Loc. Poggio Marino. Sandro Boni si rubava persino i cavi dell&#8217;Enel. Per la vicenda fu rinviato a giudizio ma non si sa com&#8217;è andata a finire.</p>
<p>E&#8217; considerata persona con cui non s&#8217;ha da fare niente, perché truffa e poi fa le cause, che durano tanto che quando finiscono ha belle recuperato quanto aveva investito per la truffa e realizzato utili. Spesso riesce a spuntarla con le cause perché ha canali che lo portano a contatti ad hoc. Fra le persone che ha fregato un artigiano (ditta di calcestruzzi) di Borgo San Lorenzo, per una ottantina di milioni e che poi non vedendo la sua causa finire mai e avendo dei figli piccoli, mollò. Qualche anno fa andava spesso a Praga. Così truffo anche gente del Nord Italia, di Trento per l&#8217;esattezza, che avevano una società in Praga. Uno dei trentini venne a Borgo San Lorenzo offrendo una ricompensa a chi gli dicesse dove trovarlo: gli aveva fregato un miliardo, con una manovra di quote e d&#8217;accordo con un notaio (come ha fatto con Gino e Zionela). Fu processato per truffa aggravata, falso ed altro a danno del Comune di Monte Argentario, per alcuni reati non si sa com&#8217;è andata e per altri dato il tempo trascorso si prescrissero beneficiando del non luogo a procedere (leggi qui <a href="/wp-content/uploads/2009/02/1s.jpg" rel="lightbox[700]">1s</a> - <a href="/wp-content/uploads/2009/02/2s.jpg" rel="lightbox[700]">2s</a> - <a href="/wp-content/uploads/2009/02/3s.jpg" rel="lightbox[700]">3s</a>).</p>
<p>È membro della loggia massonica P2 (tessera 704), in sonno.</p>
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		<title>Udienza del 09.02.2009</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 08:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

		<category><![CDATA[Valentino Pezzuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza del 9 febbraio 2009
Testimoni: Francesco Tanini, Roberto Verrucchi, Valentino Pezzuti.
Il giudice Valentino Pezzuti, che doveva essere sentito come test, ha comunicato che non poteva essere presente per questioni di udienze presso il Tribunale di Lucca dove è passato di recente. Sarà sentito alla prossima udienza in orario pomeridiano.
PROCEDURA FIDIA GIOIELLI
Per il caso della Fidia Gioielli sono in corso due processi penali, uno a Genova ed altro a Firenze, all&#8217;apparenza molto simili. In uno si contesta una situazione di interesse privato nei confronti dei commercialisti Tirinnanzi e Daniela Lotti per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza del 9 febbraio 2009</strong></p>
<p>Testimoni: <strong>Francesco Tanini, Roberto Verrucchi, Valentino Pezzuti.</strong></p>
<p>Il giudice Valentino Pezzuti, che doveva essere sentito come test, ha comunicato che non poteva essere presente per questioni di udienze presso il Tribunale di Lucca dove è passato di recente. Sarà sentito alla prossima udienza in orario pomeridiano.</p>
<p><strong>PROCEDURA FIDIA GIOIELLI</strong></p>
<p>Per il caso della Fidia Gioielli sono in corso due processi penali, uno a Genova ed altro a Firenze, all&#8217;apparenza molto simili. In uno si contesta una situazione di interesse privato nei confronti dei commercialisti Tirinnanzi e Daniela Lotti per episodi di distrazione di beni patrimoniali commessi in concorso con tre dei testi citati oggi in questo processo e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.</p>
<p>La commercialista Rosella Magini nominata poi commissario giudiziale al posto di Daniela Lotti, fidanzata di Tirinnanzi Pier Francesco, espose che la procedura si chiuse pagando il 40% dei creditori privilegiati e il 30% dei chirografari.</p>
<p>È emerso che la Fidia Gioielli era in grado di tenere la propria contabilità e che la teneva molto bene ma che comunque fu affidata alla dr. Rosella Magini dopo una sua apposita istanza a Sebastiano Puliga.</p>
<p><strong>PROCEDURA VOLTA INDUSTRIES</strong></p>
<p>Sono stati sentiti i testi dr. Francesco Tanini curatore del fallimento Volta Industries srl e il dr. Roberto Verrucchi consulente nelle indagini.</p>
<p>Nel procedura per il fallimento Volta Industries il giudice delegato era Valentino Pezzuti, i consulenti Lucia Figini e Giuseppe Ulivi e il curatore il dott. Francesco Tanini.</p>
<p>Sulle tariffe da applicare nelle notule degli ausiliari del giudice consulenti, emergeva che il fallimento è di per sé una procedura giudiziaria, per cui anche la designazione del perito ha una natura giurisdizionale e come tale è sottoposta alle norme che disciplinano i compensi degli ausiliari del giudice che non sono ovviamente regolati dalla tariffa professionale ma da quella giudiziaria. Il curatore è l&#8217;amministratore delle attività fallimentari sotto la direzione del giudice, dunque rientra nelle attività di controllo del giudice anche il procedimento di valutazione di beni di un fallimento.</p>
<p>Era accaduto che il Curatore del fallimento Volta Industries dott. Francesco Tanini aveva chiesto la nomina di un perito per la valutazione della quota che possedeva la società fallita Volta Industries nella soc. Elios Spa. Il giudice delegato Valentino Pezzuti nominò Lucia Figini che a sua volta nominò il geometra Ulivi per valutare il valore degl&#8217;immobili della Elios. Per cui non si sa se il geometra Ulivi nominato autonomamente dalla Figini assumesse più o meno la veste che aveva lei oppure se fu un suo consulente personale.</p>
<p>La buona società Elios era stata trascinata nell&#8217;insolvenza della società controllante Volta Industries, che era fallita. &#8220;.. per usare un termine elegante, il fallimento Volta Industries è uno dei fallimenti più sporchi che si possono vedere cioè, pensate soltanto che l&#8217;amministratore della Volta Industries era socio della Volta Industries, amministratore di Elios e socio di Elios&#8221;.</p>
<p>Dunque il dottor Tanini aveva dovuto intraprendere più che una trattativa un braccio di forza con il socio e amministratore delle due società cercando di recuperare dei valori che erano stati distolti con operazioni molto complesse dove sono entrati altre società dell&#8217;amministratore ed altre società svizzere.</p>
<p><strong>Le notule degli ausiliari, un danno per aziende e creditori.</strong></p>
<p>Il curatore dr. Francesco Tanini si rivolse al giudice delegato alla procedura dott. Valentino Pezzuti spiegando che Lucia Figini e Ulivi stavano applicando la tariffa professionale e che doveva essere applicata la tariffa giudiziaria che prevede degli onorari notevolmente inferiori. Il dr. Tanini si era vivamente impegnato in far capire al giudice Valentino Pezzuti il fondamento delle sue perplessità sull&#8217;applicazione degli onorari a tariffa professionale, facendo delle valutazioni e rappresentando il decreto del 1988 che disciplina le tariffe.</p>
<p>Ma il giudice delegato Valentino Pezzuti ha risposto liquidando il compenso a tariffa professionale richiestogli direttamente dalla compagna del suo collega Puliga senza neanche interpellare il curatore dr. Tanini, il quale venne a sapere della liquidazione del compenso soltanto quando ha ritirato il provvedimento con il mandato di pagamento.</p>
<p>I consulenti delegati nelle indagini hanno concordato sulla posizione presa dal dottor Tanini.</p>
<p><strong>Le giuste obbiezioni del dott. Tanini avevano messo in allarme i commercialisti; per rimediare una circolare firmata da tre giudici.</strong></p>
<p>L&#8217;avvocato difensore di Sebastiano Puliga mostra al dr. Tanini una circolare attinente un documento dei giovani dottori commercialisti dove si affermava che il tipo di compenso richiesto dalla compagna del giudice poteva essere liquidato con la tariffa professionale. La circolare era firmata dai giudici della sezione fallimentare. Il dr. Tanini precisava che soltanto successivamente era venuto a conoscenza di tale cambiamento di orientamento da parte del Tribunale di Firenze.</p>
<p><strong>Francesco Tanini un dottore commercialista onesto ed efficiente</strong></p>
<p>&#8220;Difatti la bravura e la correttezza del dottor Tanini ha consentito di realizzare una cifra di gran lunga superiore al valore di perizia stimato dalla dott. Figini&#8221;. Il Curatore dott. Tanini, riuscì ad acquisire una forza contrattuale rilevante nei confronti dei nuovi acquirenti che consentì di realizzare 2.300.000.000  determinando l&#8217;annullamento degli effetti negativi degli atti posti in essere dall&#8217;amministratore di Volta Industries.</p>
<p>Inoltre emergeva che il Dott. Francesco Tanini ha sempre applicato la tariffa giudiziaria.</p>
<p>-          Perché dottore? - chiese il dott. Terrile -</p>
<p>-          Per il timore di esagerare.</p>
<p>-          È uno dei pochi</p>
<p>Infine emergeva che Sebastiano Puliga aveva indebitamente beneficiato, ai danni della Volta Industries, Lucia Figini con un rimborso per spese di viaggio e pernottamento a Milano dove si era recata insieme a lui stesso per svolgere la perizia.</p>
<p>La difesa Figini ha fatto rilevare che la sua cliente non ha calcolato nella sua notula un rimborso per vacazione previsto sempre dalla tariffa professionale.</p>
<p>La prossima udienza ci sarà il 2 marzo 2009</p>
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