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	<title>Comments on: Magistrati contro la corruzione &#8211; Il caso Elbopoli</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>By: piero trupia</title>
		<link>http://www.casosannino.com/magistrati-contro-la-corruzione-01/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>piero trupia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 07:14:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato questo post che mi sembra interessante e toglie un unaltro &quot;velo&quot; sulle strorture esistenti nei tribunali.

 

La mafia forense
 
Amico lettore, è molto tempo che non  ricevi notizie dalla lunga e sorda guerra di trincea che il potere occhiuto di ZOG mi scatena da anni. Ciò non significa che ormai un velo di oblio sia caduto sulle brame vendicative degli utili servi del vecchio Shylock.

Purtroppo, quando si deve affrontare giorno per giorno le fasi di una articolata guerra giudiziaria, non sempre si ha il tempo di redigere le pagine di un diario . La guerra incalza.

Ora, in una pausa fra alcuni processi e i prossimi, trovo il tempo, nelle grigie serate della mia lugubre città – dove ormai un cittadino su tre è negro o semita – di redigere questo silenzioso dialogo con i miei lettori sparsi qua e là.

Ce ne sarebbero, di cosa da scrivere in questo diario di lotta al potere tentacolare della democrazia giudiziaria  : la vicenda della “ congiura delle baldracche “ (che vede unite in un sordido accordo alcune lavoratrici di marciapiede e alcune avvocatesse dell’ordine forense, non da meno delle loro clienti nelle abitudini di mercimonio sessuale..), la storia lugubre di alcuni sicofanti e falsi testimoni prezzolati dal Rasputin delle Procure, la tenacia con cui io e il mio legale blocchiamo a  tempo indeterminato i processi che Rasputin ha elaborato a tavolino per s/finirmi , le trame giudiziarie  per impedirmi un attacco alla magistratura locale al servizio della lobby “antifà”, che vuole sperimentare nella mia città le delizie della società multirazziale. E tanto altro. Ma il tempo è poco.

Ho quindi pensato, amico lettore, di farti conoscere con questo mio “messaggio in bottiglia” la “new entry” della Procura pordenonese, l’accusa cioè di aver messo a nudo il  racket del controllo giudiziario  portato avanti dal consiglio dell’ordine forense.

Sono stato accusato alcuni anni fa di aver leso la rispettabilità di simile lobby trasversale che unisce in un “patto delle merende” politicanti avidi, sordidi maneggioni, avvocati mafiosi e logge massoniche.

Fra i tanti modi con cui questo purulento verminaio di sordidi interessi economici si arricchisce vergognosamente sulla pelle dei  poveri “utenti” involontari (gli imputati dei processi penali…) del “pianeta –giustizia” ne ho indicati alcuni. Fra questi uno particolarmente sordido.

Consiste nel prendere cognizione per motivi fiscali e amministrativi (fra cui la liquidazione delle parcelle)  dei fascicoli privati che gli avvocati tengono in studio.

Quando vuole ficcare il naso negli affari di un avvocato, il consiglio dell’ordine può intimare l’esibizione di tali fascicoli. Con tanti saluti alla riservatezza !

Io non ci sto. Ho denunciato questo metodo di controllo sociale totalitario ai miei clienti con una lettera-circolare in cui li avvertivo dell’esistenza di questi metodi mafiosi cui io non mi inchino.

L’ordine e i suoi burattini in toga giudiziaria si sono indignati come furie : il “mito” della riservatezza del mondo forense – già traballante per molti motivi – è venuto meno.

Sono stato posto in stato d’accusa.

Per avere detto la verità.

Per aver avvertito i miei assistiti ed amici  che io non ci stavo al metodo orwelliano architettato dal consiglio dell’ordine per controllare il lavoro degli avvocati ad esso sottoposti e per passare notizie riservate alle Procura, secondo il lucroso sistema che ordini e Procura seguono da tempo, nel loro sordido “patto delle merende”.

Ecco il testo che ha scatenato le ire della mafia forense, dei suoi picciotti da quattro lire e dei suoi luridi capibastone .

Amico lettore, a te valutare. Questo è il testo che ha aperto l’ennesimo fronte di guerra fra me e la dittatura giudiziaria, autentico cane da guardia delle occulte mafie forensi, al servizio dell’infernale dominio di Usura.

“..Forse Lei già saprà che il Consiglio dell’Ordine è un organismo, seppur dipendente in qualche modo dal ministero di grazie e giustizia,largamente infiltrato da gruppi e appartenenti ad organizzazioni massoniche, settarie e di partiti politici di regime.

Tali organismi, in specie quelli di derivazione massonica, hanno uno scarsissimo senso della privacy altrui e, quindi, inevitabilmente i dati dei procedimenti finiranno senz’altro in mano a massoni e a esponenti della sinistra, cui io vorrei evitare di far conoscere la sua vicenda processuale.

Infatti, costoro sono soliti far incetta di dati e vicende e situazioni delicate altrui, al fine di intromettersi nella vita privata e lavorativa delle persone.

Tramite i loro gangli di riferimento (fra cui lo stesso consiglio forense), essi approfittano delle vicissitudini altrui di cui vengono a conoscenza, per costringere le persone su cui pongono gli occhi ad affiliarsi a tali cosche (secondo lo stile orwelliano dei ‘ grandi fratelli’), e nel caso di persone restie ad ‘allinearsi’ con loro, alla loro eliminazione professionale, lavorativa e personale abusando dei dati di cui vengono a conoscenza attraverso i canali informativi a loro affiliati, fra cui il consiglio forense.

Per giungere a tali scopi illeciti, non esitano a sobillare i loro vari organismi di controllo sociale, disseminati nelle varie categorie lavorative a vessazioni e varie azioni illecite.

Io stesso, a tutela di varie persone, ho proposto oltre venti denunce penali contro il consiglio dell’ordine forense per violazione della privacy a causa di illeciti trattamenti diffusivi di dati riservati di terzi, dati venuti a conoscenza del consiglio abusando delle funzioni di controllo di tale ente.”

 Questo succede in tutte le città d’Italia. La tirannia di ZOG ha già pronti i suoi quadri.

Debbo anche aggiungere che nella mia città ,a Pordenone, vige una strana legge che non ha riscontro in nessun’altra città : nel Palazzo di giustizia è obbligatorio che tutti gli atti processuali richiesti dia cittadini o dagli avvocati debbano essere fotocopiati non dal personale giudiziario di cancelleria a ciò preposto dalla legge, bensì solo dal consiglio dell’ordine degli avvocati.

Chiunque chieda che tali atti vengano fotocopiati davanti a lui o dal persone giudiziario (non interessato al controllo sociale del lavoro degli avvocati ) si vede opporre un illegittimo rifiuto : tutti gli atti debbono essere fotocopiati solo presso la segreteria del consiglio.

Non solo : il servizio non viene mai effettuato in giornata, col risultato che almeno per un giorno gli atti dei procedimenti penali sono in mano a tale cricca di malaffare che provvede a quanto necessario per sabotare i procedimenti dei cittadini scomodi informando persone interessate a sabotare le difese.

Amico lettore, sai cosa significa ?

Significa che nove avvocati, espressione dei gruppi di pressione delle lobbies politiche e di malaffare della città (magari anche della associazione Italia – Israele..)  vengono a conoscenza di tutti i dati di tutti i procedimenti penali della città…

E sicuramente “li vendono” al miglior offerente…

Denunciare questo sordido giro di sporchi affare e di traffici sulla pelle dei cittadini sottoposti a procedimenti penali  è considerato criminale dalla Procura di questa città e da parte del relativo consiglio dell’ordine forense, perfetto compare delle più sordide procure .

E’ considerato invece “legittimo” il sordido business sulla pelle dei cittadini, i cui destini sono noti prima ai maneggioni della città che a loro stessi….

Anche questa è giustizia…

Anche questa è democrazia….

Estorsioni effettuate “in nome della legge”……
Pordenone, 17-11-2003

                                                                                        Edoardo Longo

scriveteci a:

movitaliasociale@virgilio.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questo post che mi sembra interessante e toglie un unaltro &#8220;velo&#8221; sulle strorture esistenti nei tribunali.</p>
<p>La mafia forense</p>
<p>Amico lettore, è molto tempo che non  ricevi notizie dalla lunga e sorda guerra di trincea che il potere occhiuto di ZOG mi scatena da anni. Ciò non significa che ormai un velo di oblio sia caduto sulle brame vendicative degli utili servi del vecchio Shylock.</p>
<p>Purtroppo, quando si deve affrontare giorno per giorno le fasi di una articolata guerra giudiziaria, non sempre si ha il tempo di redigere le pagine di un diario . La guerra incalza.</p>
<p>Ora, in una pausa fra alcuni processi e i prossimi, trovo il tempo, nelle grigie serate della mia lugubre città – dove ormai un cittadino su tre è negro o semita – di redigere questo silenzioso dialogo con i miei lettori sparsi qua e là.</p>
<p>Ce ne sarebbero, di cosa da scrivere in questo diario di lotta al potere tentacolare della democrazia giudiziaria  : la vicenda della “ congiura delle baldracche “ (che vede unite in un sordido accordo alcune lavoratrici di marciapiede e alcune avvocatesse dell’ordine forense, non da meno delle loro clienti nelle abitudini di mercimonio sessuale..), la storia lugubre di alcuni sicofanti e falsi testimoni prezzolati dal Rasputin delle Procure, la tenacia con cui io e il mio legale blocchiamo a  tempo indeterminato i processi che Rasputin ha elaborato a tavolino per s/finirmi , le trame giudiziarie  per impedirmi un attacco alla magistratura locale al servizio della lobby “antifà”, che vuole sperimentare nella mia città le delizie della società multirazziale. E tanto altro. Ma il tempo è poco.</p>
<p>Ho quindi pensato, amico lettore, di farti conoscere con questo mio “messaggio in bottiglia” la “new entry” della Procura pordenonese, l’accusa cioè di aver messo a nudo il  racket del controllo giudiziario  portato avanti dal consiglio dell’ordine forense.</p>
<p>Sono stato accusato alcuni anni fa di aver leso la rispettabilità di simile lobby trasversale che unisce in un “patto delle merende” politicanti avidi, sordidi maneggioni, avvocati mafiosi e logge massoniche.</p>
<p>Fra i tanti modi con cui questo purulento verminaio di sordidi interessi economici si arricchisce vergognosamente sulla pelle dei  poveri “utenti” involontari (gli imputati dei processi penali…) del “pianeta –giustizia” ne ho indicati alcuni. Fra questi uno particolarmente sordido.</p>
<p>Consiste nel prendere cognizione per motivi fiscali e amministrativi (fra cui la liquidazione delle parcelle)  dei fascicoli privati che gli avvocati tengono in studio.</p>
<p>Quando vuole ficcare il naso negli affari di un avvocato, il consiglio dell’ordine può intimare l’esibizione di tali fascicoli. Con tanti saluti alla riservatezza !</p>
<p>Io non ci sto. Ho denunciato questo metodo di controllo sociale totalitario ai miei clienti con una lettera-circolare in cui li avvertivo dell’esistenza di questi metodi mafiosi cui io non mi inchino.</p>
<p>L’ordine e i suoi burattini in toga giudiziaria si sono indignati come furie : il “mito” della riservatezza del mondo forense – già traballante per molti motivi – è venuto meno.</p>
<p>Sono stato posto in stato d’accusa.</p>
<p>Per avere detto la verità.</p>
<p>Per aver avvertito i miei assistiti ed amici  che io non ci stavo al metodo orwelliano architettato dal consiglio dell’ordine per controllare il lavoro degli avvocati ad esso sottoposti e per passare notizie riservate alle Procura, secondo il lucroso sistema che ordini e Procura seguono da tempo, nel loro sordido “patto delle merende”.</p>
<p>Ecco il testo che ha scatenato le ire della mafia forense, dei suoi picciotti da quattro lire e dei suoi luridi capibastone .</p>
<p>Amico lettore, a te valutare. Questo è il testo che ha aperto l’ennesimo fronte di guerra fra me e la dittatura giudiziaria, autentico cane da guardia delle occulte mafie forensi, al servizio dell’infernale dominio di Usura.</p>
<p>“..Forse Lei già saprà che il Consiglio dell’Ordine è un organismo, seppur dipendente in qualche modo dal ministero di grazie e giustizia,largamente infiltrato da gruppi e appartenenti ad organizzazioni massoniche, settarie e di partiti politici di regime.</p>
<p>Tali organismi, in specie quelli di derivazione massonica, hanno uno scarsissimo senso della privacy altrui e, quindi, inevitabilmente i dati dei procedimenti finiranno senz’altro in mano a massoni e a esponenti della sinistra, cui io vorrei evitare di far conoscere la sua vicenda processuale.</p>
<p>Infatti, costoro sono soliti far incetta di dati e vicende e situazioni delicate altrui, al fine di intromettersi nella vita privata e lavorativa delle persone.</p>
<p>Tramite i loro gangli di riferimento (fra cui lo stesso consiglio forense), essi approfittano delle vicissitudini altrui di cui vengono a conoscenza, per costringere le persone su cui pongono gli occhi ad affiliarsi a tali cosche (secondo lo stile orwelliano dei ‘ grandi fratelli’), e nel caso di persone restie ad ‘allinearsi’ con loro, alla loro eliminazione professionale, lavorativa e personale abusando dei dati di cui vengono a conoscenza attraverso i canali informativi a loro affiliati, fra cui il consiglio forense.</p>
<p>Per giungere a tali scopi illeciti, non esitano a sobillare i loro vari organismi di controllo sociale, disseminati nelle varie categorie lavorative a vessazioni e varie azioni illecite.</p>
<p>Io stesso, a tutela di varie persone, ho proposto oltre venti denunce penali contro il consiglio dell’ordine forense per violazione della privacy a causa di illeciti trattamenti diffusivi di dati riservati di terzi, dati venuti a conoscenza del consiglio abusando delle funzioni di controllo di tale ente.”</p>
<p> Questo succede in tutte le città d’Italia. La tirannia di ZOG ha già pronti i suoi quadri.</p>
<p>Debbo anche aggiungere che nella mia città ,a Pordenone, vige una strana legge che non ha riscontro in nessun’altra città : nel Palazzo di giustizia è obbligatorio che tutti gli atti processuali richiesti dia cittadini o dagli avvocati debbano essere fotocopiati non dal personale giudiziario di cancelleria a ciò preposto dalla legge, bensì solo dal consiglio dell’ordine degli avvocati.</p>
<p>Chiunque chieda che tali atti vengano fotocopiati davanti a lui o dal persone giudiziario (non interessato al controllo sociale del lavoro degli avvocati ) si vede opporre un illegittimo rifiuto : tutti gli atti debbono essere fotocopiati solo presso la segreteria del consiglio.</p>
<p>Non solo : il servizio non viene mai effettuato in giornata, col risultato che almeno per un giorno gli atti dei procedimenti penali sono in mano a tale cricca di malaffare che provvede a quanto necessario per sabotare i procedimenti dei cittadini scomodi informando persone interessate a sabotare le difese.</p>
<p>Amico lettore, sai cosa significa ?</p>
<p>Significa che nove avvocati, espressione dei gruppi di pressione delle lobbies politiche e di malaffare della città (magari anche della associazione Italia – Israele..)  vengono a conoscenza di tutti i dati di tutti i procedimenti penali della città…</p>
<p>E sicuramente “li vendono” al miglior offerente…</p>
<p>Denunciare questo sordido giro di sporchi affare e di traffici sulla pelle dei cittadini sottoposti a procedimenti penali  è considerato criminale dalla Procura di questa città e da parte del relativo consiglio dell’ordine forense, perfetto compare delle più sordide procure .</p>
<p>E’ considerato invece “legittimo” il sordido business sulla pelle dei cittadini, i cui destini sono noti prima ai maneggioni della città che a loro stessi….</p>
<p>Anche questa è giustizia…</p>
<p>Anche questa è democrazia….</p>
<p>Estorsioni effettuate “in nome della legge”……<br />
Pordenone, 17-11-2003</p>
<p>                                                                                        Edoardo Longo</p>
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