Anche l’ industriale Becagli indagato per i fallimenti pilotati
Repubblica – 07 febbraio 2006 pagina 4 sezione: FIRENZE
L’ inchiesta sul comitato di affari che, secondo le accuse, ha pilotato per anni numerosi fallimenti all’ interno del tribunale di Firenze deve fare i conti con i tempi delle poste italiane. Gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla procura di Genova (competente perché nell’ inchiesta è coinvolto il giudice Sebastiano Puliga, per anni in servizio alla sezione fallimentare fiorentina) arrivano un po’ a capriccio ai 37 indagati. I nomi, perciò, emergono alla spicciolata. Fra i cinque già noti, spicca quello dell’ imprenditore tessile Mario Becagli, già inventore del pile con il fratello Piero, da anni attivissimo anche nei settori immobiliare e alberghiero, colpito in ottobre dalla tragica perdita della figlia Raffaella, misteriosamente uccisa nell’ isola di Bali. Mario Becagli, che è assistito dagli avvocati Pier Matteo Lucibello di Firenze e Giovanni Scopesi di Genova, è indagato per corruzione in atti giudiziari e turbativa d’ asta. Secondo le ipotesi di accusa, si sarebbe aggiudicato illecitamente ad un’ asta fallimentare, il 5 maggio ‘ 97, l’ Hotel Demidoff di Pratolino, e tre anni più tardi, il 26 ottobre 2000, lo storico Palazzo Ruspoli in via Martelli a Firenze, sottoposto a esecuzione immobiliare. In ambedue i casi il giudice che portò a termine le vendite era Sebastiano Puliga. La sua compagna, Lucia Figini, ha ricevuto diversi incarichi professionali da società del gruppo Becagli. In particolare dal 20 settembre 2000 era sindaco revisore della Firenze Investimenti Developer, la società del gruppo Becagli che il 26 ottobre di quell’ anno si aggiudicò Palazzo Ruspoli. Mario Becagli si dichiara totalmente estraneo a tutte le ipotesi di accusa e afferma che sarà in grado di provare documentalmente che nelle aste che lo riguardano il dottor Puliga non ha commesso alcun atto contrario ai suoi doveri di ufficio, né ha ricevuto da lui o da sue società denaro o altre utilità. Aggiunge che nelle aste le sue società non hanno ricevuto alcun vantaggio, essendosi aggiudicate gli immobili con regolari rilanci e a prezzi molto superiori alla base d’ asta. Si dichiara certo che i suoi chiarimenti determineranno una richiesta di archiviazione. Oltre a Mario Becagli, hanno ricevuto avvisi di conclusione delle indagini i commercialisti Benito e Giovanni Bronzetti, padre e figlio, ritenuti responsabili di peculato e interesse privato negli atti compiuti nei concordati Finco e Cubattoli. Il loro avvocato, Nino D’ Avirro, comunica che sono sereni «perché le accuse si sono notevolmente ridimensionate e le contestazioni residue verranno chiarite quanto prima». Anche i commercialisti Lucio Mazzia e Sandra Mattiacci (marito e moglie) sono stati avvisati che l’ inchiesta è finita. Sono indagati per corruzione in atti giudiziari. Secondo la procura, in cambio della assegnazione di determinati fallimenti, avrebbero compensato in vario modo il giudice Puliga. L’ avvocato genovese Enzo Farolfi, che li assiste con il collega Mauro Cini di Prato, si domanda però come possano adeguatamente difendersi visto che, per decisione del pm di Genova Massimo Terrile, a ogni indagato arriva soltanto la contestazione che lo riguarda, senza un necessario quadro di insieme, e senza che si sappia, almeno finora, quali specifiche ipotesi di accusa vengano mosse al giudice Puliga. – FRANCA SELVATICI

