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Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino

February 4, 2012 – 6:41 pm No Comment | 16 views

Maurizio Boni insiste perché il Comune di Vicchio approvi il progetto presentato per costruire sulla proprietà defraudata ai Sannino

Maurizio Boni vuole comunque iniziare i lavori sulla proprietà che lui e suo zio Sandro Boni hanno …

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Stangata miliardaria al poeta Luzi

Submitted by on April 2, 1996 – 3:58 pmNo Comment | 411 views

Repubblica – 02 aprile 1996   pagina 22   sezione: CRONACA

FIRENZE – C’ è anche il poeta Mario Luzi fra gli 860 investitori che avevano affidato il loro denaro a Sim & Fed, una società di intermediazione mobiliare franata sotto il peso di un crack colossale. Il presidente di Sim & Fed, Tovia Vita, 33 anni, è scomparso in dicembre con la moglie Dahlia Kanader, e si dice che si trovi in Israele. E’ sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e appropriazione indebita. Gli investigatori stanno cercando di capire se gli oltre cinquanta miliardi (qualcuno dice settanta) che mancano all’ appello siano stati ingoiati in rischiose operazioni in valuta o se, almeno in parte, siano stati fatti sparire da Vita e dalla moglie, che era l’ addetta al sistema informatico della Sim & Fed. Certo è che le memorie del computer sono state sabotate e la quasi totalità degli estratti conto è risultata falsa. I clienti si trovavano di fronte a rendimenti stupendi, anche nell’ ordine del 9% in due mesi. Ma era tutto inventato. IN NOVEMBRE Sim & Fed è stata commissariata dal ministero del Tesoro. In gennaio è stata dichiarata fallita. Dei quasi cento miliardi che la società amministrava ne sono stati recuperati per ora poco più di 30. Fra i molti spennati ci sono primari ospedalieri, alti funzionari dello Stato, avvocati, commercianti, imprenditori. Alcuni di loro, che presumibilmente avevano investito denaro al nero e che lo avevano versato in contanti, rischiano di essere esclusi anche dalla spartizione delle briciole: le loro richieste di ammissione alla procedura fallimentare sono state respinte. E’ il caso di un orafo che in tre anni aveva affidato a Tovia Vita la bellezza di tre miliardi e mezzo in contanti, senza neppure una ricevuta. Ma se alcuni facoltosi clienti erano attirati dai servizi aggressivi – per esempio rischiose operazioni in valuta – che Sim & Fed offriva pur non essendo autorizzata, molti altri avevano affidato alla società i loro risparmi per investimenti di tutta tranquillità e con istruzioni ben precise. A lungo sono stati ingannati dagli estratti conto falsificati e solo troppo tardi si sono accorti che il loro denaro era stato gettato in operazioni ad alto rischio. Alcuni hanno perso tutto. “Per me è stato un colpo molto grosso”, spiega con un filo di voce Mario Luzi, uno dei più grandi poeti italiani: “Io non mi intendo di investimenti e i risparmi miei e di mia moglie sono sempre stati saggiamente amministrati da un amico di famiglia. E’ stato lui a consigliarci Sim & Fed, e credo che anche lui, poveretto, ci sia andato di mezzo. Ricchezze non ne avevo. Avevamo questo gruzzoletto. Speravo di non dover, alla mia età, stare attento al centesimo. Che è purtroppo quello che avviene ora”. La parabola di Sim & Fed, che abbagliava gli investitori con la sua sede prestigiosa in una delle più spettacolari ville di Firenze e con la promessa di altissimi rendimenti, è ora al vaglio della Procura e della Guardia di Finanza. Da chiarire, fra l’ altro, il ruolo dei soci della Sim, fra cui figura la Banca internazionale del Lussemburgo, e le responsabilità degli organismi di controllo. Sin dal marzo ‘ 94 due componenti del comitato sindacale avevano segnalato alla Consob che Sim & Fed gestiva autonomamente patrimoni pur non essendo autorizzata. La Consob dispose un’ ispezione che si prolungò dal giugno al novembre ‘ 94. Il commissario fu inviato soltanto un anno più tardi. E’ possibile – si chiedono gli investitori – che Sim & Fed abbia goduto di forti protezioni? – di FRANCA SELVATICI

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