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	<title>casosannino.com &#187; Fallimentopoli</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>Udienza del 02.02.2009</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 04:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Udienza del 02.02.2009
 
Sono stati sentiti i testi Castaldi, Morini, de Bruno, Colucci, Michellotti, Della Tommasina.
Si è parlato principalmente delle procedure ICIET SIME e ORCAGNA COSTRUZIONI.
Si è di nuovo affrontata la questione della lettera della commercialista Lucia Figini di rinuncia agli incarichi presso il Tribunale in quanto compagna del giudice Sebastiano Puliga. La lettera fu inviata al Presidente del Tribunale, al giudice delegato che era Sebastiano Puliga e all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti.
È emerso che la macchina intestata a Lucia Figini era in realtà usata da Puliga. Il test riferiva ...]]></description>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-748" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza del 02.02.2009</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sono stati sentiti i testi <strong>Castaldi</strong>, <strong>Morini</strong>, <strong>de Bruno</strong>, <strong>Colucci</strong>, <strong>Michellotti</strong>, <strong>Della Tommasina</strong>.</p>
<p>Si è parlato principalmente delle procedure ICIET SIME e ORCAGNA COSTRUZIONI.</p>
<p>Si è di nuovo affrontata la questione della lettera della commercialista <strong>Lucia Figini </strong>di rinuncia agli incarichi presso il Tribunale in quanto compagna del giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong>. La lettera fu inviata al Presidente del Tribunale, al giudice delegato che era Sebastiano <strong>Puliga </strong>e all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti.</p>
<p>È emerso che la macchina intestata a Lucia Figini era in realtà usata da <strong>Puliga</strong>. Il test riferiva che questo particolare l&#8217;aveva saputo dai giudici dott. Raffaele d&#8217;Amora e dott. Andrea Riccucci. La difesa chiede per tanto la citazione articolo ex.Art.195 dei due magistrati d&#8217;Amora e Riccucci per essere sentiti sul fatto. <em>(L&#8217;Art. 195 c.p.p. dispone, a pena di inutilizzabilità della dichiarazione, che siano chiamate a deporre la persona o le persone che avevano riferito il fatto, ndr). </em></p>
<p><strong>PROCEDURA ICIET-SIME </strong></p>
<p>Sulla procedura Iciet-Sime furono sentiti i testi dr. Sandro de Bruno dirigente di società del gruppo Materi; dr. Giampietro Castaldi incaricato di presentare la domanda di ammissione al concordato preventivo della Iciet-Sime; Carlo Angelo Morini professionista presso la IN.GL.EN spa controllante della Iciet-Sime;</p>
<p>Nel 1996 la Iciet-Sime ebbe difficoltà economiche dovute a crediti non pagati; i rappresentanti della società parlarono con il presidente facente funzioni dott. Andrea Riccucci per la domanda di concordato preventivo raccomandandogli la velocità in quanto c&#8217;erano pesanti problemi intorno alla crisi della Iciet-Sime che, data l&#8217;importanza della ditta, era molto pubblicizzata sui giornali. La società aveva chiuso per mancanza di liquidità perche molte delle aziende debitrici (Pontello, Maltavolo,<em> </em>Ipergiro, ecc.) erano reduci dalle vicende di tangentopoli e quindi non avevano liquidità pero la Iciet-Sime non aveva mai avuto una contestazioni e quindi i crediti erano tutti buoni ed esigibili.</p>
<p>Il concordato preventivo venne omologato per le garanzie immobiliari presentate dalla famiglia <strong>Materi</strong> tramite una loro società. Il giudice designato per il concordato era <strong>Sebastiano Puliga </strong>e gli ausiliari<strong> Angelo Garcea, Gabriele Beghé e Lucia Figini. </strong>Era noto agli amministratori e titolari dell&#8217;impresa che <strong>Lucia Figini </strong>era la compagna del giudice delegato alla procedura <strong>Sebastiano Puliga</strong>.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Geniale: spolpare la ditta con incarichi inutili.</strong></p>
<p>Per valutare l&#8217;ammissibilità della domanda di concordato preventivo presentata dalla Iciet-Sime <strong>Sebastiano Puliga </strong>incaricò<strong> Angelo Garcea </strong>il quale a sua volta nominò <strong>Lucia Figini</strong> per fare una perizia che gli sarebbe servita appunto per la valutazione dell&#8217;ammissibilità al concordato (!!).</p>
<p>Per svolgere il suo lavoro <strong>Lucia Figini</strong> venne soltanto una volta alla Iciet-Sime, vi rimase per pochi minuti e non chiese mai né dati né documenti. Sicché non si sapeva che tipo di verifiche avesse fatto. <strong>Angelo Garcea</strong> raccolse dei dati che però non aveva mai riferito che servissero per fare una valutazione; alcuni dichiararono di non avere mai visto la perizia della <strong>Figini </strong>e che non si sapeva a cosa servisse.</p>
<p>Ma il fatto è che <strong>Angelo Garcea</strong> non utilizzò neanche la perizia di <strong>Lucia Figini</strong> per dare il suo parere sull&#8217;ammissibilità, tant&#8217;è che la perizia della <strong>Figini</strong> fu depositata dopo l&#8217;ammissione della Iciet-Sime al concordato preventivo, come risulta dalla relazione dello stesso <strong>Angelo Garcea</strong> che scriveva che la valutazione di <strong>Lucia</strong> <strong>Figini</strong> non era ancora pronta.</p>
<p><strong>Angelo Garcea</strong> non poteva conferire un incarico ufficiale che spettava al Tribunale, ed era irregolare porre a carico dei creditori l&#8217;onere della perizia di <strong>Lucia Figini, </strong>visto che era un suo coadiutore nominata da lui. Ma il giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong> ratificò l&#8217;operato di <strong>Angelo Garcea </strong>accogliendo una sua istanza dove autorizzava<strong> </strong>il pagamento dei 20.000 euro alla sua compagna <strong>Lucia Figini</strong>.</p>
<p>All&#8217;inizio della procedura il commissario era <strong>Angelo Garcea</strong> e <strong>Gabriele Beghé</strong> il suo coadiutore; dopo l&#8217;omologazione del concordato si invertirono i ruoli e <strong>Garcea</strong> diventa coadiutore di <strong>Beghé</strong>. I loro compensi furono sommati in un&#8217;unica fattura che poi si divisero a metà per uno. Ma, come la <strong>Figini</strong>, <strong>Gabriele Beghé</strong> non svolse alcun lavoro per la procedura, egli si limitò a fare &#8220;molte passeggiate, non fece niente&#8221;.</p>
<p>Inoltre <strong>Angelo Garcea</strong> mise i compensi di <strong>Lucia Figini</strong> e <strong>Gabriele Beghé</strong> a carico dei creditori, quando erano stati suoi coadiutori, da lui nominati, e quindi era lui che doveva pagarli. <em></em></p>
<p>Ma, al Cesare quel che è di Cesare: un teste ha riferito che Angelo Garcea si era molto impegnato nel lavoro e che era molto preparato <em>(peccato che tutta quella preparazione sia usata per delinquere, ndr)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Costretto a pagare un terreno venduto ad altri: o paghi o faccio fallire la società</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Angelo Garcea</strong> e <strong>Gabriele Beghé</strong> chiesero al dott. Sandro de Bruno -dirigente della Iciet-Sime e della IN.GLEN società controllante la Iciet-Sime- di versare 700 milioni. A tale scopo gli venne suggerito di presentare un&#8217;offerta di acquisto di  un terreno. Il dirigente inoltrò l&#8217;offerta ma successivamente il terreno fu venduto ad altri. A quel punto &#8220;<strong><em>pensavo che questa offerta irrevocabile fosse caduta non essendoci più un bene d&#8217;acquistare.  Ma mi telefona il Beghé e mi dice che devo versare i 700 milioni, dico ma come faccio se il terreno non c&#8217;è io devo giustificare la mia società</em></strong>&#8221; allora Beghé gli passò Angelo Garcea il quale &#8220;<strong><em>senza mezzi termini minacciò che se non versavo avrebbe chiesto al giudice Puliga di trasformare il concordato preventivo già omologato in fallimento</em></strong>&#8220;. Davanti al pericolo furono costretti &#8220;<strong><em>a trovare un accordo e concordare  un pagamento dilazionato mi pare di 50 milioni al mese pur di evitare che si trasformasse questa procedura in fallimento</em></strong>&#8220;.</p>
<p><strong>PROCEDURA ORCAGNA COSTRUZIONI</strong></p>
<p>Ha deposto Roberto Colucci il quale, dopo l&#8217;inizio dell&#8217;inchiesta fallimentopoli fiorentina,  fu nominato per sostituire Alessandro Lozzi. È stato sentito il teste Francesco Michellotti consulente del Pubblico Ministero.</p>
<p><strong>Sul rendiconto di Alessandro Lozzi nella procedura Orcagna Costruzioni</strong></p>
<p>Il nuovo curatore dott. Colucci trovò una situazione dove il giudice delegato <strong>Sebastiano Puliga </strong>aveva già approvato il rendiconto di <strong>Alessandro Lozzi</strong> e liquidato il compenso finale, ma la procedura non si era ancora conclusa, vi erano cause pendenti e adempimenti che dovevano essere ancora effettuati.</p>
<p>Il Tribunale della Spezia con provvedimento del 2 novembre 2004 dichiarò la nullità del provvedimento del <strong>Puliga</strong> che aveva avvallato l&#8217;operato di <strong>Alessandro Lozzi</strong>.</p>
<p><strong>Alessandro Lozzi si era preso soldi in più manovrando la contabilizzazione dei dati. </strong></p>
<p>È emerso che <strong>Alessandro Lozzi</strong> via via che vendeva gl&#8217;immobili chiedeva e otteneva da <strong>Sebastiano Puliga</strong> la liquidazione di compensi senza detrarre gli acconti incassati precedentemente e che contabilizzava i suoi compensi in un conto di classificazione di uscite diverso. Che solo nel terzo acconto applicò la detrazione degli acconti ricevuti. Questo aveva determinato chiaramente un elevamento dei compensi.</p>
<p>Vi era una differenza tra l&#8217;importo liquidato e l&#8217;importo effettivamente pagato, differenza di un milione e qualche cosa, ovvero nel decreto di liquidazione c&#8217;era una certa cifra e dalla banca era uscito un importo di un milione e rotti. <strong>Alessandro Lozzi</strong> aveva giustificato la questione al nuovo curatore dicendo che era una reintegrazione di cassa, cioè soldi che lui avrebbe anticipato per spese, ma di questo movimento non vi era traccia nel suo rendiconto. Ovviamente questa giustificazione la fa <strong>Alessandro Lozzi</strong> nel secondo rendiconto visto che il primo era stato dichiarato nullo dal Tribunale della Spezia. Il nuovo curatore dott. Colucci accettò questa giustificazione dopo che <strong>Alessandro Lozzi</strong> restituì 1.020 euro mancanti alla cassa.</p>
<p>Nella scheda contabile del <strong>Lozzi</strong> c&#8217;èra un realizzo di 4 miliardi e 489 milioni al netto di iva mentre il nuovo curatore aveva accertato 4 miliardi e 365 milioni sempre al netto dell&#8217;Iva.</p>
<p>C&#8217;era anche un problema di Iva nel senso che era stata considerata parte dell&#8217;attivo e usata per la determinazione del compenso.</p>
<p>C&#8217;era anche un contrasto tra l&#8217;Iva riscontrata e quella indicata dal <strong>Lozzi</strong> che faceva una differenza di 233 milioni (nel rendiconto erano indicati 880.365.000 mentre nella contabilità risultava 647.220.000).</p>
<p>Uno degli errori sull&#8217;iva aveva comportato soltanto lo spostamento di una somma.</p>
<p>Il nuovo curatore Roberto Colucci si è fatto restituire da<strong> Alessandro Lozzi</strong> le somme per ripianare il buco creato dai soldi che aveva trafugato.</p>
<p><strong>La prossima udienza ci sarà il 9 febbraio 2009.</strong></p>
<p>team CasoSannino</p>
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		<title>Udienza del 26.01.2009</title>
		<link>http://www.casosannino.com/udienza_26-01-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 05:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza del 26.01.2009
Furono sentiti i testi Brogi, Mazzanti, Minniti, Rossi
La Corte ha deciso che l&#8217;avvocato Andrea Mazzanti, imputato in altri procedimenti della Fallimentopoli, poteva deporre come testimone stante la diversità di oggetto nelle fattispecie di reato.
Si è affrontato il tema di alcune urgenze nel periodo feriale, una delle quali era la liquidazione del compenso finale nell&#8217;ambito del concordato preventivo Sama alla sig.ra Mariella Giannone, nota per essere l&#8217;amante di Sebastiano Sebastiano Sebastiano Puliga. È emerso che la liquidazione di un acconto sul compenso ad un professionista non rientra nei provvedimenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-748" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza del 26.01.2009</strong></p>
<p>Furono sentiti i testi <strong>Brogi</strong>, <strong>Mazzanti</strong>, <strong>Minniti</strong>, <strong>Rossi</strong></p>
<p>La Corte ha deciso che l&#8217;avvocato <strong>Andrea Mazzanti</strong>, imputato in altri procedimenti della Fallimentopoli, poteva deporre come testimone stante la diversità di oggetto nelle fattispecie di reato.</p>
<p>Si è affrontato il tema di alcune urgenze nel periodo feriale, una delle quali era la liquidazione del compenso finale nell&#8217;ambito del concordato preventivo Sama alla sig.ra Mariella Giannone, nota per essere l&#8217;amante di Sebastiano Sebastiano Sebastiano Puliga. È emerso che la liquidazione di un acconto sul compenso ad un professionista non rientra nei provvedimenti di urgenza feriale.</p>
<p>Il teste Riccardo Rossi gli furono rivolte domande di chiarimenti sul concordato preventivo Margheri, sui compensi al dott. Bandettini in quella procedura, su Opus Line Consulting, da quali giudici aveva ricevuto incarichi, in quali procedure aveva ricevuto incarichi, dei suoi rapporti personali con Sebastiano Puliga e le frequentazioni e su il suo interessamento per l&#8217;iscrizione del magistrato al Circolo del Tennis di Firenze.</p>
<p>Emergeva che successivamente alla presentazione del concordato Margheri vi erano una serie di creditori fra i quali lo Studio Bandettini, al quale non aveva inviato la raccomandata perché non c&#8217;era un documento relativo al suo incarico, che aveva saputo che lo studio Bandettini era creditore perché glielo avevano detto le segretarie.</p>
<p>Era stato incaricato nelle procedure Colafer, Market, Ponticelli, Prefabbricati Plp, Apollo, Werweyen, Ital Sicurity e aveva ricevuto incarichi da parte dei magistrati Pavone, Braccagni, Sapere, Sebastiano Puliga, D&#8217;Amora, prevalentemente Sebastiano Puliga e Sapere.</p>
<p>Confermava i suoi rapporti e frequentazioni con Sebastiano Puliga e altri colleghi con i quali era stato alla villa di Sebastiano Puliga e Lucia Figini a Forte dei Marmi, nella casa del giudice a Rosano e nella casa di un cancelliere.</p>
<p><strong>Il Coccio Umidificatori</strong></p>
<p>Il teste Vinicio Brogi, proprietario de Il Coccio Umidificatori, rispondeva alle domande sull&#8217;amministrazione controllata de Il Coccio. Le banche gli avevano chiesto di rientrare di 100 milioni dalla sera alla mattina. &#8220;<em>Mi volevano tagliare le gambe, sapevano che ho una esposizione finanziaria per 9 mesi l&#8217;anno</em>&#8220;. Tuttavia le banche si erano rese disponibili ad una eventuale amministrazione controllata della società, ma prima Brogi doveva cambiare il suo commercialista Giorgetti e interessare al suo posto il rag. Valecchi di Borgo San Lorenzo il quale Brogi non conosceva. Nel corso delle trattative con la banca veniva indicato come consulente l&#8217;Avv. Mazzanti.</p>
<p>È emerso che, dietro proposta del Mazzanti, affinché il procedimento fosse condotto da Puliga, aspettarono il suo rientro dalle ferie per presentare la domanda di ammissione all&#8217;amministrazione controllata de Il Coccio Umidificatori. Mazzanti affermava di volere Sebastiano Puliga perché lo riteneva un giudice <em>molto sensibile</em> al tipo di procedura e, avendo già parlato col giudice, sapeva di dover attendere il suo rientro dalle ferie.</p>
<p>Prima di presentare la domanda l&#8217;Avv. Andrea Mazzanti ritornò da Sebastiano Puliga perché voleva  che venisse deciso al più presto e il giudice gli disse che con la richiesta d&#8217;urgenza sarebbe andata in camera di consiglio il prima possibile. Quindi l&#8217;Avv. Andrea Mazzanti chiedeva al giudice cosa mettere come urgenza e Sebastiano Puliga gli rispondeva di scrivere una cosa qualunque sulla domanda. Mazzanti dunque scriveva &#8220;<em>si prega di provvedere con urgenza al fine di evitare azioni esecutive</em>&#8220;. Ecco fatto. Il provvedimento di ammissione della domanda veniva emesso il giorno dopo.</p>
<p>Ma non vi era nessuna urgenza: alle domande del PM dott. Terrile l&#8217;Avv. Mazzanti ammetteva che quella richiesta d&#8217;urgenza era &#8220;<em>totalmente priva di senso dal punto di vista giuridico</em>&#8221; perché è vietato espressamente iniziare o proseguire una azione esecutiva sin dal momento della presentazione della domanda per l&#8217;ammissione  alla  procedura di amministrazione controllata (articoli 168 e 188 della Legge Fallimentare).</p>
<p><strong>Il giudice viene revocato perché al suo posto ci deve essere per forza Sebastiano Puliga. </strong></p>
<p>Nel 2002 il giudice Minniti era stato indicato come componente di un collegio fallimentare a tabella feriale. Era arrivato puntuale per partecipare quando, dopo avere appreso da un collega che era stato sostituito, è andato a vedere e c&#8217;èra un provvedimento firmato dal Presidente facente funzioni dott. Muntoni, che non gli era stato comunicato e che prevedeva la sua sostituzione con Sebastiano Sebastiano Puliga nella camera di consiglio che si doveva tenere di li a pochi minuti. Non trovando in nessun modo la giustificazione a tale provvedimento, il dott. Minniti scrisse immediatamente la richiesta di revoca del provvedimento.</p>
<p>La spiegazione del Presidente fu che Sebastiano Puliga aveva chiesto di rientrare dalle ferie e gli faceva vedere la richiesta che era motivata col dover procedere in via d&#8217;urgenza nel l&#8217;ambito di procedimenti concorsuali ma si trattava di provvedimenti tutti di competenza monocratica del giudice delegato e non del giudice collegiale rispetto ai quali quindi non ci sarebbe stata alcuna necessita di provvedere alla sostituzione di un componente del collegio.</p>
<p>Uno dei colleghi mosse il suo disappunto al dott. Minniti per il fatto che con la sua richiesta di revoca del provvedimento di sostituzione avrebbe reso problematica la situazione non consentendo a Sebastiano Puliga di partecipare alla camera di consiglio. Il Presidente dott. Muntoni comunque doverosamente il giorno seguente modificò il proprio provvedimento.</p>
<p>Per una delle richieste di Sebastiano Puliga di rientrare dalle ferie per la decisione sulla domanda di ammissione di una amministrazione controllata, il dott. Minniti era rimasto perplesso quando si sentì dire &#8220;<em>faremo una camera di consiglio e nomineremo Sebastiano Puliga anche se non è il presidente e anche se non è membro del collegio</em>&#8220;.</p>
<p>Emergeva inoltre che Sebastiano Puliga chiedeva di tornare in servizio esattamente nei giorni in cui erano previsti i collegi fallimentari.</p>
<p><strong>Tensioni e poca trasparenza in Tribunale: i magistrati avevano fatto un esposto. </strong></p>
<p>C&#8217;era molta tensione in Tribunale provocata anche da un esposto che avevano fatto alcuni  magistrati in relazione alla mancata trasparenza della camera di consiglio per la procedura ex 2409 della Fiorentina Calcio, nel quale veniva denunciata la previsione di un collegio ad hoc e per questo esposto Sebastiano Puliga aveva risposto attaccando duramente.</p>
<p>Inoltre si erano verificati problemi di trasparenza e soprattutto nella segreteria del Presidente del Tribunale vi era una differenza di trattamento tra i diversi colleghi dell&#8217;ufficio, era del tutto evidente la fortissima ostilità a qualsiasi tipo di istanza e richiesta d&#8217;informazione, in particolare per verificare le procedure di assegnazione dei procedimenti. C&#8217;èrano addirittura difficoltà  a mettere a protocollo lettere dei singoli uffici che venivano rilasciate senza numero di protocollo. La segreteria di presidenza motivava il rifiuto dicendo che sarebbe stato il Presidente a decidere se mettere a protocollo.</p>
<p><strong>La prossima udienza ci sarà il 02.02.2009.</strong></p>
<p>Vedi anche: Chi è l&#8217;Avv. Andrea Mazzanti</p>
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		<title>Udienza 19.01.2009</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 08:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Udienza 19.01.2009
Sono state sentite le seguenti persone: Parigi, Santoni, Valecchi, Baggi, Pennisi.
È emerso che Puliga era socio della associazione Opera Prima.
Un teste affermava di essere rimasto perplesso del fatto che un giudice delegato fosse iscritto in una associazione con professionisti che lavoravano con lui in Tribunale.
Dopo l&#8217;omologazione del concordato Sama il Lozzi fu sostituito dal Puliga con la sua amante Mariella Giannone.
È emerso che la Figini collaborava nelle procedura Sama anche se la Figini non aveva ufficialmente incarichi, che era evidente che si era occupata in prima persona delle ...]]></description>
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<p><strong>Udienza 19.01.2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Fallimentopoli, Caso Sannino, Gino Sannino" src="/wp-content/uploads/2008/11/istock_000001618406xsmall.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono state sentite le seguenti persone: <strong>Parigi</strong>, <strong>Santoni</strong>, <strong>Valecchi</strong>, <strong>Baggi</strong>, <strong>Pennisi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È emerso che <strong>Puliga </strong>era socio della associazione <strong>Opera Prima.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un teste affermava di essere rimasto perplesso del fatto che un giudice delegato fosse iscritto in una associazione con professionisti che lavoravano con lui in Tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;omologazione del concordato Sama il Lozzi fu sostituito dal Puliga con la sua amante Mariella Giannone.</p>
<p style="text-align: justify;">È emerso che la Figini collaborava nelle procedura Sama anche se la Figini non aveva ufficialmente incarichi, che era evidente che si era occupata in prima persona delle valutazioni in corso per conto della Sama. Il teste precisava che non aveva notato irregolarità nelle procedure che gli erano state assegnate da Puliga.</p>
<p style="text-align: justify;">La difesa Mazzia e Mattiacci, dopo avere chiesto al teste sui suoi rapporti professionali con altri giudici del Tribunale di Firenze, affrontava il tema dei rapporti famigliari del teste con il giudice Paolo Braccagni il quale è suo zio e con l&#8217;ex giudice Antonio Parigi suo padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo queste conferme, per controbattere alla sua perplessità sul fatto che Puliga appartenesse alla associazione Opera Prima, l&#8217;Avvocato e il teste si dicevano:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>riteneva strano che venissero affidate anche a lei incarichi nell&#8217;ambito della Sezione Fallimentare in presenza di un rapporto di parentela tra genero e suocero, con un suocero che è stato dirigente della sezione Fallimentare di Firenze? O invece era qualcosa di indifferente a livello di prassi che ci fossero questo rapporto? O questo rapporto la imbarazzava?</em>&#8220;, chiese l&#8217;avvocato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>penso che fosse una cosa osservata molto attentamente da tutti i miei colleghi in generale questo aspetto è sempre stato una cosa che poi alla fine mi ha anche pesato sotto certi aspetti comunque qualche incarico l&#8217;ho avuto ma non ero il primo a conoscerlo me lo diceva sempre qualche collega&#8221;, </em>rispose il teste.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>se lei ha così riflettuto per l&#8217;associazione culturale, mi fa anche la sua riflessione su questo rapporto?&#8221;, </em>richiese l&#8217;avvocato.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;è un aspetto delicato sicuramente che andava considerato ed era considerato&#8221;, </em>teste.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>e lei lo considerò accettando degli incarichi?&#8221;, </em>chiese l&#8217;avvocato e purtroppo il teste rispondeva affermativamente</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;accettando degli incarichi&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ad un certo punto l&#8217;udienza è stata interrotta perché i presenti erano troppo infreddoliti. Era stata accesa l&#8217;aria condizionata e il Presidente disse di fare una pausa, che va bene che non ci sia il riscaldamento ma che mettere il condizionatore sembrava un po&#8217; eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri testi hanno confermato quanto detto in precedenza sulla Sama e Il Coccio, e a molte domande affermavano di essersi scordati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prossima udienza è fissata per il 26.01.2009</strong></p>
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		<title>Fallimentopoli</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 05:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Cudia]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Fallimentopoli

Sebastiano Puliga arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fallimentopoli</strong></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-medium wp-image-451" title="1-tribunale-di-firenze" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Sebastiano Puliga</strong> arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte di arrivisti lusingati anche dalle sue gentilezze, colleghi e colletti esperti o meno esperti in travisare le realtà delle situazioni, senza mancare l&#8217;harem di professioniste ambiziose o con ruoli importanti negli uffici del Tribunale, come la segretaria del Presidente, Anna Cardone, dotata dalla capacità di apporre la firma del suo capo nei fogli.</p>
<p>Molti, presi dalle aspettative di giustizia che il suo ruolo di magistrato infondeva, rimanevano storditi dal colpo letale dei provvedimenti del Puliga. Provvedimenti che riusciva a fare nonostante ogni tanto fosse depresso perché l&#8217;Inter aveva perso la partita <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="size-medium wp-image-452 alignright" title="sebastiano-puliga-inter-milan" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> oppure per qualche sua mania non pienamente soddisfatta. Contro i sintomi delle sue seccature esistenziali c&#8217;èra un rimedio: il bagliore dei soldi. Per questo spesso lo trovavi in ufficio anche durante le ferie, frugando nelle tasche dei falliti, esecutati o concordati, intento com&#8217;era nell&#8217;assicurarsi la buona riuscita delle frodi in ponte.</p>
<p>Riuscì a farsi apprezzare molto anche dai colleghi, acquisendo un certo potere dentro lo stesso Tribunale, riuscendo a pilotare anche le cause di altri giudici che a lui potevano interessare.</p>
<p>Era nota la sua amicizia col giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> e il Presidente del Tribunale <strong>Armando Sechi</strong>, grazie al quale Puliga e Pezzuti potevano fare quello che volevano dentro il Tribunale. Tale rapporto cominciò quando i due erano alla Sezione Civile e Puliga aveva già scelto i suoi professionisti a lui fedelissimi, formando il famoso comitato d&#8217;affari <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-453" title="Dr. Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>. Insieme arrivarono ad esercitare una tale influenza nell&#8217;ambiente giudiziario fiorentino che il loro nome e le notizie su quello che facevano, e che dagli uffici giudiziari e professionali colavano rimbombando in tutta la Toscana, erano per tutti esempio d&#8217;indignazione e di vergogna e, diventato ormai un pericolo pubblico e modello di degrado delle istituzioni, divenne anche motivo di timore. In effetti, erano riusciti ad esercitare la loro influenza soprattutto perché con la loro funzione portarono a compimento la rovina di numerose imprese e di famiglie <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-454" title="corruption-sebastiano-puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a> Acquisirono fama proprio in virtù del fatto che essa portava ad un unico fine, quello di dominare, quali maestri dell&#8217;illecito, il sistema fallimentare ed esecutivo del Tribunale di Firenze. L&#8217;ambizione di potere e di danaro era tanta che non si diedero tregua finché non riuscirono ad imporre una prassi sulla quale fondarono ogni azione e obbiettivo, facendo in modo che impiegati, professionisti, imprenditori, funzionari e persino magistrati fossero assoggettati all&#8217;omertà e al ricatto.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-455" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Puliga si mise insieme alla commercialista <strong>Lucia Figini</strong>, figlia di <strong>Marcello Figini</strong>, banchiere che si occupava, insieme alla moglie, di gestire il denaro ricavato da Puliga e Figini intestandosi libretti e conti correnti e trasferendolo o trasportandolo in conti segreti presso banche estere.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-456" title="logo-fiorentina" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina-202x300.jpg" alt="" width="121" height="180" /></a>Riuscì a tenersi la procedura de La Fiorentina Calcio. Per farlo era riuscito ad spiazzare anche il Presidente del Tribunale, allora il dott. Maci, figura ormai molto criticata per il poco controllo che esercitava sull&#8217;operato dei giudici, in particolare del Puliga, che continuava a fare il bello e il cattivo tempo dentro il Tribunale. Comunque il Presidente tentò di evitare che il fascicolo de La Fiorentina andasse a Puliga, ma non ci riuscì per i raggiri adoperati da questo per ottenere l&#8217;assegnazione del procedimento.  Aveva progettato lucrosi guadagni con la procedura della Fiorentina Calcio. A tale fine, insieme ad alcuni del suo comitato d&#8217;affari e assistiti dal suo notaio l&#8217;ex giudice <strong>Ernesto Cudia</strong>, costituirono una società che chiamarono <strong>Azione Viola spa</strong>, il cui presidente era il commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> (gli stessi <strong>Cudia </strong>e <strong>Lozzi </strong>voluti dal <strong>Puliga </strong>per escludere dolosamente <strong>Zionela dalla I Due Torrenti Srl</strong>).</p>
<p>Il progetto <strong>Azione Viola</strong> venne troncato nel ottobre del 2002, quando moriva suicida il <strong>dott. Giovanni Zanella</strong>, marito di <strong>Mariella Giannone</strong>, nota per essere l&#8217;amante del Puliga. <em>&#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Guarda quello stronzo in che casino ci ha messo..&#8221;</strong></span></em> aveva commentato la convivente <strong>Lucia Figini</strong>.</p>
<p>Oggi il Puliga sta rispondendo davanti alla legge per l&#8217;accusa di gravissimi reati. Nelle udienze lo vedi sparire nella sedia, ora tanto incurvato come a voler nascondere il proprio essere, ora gettato sopra come un sacco pieno di qualcosa di molle,  ridotto portavoce di quel gruppo di pubblici ufficiali a lui succubi che lo trattavano come una specie di dio. Frasi dettate da timori volano ogni tanto ancora ricordando le sue virtù professionali anche se si trova lì per la sua bravura a usarle per delinquere. Sconcertano le deposizioni di alcuni pubblici ufficiali che per una parte confermano i misfatti e le irregolarità e per altra tingono di dubbi tutto, ritenendo limpide le procedure adoperate per lasciare incarichi a Puliga, assegnare consulenze o per liquidare compensi. Come se tali misfatti, compiuti per anni e anni, perdessero totalmente rilevanza davanti, per esempio, ad una regola tabellare. In virtù di un dichiarato legame di amicizia e affettuosità che li univa al Puliga, si sentono giusti nel ritenere ogni singolo fatto contestato come una semplice svista. In effetti, a discapito di vere e proprie vittime che venivano trattate come carne da macello, solo il rapporto fra loro pare avere rilevanza, scordando completamente di valutare che sono pubblici ufficiali dotati di fede privilegiata, che hanno giurato, e che hanno un dovere preciso d&#8217;informazione. Nella logica questo viene tradotto in evidente copertura perché non è accettabile, per la coscienza comune, che tutti sapessero e nello stesso tempo tutti con tanta leggerezza lo lasciassero agire, firmando insieme a lui i provvedimenti senza alcun controllo. Arricchirsi a spalle dei falliti, degli esecutati, degli eredi ed anche di quelli ai quali veniva accettato il concordato <a href="http://www.casosannino.com/vittime/"><strong>(vedi qui l&#8217;elenco)</strong></a>, questo era il risultato di tale prassi così come emerge dalle <!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]-->deposizioni.</p>
<p>D&#8217;improvviso, approfittando del suo ruolo d&#8217;imputato, nelle udienze <strong>Puliga </strong>afferra il microfono esponendo indignato circostanze inventate e imparate a memoria che negano ogni accusa. I suoi modi ricordano il &#8220;come osate non sapete chi sono io&#8221; degli spacconi inguaribili. Immedesimato nella parte di un maestro davanti alla scolaresca, impartisce alla Corte lezioni di quel diritto da lui stesso infangato. Finisce spesso inviando un messaggio intimidatorio agli ex colleghi<span style="color: #ff0000;"> &#8220;<em>non ero solo io a decidere</em>!&#8221;.</span></p>
<p>Ci si chiede, se è vero che non è stato il solo allora perché solo lui?. E lui, perché non dice chi e come avrebbero fatto con lui? Perché non stupire ancora, stavolta però agendo con quella giustizia che aveva sempre negato? Perché non prendere l&#8217;occasione di migliorare se stesso davanti la collettività, dicendo la verità e venendo incontro a tutte quelle sue vittime che ancora soffrono le conseguenze del male che ha fatto?.</p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>La gente ora si chiede perché il Comune, la Regione, gli ordini professionali, non si costituiscono parte civile?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Perché Puliga non è dietro le sbarre?</strong></h3>
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		<title>Chi e ir dr. Alessandro Lozzi?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dottore commercialista Alessandro Lozzi fu il liquidatore nominato dal Puliga per il caso della I Due Torrenti Srl, di proprietà di Zionela Belgrave 98% e Antonio Tangocci 2%. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista Roberto Scialdone ed il notaio Ernesto Cudia mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="size-medium wp-image-353 alignleft" title="Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/alessandro-lozzi-2-300x290.jpg" alt="" width="240" height="232" /></a>Il dottore commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> fu il liquidatore nominato dal <strong>Puliga</strong> per il caso della <strong>I Due Torrenti Srl,</strong> <span id="more-342"></span>di proprietà di <strong>Zionela Belgrave 98% </strong>e <strong>Antonio Tangocci 2%</strong>. D&#8217;accordo con il giudice della procedura dott. Puliga, con l&#8217;amministratore uscente, dottore commercialista <strong>Roberto Scialdone</strong> ed il notaio <strong>Ernesto Cudia</strong> mise in atto un meccanismo per estromettere la socia di maggioranza Belgrave dalla Soc. I Due Torrenti Srl favorendo gli imprenditori di Vicchio del Mugello Sandro Boni e Maurizio Boni che divennero intestatari della società e del patrimonio senza avere pagato la socia Belgrave.</p>
<p>Risulta indagato in numerosi procedimenti in qualità di pubblico ufficiali incaricato ed oggi è accusato di gravi delitti.</p>
<h3><strong>BUONE NOTIZIE!</strong></h3>
<p><span style="color: #339966;"><strong>QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE AL LOZZI PER CORROTTO!! (Dicembre 2008)<br />
</strong></span></p>
<p>Dalla magistratura fiorentina arriva la condanna del Lozzi a 4 anni in seguito alla richiesta dei pubblici ministeri Gabriele Mazzotta e Luca Turco: CORRUZIONE in atti giudiziari per la tangente di 70 milioni nella procedura Res.Co (<a rel="lightbox[450]" href="../wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif">l’articolo qui</a>)</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi.gif" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-657" title="la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/la-nazione-23-dec-2008-quattro-anni-al-lozzi-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-343" title="La Nazione - 22-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/221205-lanaztesto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-344" title="20052010-il-corriere-lozzi-interrogato" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-346" title="La Nazione - Corruzione in altro crack - 15-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20051510-la-nazione-corruzione-in-altro-crack-caso-resco1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-347" title="Il Corriere - Lozzi interrogato - 20-10-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/20052010-il-corriere-lozzi-interrogato1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-348" title="La Nazione - Lozzi a giudizio - 31-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_lanazione_lozzi_a_giudizio__caso_sheraton_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello.jpg" rel="lightbox[342]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-349" title="La Repubblica - Tre a giudizio per la cessione dello - 23-12-2005" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/200512312_larepubblica_tre_a_giudizio_per_la_cessione_dello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>La premiata ditta Fallimenti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2006 04:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornali]]></category>
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		<category><![CDATA[Franca Selvatici]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
Repubblica &#8211; 19 febbraio 2006   pagina 3   sezione: FIRENZE
Url: La Republica
Premiata ditta Sebastiano Puliga &#38; C. Stando ai risultati dell&#8217; indagine della squadra mobile di Firenze e della procura di Genova, il giudice Sebastiano Puliga, per 7 anni alla sezione fallimentare del tribunale di Firenze e oggi accusato di corruzione in atti giudiziari, concussione, peculato, concorso in bancarotta, aveva creato una sorta di impresa familiare per ricavare i massimi vantaggi dai fallimenti.
Lo aiutavano, secondo le accuse, la sua compagna Lucia Figini, la sua amica Mariella Giannone, il ...]]></description>
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<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/giudice_sebastiano_puliga.jpg" rel="lightbox[671]"><img class="size-medium wp-image-680 alignleft" title="giudice_sebastiano_puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/giudice_sebastiano_puliga-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Repubblica &#8211; 19 febbraio 2006   pagina 3   sezione: FIRENZE<br />
Url: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/19/la-premiata-ditta-fallimenti.html" target="_blank">La Republica</a></p>
<p>Premiata ditta <strong>Sebastiano Puliga &amp; C</strong>. Stando ai risultati dell&#8217; indagine della <strong>squadra mobile di Firenze</strong> e della <strong>procura di Genova</strong>, il giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong>, per 7 anni alla sezione fallimentare del tribunale di Firenze e oggi accusato di corruzione in atti giudiziari, concussione, peculato, concorso in bancarotta, aveva creato una sorta di impresa familiare per ricavare i massimi vantaggi dai fallimenti.</p>
<p>Lo aiutavano, secondo le accuse, la sua compagna <strong>Lucia Figini</strong>, la sua amica <strong>Mariella Giannone</strong>, il marito di lei, <strong>Giovanni Zanella</strong> (morto suicida il 17 ottobre 2002), e un gruppetto di commercialisti, architetti e ingegneri. La premiata ditta &#8211; hanno concluso gli inquirenti &#8211; funzionava senza bisogno di bustarelle, sistema obsoleto di corruzione. Il metodo era più raffinato: il giudice delegato del fallimento nominava un curatore amico, poi spesso gli affiancava consulenti, periti, coadiutori, difensori tecnici, custodi di beni. Tutti costoro venivano retribuiti con il denaro ricavato dalle vendite dei beni del fallito. <span style="text-decoration: underline;"><strong>Così il fallimento</strong>,</span> che è un sistema un po&#8217; darwiniano con il quale si spolpa il debitore per risarcire i creditori, <strong><span style="text-decoration: underline;">si trasformava in una festa per i professionisti, primi beneficiari delle spoglie.</span></strong></p>
<p>Grati al giudice, lo ricompensavano in mille modi. Per esempio, secondo le accuse, <strong>Mariella Giannone</strong> ha pagato buona parte dei costi di ristrutturazione di un appartamento in via Crispi del giudice e della sua compagna, e nel 2000 ha versato anche la quota degli amici Puliga-Figini (125 milioni di lire) per l&#8217; acquisto di un terreno a Forte dei Marmi dove insieme progettavano di costruirsi una villa. Ma c&#8217; erano anche altri modi per sdebitarsi con il giudice: redigere per suo conto sentenze della commissione tributaria, curargli i rapporti con il condominio, e &#8211; nel caso degli amici architetti e ingegneri &#8211; sovrintendere ai lavori di progettazione e ristrutturazione delle sue abitazioni.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/sebastiano_puliga_sml.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignleft size-medium wp-image-686" title="sebastiano_puliga_sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/sebastiano_puliga_sml-271x300.gif" alt="" width="209" height="231" /></a><span style="text-decoration: underline;">Una delle accuse più curiose riguarda la sottrazione dai beni di un fallimento di due bidet, <a rel="lightbox[450]" href="http://www.casosannino.com/top-pics/Sebastiano_Puliga_sml.gif">due wc</a>, un lavabo e accessori da bagno del valore di 1 milione e 600 mila lire, poi installati nella casa del giudice a Rosano.</span></p>
<p>La dottoressa <strong>Figini</strong>, dal &#8216; 95 compagna di <strong>Puliga</strong>, non poteva ricevere incarichi da lui. Ma, secondo le accuse, c&#8217; era un accordo con il professor Antonio Bandettini e con il giovane commercialista David Baldassarri perché le versassero circa il 25% dei compensi incassati per gli incarichi ricevuti dal giudice. Nel frattempo la dottoressa Figini acquisiva incarichi in numerose società interessate ad acquistare beni dai fallimenti. Nel &#8216; 99 la <strong>Banca del Salento</strong> si aggiudicò un palazzo in via Gramsci 30-32 messo all&#8217; asta nell&#8217; ambito del concordato <strong>Api Spa.</strong></p>
<p>Secondo le accuse, su richiesta del legale della banca, avvocato <strong>Natale Giallongo</strong>, il giudice acconsentì di trasferire la proprietà non alla banca aggiudicataria ma a una società immobiliare da essa controllata, <strong>Basa Servizi Spa</strong>, che poteva detrarre l&#8217; Iva (pari a oltre un miliardo di lire). In cambio, secondo le accuse, la Banca del Salento conferì un incarico di consulenza a <strong>Lucia Figini</strong> «in merito a strategie commerciali di sviluppo su Firenze». La lettera di incarico fu firmata dal direttore generale della banca, <strong>Vincenzo De Bustis</strong>, il 13 gennaio 2000, il giorno prima dell&#8217; emissione del decreto di trasferimento della proprietà del palazzo. La dottoressa <strong>Figini </strong>ha riscosso dalla banca 50 milioni di lire nel 2001 e altrettanti nel 2002. Per questa vicenda il giudice <strong>Puliga </strong>è accusato di corruzione in atti giudiziari.</p>
<p>Nel caso del concordato della società <strong>Fratelli Catalani</strong>, proprietaria del castello di Sammezzano, è accusato invece di concussione: nel 2000, tramite il commissario giudiziale <strong>Angelo Garcea</strong>, avrebbe indotto la società inglese <strong>London Hereford Holding</strong>, interessata ad acquistare il castello, ad utilizzare <strong>Lucia Figini</strong> come consulente. &#8211; <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-677" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-678" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-679" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em> </em></p>
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