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	<title>casosannino.com &#187; Lucia Figini</title>
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	<description>La legge non è uguale per tutti</description>
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		<title>Lucia Figini condannata per bancarotta fraudolenta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente Inutile]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>

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		<description><![CDATA[La commercialista Lucia Figini
Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.
Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di Lucia Figini, la compagna dell&#8217;ex giudice Sebastiano Puliga, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il professore in economia Antonio Bandettini, il dottore commercialista Vieri Fiori ed altri due privati.
La decisione più giusta è che i condannati sono stati inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_877" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[876]"><img class="size-medium wp-image-877" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/lucia-figini-223x300.jpg" alt="Lucia Figini" width="223" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La commercialista Lucia Figini</p></div>
<p><strong><em>Insieme a lei Vieri Fiori altro dottore commercialista.</em></strong></p>
<p>Il risultato della inchiesta condotta dai pubblici ministeri Alessandro Crini e Gabriele Mazzota per la vicenda della Sim San Giovanni, è sfociato nella condanna di <strong>Lucia Figini</strong>, la compagna dell&#8217;ex giudice <strong>Sebastiano</strong> <strong>Puliga</strong>, a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sono stati condannati anche il <strong>professore in economia</strong> Antonio Bandettini, il dottore commercialista <strong>Vieri Fiori</strong> ed altri due privati.<span id="more-876"></span></p>
<p>La decisione più giusta è che i condannati sono stati <strong>inabilitati dall&#8217;esercizio di impresa commerciale e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni </strong>sperando che ciò voglia comportare anche che non possano più avere alcun tipo d&#8217;incarico presso la Pubblica Amministrazione (qui <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[876]">Repubblica 20.05.09</a>).  Dovranno inoltre risarcire le vittime che si erano costituite parte civile nel procedimento.</p>
<p><strong>Vieri Fiori</strong> in passato si era occupato di un esposto che Zionela aveva inviato all&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti dove denunciava l&#8217;operato dell&#8217;amministratore giudiziario Roberto Scialdone. L&#8217;esposto fu archiviato dall&#8217;Ordine dopo essere stato sentito soltanto Scialdone.</p>
<p>La Sim &amp; Fed era stata costituita dal fiorentino <strong>Tovia Vita</strong> e poi usata per truffare i risparmiatori. Rivedendo la vicenda della Sim &amp; Fed, nel 1995 Tovia Vita e la moglie Dahlia Kanader, esperta informatica incaricata dalla Sim&amp;Fed nonché ex-ufficiale dell&#8217;esercito israeliano dove pilotava elicotteri, fuggirono portando con se circa 40 miliardi lasciando ben 860 vittime che così hanno perso i loro risparmi (<a href="http://www.casosannino.com/sparirono-quaranta-miliardi/" target="_blank">Sparirono quaranta miliardi</a>). La società venne commissariata dal Ministero del Tesoro. Fra le vittime c&#8217;è anche il poeta Mario Luzzi (<a href="http://www.casosannino.com/stangata-miliardaria-al-poeta-luzi/" target="_blank">Stangata miliardaria al poeta Luzi</a>). Nel 2002 la copia venne condannata a 5 anni per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata (leggi <a href="http://www.casosannino.com/condannati-vita-e-la-moglie/" target="_blank">Repubblica 17.02.02</a>).</p>
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		<title>Bancarotta alla Sim, condannati i controllori</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[
CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno Lucia Figini, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare Sebastiano Puliga, sono state condannate per bancarotta fraudolenta patrimoniale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009.jpg" rel="lightbox[867]"><img class="size-full wp-image-868 aligncenter" title="repubblica-20-05-2009" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/12/repubblica-20-05-2009-done-sml.jpg" alt="" width="587" height="403" /></a></p>
<p>CINQUE condanne poco più che virtuali eppure pesantissime. E due prescrizioni quasi altrettanto pesanti. Così si è concluso il processo per la drammatica spirale che nel 2002-2003 inghiottì il patrimonio della Società di intermediazione mobiliare (Sim) San Giovanni, dichiarata insolvente il 23 giugno 2003 con un passivo di 2,5 milioni di euro, nonché i patrimoni di parte dei 1944 clienti. La amministratrice Silvia Mancini, figlia del defunto fondatore, e la responsabile del controllo interno <strong>Lucia Figini</strong>, compagna dell&#8217; ex giudice fallimentare <strong>Sebastiano Puliga</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><strong>sono state condannate per bancarotta fraudolenta</strong></span> patrimoniale e documentale rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 4 mesi (condonati). Per concorso in bancarotta sono stati condannati a 2 anni, con sospensione condizionale e non menzione, i tre sindaci revisori: Antonio Bandettini (professore ordinario a Economia), Vieri Fiori (che fa parte fra l&#8217; altro del collegio dei sindaci della Cassa di Risparmio di Firenze) e Mario Accardi. Tutti e cinque dovranno risarcire undici clienti della Sim che si erano costituiti parte civile, versando subito un anticipo di 10 mila euro per ciascuno. Inoltre il tribunale li ha dichiarati tutti e cinque «inabilitati all&#8217; esercizio di imprese commerciali e incapaci ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni». La questione cruciale posta dai pm Alessandro Crini e Gabriele Mazzotta,e variamente discussa dai difensori, fra cui gli avvocati Lapo Gramigni, Valerio Valignani, Sandro Traversi, Sara Gennai, Gianluca Gambogi, Sandro Guerra, è stata la carenza all&#8217; interno della Sim di una contabilità rigorosa, di una rigorosa separazione fra il patrimonio della società e patrimoni dei clienti, di rigorosi controlli sui promotori finanziari, cui si consentiva (secondo le accuse) di operare con i pericolosi derivati. In questo contesto, secondo la procura, sarebbe stato cruciale il ruolo degli organi di controllo, che invece non funzionarono a dovere. L&#8217; accusa era estesa anche a Leonardo Ciampi della società di revisione Deloitte &amp; Touche e a Lamberto Tommasi della Price Waterhouse Coopers, che certificarono rispettivamente i bilanci 2001 e 2002 della Sim, dichiarando che erano in ordine, mentre era impossibile &#8211; sostiene la procura &#8211; non rendersi conto delle «sistematiche irregolarità» dell&#8217; assetto gestionale, organizzativo e dei controlli interni. Ciampie Tommasi hanno evitato una condanna grazie alla prescrizione. Altri tre imputati sono stati assolti. Nel 2007 Andrea Pecchi, il promotore finanziario all&#8217; origine del crac con i suoi spericolati investimenti, aveva patteggiato 2 anni e 9 mesi, mentre l&#8217; altro amministratore della Sim, Adalberto Tronfi, era stato condannato in abbreviatoa 3 anni e 6 mesi. &#8211; <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
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		<title>Udienza del 26.03.2009</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzuti]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza del 26 marzo 2009
Testimone: Valentino Pezzuti
Il teste Valentino Pezzuti rispondeva alle domande facendo prima un giro piuttosto lungo in torno alle domande che gli venivano poste, per cui le sue risposte si disperdevano in racconti novellieri di modo che bisognava poi rifargli la domanda. Si allontanava dal microfono e più volte la Corte e l&#8217;addetto alla registrazione le hanno chiesto di avvicinarsi al microfono ma non lo faceva, se l&#8217;apparecchio puntava a destra, lui si girava a sinistra, di modo che i magistrati della Corte si non sentivano e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="martello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/03/martello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Udienza del 26 marzo 2009</strong></p>
<p><strong>Testimone: </strong><strong>Valentino Pezzuti</strong></p>
<p>Il teste Valentino Pezzuti rispondeva alle domande facendo prima un giro piuttosto lungo in torno alle domande che gli venivano poste, per cui le sue risposte si disperdevano in racconti novellieri di modo che bisognava poi rifargli la domanda. Si allontanava dal microfono e più volte la Corte e l&#8217;addetto alla registrazione le hanno chiesto di avvicinarsi al microfono ma non lo faceva, se l&#8217;apparecchio puntava a destra, lui si girava a sinistra, di modo che i magistrati della Corte si non sentivano e dovevano chiedergli più volte se poteva alzare la voce. Le risposte che ha dato maggiormente furono &#8220;non mi lo ricordo, proprio non mi lo ricordo&#8221; &#8220;potrebbe anche darsi&#8221;  &#8220;succede&#8221; &#8220;per quel che io ricordo&#8221; &#8220;penso di sì, però sinceramente non me lo ricordo&#8221; dunque tutte o quasi tutte risposte riferite alle sue alle sue intuizioni, sensazioni, probabilità, supposizioni. Una delle poche cose che ha voluto mettere in rilievo è stato il rapporto del giudice dott. Isabella Mariani con altro magistrato suo parente e su un contrasto che c&#8217;èra fra Puliga e &#8220;tantissimi&#8221; altri magistrati. A sentirlo deporre veniva a mente che prima di entrare in aula era stato allungo a parlare col difensore del Puliga nel corridoio.</p>
<p><strong>Sulla liquidazione delle notule e la nomina di Lucia Figini</strong></p>
<p>Sul fatto che nella procedura Volta Industries lui, quale giudice delegato, aveva liquidato notule a Ulivi e Figini nonostante gli avvisi del dott. Tanini sulla scorrettezza delle notule, gli fu chiesto se non gli era sembrato scorretto avere dato per tutta risposta al curatore il mandato di pagamento delle notule, rispondeva &#8220;<em>non ci ho mai pensato&#8221; </em>e poi , a giustificazione, spontaneamente, richiamava la figura del dott. Tanini dicendo che questo era stato contrario alla notula ma che però il figlio del dott. Tanini era d&#8217;accordo (<em>nota: il figlio del dott. Tanini non aveva alcun ruolo nella procedura&#8230;  ndr) </em></p>
<p>Alla domanda del perché aveva nominato la Figini, compagna del suo collega Puliga, rispose &#8220;<em>perché è veloce&#8221; .</em></p>
<p><em> </em></p>
<blockquote><p>-          <em>Perché è veloce e basta? Perché anche se era la compagna di Puliga l&#8217;ha nominata? </em></p>
<p>-          <em>Perché volevo far piacere a Puliga </em></p>
<p>-          <em>E Puliga nomina la sua compagna in altre procedure.. non li sembra scorretto questo intercambio di favori? Non li sembra che ci sia qualcosa di scorretto in questa procedura?. </em></p>
<p>-          <em>Al momento mi sembrava una procedura giusta. Non avevo pensato in questi termini. Non mi sembrava importante. Non ci ho mai pensato. Ricordo che lo abbiamo studiato. </em></p></blockquote>
<p>Sulla questione della liquidazione delle notule ai professionisti, è emerso che se un curatore avesse presentato una richiesta liquidazione di acconto di compenso su conteggi  non veritieri, il giudice non avrebbe avuto nessun strumento per verificare e avrebbe liquidato il compenso al curatore, dice perché &#8220;<em>a noi arrivava il foglio con la richiesta e non con tutti gli allegati che registravano la posizione del attivo passivo eccetera, quindi noi eravamo nelle mani dei curatori </em>&#8221;</p>
<p><strong>Sulle assegnazioni dei procedimenti</strong></p>
<p>È emerso che le assegnazioni le faceva il Presidente Armando Sechi a rotazione e chi &#8220;<em>si procedeva ad occhio</em>&#8220;.</p>
<p>È emerso che Puliga aveva le procedure più grosse perché aveva &#8220;<em>una posizione abbastanza preminente, di prestigio nell&#8217;ambito dell&#8217;ufficio</em>&#8220;. Che le  procedure più importanti potevano essere state sollecitate da Puliga al Presidente Armando Sechi, cosa che era facile da ottenere perché aveva un buon rapporto con il Presidente il quale &#8220;<em>aveva una particolare predilezione per Puliga</em>&#8221; si fidava molto di lui. La fiducia era tale che &#8220;<em>sembrava che il potere lo detenesse lui&#8230; che quello che comandasse fosse lui</em>&#8220;. E poi &#8220;<em>Il Sechi se andava a chiedere consiglio lo chiedeva a Puliga, che di fatto aveva una influenza determinante nella gestione anche dell&#8217;ufficio del Tribunale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sul giuramento della perizia Figini nella procedura Volta Industries</strong></p>
<p>Sulla perizia della della Figini nella procedura Volta Industries che fu giurata davanti a Puliga, rispondeva che &#8220;<em>a volte effettivamente il perito arrivava a giurare la perizia, e poi il giudice metteva la firma</em>&#8221;</p>
<blockquote><p>-          <em>così a caso?</em></p>
<p>-          <em>No, non credo, ma non me lo ricordo, sicuramente se lo ricordano meglio i miei colleghi, non me lo ricordo francamente</em></p></blockquote>
<p>Alla domanda su perché la Figini doveva giurare la perizia rispose &#8220;<em>non ricordo guardi quando si debba giurare o quando no si debba giurare&#8230;</em>&#8221; . Il Pubblico Ministero allora le rileggeva le sue dichiarazioni rese alla polizia nel 2005 sul giuramento in questione:  &#8220;<em>nel caso in questione non c&#8217;èra nessuna necessità di contattarmi &#8230; in quanto la perizia non doveva essere giurata ma solo depositata</em>&#8220;.</p>
<p>Emergeva inoltre che la data del giuramento della perizia non coincideva con la data del deposito in segreteria; a questo rispondeva che &#8220;<em>presumibilmente&#8221;</em> era stata posta di sabato e siccome non c&#8217;èra nessuno in cancelleria hanno messo il timbro successivamente. Disse però che Puliga c&#8217;era sempre anche di sabato.</p>
<p>Ad altre domande sulla questione il Pezzuti rispondeva &#8220;<em>non mi lo ricordo pero a lume di logica un  giuramento ci doveva essere, a lume di logica, anche se non mi lo ricordo ragiono per deduzione, e a lume di logica è più probabile, più probabilmente era ritenuto il sistema più pratico</em>&#8220;.  La Corte infine gli chiede se avevano almeno visto come si faceva in altri tribunali e lui risponde &#8220;<em>anch&#8217;io sicuramente avrò chiesto, pero non me lo ricordo non ricordo sicuramente non mi ricordo sicuramente quale era la soluzione probabilmente si suppose o si disse in altri tribunali ci si regola in tal modo e più facile probabilmente questo era un argomento che ci poteva influenzare&#8230;</em>&#8221;</p>
<p><strong>Il potere di Puliga</strong></p>
<p>Su un malumore in Tribunale verso Puliga, il teste Pezzuti riferiva che ci fu nel 1994 un contrasto con la giudice Isabella Mariani che ci teneva molto ad entrare nella sezione fallimentare ma fu nominato Puliga, che era stata una nomina contrastata dagli altri giudici, che non era stata gradita la predilezione di Puliga il quale &#8220;<em>gestiva come punta di diamante tutto</em>&#8221; come fosse &#8220;<em>la persona che deteneva il potere</em>&#8220;. Il teste rilevò questa circostanza ripetutamente fino a dire &#8220;<em>da quella vicenda si era creato una inimicizia con un numero enorme di persone</em>&#8220;. Ma dice che Puliga se ne fregava e &#8220;<em>continuava a lavorare alla sua maniera con la sua incisività &#8230; magari sbagliava, pero è un atteggiamento mentale..</em> &#8221;</p>
<p>L&#8217;avvocato difensore del Puliga chiedeva ancora sulla vicenda del giudice Mariani, rilevando che &#8220;<em>aveva qualche parente all&#8217;interno della magistratura</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Pm obbietta che &#8220;<em>stiamo andando avanti da 20 minuti chiedendo al teste delle sue sensazioni, il teste riferito che si tratta sempre di sensazioni non ha riferito un fatto, sono stato zitto per 20 minuti a sentire le sensazioni del dott. Pezzuti, e adesso andiamo a ricostruire i rapporti personali famigliari della dott. Mariani, non centra niente con questo processo con altri magistrati con altre persone, a meno che il difensore non faccia delle domande più precise</em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Il difensore del Puliga insiste chiedendo alla Corte di valutare la rilevanza dal momento che si stava parlando di rapporti all&#8217;interno dell&#8217;ufficio fallimentare, di malumore da parte di determinate persone, che Pezzuti ha collegato questo malumore verso Puliga sin dall&#8217;inizio con la vicenda del concorso per passare al fallimentare.</p>
<p>Il teste Pezzuti modificava quanto aveva detto dicendo che &#8220;non era solo Mariani ma tantissimi colleghi&#8221; (<em>ma, perché il Tribunale lo ha lasciato fare per tanto tempo? ndr</em>)</p>
<p>Sull&#8217;assegnazione della procedura Sim &amp; Fed.</p>
<p>Sulla vicenda del commento della cancelliera Ivana Chioccioli per il fascicolo della Sim &amp; Fed che doveva essere dato per forza a Puliga (vedi udienza 29.09.2008) ha risposto &#8220;<em>può darsi</em>&#8221; ma quando il pm gli ha rammentato il nome del cancelliere Rinaldi ha detto &#8220;<em>assolutamente neppure sentore di questa cosa</em>&#8220;.</p>
<p>È emerso che, come per i consulenti del giudice, c&#8217;era anche una rosa di cancellieri preferita.</p>
<p>Prossima udienza 6 aprile 2009</p>
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		<title>Fallimentopoli</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 05:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Cudia]]></category>
		<category><![CDATA[Fallimentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Figini]]></category>
		<category><![CDATA[Puliga]]></category>

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		<description><![CDATA[Fallimentopoli

Sebastiano Puliga arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fallimentopoli</strong></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-medium wp-image-451" title="1-tribunale-di-firenze" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/1-tribunale-di-firenze-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Sebastiano Puliga</strong> arrivò agli inizi negli anni ottanta al Tribunale fiorentino. Intelligente, capace ed arrogante, metteva l&#8217;anima in ogni ambiente frequentato per accaparrarsi ammirazione e fiducia. Cominciò presto a valutare uno ad uno i professionisti che conosceva, il loro grado di ambizione e le loro capacità, avvicinando speso quelli giovani più motivati dalla boria di far soldi e carriera, li lasciava senza fiato quando liquidava loro una notula molto stimolante tolta prepotentemente ai beni della vittima di turno. Fra inviti, festini, regali e cortesie, presto si circondò di una corte di arrivisti lusingati anche dalle sue gentilezze, colleghi e colletti esperti o meno esperti in travisare le realtà delle situazioni, senza mancare l&#8217;harem di professioniste ambiziose o con ruoli importanti negli uffici del Tribunale, come la segretaria del Presidente, Anna Cardone, dotata dalla capacità di apporre la firma del suo capo nei fogli.</p>
<p>Molti, presi dalle aspettative di giustizia che il suo ruolo di magistrato infondeva, rimanevano storditi dal colpo letale dei provvedimenti del Puliga. Provvedimenti che riusciva a fare nonostante ogni tanto fosse depresso perché l&#8217;Inter aveva perso la partita <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="size-medium wp-image-452 alignright" title="sebastiano-puliga-inter-milan" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/sebastiano-puliga-inter-milan-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> oppure per qualche sua mania non pienamente soddisfatta. Contro i sintomi delle sue seccature esistenziali c&#8217;èra un rimedio: il bagliore dei soldi. Per questo spesso lo trovavi in ufficio anche durante le ferie, frugando nelle tasche dei falliti, esecutati o concordati, intento com&#8217;era nell&#8217;assicurarsi la buona riuscita delle frodi in ponte.</p>
<p>Riuscì a farsi apprezzare molto anche dai colleghi, acquisendo un certo potere dentro lo stesso Tribunale, riuscendo a pilotare anche le cause di altri giudici che a lui potevano interessare.</p>
<p>Era nota la sua amicizia col giudice <strong>Valentino Pezzuti</strong> e il Presidente del Tribunale <strong>Armando Sechi</strong>, grazie al quale Puliga e Pezzuti potevano fare quello che volevano dentro il Tribunale. Tale rapporto cominciò quando i due erano alla Sezione Civile e Puliga aveva già scelto i suoi professionisti a lui fedelissimi, formando il famoso comitato d&#8217;affari <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-453" title="Dr. Alessandro Lozzi" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/dr-alessandro-lozzi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>. Insieme arrivarono ad esercitare una tale influenza nell&#8217;ambiente giudiziario fiorentino che il loro nome e le notizie su quello che facevano, e che dagli uffici giudiziari e professionali colavano rimbombando in tutta la Toscana, erano per tutti esempio d&#8217;indignazione e di vergogna e, diventato ormai un pericolo pubblico e modello di degrado delle istituzioni, divenne anche motivo di timore. In effetti, erano riusciti ad esercitare la loro influenza soprattutto perché con la loro funzione portarono a compimento la rovina di numerose imprese e di famiglie <a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-454" title="corruption-sebastiano-puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/corruption-sebastiano-puliga-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a> Acquisirono fama proprio in virtù del fatto che essa portava ad un unico fine, quello di dominare, quali maestri dell&#8217;illecito, il sistema fallimentare ed esecutivo del Tribunale di Firenze. L&#8217;ambizione di potere e di danaro era tanta che non si diedero tregua finché non riuscirono ad imporre una prassi sulla quale fondarono ogni azione e obbiettivo, facendo in modo che impiegati, professionisti, imprenditori, funzionari e persino magistrati fossero assoggettati all&#8217;omertà e al ricatto.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-455" title="lucia-figini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/lucia-figini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Puliga si mise insieme alla commercialista <strong>Lucia Figini</strong>, figlia di <strong>Marcello Figini</strong>, banchiere che si occupava, insieme alla moglie, di gestire il denaro ricavato da Puliga e Figini intestandosi libretti e conti correnti e trasferendolo o trasportandolo in conti segreti presso banche estere.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina.jpg" rel="lightbox[450]"><img class="alignright size-medium wp-image-456" title="logo-fiorentina" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-fiorentina-202x300.jpg" alt="" width="121" height="180" /></a>Riuscì a tenersi la procedura de La Fiorentina Calcio. Per farlo era riuscito ad spiazzare anche il Presidente del Tribunale, allora il dott. Maci, figura ormai molto criticata per il poco controllo che esercitava sull&#8217;operato dei giudici, in particolare del Puliga, che continuava a fare il bello e il cattivo tempo dentro il Tribunale. Comunque il Presidente tentò di evitare che il fascicolo de La Fiorentina andasse a Puliga, ma non ci riuscì per i raggiri adoperati da questo per ottenere l&#8217;assegnazione del procedimento.  Aveva progettato lucrosi guadagni con la procedura della Fiorentina Calcio. A tale fine, insieme ad alcuni del suo comitato d&#8217;affari e assistiti dal suo notaio l&#8217;ex giudice <strong>Ernesto Cudia</strong>, costituirono una società che chiamarono <strong>Azione Viola spa</strong>, il cui presidente era il commercialista <strong>Alessandro Lozzi</strong> (gli stessi <strong>Cudia </strong>e <strong>Lozzi </strong>voluti dal <strong>Puliga </strong>per escludere dolosamente <strong>Zionela dalla I Due Torrenti Srl</strong>).</p>
<p>Il progetto <strong>Azione Viola</strong> venne troncato nel ottobre del 2002, quando moriva suicida il <strong>dott. Giovanni Zanella</strong>, marito di <strong>Mariella Giannone</strong>, nota per essere l&#8217;amante del Puliga. <em>&#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Guarda quello stronzo in che casino ci ha messo..&#8221;</strong></span></em> aveva commentato la convivente <strong>Lucia Figini</strong>.</p>
<p>Oggi il Puliga sta rispondendo davanti alla legge per l&#8217;accusa di gravissimi reati. Nelle udienze lo vedi sparire nella sedia, ora tanto incurvato come a voler nascondere il proprio essere, ora gettato sopra come un sacco pieno di qualcosa di molle,  ridotto portavoce di quel gruppo di pubblici ufficiali a lui succubi che lo trattavano come una specie di dio. Frasi dettate da timori volano ogni tanto ancora ricordando le sue virtù professionali anche se si trova lì per la sua bravura a usarle per delinquere. Sconcertano le deposizioni di alcuni pubblici ufficiali che per una parte confermano i misfatti e le irregolarità e per altra tingono di dubbi tutto, ritenendo limpide le procedure adoperate per lasciare incarichi a Puliga, assegnare consulenze o per liquidare compensi. Come se tali misfatti, compiuti per anni e anni, perdessero totalmente rilevanza davanti, per esempio, ad una regola tabellare. In virtù di un dichiarato legame di amicizia e affettuosità che li univa al Puliga, si sentono giusti nel ritenere ogni singolo fatto contestato come una semplice svista. In effetti, a discapito di vere e proprie vittime che venivano trattate come carne da macello, solo il rapporto fra loro pare avere rilevanza, scordando completamente di valutare che sono pubblici ufficiali dotati di fede privilegiata, che hanno giurato, e che hanno un dovere preciso d&#8217;informazione. Nella logica questo viene tradotto in evidente copertura perché non è accettabile, per la coscienza comune, che tutti sapessero e nello stesso tempo tutti con tanta leggerezza lo lasciassero agire, firmando insieme a lui i provvedimenti senza alcun controllo. Arricchirsi a spalle dei falliti, degli esecutati, degli eredi ed anche di quelli ai quali veniva accettato il concordato <a href="http://www.casosannino.com/vittime/"><strong>(vedi qui l&#8217;elenco)</strong></a>, questo era il risultato di tale prassi così come emerge dalle <!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]-->deposizioni.</p>
<p>D&#8217;improvviso, approfittando del suo ruolo d&#8217;imputato, nelle udienze <strong>Puliga </strong>afferra il microfono esponendo indignato circostanze inventate e imparate a memoria che negano ogni accusa. I suoi modi ricordano il &#8220;come osate non sapete chi sono io&#8221; degli spacconi inguaribili. Immedesimato nella parte di un maestro davanti alla scolaresca, impartisce alla Corte lezioni di quel diritto da lui stesso infangato. Finisce spesso inviando un messaggio intimidatorio agli ex colleghi<span style="color: #ff0000;"> &#8220;<em>non ero solo io a decidere</em>!&#8221;.</span></p>
<p>Ci si chiede, se è vero che non è stato il solo allora perché solo lui?. E lui, perché non dice chi e come avrebbero fatto con lui? Perché non stupire ancora, stavolta però agendo con quella giustizia che aveva sempre negato? Perché non prendere l&#8217;occasione di migliorare se stesso davanti la collettività, dicendo la verità e venendo incontro a tutte quelle sue vittime che ancora soffrono le conseguenze del male che ha fatto?.</p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0               false   false   false      EN-US   X-NONE   X-NONE </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> </xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Table Normal"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} --> <!--[endif]--></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>La gente ora si chiede perché il Comune, la Regione, gli ordini professionali, non si costituiscono parte civile?</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Perché Puliga non è dietro le sbarre?</strong></h3>
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		<title>La premiata ditta Fallimenti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2006 04:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[Uficiali Corrotti]]></category>
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Repubblica &#8211; 19 febbraio 2006   pagina 3   sezione: FIRENZE
Url: La Republica
Premiata ditta Sebastiano Puliga &#38; C. Stando ai risultati dell&#8217; indagine della squadra mobile di Firenze e della procura di Genova, il giudice Sebastiano Puliga, per 7 anni alla sezione fallimentare del tribunale di Firenze e oggi accusato di corruzione in atti giudiziari, concussione, peculato, concorso in bancarotta, aveva creato una sorta di impresa familiare per ricavare i massimi vantaggi dai fallimenti.
Lo aiutavano, secondo le accuse, la sua compagna Lucia Figini, la sua amica Mariella Giannone, il ...]]></description>
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<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/giudice_sebastiano_puliga.jpg" rel="lightbox[671]"><img class="size-medium wp-image-680 alignleft" title="giudice_sebastiano_puliga" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/giudice_sebastiano_puliga-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Repubblica &#8211; 19 febbraio 2006   pagina 3   sezione: FIRENZE<br />
Url: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/19/la-premiata-ditta-fallimenti.html" target="_blank">La Republica</a></p>
<p>Premiata ditta <strong>Sebastiano Puliga &amp; C</strong>. Stando ai risultati dell&#8217; indagine della <strong>squadra mobile di Firenze</strong> e della <strong>procura di Genova</strong>, il giudice <strong>Sebastiano Puliga</strong>, per 7 anni alla sezione fallimentare del tribunale di Firenze e oggi accusato di corruzione in atti giudiziari, concussione, peculato, concorso in bancarotta, aveva creato una sorta di impresa familiare per ricavare i massimi vantaggi dai fallimenti.</p>
<p>Lo aiutavano, secondo le accuse, la sua compagna <strong>Lucia Figini</strong>, la sua amica <strong>Mariella Giannone</strong>, il marito di lei, <strong>Giovanni Zanella</strong> (morto suicida il 17 ottobre 2002), e un gruppetto di commercialisti, architetti e ingegneri. La premiata ditta &#8211; hanno concluso gli inquirenti &#8211; funzionava senza bisogno di bustarelle, sistema obsoleto di corruzione. Il metodo era più raffinato: il giudice delegato del fallimento nominava un curatore amico, poi spesso gli affiancava consulenti, periti, coadiutori, difensori tecnici, custodi di beni. Tutti costoro venivano retribuiti con il denaro ricavato dalle vendite dei beni del fallito. <span style="text-decoration: underline;"><strong>Così il fallimento</strong>,</span> che è un sistema un po&#8217; darwiniano con il quale si spolpa il debitore per risarcire i creditori, <strong><span style="text-decoration: underline;">si trasformava in una festa per i professionisti, primi beneficiari delle spoglie.</span></strong></p>
<p>Grati al giudice, lo ricompensavano in mille modi. Per esempio, secondo le accuse, <strong>Mariella Giannone</strong> ha pagato buona parte dei costi di ristrutturazione di un appartamento in via Crispi del giudice e della sua compagna, e nel 2000 ha versato anche la quota degli amici Puliga-Figini (125 milioni di lire) per l&#8217; acquisto di un terreno a Forte dei Marmi dove insieme progettavano di costruirsi una villa. Ma c&#8217; erano anche altri modi per sdebitarsi con il giudice: redigere per suo conto sentenze della commissione tributaria, curargli i rapporti con il condominio, e &#8211; nel caso degli amici architetti e ingegneri &#8211; sovrintendere ai lavori di progettazione e ristrutturazione delle sue abitazioni.</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/sebastiano_puliga_sml.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignleft size-medium wp-image-686" title="sebastiano_puliga_sml" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/sebastiano_puliga_sml-271x300.gif" alt="" width="209" height="231" /></a><span style="text-decoration: underline;">Una delle accuse più curiose riguarda la sottrazione dai beni di un fallimento di due bidet, <a rel="lightbox[450]" href="http://www.casosannino.com/top-pics/Sebastiano_Puliga_sml.gif">due wc</a>, un lavabo e accessori da bagno del valore di 1 milione e 600 mila lire, poi installati nella casa del giudice a Rosano.</span></p>
<p>La dottoressa <strong>Figini</strong>, dal &#8216; 95 compagna di <strong>Puliga</strong>, non poteva ricevere incarichi da lui. Ma, secondo le accuse, c&#8217; era un accordo con il professor Antonio Bandettini e con il giovane commercialista David Baldassarri perché le versassero circa il 25% dei compensi incassati per gli incarichi ricevuti dal giudice. Nel frattempo la dottoressa Figini acquisiva incarichi in numerose società interessate ad acquistare beni dai fallimenti. Nel &#8216; 99 la <strong>Banca del Salento</strong> si aggiudicò un palazzo in via Gramsci 30-32 messo all&#8217; asta nell&#8217; ambito del concordato <strong>Api Spa.</strong></p>
<p>Secondo le accuse, su richiesta del legale della banca, avvocato <strong>Natale Giallongo</strong>, il giudice acconsentì di trasferire la proprietà non alla banca aggiudicataria ma a una società immobiliare da essa controllata, <strong>Basa Servizi Spa</strong>, che poteva detrarre l&#8217; Iva (pari a oltre un miliardo di lire). In cambio, secondo le accuse, la Banca del Salento conferì un incarico di consulenza a <strong>Lucia Figini</strong> «in merito a strategie commerciali di sviluppo su Firenze». La lettera di incarico fu firmata dal direttore generale della banca, <strong>Vincenzo De Bustis</strong>, il 13 gennaio 2000, il giorno prima dell&#8217; emissione del decreto di trasferimento della proprietà del palazzo. La dottoressa <strong>Figini </strong>ha riscosso dalla banca 50 milioni di lire nel 2001 e altrettanti nel 2002. Per questa vicenda il giudice <strong>Puliga </strong>è accusato di corruzione in atti giudiziari.</p>
<p>Nel caso del concordato della società <strong>Fratelli Catalani</strong>, proprietaria del castello di Sammezzano, è accusato invece di concussione: nel 2000, tramite il commissario giudiziale <strong>Angelo Garcea</strong>, avrebbe indotto la società inglese <strong>London Hereford Holding</strong>, interessata ad acquistare il castello, ad utilizzare <strong>Lucia Figini</strong> come consulente. &#8211; <em>FRANCA SELVATICI</em></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-677" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-1-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-678" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-2-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3.gif" rel="lightbox[671]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-679" title="2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/01/2006-19-02-la-repubblica-la-premiata-ditta-fallimenti-3-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em> </em></p>
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