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	<title>casosannino.com &#187; sfratto</title>
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	<description>La legge è uguale per tutti</description>
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		<title>Da 18 anni attendiamo giustizia, ma intanto chi ha usurpato i nostri beni ha ottenuto provvedimenti per sfrattarci.</title>
		<link>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/</link>
		<comments>http://www.casosannino.com/18-anni-attendiamo-giustizia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 21:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Insolite]]></category>
		<category><![CDATA[Gli esecutori della frode]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.facebook.com/?sk=messages&amp;tid=1720887016784#!/note.php?note_id=185920621443807&amp;id=100000479374264" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1266 " title="Gino Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-Sannino1.jpg" alt="Occhi Gino Sannino" width="526" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino</p></div>
<p style="text-align: center;">Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico.</p>
<p>Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo.</p>
<p>Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura.</p>
<p>Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave.</p>
<div id="attachment_1273" class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" rel="lightbox[1262]"><img class="size-full wp-image-1273 " title="Gino e Zionela Sannino" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Gino-e-Zionela.jpg" alt="Gino e Zionela Sannino" width="307" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Gino Sannino e Zionela Belgrave</p></div>
<p style="text-align: center;">La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova).</p>
<p>Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura.</p>
<p>Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni.</p>
<p>Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare.</p>
<p>Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito.</p>
<p>È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni.</p>
<p>Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita:</p>
<p><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></p>
<div id="attachment_1285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 536px"><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html"><img class="size-full wp-image-1285  " title="Edil Pitti Screen Shot SML" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2011/03/Edil-Pitti-Screen-Shot-SML1.jpg" alt="" width="526" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblicita&#39; della proprieta&#39; di Gino e Zionela in vendita nello sito de la Edil Pitti S.R.L.</p></div>
<p>La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause.</p>
<p>Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata.</p>
<p>Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto.</p>
<p>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché <strong>GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA</strong>, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa. Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</p>
<p>Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/" target="_blank">http://www.casosannino.com/relazione-squadra-mobile-documenti-2/</a><br />
<a href="http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/relacion%20PG%209-9-2002.zip</a></p>
<p>Con la presente ci rivolgiamo a chi di competenza, ai capi degli uffici, ai magistrati stessi che hanno incarico attualmente le vicende, affinché valutino l’opportunità e la necessità di provvedere per evitare un’ulteriore ingiustizia nei nostri confronti. La Legge vuole che questa proprietà sia posta sotto sequestro per evitare il riciclaggio e la continuazione di questo crimine.</p>
<p>I coniugi Gino Sannino e Zionela Belgrave.<br />
Via Boccagnello n.13 &#8211; 50039 Vicchio (FI)<br />
Tlf. 055 8493570<br />
334 97 86 937</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Vicchio,+Italy&amp;sll=43.991086,11.3657&amp;sspn=0.123995,0.308647&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Vicchio+Firenze,+Toscana&amp;ll=43.932517,11.466293&amp;spn=0.173073,0.405121&amp;z=11&amp;iwloc=A" target="_blank">Vedi qui il mappa della proprieta&#8217; in Google maps</a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p><strong>Una buona parte degli italiani hanno capito che siamo alla mercé di gruppi criminali che fanno di chiunque quello che vogliono perché hanno il controllo delle magistrature. Gli effetti deleteri della corruzione rampante tormentano i cittadini che non riescono più a respirare quell’aria di libertà che circola in un vero paese democratico. </strong></p>
<p><strong> Ormai è assodato che nel nostro Paese i criminali sanno di poterla fare franca, basta trovare un giudice che può essere il più delinquente, tanto ci penseranno i colleghi e le istituzioni ad aiutarlo e proteggerlo, come fossero fratelli in una gigantesca corporazione di potere deviato che controlla e domina il collettivo. </strong></p>
<p><strong> Questa mancanza di legalità fa sentire la gente sempre più insicura e sfiduciata verso le istituzioni, la politica non riesce a garantire una magistratura efficiente e trasparente e lascia il peso costosissimo agli italiani di una istituzione che il luogo di combattere l’illegalità usa la legge come strumento di repressione per perseguitare cittadini scomodi. Questo accadde spesso con personaggi pubblici o importanti, ma la cosa diventa più gravosa quando si perseguita un cittadino comune che non dispone di altri mezzi per ottenere giustizia ed ha solo creduto di poter richiamare i propri diritti rivolgendosi alla magistratura. </strong></p>
<p><strong> Due cittadini di questi siamo noi, Gino Sannino e Zionela Belgrave. </strong></p>
<p><strong> La nostra storia è cominciata quando ci siamo trovati ad avere a che fare con due magistrati, Sebastiano Puliga e Valentino Pezzuti. Il primo, istruttore nelle nostre cause oggetto di questa vicenda, molto famoso e temuto per il suo potere: era capace di distruggere chiunque avesse un patrimonio piccolo o grande che fosse. Le cause che lui conduceva non la vinceva chi aveva ragione ma chi lo pagava, cioè Puliga negoziava le sue sentenze. Oggi è imputato per questo ed altri comportamenti delittuosi (processo n.3834/07 presso il Tribunale Penale di Genova). </strong></p>
<p><strong> Noi, che allora non sapevamo tutto ciò, avevamo affrontato il procedimento con una certa tranquillità, forti non solo delle nostre ragioni ma anche economicamente dal momento che nel peggiore dei casi, il nostro patrimonio era abbastanza consistente per coprire largamente qualsiasi costo che in tal senso potesse essere eventualmente rilevato durante procedura. </strong></p>
<p><strong> Ma c’illudevamo, perché l’intenzione era quella di accaparrarsi i nostri beni e lasciarci ben sprofondati sul lastrico in modo tale che non ci fossero rimasti né animo né forze economiche per difenderci. Ed esattamente così accadde. Fra altre numerose magagne che qui omettiamo, Puliga dichiarò la nostra società I Due Torrenti S.r.l in stato di liquidazione, e da li a poco, autorizzava il trasferimento di tutti i nostri beni ad una società della famiglia Boni di Vichio del Mugello. Questo accadeva nel 1993 quando Sandro Boni e Maurizio Boni avevano agito in concorso con gli amministratori nominati dal giudice Puliga per controllare i nostri beni. </strong></p>
<p><strong> Diciotto anni fa dunque nel 1993 abbiamo iniziato a rivolgerci alla magistratura, ma nonostante l’evidenzia e la dimostrazione dei fatti non abbiamo mai avuto da essa neanche una tutela. Al contrario, trascinati in un intricato meccanismo di cause e procedimenti, siamo rimasti ancor più penalizzati dal rimando all’infinito delle cause e abbiamo solo incontrato quei disagi che una storia di due persone comuni contro potenti o potentati deviati può generare. </strong></p>
<p><strong> Gli anni sono passati inesorabili e nel frattempo, mentre la causa principale è ancora da 18 anni in primo grado, Maurizio Boni è riuscito ad avere provvedimenti giudiziari con i quali può sfrattarci da quell’immobile che, come detto e ridetto da ben 18 anni, con espedienti e contro ogni legalità, si è impadronito. </strong></p>
<p><strong> È proprio per il coinvolgimento di quei pubblici funzionari e magistrati fiancheggiatori del Puliga e del Pezzuti, che la giustizia viene a noi preclusa, non volendo i magistrati attuali far emergere quelle verità a carico di quei colleghi e amici, ed è appunto per proteggere loro che i singoli procedimenti vengono archiviati o decisi in favore dei Boni. </strong></p>
<p><strong> Approfittando di quei provvedimenti giudiziari a loro favorevoli, i Boni vanno avanti nel tentativo di cacciarci via dalla nostra casa senza pagarci una lira, ovvero ripetesi, da quei beni ottenuti con carte fraudolente avvallate dal Puliga e dal Pezzuti. Da allora in tutta tranquillità hanno trasferito e cercano ancora di trasferire i beni usurpati e li utilizzano ben sapendo della loro provenienza illecita. Ecco la pubblicita&#8217; della proprieta&#8217; in vendita: </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html" rel="nofollow" target="_blank">http://www.tuscany-mugello.com/it/grande-opportunita.html</a></strong></p>
<p><strong> La magistratura fiorentina conosce bene la nostra storia, ma i suoi rappresentanti magistrati hanno scelto di coprirsi reciprocamente per non far venire alla luce il vergognoso operato dei colleghi nell’ambito delle nostre cause. </strong></p>
<p><strong> Sono andato a parlare con il Sindaco di Vicchio che mi ha confermato che questa estate i Boni (o società loro) vorrebbero cominciare a costruire sulla nostra proprietà, ripeto e ripeterò ancora, da loro usurpata. </strong></p>
<p><strong> Avevamo inoltrato una denuncia di riciclaggio e in meno di un lampo il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto l’archiviazione. Avevamo inoltrato anche una denuncia per estorsione e il pubblico ministero Bianco ha chiesto l’archiviazione. Tutti provvedimenti che sgomberano il campo ai Boni per agire criminalmente contro di noi mediante lo sfratto. </strong></p>
<p><strong>Ma, se legalità significa legalità, un magistrato che sa che le persone che si intendono sfrattare sono solo vittime di criminali, commetterebbe un crimine  peggiore se firmasse un provvedimento per lo sfratto, perché GARANTIRE LA LEGALITÀ È IL PRIMO DOVERE DI UN MAGISTRATO ESSENDO QUESTA L’UNICA RAGIONE DELLA SUA PIENA INDIPENDENZA, se questa garanzia i magistrati non sono in grado di darla ai cittadini, allora questa indipendenza che i magistrati difendono con tanto accanimento serve solo a perseguitare la gente?. Perché questo che sta capitando a noi è repressione, <strong>inaccettabile repressione contro due comuni cittadini che non hanno modo di difendersi se non rivolgendosi alla magistratura stessa.</strong> Ma il peggio è che tutto questo sta accadendo per favorire i veri delinquenti, consentendo loro di riciclare ancora i nostri beni usurpati pur di occultare i reati di colleghi magistrati e pubblici ufficiali.</strong></p>
<p><strong> Mettiamo qui i link di alcuni documenti ufficiali dove emerge con chiarezza come la nostra vicenda processuale è stata pilotata e fatta arenare nel tempo. Documenti che descrivono le persone coinvolte nella nostra vicenda. Questi documenti sono indagini ordinate da pubblici ministeri che subito dopo hanno insabbiato nonostante i gravi reati accertati dagli investigatori:</strong></p>
<p><strong><a href="../largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip" rel="nofollow" target="_blank">http://www.casosannino.com/largefiles/11_04_2000_indagine_guardia_di_finanza.zip</a></strong></p>
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		<title>Lo Sfratto &#8211; Fotografie</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 17:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team Casosannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>

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Due mesi dopo dal primo tentativo di sfratto, il 3 dicembre del 2004, senza sapere che i loro movimenti erano controllati, Gino e Zionela sono andati a Firenze.  Approfittando della loro assenza e, dopo avere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros-de-policia.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-301" title="Carabinieri postati all'inizio di Via Boccagnello" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros-de-policia-300x182.jpg" alt="" width="180" height="109" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-305" title="Gino e la Sindaco Elettra Lorini" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-300x189.jpg" alt="" width="180" height="113" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-21.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-306" title="Gino, Lorini el il carabiniere Fulvio Galiardo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-21-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-zio-y-claudio-incredulos-e-indignados.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-307" title="Claudio, Gino e Zionela" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-zio-y-claudio-incredulos-e-indignados-300x183.jpg" alt="" width="180" height="110" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-1.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-302" title="casa-1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-1-300x200.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-303" title="casa-2" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-2-220x300.jpg" alt="" width="132" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-3.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-304" title="casa-3" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/casa-3-300x186.jpg" alt="" width="180" height="112" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/2004-finestre-murate-nello-sfratto-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-727" title="2004 finestre murate nello sfratto" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2009/02/2004-finestre-murate-nello-sfratto-2-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-bloque.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-308" title="Ventana murata 1" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-bloque-300x192.jpg" alt="" width="180" height="115" /></a><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano1.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignnone size-medium wp-image-309" title="Ventana murata e la mano del muratore" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano1-300x192.jpg" alt="" width="180" height="115" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fWH8QAQHPqo" target="_blank"><img class="size-full wp-image-268 aligncenter" style="border: medium none; margin: -20px 0px 0px; padding: 0px; text-align: center;  align: center;" title="sfratto_youtube_video_introduttivo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/sfratto_youtube_video_introduttivo.gif" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Due mesi dopo dal primo tentativo di sfratto, il <strong>3 dicembre del 2004</strong>, senza sapere che i loro movimenti erano controllati, Gino e Zionela sono andati a Firenze.  Approfittando della loro assenza e, dopo avere montato due posti di controllo lungo la strada che porta a casa Sannino, il maresciallo capo dei Carabinieri di Vicchio, seguito dall’ufficiale giudiziario, <strong>Maurizio</strong><strong> Boni</strong>, <strong>Sauro Boni</strong>, <strong>Sandro Boni</strong> e <strong>Filippo Boni</strong>, diverse persone sconosciute e numerosi carabinieri, in borghese ed altri con il mitra, diverse pattuglie e altri veicoli, invasero della casa della famiglia Sannino Belgrave.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-289" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="Carabinieri di Vicchio e Borgo" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/carros_policias.jpg" alt="" width="329" height="201" />Il figlio, che tranquillamente dormiva in altra ala dell’immobile, fu preso brutalmente e cacciato a forza di casa. I carabinieri non lo lasciarono chiamare subito l’avvocato e fu ammanettato quando insisteva per entrare nella casa per prendere documenti dei suoi genitori. Alla fidanzata, che era presente, non lasciarono telefonare ai genitori per chiedere aiuto e le fu assegnato un carabiniere che vigilava che non si allontanasse.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Boni </strong>e tutta quella gente sconosciuta ebbero abbastanza tempo per mettere mano a documenti importanti di cause pendenti contro gli stessi <strong>Boni </strong>e negli effetti personali de la famiglia. Svuotarono la casa. Smantellarono la cucina e il riscaldamento, rovistarono e stiparono tutto in sacchi della spazzatura o in scatole in modo che molte cose si ritrovarono rotte o inservibili. Furgoni e macchine andavano e venivano portando tutti gli oggetti personali della famiglia Sannino ad in luogo sconosciuto. Fu soltanto dopo insistere e dopo avere completato lo svuotamento della casa, che ebbero la “considerazione” di informare Gino e Zionela che tale luogo era un magazzino dei Boni a Vicchio e che i custodi dei loro documenti ed effetti personali erano gli stessi Boni. Portarono via persino il furgone di lavoro di Gino con una gru rifiutandosi di informare per quale motivo ne dove. Misero sbarre. Murarono porte e finestre. (vedi qui alcune fotografie)</p>
<p style="text-align: justify;">Il figlio tentò di comunicare con Gino e Zionela, ma per cominciare i carabinieri non gli permisero di usare il telefono. Quando poté farlo telefonò ripetutamente al legale incaricato de la causa, <strong>Avv. Stefano Magherini</strong> di Borgo San Lorenzo, ma questo riattaccava o semplicemente non rispondeva. Chiamò diverse volte il luogo dove Gino e Zio erano andati e fu risposto o semplicemente lo facevano aspettare senza trasferire la telefonata a qualcuno che potesse rispondere. Finalmente, permisero al figlio di parlare con un ufficiale il quale in seguito fece in modo che Gino e Zionela fossero informati di ciò che stava accadendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-2.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-294" title="Gino e il Maresciallo di Vicchio" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/gino-hablando-con-la-alcalde-lorini-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gino e Zionela cercarono subito di arrivare alla casa, ma non ci arrivarono perchè una pattuglia di carabinieri li bloccò, impedendogli di allontanarsi in modo di non fargli  vedere il crimine che si stava commettendo nella loro abitazione. Sul posto arrivarono una vicina della famiglia sfrattata e il Sindaco di Vicchio che furono testimoni di quanto accaduto e delle modalità usate. L’ufficiale giudiziario responsabile dell’operazione effettuata non informò di niente i coniugi Sannino. L’ufficiale giudiziario permise soltanto che Zionela leggesse una parte dell’ordinanza del giudice della che imponeva che l’operazione dovesse essere effettuata senza dare avviso a nessuno dei due coniugi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano.jpg" rel="lightbox[291]"><img class="alignright size-medium wp-image-297" style="margin: 15px 0px 5px 15px; padding: 2px;" title="Finestra murata" src="http://www.casosannino.com/wp-content/uploads/2008/11/ventana-y-mano-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Gino e Zionela non hanno avuto un nessun documento ufficiale, vuoi  l’elenco dei loro effetti personali e neanche la copia dell’ordine di sfratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è stata un’operazione più idonea per un criminale pericoloso, un fuggitivo o un terrorista che per due cittadini comuni. I due coniugi mai si sarebbero immaginati che il potere dei Boni potesse arrivare a coinvolgere a tal punto pubblici ufficiali di vari livelli, cominciando per dal giudice che dette il via libero per procedere in tal modo, l’ufficiale giudiziario, il maresciallo capo e i semplici carabinieri. Tutte queste autorità acconsentirono ad ogni modo che lo sfratto avvenisse con tanto vandalismo. Il potere dei Boni è ovviamente più grande di quello dei diritti costituzionali fondamentali delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo accade ad una famiglia che ha solo cercato di far valere i propri diritti per poter conservare gli unici beni che possiede.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora impotenti e confusi Gino Sannino e la sua famiglia si domandano com’è possibile che in un paese civilizzato del ovest europeo si permetta che ci sia tanta ingiustizia per tanti anni e come sia possibile che i suoi diritti legali e fondamentali siano violati così palesemente e con tanta furia? Perchè tanta intimidazione e persecuzione durante tanto tempo?. Solo perchè non lasciarono al gruppo Boni e complici rubare la loro proprietà in pace?</p>
<p class="statement" style="text-align: center;"><strong>E NOI CI DOMANDIAMO COM’E’ POSSIBILE CHE, ANCHE CON PROVE DI FRODE, SI PERMETTA AD UNA PERSONA IMPADRONIRISI DI UNA PROPRIETA SENZA PAGARLA?</strong></p>
<p class="statement" style="text-align: center;"><strong>&#8220;Inademplendi  non  est  ademplendum&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>In altre parole: Quello che non hai pagato non è tuo</strong></p>
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