Udienza 6 e 20 aprile 2009
Procedure: Harold Donna/Eratò/Officine Sas, Api, Ruspoli, Gori Sostene, Demidoff.
Testimoni: Bacci imprenditore immobiliare, Miranda Pirone commercialista, Stefano guidi commercialista, Roberto Innocenti, Emanuele Riviello giudice.
Harold Donna/Eratò/Officine Sas
Le società Eratò, Harold Donna, Officine Sas di Fabbri Giulietta e C., Synergon, Area Sas, fallirono a ruota previo la distrazione dei patrimoni mediante la cessione delle quote ad altre società appositamente costituite. Erano gestite da Massimo Poli, Anna Ortolani e Giulietta Fabbri che conducevano una catena di circa 50 negozi di abbigliamento sparsi in Firenze nel sottopassaggio della Stazione, nelle vie Gioberti, doni, nobili, Giannoti, Corridoni, ecc. nonché a Puntala e Forte dei Marmi. Una delle società fallite, la Area Sas, doveva avere per giudice il dott. Riccucci ma il procedimento fu assegnato a Puliga. Nel 2005 Poli e Ortolani furono arrestati. Il loro commercialista di fiducia era David Baldassarri. (leggi Repubblica 11.01.2005)
Sulla vicenda sono state poste alcune domande al teste Stefano Guidi, l’interrogatorio non ebbe seguito dopo opposizione di alcuni avvocati della difesa. Il pubblico ministero dott. Terrile eccepiva che tutti gli argomenti sono collegati. La Corte poi decise che tutti gli argomenti dovevano essere anticipati per email ai difensori.
Dalle sue dichiarazioni è emerso che l’Eratò era gestita da un commercialista che non poteva apparire perché aveva avuto un fallimento per cui usava un prestanome, che Massimo Poli e Anna Ortolani si frequentavano con Puliga e Figini. Baldassarri aveva fatto capire al teste che il fallimento della Officine Sas di Fabbri Giulietta e C., voluto dagli interessati, sarebbe stato assegnato a Puliga dopo la manomissione al computer del sistema di assegnazioni.
Gli affari con gli amici a tavola
Si sono poste domande su varie società intervenute nelle aste dei procedimenti assegnati a Sebastiano Puliga. Fra queste alcune società dell’industriale pratese Mario Becagli (Site, Binfi, Firenze Investimenti Developer) e del ruolo di Figini Lucia in queste società. Si parlò anche della società Alpe, di Figini e Baldassarri, e della società Eratò di Massimo Poli e Anna Ortolani amici del Puliga, Figini e Baldassarri. Si è ribadito che Puliga era a conoscenza dei rapporti professionali tra Lucia Figini e Mario Becagli, che era presente spesso nelle ore di pranzo in ufficio dove mangiavano insieme ad altri colleghi e che Lucia Figini manteneva informato lo studio professionale delle occasioni d’asta.
Sul caso del Palazzo Ruspoli
Sono state poste ancora domande sulla vendita del Palazzo Ruspoli, sui ruoli delle persone interessate all’acquisto del Palazzo. I teste Roberto Innocenti ha confermato quanto già emerso all’udienza del 16-23.03.09.
Al teste Emanuele Riviello, giudice presso il Tribunale di Firenze, sono state poste domande sulla procedura esecutiva Gori proprietari del Palazzo Ruspoli. Il teste ha confermato quanto emerso nell’udienza del 16 e 23.03.09 (http://www.casosannino.com/16-23-032009/) in relazione alla sua sostituzione da parte del Puliga nella procedura.
Sulla sostituzione urgente del custode Gori con Mariella Giannone (amante di Puliga), il teste specificava che per prassi si preferisce tenere esecutato come custode del bene perché questo non viene pagato mentre un professionista si, e che lui non avrebbe ritenuto urgente la sostituzione del custode, che tutte le procedure non urgenti vengono sospese nei periodi feriali e che quando fu sostituito da Sebastiano Puliga il programma delle udienze era già fissato.
Sul tempo impiegato per pubblicizzare la vendita di un immobile importante come il palazzo Ruspoli, il termine di 10 giorni per la vendita è troppo breve, di solito, per dare un maggior margine alla pubblicità, il teste giudice Riviello ci impiegava da tre a cinque mesi.
Riferiva inoltre il teste Emanuele Riviello che se veniva presentata una offerta in ritardo ma questa era migliore e quindi più conveniente alla procedura, si sceglieva di accettarla. Questo in riferimento al fatto che Sebastiano Puliga aveva rifiutato il giorno dell’asta l’offerta della Deltaplano che era migliore di quella della Site del Becagli alla quale fu aggiudicato l’immobile.
È emerso che in un’asta, l’offerente non dovrebbe sapere se ci sono altre offerte e la cancelleria ha l’obbligo di non farlo sapere.
Anche la procedura “Conticelli Costruzioni” era del dott. Riviello, che l’aveva ritenuta non urgente. Venne poi espletata a tutto gas dal Puliga nella estate del 2002.
È emerso che Riviello aveva fatto il decreto di trasferimento ma non si era accorto che Puliga aveva già venduto il palazzo Ruspoli in sua assenza, particolare che venne a sapere dalla Polizia Giudiziaria.
Prossima udienza 18 maggio 2009.

