Udienza del 26.01.2009
Udienza del 26.01.2009
Furono sentiti i testi Brogi, Mazzanti, Minniti, Rossi
La Corte ha deciso che l’avvocato Andrea Mazzanti, imputato in altri procedimenti della Fallimentopoli, poteva deporre come testimone stante la diversità di oggetto nelle fattispecie di reato.
Si è affrontato il tema di alcune urgenze nel periodo feriale, una delle quali era la liquidazione del compenso finale nell’ambito del concordato preventivo Sama alla sig.ra Mariella Giannone, nota per essere l’amante di Sebastiano Sebastiano Sebastiano Puliga. È emerso che la liquidazione di un acconto sul compenso ad un professionista non rientra nei provvedimenti di urgenza feriale.
Il teste Riccardo Rossi gli furono rivolte domande di chiarimenti sul concordato preventivo Margheri, sui compensi al dott. Bandettini in quella procedura, su Opus Line Consulting, da quali giudici aveva ricevuto incarichi, in quali procedure aveva ricevuto incarichi, dei suoi rapporti personali con Sebastiano Puliga e le frequentazioni e su il suo interessamento per l’iscrizione del magistrato al Circolo del Tennis di Firenze.
Emergeva che successivamente alla presentazione del concordato Margheri vi erano una serie di creditori fra i quali lo Studio Bandettini, al quale non aveva inviato la raccomandata perché non c’era un documento relativo al suo incarico, che aveva saputo che lo studio Bandettini era creditore perché glielo avevano detto le segretarie.
Era stato incaricato nelle procedure Colafer, Market, Ponticelli, Prefabbricati Plp, Apollo, Werweyen, Ital Sicurity e aveva ricevuto incarichi da parte dei magistrati Pavone, Braccagni, Sapere, Sebastiano Puliga, D’Amora, prevalentemente Sebastiano Puliga e Sapere.
Confermava i suoi rapporti e frequentazioni con Sebastiano Puliga e altri colleghi con i quali era stato alla villa di Sebastiano Puliga e Lucia Figini a Forte dei Marmi, nella casa del giudice a Rosano e nella casa di un cancelliere.
Il Coccio Umidificatori
Il teste Vinicio Brogi, proprietario de Il Coccio Umidificatori, rispondeva alle domande sull’amministrazione controllata de Il Coccio. Le banche gli avevano chiesto di rientrare di 100 milioni dalla sera alla mattina. “Mi volevano tagliare le gambe, sapevano che ho una esposizione finanziaria per 9 mesi l’anno“. Tuttavia le banche si erano rese disponibili ad una eventuale amministrazione controllata della società, ma prima Brogi doveva cambiare il suo commercialista Giorgetti e interessare al suo posto il rag. Valecchi di Borgo San Lorenzo il quale Brogi non conosceva. Nel corso delle trattative con la banca veniva indicato come consulente l’Avv. Mazzanti.
È emerso che, dietro proposta del Mazzanti, affinché il procedimento fosse condotto da Puliga, aspettarono il suo rientro dalle ferie per presentare la domanda di ammissione all’amministrazione controllata de Il Coccio Umidificatori. Mazzanti affermava di volere Sebastiano Puliga perché lo riteneva un giudice molto sensibile al tipo di procedura e, avendo già parlato col giudice, sapeva di dover attendere il suo rientro dalle ferie.
Prima di presentare la domanda l’Avv. Andrea Mazzanti ritornò da Sebastiano Puliga perché voleva che venisse deciso al più presto e il giudice gli disse che con la richiesta d’urgenza sarebbe andata in camera di consiglio il prima possibile. Quindi l’Avv. Andrea Mazzanti chiedeva al giudice cosa mettere come urgenza e Sebastiano Puliga gli rispondeva di scrivere una cosa qualunque sulla domanda. Mazzanti dunque scriveva “si prega di provvedere con urgenza al fine di evitare azioni esecutive“. Ecco fatto. Il provvedimento di ammissione della domanda veniva emesso il giorno dopo.
Ma non vi era nessuna urgenza: alle domande del PM dott. Terrile l’Avv. Mazzanti ammetteva che quella richiesta d’urgenza era “totalmente priva di senso dal punto di vista giuridico” perché è vietato espressamente iniziare o proseguire una azione esecutiva sin dal momento della presentazione della domanda per l’ammissione alla procedura di amministrazione controllata (articoli 168 e 188 della Legge Fallimentare).
Il giudice viene revocato perché al suo posto ci deve essere per forza Sebastiano Puliga.
Nel 2002 il giudice Minniti era stato indicato come componente di un collegio fallimentare a tabella feriale. Era arrivato puntuale per partecipare quando, dopo avere appreso da un collega che era stato sostituito, è andato a vedere e c’èra un provvedimento firmato dal Presidente facente funzioni dott. Muntoni, che non gli era stato comunicato e che prevedeva la sua sostituzione con Sebastiano Sebastiano Puliga nella camera di consiglio che si doveva tenere di li a pochi minuti. Non trovando in nessun modo la giustificazione a tale provvedimento, il dott. Minniti scrisse immediatamente la richiesta di revoca del provvedimento.
La spiegazione del Presidente fu che Sebastiano Puliga aveva chiesto di rientrare dalle ferie e gli faceva vedere la richiesta che era motivata col dover procedere in via d’urgenza nel l’ambito di procedimenti concorsuali ma si trattava di provvedimenti tutti di competenza monocratica del giudice delegato e non del giudice collegiale rispetto ai quali quindi non ci sarebbe stata alcuna necessita di provvedere alla sostituzione di un componente del collegio.
Uno dei colleghi mosse il suo disappunto al dott. Minniti per il fatto che con la sua richiesta di revoca del provvedimento di sostituzione avrebbe reso problematica la situazione non consentendo a Sebastiano Puliga di partecipare alla camera di consiglio. Il Presidente dott. Muntoni comunque doverosamente il giorno seguente modificò il proprio provvedimento.
Per una delle richieste di Sebastiano Puliga di rientrare dalle ferie per la decisione sulla domanda di ammissione di una amministrazione controllata, il dott. Minniti era rimasto perplesso quando si sentì dire “faremo una camera di consiglio e nomineremo Sebastiano Puliga anche se non è il presidente e anche se non è membro del collegio“.
Emergeva inoltre che Sebastiano Puliga chiedeva di tornare in servizio esattamente nei giorni in cui erano previsti i collegi fallimentari.
Tensioni e poca trasparenza in Tribunale: i magistrati avevano fatto un esposto.
C’era molta tensione in Tribunale provocata anche da un esposto che avevano fatto alcuni magistrati in relazione alla mancata trasparenza della camera di consiglio per la procedura ex 2409 della Fiorentina Calcio, nel quale veniva denunciata la previsione di un collegio ad hoc e per questo esposto Sebastiano Puliga aveva risposto attaccando duramente.
Inoltre si erano verificati problemi di trasparenza e soprattutto nella segreteria del Presidente del Tribunale vi era una differenza di trattamento tra i diversi colleghi dell’ufficio, era del tutto evidente la fortissima ostilità a qualsiasi tipo di istanza e richiesta d’informazione, in particolare per verificare le procedure di assegnazione dei procedimenti. C’èrano addirittura difficoltà a mettere a protocollo lettere dei singoli uffici che venivano rilasciate senza numero di protocollo. La segreteria di presidenza motivava il rifiuto dicendo che sarebbe stato il Presidente a decidere se mettere a protocollo.
La prossima udienza ci sarà il 02.02.2009.
Vedi anche: Chi è l’Avv. Andrea Mazzanti









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